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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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30 set 2014

Foto della settimana - Settembre 2014

Anche questo nuovo appuntamento con le Foto della Settimanam direttamente dalla photogallery di Ferrovie in Calabria, non si smentisce: pubblichiamo di seguito le bellissime immagini inviateci da tanti amici appassionati calabresi e non solo, direttamente dalle strade ferrate della nostra regione.

Iniziamo dallo scartamento ridotto, con questo scatto gentilmente concessoci da Giulio Fresi: ci troviamo a Rogliano, e la protagonista della fotografia è ovviamente l'automotrice M2.232 MV (erroneamente marcata Mv 232), unica unità dello storico gruppo di automotrici Breda, oggi in gran parte rimotorizzate, ad essere stata sottoposta a revamping totale degli interni e degli esterni, con applicazione dei nuovi colori sociali bianco/azzurro di Ferrovie della Calabria. La M2.232 MV ha ricevuto ben quattro livree durante la sua storia: castano-isabella di origine, passando per la verde magnolia-grigio perla, in seguito per la giallo-rosso, e finendo a quella attuale bianco-azzurro!
La "revamping" in azione (n°145 - 09/2014)
Cambiamo completamente ambientazione, con la seconda Foto della settimana di settembre! Ci spostiamo infatti a Villa San Giovanni, dove l'amico Matteo Cucco ha immortalato una D145 serie 2000, impegnata nell'operazione di manovra delle vetture dell'ICN 785 Milano Centrale - Palermo/Siracusa, assieme ai fidati carri scudo (un pianale Rgs ed una UIC-X). Come noto, le D145, per la loro forma non proprio aggraziata e soprattutto per la storica livrea arancio, sono soprannominate affettuosamente "aragoste".
Aragosta diesel-elettrica! (n°146 - 09/2014)
Ci spostiamo ora sulla linea Jonica, rimanendo però nel reggino: l'email con cui ci è stata inviata la fotografia, era stata intitolata "Sula, unica e paccia", riferendosi in modo dialettale alla piccola ed ormai disperata ALn668 serie 1000, che nonostante i quasi 40 anni di servizio continua a garantire degnamente quel residuo servizio ferroviario Regionale presente sulla Jonica...e molto spesso, addirittura il collegamento InterCity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto! Qui l'unità 1085 è ripresa in corsa tra Marina di San Lorenzo e Melito di Porto Salvo, diretta verso Reggio Calabria Centrale. Ovviamente il titolo scelto per la fotografia...non poteva essere diverso!
"Sula, unica e paccia!" (n°147 - 09/2014)
L'ultima Foto della Settimana di settembre ci riporta sulla ferrovia Tirrenica, ed in particolare a Rosarno, dove l'amico Lorenzo Monterzino ha fotografato l'ETR463 n.28 in servizio Frecciabianca tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini. Frecciabianca 9872 al bivio: sappiamo bene che la strada - o meglio la ferrovia - che seguirà, subito dopo Rosarno, sarà la Direttissima via Mileto...nulla ci impedisce però di immaginare il nostro ETR percorrere la linea costiera Rosarno - Eccellente via Tropea, andando a servire la Costa degli Dei, magari in estate...
Frecciabianca al bivio (n°148 - 09/2014)
Continuate ad inviarci le vostre fotografie all'indirizzo info@ferrovieincalabria.it, o pubblicandole direttamente sul gruppo facebook di Ferrovie in Calabria: una volta a settimana pubblicheremo le più belle ed interessanti all'interno della nostra photogallery...ed a fine mese in queste pagine!

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3 set 2014

Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e Catanzaro - Cosenza: due proposte ferroviarie per "sbloccare la Calabria"


Mille giorni per sbloccare l'Italia, partendo da investimenti epocali nel sistema delle infrastrutture di trasporto, con le ferrovie in prima linea: da giorni tutti i media nazionali rilanciano in un continuo tam tam le dichiarazioni del governo Renzi, che assicura uno stanziamento di 3,8 miliardi di Euro per tentare di dare uno shock positivo alla pericolante economia nazionale. Una cifra mai messa in campo fino ad oggi, che sarà destinata quasi totalmente all'avvio della cantierizzazione di grandi opere viarie, principalmente ferroviarie. Nello specifico, nel decreto legge, sono previsti i seguenti interventi

- Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari (attraverso l'upgrade della linea Caserta - Foggia); 
- Velocizzazione della Palermo-Catania-Messina;
- Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova;
- Terzo Valico dei Giovi;
- Tunnel del Brennero;
- Velocizzazione ferrovia Lucca-Pistoia; 
- Soppressione dei passaggi a livello nel tratto pugliese della linea adriatica Bologna-Lecce.


Con grande rammarico, però, notiamo ancora una volta che nello "Sblocca Italia" non è menzionata neppure lontanamente la Calabria, "solita" grande assente ormai da decenni, nei piani nazionali di investimento infrastrutturale nel settore del trasporto ferroviario...salvo rare eccezioni dimostratesi però di dubbia utilità (ricordiamo la variante "monca" Catanzaro Lido - Settingiano della linea trasversale Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido).

Indubbiamente non possiamo dimenticare gli importanti lavori in corso, riguardanti la direttrice Tirrenica Salerno - Reggio Calabria, che verrà notevolmente velocizzata, potenziata a livello di capacità di traffico ed adeguata tecnologicamente attraverso l'installazione di moderni Apparati Centrali Computerizzati nei principali nodi, in primis Lamezia Terme Centrale (stazione in cui sono già in corso opere di velocizzazione degli itinerari e rinnovo della catenaria). Si tratta di opere connesse al "Secondo Contratto Istituzionale di sviluppo", finalizzato al completamento della Direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, e firmato il 18 dicembre 2012 dall'allora ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca, assieme alle maggiori cariche istituzionali delle regioni Calabria, Basilicata e Campania, ed ai rappresentanti nazionali di RFI e Ferrovie dello Stato.
Peccato però che la ferrovia Tirrenica, per quanto sia ormai la direttrice principale dei grandi traffici-nord sud di Calabria e Sicilia, non sia l'unica strada ferrata presente in Calabria.
Noi di Ferrovie in Calabria non vogliamo ricadere nella solita solfa, per quanto sicuramente condivisibile, legata all'elettrificazione della ferrovia Jonica che si attende ormai da decenni: allo stato attuale, a nostro parere, per rilanciare la stessa tratta Reggio Calabria - Metaponto, è di primaria importanza investire inizialmente sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Saremo ormai tutti a conoscenza delle gravi criticità che interessano questa tratta, tra tempi di percorrenza anacronistici (che sono in ogni caso parzialmente riducibili anche allo stato attuale) a causa della presenza di un ponte provvisorio tra Marcellinara e Feroleto Antico (con conseguente presenza di rallentamento a 30 km/h), e non di meno per colpa di una Regione che a causa di una mancata pianificazione dei servizi regionali, e nello specifico delle coincidenze, ha portato ad una totale disincentivazione del vettore ferroviario per gli spostamenti Jonio-Tirreno attraverso la tratta in questione. Aggiungendo inoltre che sono in corso importanti opere di rinnovo della trasversale stradale tra Catanzaro e Lamezia Terme (con velocizzazione dei raccordi con la SS106 sul versante Jonico), il confronto tra treno e vettore stradale inizia a divenire impari: 50 minuti di percorrenza su rotaia, contro quelli che saranno circa 25 via strada.
Fermo restando che un servizio diventa funzionale se ben integrato a livello di coincidenze ed interscambi, rimaniamo del parere che nel breve termine l'offerta ferroviaria sull'attuale linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale vada assolutamente rimodulata, in modo da renderla fruibile anche da coloro che provengono da tutto il versante Jonico a nord ed a sud di Catanzaro.
Questo però non ci impedisce, così come non lo impedisce a gran parte dell'opinione pubblica catanzarese e dell'hinterland, a chiedere con forza qualcosa di più: un qualcosa che avrebbe una serie di risorse economiche già a disposizione (81 milioni di Euro del FONDO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE 2007-2013), ma che a quanto pare sono state congelate, dopo aver compreso che l'elettrificazione dell'attuale tracciato della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, (gli 81 milioni di € sono stati previsti proprio per questo), non porterebbe ad alcun beneficio nè per i tempi di percorrenza e nè per l'efficienza del servizio ferroviario.
Ma allora, cosa stiamo ancora aspettando? Cosa stanno attendendo i nostri politici regionali e locali?
Perchè ancora nessuno, considerando che la Calabria ancora una volta rimarrà fuori dalle opere ferroviarie previste nello "Sblocca Italia", si fa avanti per richiedere, nel decreto, un rinnovo totale della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, partendo magari dal riutilizzo dei famosi 81 milioni di Euro già esistenti?
Catanzaro Lido: il Regionale 3743 in partenza per Reggio Calabria: sulla destra, la nuova variante Catanzaro Lido - Settingiano, posta sulla linea per Lamezia Terme Centrale.
Pensiamo un po' a ciò che potrebbe rappresentare per tutta l'economia e la popolazione della costa Jonica ed ovviamente per il Capoluogo di Regione, una "nuova" Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, con completamento del tratto in variante, oggi limitato tra Catanzaro Lido e Settingiano: la nostra proposta prevede la costruzione di un nuovo tratto di strada ferrata che da Settingiano proseguirebbe in direzione della valle di Maida, e transiterebbe di fianco al noto centro commerciale "I Due Mari" (che potrebbe essere comodamente servito da una fermata in piena linea). Proseguendo, il nuovo tracciato andrebbe a scavalcare l'autostrada A3 e la ferrovia Tirrenica, ed andrebbe a terminare la sua corsa esattamente...nei pressi dell'Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme, con una stazione ferroviaria di testa: si concretizzerebbe ciò che da decenni si attende: arrivare in treno nel più importante scalo aereoportuale calabrese, che diventerebbe così raggiungibile da ogni punto della regione servito dalle linee ferroviarie di RFI.
Il collegamento con la stazione di Lamezia Terme Centrale, invece, potrebbe avvenire contemporaneamente attraverso due vie: una "diretta", che con una bretella permetterebbe di bypassare la stazione di testa aeroportuale (nella quale sarebbe necessario un cambio banco, da eseguirsi ovviamente solo con composizioni reversibili), oppure, post cambio banco nella ipotetica Lamezia Terme Aeroporto, percorrendo un tratto di ferrovia che prima di innestarsi sulla linea Tirrenica, nei pressi della radice degli scambi lato sud di Lamezia Terme Centrale, andrebbe a congiungersi con la già citata bretella che "salta" la stazione aeroportuale.
Per quanto riguarda l'attuale tracciato Settingiano - Lamezia Terme Centrale via Marcellinara - Lamezia Terme Nicastro, la nostra ipotesi prevede un - per così dire - salvataggio del percorso urbano di Lamezia Terme (comprensivo della fermata di Lamezia Terme Sambiase e della stazione di Lamezia Terme Nicastro). Salvataggio che si rende ovviamente necessario per garantire la continuità ferroviaria all'interno del comune di Lamezia, e che porterebbe anche alla creazione di un interessante mini-sistema metropolitano.
Un rapido esempio: il treno "A" proveniente da Catanzaro Lido, dopo aver effettuato la fermata ed il cambio banco a Lamezia Terme Aeroporto, raggiungerebbe Lamezia Terme Centrale, dove andrebbe ad incrociare il treno "B" proveniente da L.T. Nicastro e diretto a Lamezia Terme Aeroporto - Catanzaro Lido. Una volta effettuato l'incrocio, il treno "A" da Catanzaro Lido ripartirebbe così verso L.T. Nicastro, mentre il treno "B" verso L.T. Aeroporto/Catanzaro Lido: in tal modo, sul breve tratto urbano lametino, circolerebbe sempre un treno per volta, rendendo così possibile l'istituzione di un economico regime di traffico denominato "a spola", tra L.T. Centrale ed L.T. Nicastro.
Chiaramente, anche il breve percorso urbano andrebbe elettrificato: non dimentichiamo, tra l'altro, che l'attuale SottoStazione Elettrica RFI di Sambiase, nel breve termine verrà potenziata a livello energetico, in collegamento agli interventi di upgrade infrastrutturale del corridoio ferroviario tirrenico, di cui abbiamo parlato all'inizio di questo articolo. Una buona "scusa" per portare, a questo punto, la catenaria fino a Nicastro, e non privare del vettore ferroviario i principali agglomerati urbani del popoloso comune, che verrebbero collegati direttamente con l'aeroporto e non perderebbero il servizio diretto con Catanzaro/Catanzaro Lido.

In basso (in verde) il tracciato della variante elettrificata Settingiano - Lamezia Terme Aeroporto - Lamezia Terme Centrale, il tracciato dei tratti attualmente esistenti e che nella nostra proposta rimarranno inalterati ed elettrificati (Catanzaro Lido - Settingiano, Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro, riportati in blu), ed il tratto Settingiano - Marcellinara - Lamezia Terme Nicastro che verrebbe dismesso (riportato in marrone). Presenti anche le stazioni e fermate già esistenti e previste nella nostra proposta.


Visualizza Ferrovia Catanzaro Lido - Lamezia Terme - Variante Settingiano - Lamezia Terme Aeroporto - Lamezia Terme Centrale in una mappa di dimensioni maggiori

Qualcuno, però, potrà porre il quesito: "e la stazione di Marcellinara, che fine farà?"
Purtroppo questo sarebbe l'unico impianto a rimanere definitivamente tagliato fuori dal servizio ferroviario, trovandosi sul tratto da dismettere, assieme al posto di movimento di Feroleto Antico-Pianopoli, sospeso al servizio commerciale da circa 10 anni. Obiettivamente, la stazione di Marcellinara (più volte sospesa al traffico viaggiatori negli ultimi anni), anche a causa della notevole distanza dal centro abitato, genera un traffico di viaggiatori irrisorio, se non molto spesso totalmente nullo. Nel nostro progetto, riteniamo infatti che sia i centri di Feroleto Antico e Pianopoli, che quello di Marcellinara, debbano essere collegati alla ferrovia attraverso alcune navette su gomma, che avrebbero come punto di raccolta la stazione di Lamezia Terme Nicastro per Feroleto Antico/Pianopoli, e la nuova fermata di Settingiano per Marcellinara. A proposito dell'impianto di Settingiano: si tratta di una struttura completamente nuova, costruita nel 2008 sul nuovo tratto in variante, ma mai attivata al servizio viaggiatori, nonostante la discreta appetibilità e la posizione strategica (si trova a poche centinaia di metri dallo svincolo della superstrada Catanzaro - Lamezia Terme), che potrebbe rappresentare un vantaggio nell'istituzione di un punto di interscambio modale gomma/ferro.
Interscambio modale, che potrebbe esistere, perchè no, anche nella nuova fermata che immaginiamo essere posta proprio in corrispondenza del centro commerciale "I Due Mari", da collegare, potenzialmente, con i centri limitrofi sempre attraverso un servizio di mini-bus navetta.
Questione tempi di percorrenza: è ormai noto che allo stato attuale, sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, a stento si riesca a scendere a 45 minuti di percorrenza su 43 km di ferrovia.
Nella nostra ipotesi, i km di ferrovia scenderebbero a circa 39, tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, passando per l'Aeroporto: differenza minima sulle distanze, ma enorme nelle capacità di traffico e prestazioni dei rotabili. La prima indubbia velocizzazione, proverrebbe dall'elettrificazione totale della linea tra lo Jonio ed il Tirreno, ma non basta: evitare il tortuoso e lento percorso tra Settingiano e Lamezia Terme Nicastro via Marcellinara-Feroleto Antico, permetterebbe un ulteriore consistente risparmio nei tempi di percorrenza.
Perciò, si tratterebbe di portare la trazione elettrica su una linea agevole a livello plano-altimetrico: non è utopia immaginare una velocità massima anche di 160 km/h in rango B per l'intero percorso da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Aeroporto. Con un Minuetto elettrico, o con una composizione di E464 e vetture MDVC/UIC-X, sarebbe possibile partire da Catanzaro Lido ed arrivare Lamezia Terme Aeroporto dopo circa 25 minuti, fermando a Catanzaro, Settingiano e nella nuova fermata del Centro Commerciale i due Mari!
Lamezia Terme Centrale, da Catanzaro Lido, verrebbe raggiunta invece in circa 35 minuti, considerando un cambio banco presso Lamezia Terme Aeroporto compreso tra 7 ed 8 minuti: circa 45 minuti, invece, per andare da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Nicastro, con tempi di poco superiori rispetto a quelli attuali, relativi al disastrato percorso via Marcellinara.
Ma volendo immaginare anche qualche servizo "no-stop" da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Centrale, non è difficile immaginare di percorrere il tratto Catanzaro Lido - Lamezia Terme Aeroporto in poco più di 15 minuti (!) e Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale in 25 minuti (per cambio banco di 7-8 minuti presso L.T. Aeroporto).
In pratica, la metà del tempo di percorrenza odierno: questo dato può farci ulteriormente riflettere, se consideriamo che la Regione Calabria, per il mantenimento dei servizi ferroviari regionali, finanzia ogni convoglio con una tariffa oraria variabile in base al numero di posti a sedere. Nello specifico, per le composizioni con max 150 posti a sedere (una doppia di ALn668, o un Minuetto), la tariffa oraria è di 518 Euro. Oggi, perciò, la Regione Calabria per un treno Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, effettuato con automotrici ALn668, finanzia 50 minuti di percorrenza, ovvero un costo per corsa di 431,6 €.
E' facile intuire come, attraverso la nostra proposta dai tempi di percorrenza dimezzati, con il costo di una corsa...se ne pagherebbero due, effettuate con rotabili elettrici moderni, e che finalmente accompagnerebbero il viaggiatore, che sia un pendolare o un turista, direttamente da Catanzaro all'aeroporto di Lamezia Terme (ed ovviamente anche alla stazione Lamezia Terme Centrale).
La nuova linea ferroviaria, perciò, sarebbe utile anche per le disastrate casse regionali, che oggi più che mai si trovano costrette a dover razionalizzare e contenere i costi.
Ma noi di Ferrovie in Calabria non ci fermiamo, e ci spingiamo oltre: il nuovo tracciato elettrificato, unito alla bretella che a Lamezia Terme bypassa la stazione aeroportuale e conduce direttamente a Lamezia Terme Centrale, aprirebbe nuove possibilità nel panorama del traffico a lunga percorrenza da Catanzaro Lido (ed in futuro anche direttamente dalla linea Jonica) verso il resto d'Italia.
Non sarebbe infatti più un'utopia da appassionati di treni "teenager", l'istituzione di una coppia di Frecciargento da Catanzaro Lido a Roma Termini. Con la nostra ipotetica nuova tratta, effettuando l'unica fermata intermedia a Catanzaro, il nostro Frecciargento "Jonico" effettuato con ETR485 e partito da Catanzaro Lido, arriverebbe a Lamezia Terme Centrale in meno di 20 minuti, percorrendo ovviamente la bretella e non passando dall'aeroporto. Considerando che i tempi di percorrenza "Frecciargento" da Lamezia Terme Centrale a Roma Termini e viceversa, attualmente sono di 3 ore e 59 minuti, in 4 ore e 30 minuti (con traccia oraria larga) si potrebbe raggiungere la Capitale dal capoluogo di regione calabrese.
Ma, ovviamente, tempi minimi non solo dal capoluogo calabrese: l'attestazione a Catanzaro Lido di un collegamento ad Alta Velocità con Roma Termini, risolverebbe finalmente anche il problema del doppio cambio a Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, per chi dalla Jonica ha necessità di servirsi di treni a lunga percorrenza: due Regionali Veloci da Reggio Calabria Centrale/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, terminerebbero ed originerebbero la corsa a Catanzaro Lido, in coincidenza con il Frecciargento. Immaginiamo una coincidenza di 15 minuti, per tenerci larghi. Ecco due esempi di tempi di percorrenza Jonica-Roma, con cambio a Catanzaro Lido:

Locri - Catanzaro Lido (Reg. Veloce): 60 minuti
Attesa coincidenza: 15 minuti
Catanzaro Lido - Roma Termini (Frecciargento): 4 ore e 30 minuti
TOTALE: 5 ore e 45 minuti.

Crotone - Catanzaro Lido (Reg. Veloce): 45 minuti
Attesa coincidenza: 15 minuti
Catanzaro Lido - Roma Termini (Frecciargento): 4 ore e 30 minuti
TOTALE: 5 ore e 30 minuti.


Ma prima di concludere questo post, non possiamo non far notare un ulteriore punto fondamentale: la nostra proposta andrebbe a stravolgere, completamente (ed ovviamente in modo positivo) il ruolo dell'attuale stazione di Catanzaro, sita nel quartiere di Germaneto, e vista ormai come una delle tante cattedrali nel deserto. Considerando però che nei pressi della stessa sta sorgendo la nuova cittadella regionale, e considerando inoltre che la stazione RFI verrà collegata con una linea ferroviaria metropolitana a scartamento ridotto (il famoso Pendolo, la cui costruzione è già stata appaltata alla società Vianini), che verrà gestita dalle Ferrovie della Calabria, è innegabile che il rilancio in grande stile della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale non potrebbe che influenzare positivamente tutta l'area.

La cittadella regionale ed il vicino policlinico universitario, sarebbero in tal modo collegati in modo rapidissimo all'aeroporto di Lamezia Terme ed alla stazione di Lamezia Terme Centrale, se non addirittura direttamente con Roma Termini, con l'eventuale Frecciargento attestato a Catanzaro Lido: ovviamente, a fare da "intermediario" tra i servizi ferroviari di Trenitalia e le due importanti strutture pubbliche, ci sarebbe proprio il Pendolo di Ferrovie della Calabria.
Un'ultima provocazione: ai 3,8 miliardi di Euro previsti nello "Sblocca Italia" per la costruzione di infrastrutture in qualche caso di dubbia utilità, sarebbe così difficile aggiungere (o recuperare all'interno della stessa cifra) quelli che sarebbero in proporzione solo " pochi spiccioli", per rilanciare anche la ferrovia a scartamento ridotto Catanzaro - Cosenza di Ferrovie della Calabria? Auspichiamo che al più presto venga redatto uno studio di fattibilità relativo alla costruzione di varianti ed alla risoluzione delle attuali interruzioni tra Marzi e Soveria Mannelli: non è un miraggio l'obiettivo di percorrere la Catanzaro - Cosenza, adeguata a dovere, in poco più di un'ora, magari a bordo di un moderno complesso Stadler.
Il complesso Stadler DE M4c 503 sul ponte "Alessandro Chianello" a San Pietro Apostolo: una serie di varianti ed il rinnovo totale dell'armamento, potrebbe trasformare questa linea in una piccola tratta "Alta Velocità a scartamento ridotto", che collegherebbe in maniera più che efficiente i due capoluoghi di Catanzaro e Cosenza.
Una linea, che immaginiamo come una sorta di "Alta Velocità a scartamento ridotto", che collegherebbe rapidamente due capoluoghi, e non di meno due importanti poli universitari, servendo e rilanciando egregiamente un entroterra che diversamente rischia lo spopolamento, tra l'altro già in corso proprio in quei centri abitati del Savuto come Carpanzano, Bianchi, Parenti o Scigliano, che da anni non sono più serviti dai treni di Ferrovie della Calabria, a causa di enormi frane che hanno interrotto la ferrovia.

Mappa della ferrovia Catanzaro - Cosenza, con alcune proposte di varianti.

Visualizza FCL Catanzaro Lido - Cosenza in una mappa di dimensioni maggiori

Molti lettori probabilmente saranno già in preda alle convulsioni, dopo aver letto questa lunga sequenza di proposte che qualcuno potrebbe considerare soltanto dei sogni.
Noi crediamo che si tratti di opere più che realizzabili, e soprattutto realizzabili con investimenti tutto sommato minimi, se paragonati a quelli miliardari previsti per la costruzione di linee ad Alta Velocità di assoluta dubbia necessità.
Forse Matteo Renzi ed il suo staff, dovrebbero iniziare a capire che per sbloccare l'Italia sono necessari interventi medio/piccoli: per sbloccare l'Italia bisogna permettere ai pendolari, che siano studenti o lavoratori, di spostarsi senza difficoltà, nelle brevi distanze e nelle aree urbane. Nelle Regioni come la Calabria, bisogna anche permettere ai turisti di raggiungere le mete di villeggiatura, come per esempio quelle della costa Jonica, che oggi a causa della cronica carenza di servizi di trasporto ferroviario (dove indubbiamente esistono le ben note e gravi responsabilità regionali), appaiono più lontane di qualche sperduta località africana.
L'Italia riparte così: riparte dal benessere dei propri cittadini, e non dalle speculazioni delle lobby del cemento e delle grandi opere a tutti i costi.

Nei prossimi giorni diffonderemo questo articolo, sotto forma di lettera aperta, a tutte le testate giornalistiche calabresi e nazionali, e lo invieremo per conoscenza anche al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, al Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, ed alle maggiori cariche istituzionali della Regione Calabria: contestualmente a ciò, chiediamo alle forze sindacali calabresi, alle associazioni, alle amministrazioni comunali, di diffondere ulteriormente questo nostro documento, di farlo proprio e di lavorare in modo congiunto, per far ripartire una regione ormai allo stremo delle proprie forze economiche e sociali. Soltanto uniti, come purtroppo raramente accaduto nella nostra storia, riusciremo ad ottenere risultati concreti per la Calabria.

30 ago 2014

Foto della Settimana - Agosto 2014

Appuntamento di fine estate, con le Foto della Settimana pubblicate in questo mese di agosto sulla Photogallery di Ferrovie in Calabria: come sempre, abbiamo selezionato gli scatti tecnicamente e paesaggisticamente più interessanti, provenienti dal mondo ferroviario calabrese. 

La prima fotografia della settimana, pubblicata ad inizio agosto, ci è stata inviata da Giovanni Pecoraro: ci troviamo sulla "Direttissima Calabrese", la tratta ferroviaria tirrenica tra Eccellente e Rosarno via Mileto inaugurata nel 1972, sulla quale corrono la maggior parte dei servizi a lunga percorrenza con destinazione e provenienza Reggio Calabria e Sicilia. In particolare, il luogo dello scatto è ben noto alla maggior parte degli appassionati di treni e ferrovie non solo calabresi: in primo piano, possiamo infatti ammirare una parte del famoso e spettacolare viadotto "Angitola", sul quale transita un InterCity Roma Termini - Reggio Calabria Centrale trazionato da una E444R.
La Direttissima calabrese (n°141 - 08/2014)
Il secondo scatto di agosto, firmato da Antonino Romeo, ci porta un po' più a sud, e nello specifico nel capolinea inferiore della ferrovia Tirrenica Meridionale: Reggio Calabria Centrale è la location in cui è stato immortalato il Minuetto elettrico 026, primo complesso della Divisione Trasporto Regionale della Calabria pellicolato con la nuova livrea regionale di Trenitalia. Una sorta di piccolo revival nostalgico della mai dimenticata livrea "Navetta" grigio-beige/arancio-viola, che per quasi trent'anni, dagli anni '70 fino a fine anni '90, ha vestito gran parte del materiale rotabile trainato e di trazione, destinato al trasporto locale delle Ferrovie dello Stato. 
Revival Navetta - o quasi (n°142 - 08/2014)
Con la terza fotografia di agosto, invece, ci spostiamo in un'atmosfera decisamente meno caotica e più "slow", rispetto alla trafficata e veloce ferrovia tirrenica: ci troviamo a Rogliano, lo scorso 3 agosto, in occasione del treno speciale a vapore Cosenza - Rogliano e ritorno. Non solo vaporiera e carrozze d'epoca: il fotografatissimo convoglio risalente agli anni '20, era seguito a distanza di blocco da un'altrettanto interessante mini-composizione ad uso antincendio. Le normative USTIF, infatti, impongono durante il periodo estivo, l'effettuazione di un convoglio antincendio al seguito di treni effettuati con locomotive a vapore, per estinguere in tempi rapidi eventuali roghi lungo la sede ferroviaria, causati da possibili "lapilli" emessi nel nostro caso dalla mitica vaporiera FCL 353. Questa volta, a trainare e spingere l'antico carro cisterna Mcm 2746 (dotato addirittura di parasala con iscrizioni MCL!) pieno d'acqua, è toccato all'automotrice M4.406 nei nuovi colori sociali.
Antincendio "storico" (n°143 - 08/2014)
Ma dopo la parentesi "bucolica", torniamo ancora una volta sulla ferrovia Tirrenica, per concludere le Foto della Settimana di agosto. L'amico Lorenzo Monterzino, ci ha inviato questo bellissimo scatto da Rosarno, nel momento dell'arrivo del treno InterCity Notte 784 Milano Centrale - Palermo/Siracusa, trainato dalla E402 032: composizione estiva di tutto rispetto, di ben 12 carrozze tra cuccette UIC-X T4 Comfort e carrozze letto MU (sezione Palermo) e T2s (sezione Siracusa), che rende onore ai mitici Espressi notturni che fino al dicembre 2011 collegavano quotidianamente il Nord Italia con la Calabria e la Sicilia. Ad oggi, l'ICN 784/785 rappresenta una sorta di "fusione" per percorso ed orari, tra i non più esistenti treni Espressi 1920/1921 "Trinacria" Palermo/Siracusa - Milano Centrale e 1940/1941 "Treno del Sole" Palermo/Siracusa - Torino Porta Nuova. In ogni caso, avendo come capolinea nordico Milano Centrale, ci piace considerarlo un successore del mai dimenticato "Trinacria", che nei periodi di maggior traffico, arrivava a sfiorare le 18 vetture in composizione.
L'erede del "Trinacria" (n°144 - 08/2014)
Continuate ad inviarci le vostre "ferro-fotografie" calabresi, sul nostro gruppo Facebook  o all'indirizzo info@ferrovieincalabria.it!

23 lug 2014

Foto dal Passato (n°49 - Luglio 2014) - SPECIALE SERVIZI INTERREGIONALI

In questo nuovo appuntamento con la Foto dal Passato, ci occuperemo di un tema che proprio in questi ultimi periodi sta interessando varie regioni italiane...e non solo la "solita" martoriata Calabria.
Ci riferiamo al trasporto ferroviario regionale, ma nello specifico ci soffermeremo su quello ormai "quasi ex" interregionale. Crediamo (e speriamo) che ormai sia chiaro a tutti, che i servizi ferroviari a breve e medio raggio, da anni sono in gran parte pianificati e finanziati dalle varie regioni italiane: quell'enorme numero di treni Regionali, Regionali Veloci ed in pochi casi anche Metropolitani, salvo rarissime eccezioni, è economicamente sostenuto dai contratti di servizio tra le Regioni e le società di trasporto pubblico su rotaia, oggi rappresentata nella maggior parte dei casi da Trenitalia.
Il concetto di autonomie regionali, non solo in casi di statuto speciale, negli ultimi 15 anni ha perciò avuto come risultato anche il decentramento da parte dello Stato Italiano dei servizi di trasporto ferroviario di interesse locale...agli enti locali: in teoria le Regioni, attraverso uffici preposti che studiano le domande di trasporto in maniera sicuramente più approfondita rispetto ad un organo statale "lontano", avrebbero una maggiore capacità di venire incontro alle esigenze dei cittadini, e di creare integrazioni tra varie aziende di trasporto pubblico locale. Non di meno, Regioni limitrofe dovrebbero, tramite accordi e spartizione dei costi, organizzare e gestire un trasporto ferroviario interregionale, più capillare e meno costoso dei servizi a lunga percorrenza "statali" InterCity ed InterCity Notte, ormai difficilmente utilizzabili dai pendolari che si spostano per brevi distanze a causa delle tariffe non certamente accessibili: sono purtroppo terminati i tempi dei lunghi ed economici treni Espressi, che per molti anni supportavano i treni Regionali ed Interregionali, grazie alle tariffe pari a quelle dei servizi finanziati dalle regioni.
Dalla teoria alla pratica: non sempre le Regioni hanno dimostrato di riuscire a mantenere un servizio su rotaia a breve/medio raggio che sia funzionale e soprattutto logico. I problemi sono tanti: in Calabria, purtroppo, quello principale è sempre lo stesso. Gli interessi privatistici e purtroppo in molti casi anche clientelari verso il trasporto su gomma, hanno portato la politica e la dirigenza regionale, a ridurre ai minimi termini il servizio ferroviario a vantaggio del trasporto tramite bus, anche quando i costi, ovviamente, giustificherebbero l'effettuazione di un treno...al posto di dodici autobus con stessa origine e destinazione nel giro di un'ora!
I fondi che annualmente vengono trasferiti dallo Stato, destinati al trasporto pubblico locale, vengono perciò gestiti in notevole autonomia dalle venti regioni italiane. La "torta" dei fondi, non è infatti detto che venga divisa in modo coerente tra trasporto su gomma e trasporto su rotaia: un sistema di tpl "perfetto", dovrebbe prevedere l'esclusivo utilizzo del vettore ferroviario dove presente, e di quello su gomma ad integrazione dello stesso, per il collegamento tra le stazioni e le aree non servite dai treni. Le sovrapposizioni tra treno e bus, o addirittura la sostituzione forzata del treno con il bus, dove l'utenza giustificherebbe il mantenimento o addirittura il potenziamento del servizio su rotaia, non dovrebbero essere assolutamente tollerate: purtroppo, però, è quello che al giorno d'oggi avviene nella nostra Calabria.
Ma l'altra gravissima problematica che proprio in questi giorni sta avendo un notevole risalto sui media, è quella dei collegamenti "pendolari" tra una o più Regioni. Come descritto poco sopra, infatti, l'eredità dei treni "Interregionali" e non di meno quella degli "Espressi", è stata assegnata per ovvi motivi alle Regioni. I vecchi treni Interregionali, infatti, sono molto spesso i "Regionali Veloci" di oggi, che avrebbero dovuto coprire anche quei buchi lasciati dal notevole numero di treni Espressi, che fino a pochi anni fa servivano quasi tutta la rete ferroviaria fondamentale italiana, e che oggi sono solo un lontano ricordo, fatto di centinaia di vetture UIC-X a scompartimenti accantonate nei più importanti scali ferroviari.
Sono riuscite le Regioni a colmare queste mancanze? Molto spesso, purtroppo, non è stato così.
Prese dagli "individualismi", dalle già presenti difficoltà economiche nel mantenere il servizio regionale interno, e non raramente dalla contorta burocrazia italiana, hanno considerato ben poco la necessità di stipulare accordi duraturi e funzionali, atti a garantire su tutto il territorio nazionale un servizio ferroviario poco costoso tra due o più Regioni.
La Calabria, del resto, ne è l'emblema: la ferrovia Jonica ne ha subito pagato le conseguenze, con la totale soppressione del servizio ferroviario Regionale tra Sibari e Taranto, che prevedeva anche una coppia di treni per Catanzaro Lido ed una per Cosenza. Un'alternativa economica a quei servizi a lunga percorrenza Espressi, InterCity ed InterCity Notte, che fino al 2011 continuavano a servire la nostra tratta jonica: soppressi quelli, si è pensato bene di eliminare anche i treni Regionali e sostituirli da bus (con l'eccezione di due coppie di treni Sibari - Metaponto, costantemente a rischio soppressione) nel tratto Sibari - Taranto, andando ad abbandonare totalmente un intero territorio tra tre regioni.
Ma anche sul versante tirrenico, i rischi non sono mancati, e speriamo non si ripresentino nel futuro: più di una volta il servizio di treni Regionali "interregionali" tra Cosenza/Paola e Sapri/Salerno/Napoli, ha rischiato di essere praticamente annientato. La causa? Mancato accordo tra Regioni, per motivazioni probabilmente economiche, ma che tutto sommato non sono mai state chiaramente espresse.
Oggi, problemi altrettanto incredibili, si presentano addirittura nelle molto più organizzate regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia. A causa del minore costo orario previsto nel contratto di servizio tra Regione Friuli e Trenitalia, i treni Regionali provenienti dal Veneto con destinazione Udine e Trieste, al confine tra le due Regioni vengono "ridotti" nel numero di posti a sedere...semplicemente chiudendo al servizio viaggiatori tre vetture. I poveri viaggiatori presenti all'interno delle stesse, perciò, all'atto della chiusura delle carrozze, vengono invitati dal personale di Trenitalia a "trasferirsi" in quelle previste dal contratto di servizio friulano, con chiari risultati di sovraffollamento, noie per il trasferimento di eventuali bagagli...e non di meno, anche rischi di battibecchi per il personale ferroviario. In senso opposto, invece, non appena si entra in Veneto...miracolosamente tre carrozze tornano ad essere in servizio!
Ma la situazione è forse peggiore tra Veneto e Lombardia, dove gli ex Interregionali Venezia - Milano e viceversa, sono stati spezzati a Verona, seppur in coincidenza tra di essi: molto spesso, la causa della creazione di tali "confini", proviene dalla creazione di sistemi di cadenzamento interni alle regioni, che vanno chiaramente a contrastare con quelli delle regioni confinanti, e l'unica sofferta soluzione, è cercare almeno di creare delle coincidenze tra i due sistemi.
Non vogliamo dilungarci oltre, in una rubrica normalmente poco "impegnata" negli argomenti, e concludiamo con una riflessione. Non sarebbe forse il caso, da parte dello Stato centrale, di iniziare a considerare una parziale rivisitazione dell'attuale sistema di assegnazione dei servizi ferroviari locali alle Regioni, che ha origine nella famosa legge Bassanini ? Non sarebbe forse il caso di riprendere in mano la gestione di un servizio minimo tra due o più regioni, senza assurdi confini di mobilità, su tutte le linee ferroviarie che le interessano...magari anche in quelle cosiddette "secondarie"? La Jonica, purtroppo, è una di queste...non solo nel tratto Sibari - Taranto, ma per intero tra Reggio Calabria e Taranto!
Si tratta sicuramente di un caso unico in Italia, ma oggi, a causa di tali restrizioni "regionali", gli utenti sono costretti a pagare con tariffa InterCity un treno effettuato, per motivi tecnici, con materiale rotabile per convogli Regionali. Materiale sicuramente comodo ed accettabile, ma pur sempre per treni Regionali. 
Questo treno è un Regionale Reggio Calabria Centrale - Taranto a tutti gli effetti, che però si chiama InterCity (e costa quindi come un InterCity...) in quanto finanziato dallo  Stato, che a livello normativo non può contribuire in modo diretto all'effettuazione di treni Regionali o Regionali Veloci, ma solo di InterCity ed InterCity Notte! Ma se una Regione non è capace di accollarsi, neanche parzialmente, le spese di un treno come il Reggio Calabria - Taranto per gravi carenze economiche (a causa delle indubbie colpe sulla cattiva gestione dei fondi pubblici destinati alla mobilità), se non è più capace di ripristinare il servizio su rotaia tra Sibari e Taranto, e se non contenta manda anche allo sfascio tutto il resto del sistema di treni Regionali "interni", è mai accettabile che a pagarne le spese siano sempre i cittadini? 
Lo scaricabarile del "è colpa della vostra Regione", che da anni viene ribadito nelle interrogazioni parlamentari sul tema del trasporto ferroviario in Calabria, regionale e non, deve finire al più presto. Se una Regione è incapace di autogestirsi in un campo come quello dei trasporti, e non di meno in quello di sanità e istruzione, e se tali incapacità sono continuate e addirittura peggiorano nel tempo, va commissariata. O, per lo meno, va commissariata in quel determinato settore.

Con queste due immagini concludiamo il nostro articolo: in fotografia possiamo ammirare la E656 457, nel 2006 ancora in livrea originale, in testa ad un altro treno ex-Interregionale perduto. Si trattava del 2428 Reggio Calabria Centrale - Napoli Centrale e viceversa, che negli ultimi anni, fino alla soppressione nel 2009, veniva effettuato con una robusta ed eterogenea composizione di vetture UIC-X open space...che non raramente raggiungeva anche le 7 vetture, di cui due di prima classe! Atmosfera forse poco moderna, per un treno composto anche da vetture risalenti al 1966 (seppur ristrutturate), che effettuava 32 fermate tra i due capilinea e con un tempo di percorrenza di sei ore?
Probabile: nonostante tutto, però questo treno che oggi vediamo come appartenente ad un passato remoto, dava per esempio la possibilità di andare da Bagnara a Pisciotta-Palinuro o da Mileto a Pompei senza cambi, collegando in modo capillare ed economico, un'intera porzione di territorio del Sud, dallo Stretto di Messina al Vesuvio. Tempi in cui la "continuità territoriale", non era soltanto un parolone da campagna elettorale...

La E656 457 in testa al Regionale 2428 Reggio Calabria Centrale - Napoli Centrale, in arrivo a Lamezia Terme.
Interno di una vettura UIC-X open space di prima classe climatizzata, utilizzata in composizione al Regionale Reggio Calabria Centrale - Napoli Centrale e viceversa. In questo caso, la carrozza, ancora con tanto di poggiatesta, era entrata in composizione ad un treno Regionale tra Catanzaro Lido e Reggio Calabria Centrale.
In basso, in un bellissimo video dell'amico Ciro Vitiello, su youtube meglio conosciuto come "Fsinvideotape", è stato immortalato il Regionale 2428 Reggio Calabria Centrale - Napoli Centrale in transito a Torre del Greco, nell'ormai lontano 2007...

4 lug 2014

Foto della settimana - Giugno 2014

Pur con qualche giorno oltre il termine del mese di giugno, che come abbiamo potuto vedere, si è rivelato foriero di tante inquietudini per quanto riguarda il trasporto ferroviario regionale, pubblichiamo oggi le come sempre bellissime Foto della Settimana provenienti dalla nostra Photogallery.

Iniziamo dal primo scatto, inviatoci dal nostro amico ed associato Alessandro Moscetti: un'immagine nostalgica, ma che in realtà sarebbe ripetibile ancora oggi. Ci troviamo all'interno della rimessa locomotive delle Ferrovie della Calabria di Gioia Tauro: in sosta possiamo ammirare, nella splendente livrea giallo-rosso, il locomotore diesel Lm4 605, affiancato dall'ormai storica automotrice M2.210, ancora dotata di caratteri frontali in rilievo! 
Una fotografia che dedichiamo all'imminente avvio dei lavori di ripristino della tratta ferroviaria Gioia Tauro - Palmi, un punto di ripartenza per l'intero sistema di mobilità taurense.
Cartolina taurense (n°133 - 06/2014)
Rimaniamo sul versante tirrenico con la seconda fotografia, anche in questo caso inviataci da un altro grande amico ed associato di Ferrovie in Calabria, Domenico Palazzo. Ci troviamo a Lamezia Terme Centrale, durante un transito decisamente d'eccezione: la storica locomotiva E646 196, oggi appartenente al parco rotabili storici amministrato dalla Fondazione FS, è qui ripresa in testa a tre automotrici ALn668 serie 1900, e l'ultimo bagagliaio per automotrici LDn 24 (unità 333). Tutta la composizione era diretta in Sicilia: la E646 avrebbe effettuato successivamente un treno speciale da Palermo a Porto Empedocle, per poi rientrare "nel continente", mentre le automotrici ed il rimorchio sono rimasti in terra sicula, in attesa di ripristino estetico con i canoni d'epoca, per l'utilizzo con treni speciali.
Vecchie glorie in Calabria (n°134 - 06/2014)
Il terzo spettacolare scatto, ci porta invece sul versante Jonico: il nostro Antonio Marino ci ha inviato una sua bellissima fotografia scattata nei pressi di Marina di San Lorenzo. Un'immagine che racchiude i due "grandi problemi" storici del versante Jonico, "problemi" che in realtà dovrebbero essere un veicolo di sviluppo economico per tutto il territorio, se ammodernati e sfruttati a dovere. Corrono fianco a fianco, in molti punti, e spesso si incrociano o si sovrappongono: ci riferiamo alla Ferrovia Jonica ed alla Strada Statale 106. Nei pressi del km 34 da Reggio Calabria, transita l'ALn668 1081 in doppia composizione con un'altra unità, con un Regionale diretto a Reggio Calabria Centrale...
Difficile dire quale delle due vie di comunicazione sia messa peggio: è però cosa certa, che questa fotografia sia un baluardo delle nostre identità storiche e culturali.
Le due Joniche! (n°135 - 06/2014)
Concludendo con l'ultima fotografia di giugno, ci spostiamo di un bel po' di chilometri, ma rimaniamo pur sempre sulla Jonica: questa volta "saltiamo" nei pressi di San Leonardo di Cutro, con l'artistica immagine inviataci dall'amico siciliano Pietro Rizzo, che ha immortalato l'ALn668 3129, da pochi mesi assegnata a Reggio Calabria, in servizio Regionale verso Crotone/Sibari. Un impercettibile segnale di rinnovamento per la trazione diesel calabrese, che da anni è monopolio delle ormai obsolete ALn668 serie 1000.
Il - quasi - rinnovamento (n°136 - 06/2014)
Continuate ad inviarci le vostre fotografie ferroviarie calabresi, all'indirizzo info@ferrovieincalabria.it! Una volta alla settimana le pubblicheremo nella Photogallery di Ferrovie in Calabria, ed una volta al mese nelle pagine di questo blog! 

11 giu 2014

Orario estivo Trenitalia 2014: Calabria tra luci...e molte ombre

Mancano ormai poco meno di cinque giorni al cambio dell'orario ferroviario nazionale: domenica 15 giugno in tutta Italia si passerà al cosiddetto orario "estivo", che rimarrà comunque in vigore fino a dicembre, ma con qualche ovvia modifica a settembre, legata alla ripresa delle attività scolastiche e di alcune tipologie di quelle lavorative.
Come al solito, in Calabria, ogni cambio d'orario provoca nei giorni precedenti alla fatidica data, ed in quelli immediatamente successivi, una vera e propria via crucis. Si susseguono conferme e smentite di tagli inverosimili ed improvvise prese di coscienza degli amministratori locali che ricordano l'esistenza del trasporto ferroviario solo nei periodi "caldi". Il 2014 non fa ovviamente eccezione, purtroppo.

Al momento, nonostante manchino pochi giorni al cambio d'orario, per quanto riguarda il TRASPORTO REGIONALE, si continua a brancolare nel buio. Il previsto taglio immediato di 10 milioni di Euro ai trasferimenti dalla Regione Calabria a Trenitalia, rischia di provocare una pesante riduzione del servizio regionale principalmente sulla linea Jonica e/o sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Almeno inizialmente, le indiscrezioni davano per certo il taglio netto e l'autosostituzione delle sei coppie di treni feriali e delle tre festive su quest'ultima linea (che sarebbe stata mantenuta attiva soltanto per le necessità di scambio delle automotrici tra Jonica e Tirrenica), salvo poi fare retromarcia, ed abbattere tutto il programma di "risparmio" sulla Sibari - Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale. Al momento, in verità, parrebbe che i rischi per la trasversale Jonio-Tirreno non siano completamente scongiurati, mentre contemporaneamente sembrerebbe confermata la riduzione delle frequenze sulla linea Jonica. In entrambi i casi, però, sul sito di Trenitalia figura l'intera offerta Regionale (se si escludono alcune riduzioni estive già previste negli scorsi anni) sia sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale che sulla Sibari - Reggio Calabria. Almeno sulla carta, perciò, i tagli non dovrebbero avvenire.
Purtroppo, nella realtà, la situazione che si prospetta sulla Jonica, nei giorni feriali, sembrerebbe questa:

Tratta Sibari - Crotone - Catanzaro Lido:

Direzione Sud (Treni dispari):
Regionale 3725 Sibari (07.30) - Catanzaro Lido (10.00): SOPPRESSO

Regionale 8507 Cosenza (14.03) - Sibari (15.18) - Catanzaro Lido (17.55): SOPPRESSO

Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Calabria C.le (22.15): SOPPRESSO
Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO

Regionale 3723 Crotone (09.14) - Catanzaro Lido (10.00): SOPPRESSO


Direzione Nord (Treni pari):
Regionale 3740 Reggio Cal. C.le (05.05) - Catanzaro L. (07.32) - Crotone (08.15): SOPPRESSO
Regionale 3728 Catanzaro Lido (11.20) - Sibari (13.55): SOPPRESSO

Regionale 8508 Catanzaro Lido (12.20) - Sibari (14.58) - Cosenza (16.12): SOPPRESSO

Regionale 3756 Catanzaro Lido (15.20) - Sibari (17.55): SOPPRESSO
Regionale 3736 Catanzaro Lido (19.30) - Sibari (21.55): SOPPRESSO


In pratica verrebbero soppresse addirittura cinque coppie di treni nei due sensi, tra cui, vergognosamente, l'importantissimo 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone utilizzato dai pendolari, ed il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, in estate preso d'assalto dai bagnanti provenienti dall'aquapark di Toscano.
Per dirla in modo più semplice e tristemente intuitivo: da Sibari a Catanzaro Lido l'ultimo treno partirà alle 14.00 (da Crotone alle 15.37), mentre in senso opposto l'ultimo treno partirà alle 18.00. Tra Catanzaro Lido e Sibari rimarranno soltanto quattro treni giornalieri, con partenza alle 5.50, 6.45, 10.30 (limitato a Crotone), 14.05 e 18.00. Tra le 6.45 e le 14.05, e quindi per oltre 7 ore, sarà impossibile raggiungere per esempio Cirò, Cariati, Rossano o Corigliano da Catanzaro Lido e Crotone.

Sulla Jonica Sud, la situazione prevista non è migliore. Da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale verrebbero soppressi i seguenti treni:

Andata:
Regionale 3741 Catanzaro Lido (08.05) - Reggio Calabria Centrale (10.55): SOPPRESSO
Regionale 3751 Catanzaro Lido (18.05) - Reggio Calabria Centrale (20.55): SOPPRESSO

Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Calabria C.le (22.15): SOPPRESSO

Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 12711 Roccella Jonica (07.50) - Reggio Calabria Centrale (09.55): SOPPRESSO

Regionale 12713 Roccella Jonica (09.50) - Reggio Calabria Centrale (11.55): SOPPRESSO

Regionale 12715 Roccella Jonica (11.50) - Reggio Calabria Centrale (13.55): SOPPRESSO

Ritorno:
Regionale 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Catanzaro Lido (13.05): SOPPRESSO

Regionale 3748 Reggio Calabria Centrale (12.10) - Catanzaro Lido (15.00): SOPPRESSO

Regionale 3752 Reggio Calabria Centrale (16.05) - Catanzaro Lido (19.05): SOPPRESSO
Regionale 12712 Reggio Calabria Centrale (07.05) - Roccella Jonica (09.15): SOPPRESSO

Regionale 12714 Reggio Calabria Centrale (09.05) - Roccella Jonica (11.15): SOPPRESSO


Cinque coppie di treni, più due treni in senso dispari, soppresse: in parte questi tagli avvenivano già negli anni scorsi, durante i periodi festivi ed in estate. In questo 2014, però, la Regione Calabria ci "regalerà" addirittura l'ultima partenza da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale alle 16.05. Si pensi che allo stato attuale, l'ultimo treno verso la città dello Stretto parte dal Capoluogo alle 19.14 (Reg.3753 da Sibari), mentre da Catanzaro Lido si può proseguire verso Soverato e massimo fino a Roccella Jonica anche alle 21.08 con il Regionale 3755. Anch'esso soppresso, in uno dei periodi in cui questo treno maggiormente "rischierebbe" di essere frequentato.


Unica nota positiva per la Jonica, attualmente è il costante arrivo di automotrici ALn668 serie 3100 ed ALn663, in entrambi i casi più moderne e internamente più gradevoli per l'utenza. In fotografia, l'ALn668 3109 in doppia con un'altra unità, in sosta a Bovalino.
Gli interni completamente rinnovati della ALn663 1193 della DTR Calabria.
Ma in realtà, ciò che continua maggiormente a provocare quella che ormai definiamo solo come rabbia pura, è il mantenimento di un programma d'orario completamente inefficace, che non prevede per lo meno la prosecuzione di almeno 2 coppie di treni da Reggio Calabria/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, su Lamezia Terme e ritorno, in coincidenza con i treni a lunga percorrenza del corridoio tirrenico. Tale provvedimento non comporterebbe nessun costo aggiuntivo, in quanto le 2 coppie "joniche" verrebbero fuse ad altrettante coppie di treni Catanzaro Lido - Lamezia Terme, con orari da rimodulare, ma in ogni caso già circolanti...sempre che non vengano soppresse anche queste ultime.
I treni diretti sono forse troppo? Immaginiamo anche di considerarli "troppo". 
Non ci sembra di chiedere troppo, però, nel creare a Catanzaro Lido un piccolo hub, in cui in pochi treni rimanenti vengano organizzati in coincidenza tra di essi, nelle tre direzioni. Garantire ai viaggiatori provenienti dalla Jonica nord e dalla Jonica sud una rapida prosecuzione per Lamezia Terme (e viceversa) riteniamo sia assolutamente necessario anche per la stessa economia di un territorio, che vive di turismo ormai poco più di due mesi all'anno. Privarlo anche di questo, tra l'altro a causa della stessa Regione Calabria (!), sarebbe assolutamente fuori da ogni logica, e rischierebbe seriamente di provocare una spaccatura tra i due versanti jonico e tirrenico della nostra regione.

Concludiamo, per adesso, il nostro triste riassunto delle annunciate soppressioni joniche, e comunichiamo che poche variazioni dovrebbero invece avvenire sulla linea Tirrenica. Unica eccezione, probabilmente, potrebbe essere la possibile limitazione a Villa San Giovanni del servizio metropolitano Melito di Porto Salvo - Rosarno, a causa della riduzione della capacità della ferrovia nei pressi di Scilla, per alcuni previsti lavori all'interno di una galleria, con relativa circolazione a singolo binario.

Il servizio Regionale tirrenico tra Reggio Calabria e Paola/Cosenza, è ormai di competenza quasi assoluta delle comode vetture UIC-X IR ed MDVC della DTR Calabria. Qui la curiosa composizione con pilota UIC-X, vettura MDVC e vettura UIC-X con E464 in spinta, in arrivo a Reggio Calabria Centrale con il Regionale 3686 da Cosenza.

Per quanto riguarda invece il settore della LUNGA PERCORRENZA, le uniche modifiche previste, seppur minime, sono per fortuna positive. Quella più interessante riguarda l'applicazione delle offerte economy e supereconomy "in base 9", identiche a quelle presenti sui treni diurni, anche sugli InterCity Notte. Fino ad oggi, infatti, il tariffario delle offerte notturne era basato su riduzioni percentuali a partire dal prezzo base, che difficilmente portavano ad ottenere prezzi concorrenziali rispetto ai servizi InterCity e Frecce, e non di meno rispetto a bus ed aerei. Al momento invece è diventato possibile viaggiare anche di notte, in posto a sedere, a 9 e 19 € in super-economy ed economy, 39 € e 49 € in cuccetta Comfort, e da 49 € a 89 € in vagone letto, in base alla sistemazione. Un'ottima notizia per i calabresi più affezionati al treno notte, che in questi ultimi anni lo avevano magari abbandonato a causa delle tariffe non più "amichevoli" come un tempo. 
Per quanto riguarda i servizi, l'InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale - Roma Tiburtina - Torino Porta Nuova, continua a rimanere sprovvisto di vettura letti (presenti solo cuccette T4 Comfort e vetture con posti a sedere di 2° classe), mentre l'ICN 784/785 Palermo/Siracusa - Milano Centrale, perde la carrozza letto T2s sulla sezione di Palermo, venendo però sostituita da una moderna letto MU. Il servizio in vettura T2s, rimarrebbe quindi limitato soltanto alla sezione di Siracusa: rimarrebbero in servizio non più di quattro o cinque vetture di questa tipologia ormai quasi "storica". 
Scorcio dell'ICN 784 Palermo/Siracusa - Milano Centrale in sosta a Paola: in primo piano una vettura letto T2s, ultima tipologia ancora con finestrini apribili ed interni totalmente originali, per un viaggio notturno decisamente retrò!
In ogni caso, in Calabria, rimane possibile continuare a servirsi di entrambe le tipologie di carrozza letto, viaggiando su questo treno. Confermati i due InterCity Notte Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv.
Sul segmento giorno, nessuna variazione nell'offerta InterCity Roma - Reggio Calabria (quattro coppie, di cui una confermata con ETR450) e Roma - Sicilia (due coppie), nè per la coppia periodica di InterCity Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale e vv, che in estate viene instradato via Tropea come di consueto. Invariata l'offerta FrecciaBianca e Frecciargento tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini.

L'ETR460 24, ancora in livrea originale e non "Frecciabianca", in arrivo a Gioia Tauro con il FB 9878 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini
Sulla Jonica rimane per il momento invariato l'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto, che garantisce nel capoluogo pugliese una coincidenza con gli InterCity Notte 765/758 da/per Milano Centrale. Confermati anche i bus di collegamento LP794/795 Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale via Roccella - Catanzaro, LP 792/793 Crotone - Sibari - Paola ed LP 986/983 Reggio Calabria Centrale - Rosarno - Lamezia Terme Centrale - Bari Centrale.
Vedremo se l'estate porterà consiglio a Trenitalia, sia per quanto riguarda la replica di eventuali treni diurni straordinari (come avvenuto con due coppie di InterCity supplementari tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini in occasione del super-ponte di Pasqua - 25 aprile - 1 maggio)...e sia notturni. Riteniamo, inoltre, che sia ancora valida l'idea di effettuare, in estate, un servizio minimo di auto al seguito aggregato ai treni notturni ordinari: non è la prima volta che addirittura noi di Ferrovie in Calabria, veniamo contattati da viaggiatori alla ricerca disperata di treni con auto al seguito. E non è poco il rammarico nel rispondere che tale ottimo servizio, in Italia non esiste più da anni...

Continueremo ad aggiornarvi nelle prossime ore, sulle evoluzioni relative ai tagli sul trasporto ferroviario regionale Jonico, sperando di poter comunicare notizie meno inquietanti rispetto a quelle riportate all'inizio di questo post.

La D445 1086 a Cutro, in testa all'InterCity 559 Taranto - Reggio Calabria Centrale

31 mag 2014

Foto della settimana - Maggio 2014

Si conclude oggi questo un po' strano mese di maggio 2014, che ha alternato notizie positive (inizio dei lavori per il ripristino della ferrovia Gioia Tauro - Palmi) a notizie negative (rischio soppressione del servizio sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme), il tutto condito da un clima elettorale non propriamente distensivo...che almeno in Calabria, e forse non solo, rischiava di prendere letteralmente fuoco, se una piccola apparizione della nostra associazione addirittura su Porta a Porta, fosse stata mandata in onda qualche giorno prima del fatidico 25 maggio. Ne parleremo in conclusione del post!

Perciò, proviamo a "rilassarci" un po', almeno per qualche ora, con le nostre consuete Foto della settimana, provenienti dalla photogallery di Ferrovie in Calabria.

Iniziamo dal bellissimo scatto inviatoci da Giovanni Russo, nostro grande amico e Presidente dell'Associazione Ferrovie Siciliane: si tratta della prima Foto della settimana pubblicata in modo congiunto su entrambi i siti associativi, creando una sorta di ponte ferroviario, seppur virtuale, tra le due regioni, Calabria e Sicilia, "irrimediabilmente" ma amichevolmente congiunte, non solo a livello ferroviario, nonostante la separazione marittima dello Stretto di Messina. Ovviamente, il soggetto dello scatto non poteva non essere un treno che serve entrambe le regioni: è stato infatti scelto l'InterCity 727 Roma - Villa San Giovanni - Palermo/Siracusa, qui ripreso in transito a 110 km/h nei pressi di Scilla (tra le gallerie "Paci" ed "Alta Fiumara"), trainato dalla E402 031, ormai al termine del suo viaggio...continentale!

A 110 km/h sui binari della Costa Viola (n°129 - 05/2014)
Cambiamo totalmente località, tipo di trazione, scartamento...e soprattutto velocità (!!), con il secondo scatto di maggio, inviatoci da Gianluca Altomare: una fotografia che potrebbe tranquillamente essere "spacciata" per risalente agli anni '60, quando il vapore sulla rete delle Ferrovie Calabro Lucane la faceva da padrone. Ci troviamo invece in un passato decisamente più recente, esattamente tre mesi fa: il 2 marzo 2014, in occasione di un treno speciale organizzato da Ferrovie in Calabria in collaborazione con l'azienda Ferrovie della Calabria, la mitica vaporiera 353 è tornata a correre tra Cosenza e Rogliano, per la Giornata delle Ferrovie Dimenticate. Nella fotografia, è stato immortalato il rifornimento idrico alla stazione di Pedace: una tappa irrinunciabile per una macchina che basa il suo funzionamento sull'acqua allo stato di vapore e sul fuoco...
La macchina ad acqua (n°130 - 05/2014)
La terza fotografia di maggio, invece, ci porta a cambiare ancora una volta tipologia di trazione: passiamo al diesel, sulla ferrovia Jonica, con la D445 1141 in corsa nei pressi di Marina di San Lorenzo, immersa nella macchia mediterranea costiera, in testa all'InterCity 559 Taranto - Reggio Calabria Centrale. Nessuna fatica per il potente locomotore, in testa alle "solite" due vetture UIC-X revamping...

In corsa nella macchia mediterranea (n°131 - 05/2014)
Il mese si conclude invece...quasi come è iniziato: ci troviamo alla stazione di Scilla, a poca distanza dal luogo di scatto della prima immagine di maggio, durante il transito dell'Espresso 14051 Lourdes - Ventimiglia - Siracusa, organizzato dalla sede jonica siciliana dell'UNITALSI. Ultimi impegni di una certa levatura, per la E656 091 in testa alle 14 vetture cuccette, bagagliai e barellate, del "treno bianco".

Il treno bianco (n°132 - 05/2014)
In chiusura del post, invitiamo i nostri lettori a visionare il bellissimo servizio andato in onda su Porta a Porta, ben noto talk show di Rai1, realizzato dalla giornalista lombarda Valentina David. Di durata molto breve, ma assolutamente esaustivo, ha spaziato dalla problematica relativa all'InterCity 559/562 Reggio Calabria Centrale - Taranto, molto spesso effettuato con automotrici ALn668, finendo alla disastrosa scelta di dismettere la vecchia tratta ferroviaria che serviva Catanzaro, sostituendola con quella "moderna"...sulla quale però rischiano di essere soppressi gli ultimi treni Regionali per scarsità di traffico. La nuova stazione di Catanzaro rimarrà alla storia come una nuova cattedrale nel deserto? Noi stiamo tentando di evitarlo, per quanto possibile.

2 mag 2014

Foto della settimana - Aprile 2014

Un po' di ritardo è pur sempre "folkloristico" in un sito che si occupa di treni e ferrovie! 
Pubblichiamo oggi le come sempre bellissime fotografie, pubblicate una volta a settimana nella nostra Photogallery, relative all'appena concluso mese di aprile 2014.

Iniziamo con il primo scatto che ci è stato inviato, il cui autore è l'amico Francesco Bruno Guaragna. Ci troviamo a Lamezia Terme Centrale, ed in primo piano possiamo ammirare una vettura Gran Conforto in coda all'InterCity 556 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini. Queste vetture, di sola prima classe e nate ad inizio anni '70 per l'utilizzo sui treni Trans Europe Express, proseguono oggi la loro carriera, un po' più in sordina: pur ristrutturate a fondo (anche se non tutte le unità) con i progetti IC 901 "FrecciaBianca" ed IC 270, qualcosa delle vecchie "GC" rimane ancora, come ad esempio le lussuose e panoramiche porte degli intercomunicanti, interamente trasparenti.

Inossidabile Gran Conforto... (n°125 - 04/2014)
Nel secondo scatto di aprile, del nostro Antonio Romeo, ci spostiamo un po' più a sud di Lamezia Terme Centrale: ci troviamo a Palmi, dove la bellissima locomotiva diesel-elettrica 5127 dell'impresa Francesco Ventura di Paola, società specializzata nella costruzione e manutenzione dell'armamento ferroviario, riposa in testa ad un treno cantiere. Queste storiche e potenti locomotive di origine belga, hanno prestato servizio per decenni in Belgio, anche in testa ad importanti treni viaggiatori dell'azienda ferroviaria statale SNCB. Un po' un'emigrazione al contrario, visto che storicamente, purtroppo, sono stati (e lo sono ancora...) i calabresi che hanno trovato lavoro in Belgio. In questo caso l'imponente locomotore, assieme ad altre unità, per poter proseguire il proprio duro lavoro, si è dovuta...trasferire in Calabria!
Emigrazione inversa (n°126 - 04/2014)
Ancora treni cantiere, ancora una volta immagine del nostro Antonino Romeo...ed ancora più a sud! Da Palmi saltiamo a Melito di Porto Salvo, con questa eccezionale fotografia scattata alla D145 2024, unità da poco revisionata ed assegnata ad RFI, ripresa in testa ad un breve treno materiale composto da due carri di servizio Vrtz carichi di rotaie. Il minuscolo convoglio, che di certo non ha impensierito la potente D145, ha percorso in più giornate il tratto Villa San Giovanni - Bovalino, dove sono state scaricate le rotaie destinate al locale tronco lavori.

...che fatica! (n°127 - 04/2014)
L'ultima immagine del mese di aprile, è stata scattata esattamente sul lato opposto, rispetto alla foto della D145 2024, della stazione di Melito di Porto Salvo! In un'atmosfera in verità un po' irreale per il periodo, l'ALn668 3210 appena assegnata alla DTR Calabria (precedentemente è appartenuta alla DTR Marche), parte alla volta di Roccella Jonica/Catanzaro Lido. Una piccola ventata di novità, se così la si può definire, per la nostra Jonica, dove le automotrici 668 serie 3100 erano già onnipresenti negli anni '80, '90 e fino alla fine del primo decennio del 2000. Sullo sfondo di scorge il termine della catenaria: speriamo che presto questa interruzione possa non esserci più, e che l'elettrificazione possa finalmente coprire l'intera linea Jonica.
Il ritorno delle "tremilacento" (n° 128 - 04/2014)
Continuate ad inviarci le vostre fotografie! Pubblicheremo le migliori una volta a settimana nella fotogallery di Ferrovie in Calabria. Per info ed invii, scrivere ad info@ferrovieincalabria.it
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it