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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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6 mar 2014

Ferrovie della Calabria: incidente sulla Catanzaro - Soveria Mannelli. Cos'è successo?

A volte sembra che gli eventi peggiori, arrivino proprio nei momenti in cui si festeggia.
Stamattina si discuteva ancora con grande entusiasmo del treno speciale a vapore di giorno 2 marzo, tra Cosenza e Rogliano: non poteva arrivare notizia peggiore. I treni 16 Catanzaro Città - Soveria Mannelli e 23 in senso opposto, per motivazioni ancora da chiarire, si sono scontrati tra la stazione di Madonna di Porto e la fermata di Cicala. Il primo, composto dalla M2.227 e dal rimorchio RA 1009, ed il secondo effettuato dalla M4.404, ospitavano a bordo circa 70 passeggeri. Entrambe le automotrici risultano gravemente danneggiate, con le cabine praticamente irriconoscibili. E' stata una vera "fortuna", nella terribile gravità dell'evento, che l'incidente sia avvenuto nei pressi di un tratto parzialmente in rettilineo, che molto probabilmente ha permesso ai due macchinisti di avvistarsi a distanza, ed azionare la frenatura rapida, riducendo gli effetti di un impatto a maggiore velocità. Numerosi sono stati i feriti ed i contusi, in parte anche tra il personale di Ferrovie della Calabria, e quelli che destano maggiori preoccupazioni, pur non essendo in pericolo di vita, al momento sono due, tra cui una donna incinta, tutti soccorsi immediatamente dopo l'incidente, anche da persone che si trovavano nei campi e nelle abitazioni vicine. I più gravi sono stati trasportati all'ospedale di Catanzaro in elicottero. La circolazione è ovviamente interrotta tra Madonna di Porto e Soveria Mannelli, ed il servizio ferroviario è sostituito da bus, in attesa dello sblocco del sequestro dell'area dell'incidente, al termine delle indagini: uno stop aveva interessato subito dopo il sinistro, anche la Catanzaro Lido - Catanzaro Città, in seguito riattivata attorno alle 17, mentre al momento non siamo in grado di dire se lo stesso blocco della circolazione è stato attuato anche tra Cosenza e Rogliano.
Sicuramente in queste ultime ore, tutti si staranno chiedendo il perchè dell'incidente, di come sia possibile che ancora oggi avvengano simili sciagure (o potenziali tali), degne di una ferrovia d'altri tempi. Noi di Ferrovie in Calabria non abbiamo una risposta a tutto, ovviamente: attendiamo anche noi i responsi delle indagini, attualmente in corso sia al DCO di Catanzaro, che sul luogo dell'incidente.
Possiamo soltanto lanciare un grido di allarme (a malincuore sottolineiamo che si tratta di uno dei tanti, mai presi in considerazione da chi di dovere...), rivolto alla politica Regionale, ma soprattutto a quella nazionale. La Catanzaro Lido - Cosenza di Ferrovie della Calabria, così come la maggior parte delle linee ferroviarie ex-concesse e regionali d'Italia, non sono ancora oggi dotate dei fondamentali sistemi di supporto al personale di macchina, come sulla rete RFI. Sulla Catanzaro Lido - Cosenza, pur essendo in opera, da circa 20 anni, un sistema di controllo centralizzato del traffico, con Dirigente Centrale Operativo e blocco conta assi lungo la linea, non è presente nè un impianto SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno), nè un più semplificato Sistema di Supporto Condotta, ormai diffusi sulle linee di Rete Ferroviaria Italiana e sui rotabili autorizzati a circolare su di essa.
E' da stupidi, letteralmente, invocare la chiusura delle ultime tratte su rotaia di Ferrovie della Calabria, bollate come insicure, e mandando avanti, ancora una volta, la sostituzione massiccia del trasporto su ferro con quello su gomma. L'unica via da perseguire, irrinunciabile, ed ormai solidificata in tutta Europa, è quella del rilancio, non della soppressione: un rilancio che non può non passare attraverso un adeguato upgrade tecnologico, prima che dai nuovi treni e dall'incremento del numero di servizi. Il nostro appello, ribadiamo, va alla Regione Calabria: richiediamo con forza i fondi per adeguare tecnologicamente le nostre ferrovie a scartamento ridotto, per evitare che si ripeta ciò che oggi è successo...che tutto sommato è stato un piccolo "miracolo", magari anche grazie ad una mano divina, che ci piace immaginare come divenuta appassionata di treni, vista la vicinanza protettrice del santuario di Madonna di Porto alla linea ferroviaria FC...
La stessa linea che proprio ogni anno, con le nostre mitiche automotrici, accompagna centinaia di pellegrini ad assistere alle funzioni religiose della storica festa di aprile.
Concludiamo il post con un augurio di pronta guarigione ai feriti, sperando di non dover mai più assistere a simili situazioni, nè in Calabria e nè altrove: l'Associazione Ferrovie in Calabria si stringe attorno al personale di Ferrovie in Calabria ancora sotto shock, ed alla dirigenza aziendale, che sproniamo a richiedere al più presto interventi urgenti relativi alla sicurezza della circolazione.

Pubblichiamo di seguito alcune fotografie tratte dal sito internet de "Il Quotidiano della Calabria", ed il servizio del TG3 Regionale relativo all'incidente.




23 nov 2013

2013: un altro triste novembre

Anche quest'anno è arrivato novembre, e come succede da qualche anno a questa parte la seconda metà di questo mese ha portato situazioni poco piacevoli per il traffico ferroviario della nostra Regione.
Difficile dimenticare giorni come il 22 novembre 2011, quando a causa delle abbondanti precipitazioni la ALn 668.1059, effettuando il treno 3793, sviava in seguito al crollo di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antica - Pianopoli, miracolosamente senza tragiche conseguenze. (Leggi qui)
Così come sarà difficile dimenticare il 24 novembre dello scorso anno, quando tra le stazioni di Rossano e Mirto Crosia, nei pressi della fermata di Toscano, il regionale 3753 effettuato dalla ALn668.1077 travolgeva in corrispondenza di un passaggio a livello privato una monovolume con dentro sei braccianti agricoli rumeni di ritorno dalla loro giornata lavorativa: nessun ferito a bordo del treno, né tra i membri del personale di Trenitalia né per i viaggiatori; nessun sopravvissuto invece tra i braccianti che erano a bordo dell'auto travolta. (Leggi qui)

E così, a pochi giorni dalla ventiquattresima commemorazione dell'incidente del 16 novembre 1989, nel quale persero la vita 12 persone in seguito allo scontro di due treni tra Crotone e Isola Capo Rizzuto, lo scorso 19 novembre altre cattive notizie hanno riguardato il trasporto ferroviario della nostra Calabria: l'intera fascia jonica calabrese è stata infatti travolta da un'eccezionale ondata di maltempo, con precipitazioni che hanno causato allagamenti, frane e smottamenti con conseguenti ovvi intralci al traffico stradale e ferroviario, bloccando letteralmente intere comunità soprattutto nelle province di Catanzaro e Crotone, dove in molti casi si sono verificati persino crolli di ponti, strade, muri di contenimento ed addirittura di qualche abitazione.
Emblematica la situazione del comune di Catanzaro, dove finalmente solo oggi sembra essersi risolto il problema della mancanza dell'acqua nelle case in seguito ad alcuni problemi che avrebbero impedito il regolare funzionamento dell'impianto di distribuzione dell'acqua in gran parte della città (fornendo una ghiotta occasione per alcuni 'furbi commercianti', che speculando sull'enorme disagio hanno triplicato il prezzo di vendita dell'acqua in questi giorni!).

Una delle foto che stanno facendo il giro del web, scattata la mattina del 19 novembre nei pressi del quartiere Santa Maria di Catanzaro, una delle zone maggiormente danneggiate dall'eccezionale ondata di maltempo. Foto tratta da facebook.com

Ma torniamo alle nostre ferrovie. Per quanto riguarda il traffico sulle linee RFI, i maggiori disagi si sono avuti sulla tratta jonica tra Soverato e Sibari, dove numerose corse hanno subito ritardi, limitazioni e in alcuni casi soppressioni a causa dell'impraticabilità della linea in diversi punti. In particolare i principali disagi sul tratto Roccella - Catanzaro Lido si sono avuti nei pressi di Squillace, dove anche la vicina S.S.106 è stata praticamente invasa da un fiume di acqua, pietre e fango; tra Catanzaro Lido e Crotone sono stati invece diversi i tratti a rischio, in particolare nei pressi di Sellia, in seguito alle piene dei diversi torrenti attraversati dalla ferrovia su questo tratto; per quanto riguarda invece la tratta Crotone - Sibari i punti critici si trovavano in corrispondenza del fiume Neto, la cui esondazione ha creato diversi danni alla viabilità locale e ai centri abitati circostanti, e in corrispondenza della stazione di Cirò, a causa dell'allagamento della stazione.
I primi disagi tra Soverato e Catanzaro Lido si sono registrati sin dai primi treni del mattino, con la conseguente limitazione a Soverato di diversi treni pari, mentre i dispari sono stati regolarmente effettuati sull'intera tratta, seppur con ritardi tra i 20 e i 60 minuti. La circolazione dei treni pari tra Soverato e Catanzaro Lido si è poi ristabilita intorno alle 13.00, con il regolare passaggio del 3746, preceduto a distanza di pochi minuti dall'automotrice del 3722, che in seguito alla limitazione a Soverato era rimasta ferma in questa stazione sin dalle 8.00.
I primi disagi riguardanti la Catanzaro Lido - Sibari si sono invece manifestati a partire dalle 10.00 circa, orario a partire dal quale sono stati soppressi tutti quanti i treni pari e dispari fino alle 15.30 circa.

Anomalo affollamento di automotrici nella stazione di Soverato, dove la mattina del 19 novembre tutti e tre i binari erano eccezionalmente occupati in seguito alle numerose limitazioni subite dai primi treni della giornata.

La situazione nel dettaglio:

Tratta Reggio Calabria - Roccella - Catanzaro Lido (dispari):
- R3737 Catanzaro Lido (6.05) - Reggio C. (8.55) effettuato regolarmente intera tratta, arrivato con un ritardo di +18' a Reggio Calabria;
- R3741 Catanzaro Lido (8.05) - Reggio C. (10.57) effettuato regolarmente intera tratta, partito da Catanzaro Lido con circa un'ora di ritardo, mantenuto per tutto il viaggio;
- IC559 Taranto (8.20) - Reggio Calabria (15.25) soppresso intera tratta;
- Regolari gli altri treni dispari tra Catanzaro Lido e Roccella, ad eccezione dei treni R3731 Crotone - Roccella, R3753 Sibari - Reggio Calabria, giunti entrambi a destinazione con circa 30 minuti di ritardo;

Tratta Reggio Calabria - Roccella - Catanzaro Lido (pari):
- R3740 Reggio Calabria (5.05) - Crotone (8.15), limitato a Soverato;
- R3722 Roccella J. (6.55) - Catanzaro Lido (8.02), limitato a Soverato; automotrice rientrata a Catanzaro Lido alle 12.50;
- R3742 Reggio Calabria (6.05) - Catanzaro Lido (9.05) limitato a Soverato;
- R3744 Reggio Calabria (8.05) - Catanzaro Lido (11.05) limitato a Soverato;
- IC562 Reggio Calabria (12.00) - Taranto (19.05) regolare fino a Catanzaro Lido, probabilmente soppresso tra Catanzaro Lido e Taranto;
- Regolari tutti gli altri treni

Tratta Catanzaro Lido - Sibari (dispari):
- R3719 Crotone (6.40) - Catanzaro Lido (7.28) regolare;
- R3721 Sibari (6.02) - Catanzaro Lido (8.30) regolare;
- R3723 Crotone (8.30) - Catanzaro Lido (9.18) soppresso per mancanza materiale (R3740 limitato a Soverato);
- R3725 Sibari (7.25) - Catanzaro Lido (10.00) limitato a Crotone;
- R3729 Sibari (9.15) - Catanzaro Lido (11.45) limitato a Crucoli;
- IC559 Taranto (8.20) - Reggio Calabria (15.25) soppresso intera tratta;
- R3727 Sibari (11.40) - Catanzaro Lido (13.55) soppresso intera tratta;
- R3731 Crotone (14.15) - Roccella J. (15.45) effettuato con circa 30' di ritardo;
- R3733 Sibari (14.00) - Catanzaro Lido (16.30) soppresso;
- R8507 Cosenza (14.03) - Catanzaro Lido (17.40) soppresso;
- R3753 Sibari (16.48) - Reggio Calabria (22.20) effettuato con circa 30' di ritardo;
- R3755 Sibari (18.30) - Roccella J. (21.45) regolare;
- R3757 Sibari (19.55) - Crotone (21.40) probabilmente regolare.

Tratta Catanzaro Lido - Sibari (pari):
- R8516 Catanzaro Lido (5.40) - Sibari (7.55) regolare;
- R3720 Catanzaro Lido (6.45) - Sibari (9.14) regolare;
- R3740 Reggio Calabria (5.05) - Crotone (8.15), limitato a Soverato;
- R3724 Catanzaro Lido (9.20) - Sibari (11.38) soppresso intera tratta;
- R3726 Catanzaro Lido (10.30) - Crotone (11.20) soppresso intera tratta;
- R3728 Catanzaro Lido (11.25) - Sibari (13.55) soppresso intera tratta;
- R8508 Catanzaro Lido (12.20) - Cosenza (16.12) soppresso intera tratta;
- R3730 Catanzaro Lido (14.05) - Sibari (16.40) soppresso intera tratta;
- IC562 Reggio Calabria (12.00) - Taranto (19.05) regolare fino a Catanzaro Lido, probabilmente soppresso tra Catanzaro Lido e Taranto;
- R3756 Catanzaro Lido (15.30) - Sibari (17.55) limitato a Crotone;
- R3758 Catanzaro Lido (17.50) - Sibari (20.20) limitato a Crotone;
- R3736 Catanzaro Lido (19.35) - Sibari (22.00) regolare.

Sospeso inoltre, in via precauzionale, anche il traffico sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale tra le 8.30 e le 10.30, con la conseguente soppressione dei treni regionali 3772 e 3773.

Una delle foto dell'esondazione del fiume Neto, nei pressi di Crotone, dove il livello delle acque ha raggiunto livelli pericolosamente alti. Tratta da 'il Crotonese'

Situazione leggermente peggiore, vista l'impervietà dei luoghi attraversati, per quanto riguarda le linee delle Ferrovie della Calabria.
Sospesa la circolazione per l'intera giornata del 19 sia sulla Catanzaro Lido - Catanzaro Città, probabilmente per allagamenti della sede ferroviaria nei pressi di Santa Maria, quartiere del capoluogo pesantemente colpito dalle precipitazioni (come visibile nella prima foto di questo post) dove l'acqua ha raggiunto livelli talmente alti da far sovrapporre tra loro in diversi casi anche le automobili, nonché per concreti rischi di frane o caduta massi lungo la tratta a cremagliera compresa tra Catanzaro Sala e Catanzaro Pratica. Sospesa la circolazione per l'intera giornata anche sulla Catanzaro Città - Soveria Mannelli, dove i danni maggiori si sono avuti come di consueto nel tratto compreso tra Catanzaro e Gimigliano, in particolare nei pressi delle stazioni di Cavorà e di Gagliano.
Per fortuna sin dal tardo pomeriggio dello stesso 19 novembre sulla Catanzaro Lido - Catanzaro Città è stata ripristinata l'agibilità della linea, grazie al pronto intervento dei tecnici delle Ferrovie della Calabria, che ha consentito di effettuare, seppur senza ripristinare il servizio viaggiatori, il rientro intorno alle ore 18.00 del materiale rotabile necessario per il giorno successivo, a partire dal quale è stato regolarmente ripreso il servizio viaggiatori.
Anche sulla Catanzaro Città - Soveria Mannelli l'immediato intervento in linea ha permesso di riattivare la circolazione in tempi brevi sull'intera tratta, anche se in questo caso si è dovuto aspettare fino alle prime ore del pomeriggio per avere nuovamente i treni sull'intera tratta: fino alle 15.30 è stato comunque garantito un servizio ferroviario a frequenza ridotta tra Soveria Mannelli e Gimigliano, mentre corse automobilistiche sostitutive hanno permesso di raggiungere Catanzaro dai centri di Soveria, Adami, San Bernardo, Decollatura, Carlopoli, Castagna, Cicala, Serrastretta e San Pietro Apostolo e di rientrare dal capoluogo di regione partendo alle 14.10.
La riattivazione è avvenuta tuttavia con tempi di percorrenza maggiorati e quindi con conseguenti ritardi ai treni, a causa dei rallentamenti imposti dai danni alla linea legati al maltempo: per ovviare al disagio, a partire da lunedì prossimo, 25 novembre, i treni pomeridiani dalle 16.00 fino a fine servizio saranno tutti limitati alla stazione di Gagliano, stazione dove avverrà il trasbordo dei viaggiatori su corse automobilistiche di collegamento da e per Catanzaro Città. I treni interessati saranno - secondo quanto riportato sulla pagina facebook delle Ferrovie della Calabria - da Catanzaro Città il 24 (16.44), 26 (17.44), 28 (18.30), 30 (19.19) e 32 (20.21), mentre da Soveria Mannelli il 29 (16.06), 31 (17.09) e il 33 (18.10). Verrà poi soppresso il treno 35, in partenza alle ore 19.44 da Soveria Mannelli per Catanzaro Città, al posto del quale sarà effettuato il treno speciale 335, in partenza da Soveria Mannelli alle 19.11, con arrivo previsto a Catanzaro Città alle 20.11 (anche questo treno verrà limitato a Gagliano per il periodo dei lavori).

Istantanea di un momento di 'calma', nella mattinata del 19 novembre, sulla strada compresa tra le stazioni FC ed RFI di Catanzaro Lido.

Per il momento, per fortuna, sembra essere stato - almeno per la nostra Calabria - un novembre meno tragico dei precedenti, sperando che in quest'ultima settimana del mese non si presentino altre sgradevoli sorprese!
Certamente più tragica invece la situazione degli amici sardi, verso i quali non può mancare un segno di solidarietà anche da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria e ai quali siamo in questo periodo ancora più vicini, oltre che per la comune sorte di alluvionati, per la progressiva assegnazione al D.L. di Reggio Calabria di automotrici provenienti dai depositi di Cagliari e Sassari.

PS: ci scusiamo con i nostri lettori per aver 'rubato' dal web le fotografie presenti in questo post e di non aver utilizzato come di consueto fotografie proprie, ma a causa di diversi impegni i membri dell'Associazione si trovano in questi giorni quasi tutti fuori regione!

18 nov 2013

Crotone: il ventiquattresimo "16 novembre"...



"Tutto scorreva normalmente quel giorno, tutto sembrava così apparentemente normale. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che il destino potesse stravolgere il corso delle cose. Era in atto uno dei primi esperimenti di sicurezza delle nostre strade ferrate, una rampa di lancio verso il futuro, di cui tanto si parla ogni giorno. E, probabilmente, anche quel giorno tra i passeggeri si parlava di futuro, ma nessuno di loro avrebbe mai potuto immaginare che quel futuro, goffo e ingordo, li avrebbe deviati verso una linea morta. Già, perché di ciò si può soltanto parlare. Un bacio, un fatale bacio tra due “mostri sacri” della linea dei gelsomini e dei papaveri, pochi attimi, i tentativi dei macchinisti di evitare quell'intreccio di lamiere, il capostazione della città di Pitagora che aveva addirittura tentato di evitare quel “bacio” destreggiandosi per le curve strade con la propria auto, l’incoscienza di molti dei passeggeri (ignari di ciò che stesse accadendo), il bacio fatale bacio avvenuto nella Valle del Dragone. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare, quel giorno, che il destino si sarebbe preso gioco di 44 anime, 12 delle quali volate via in una normalissima giornata di autunno."

Una giornata che, almeno per noi calabresi (o meglio, quelli che ancora con forza non dimenticano), normalissima non lo sarebbe più stata. Sono trascorsi 24 anni da quel 16 novembre 1989, ed è con questo piccolo pensiero del nostro Luca Pisconti che vogliamo ricordare le 12 vittime del tragico incidente ferroviario, che vide coinvolto il Locale 8437 Cariati - Catanzaro Lido, composto da una doppia di ALn668, ed il locale 12706 Catanzaro Lido - Taranto, effettuato con vetture 1959 e 1946 ristrutturate, trainate dalla D445 1008. Una fatale incomprensione tra personale di stazione, a Crotone, e macchinisti del locale proveniente da Cariati, nel delicato momento di transizione tra il classico sistema di circolazione con dirigenza locale e blocco elettrico manuale, e l'allora modernissimo (e tutt'oggi impiegato) Comando del Traffico Centralizzato con Blocco Conta Assi. Trascorrono pochi minuti, dopo aver cercato invano di arrestare la corsa del locale composto da automotrici, ed è il disastro, tra le stazioni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto, quasi in corrispondenza del passaggio a livello posto al km 237+322: alle 13.20 avviene lo scontro, ed il pesante locomotore diesel letteralmente polverizza la leggera ALn668 di testa. Entrambi i treni procedevano a circa 100 km/h, e tempo e spazio di frenatura sono stati minimi, a causa della presenza di una curva, che rese impossibile un avvistamento tra i due treni con largo anticipo. Nonostante ciò, macchinista e capotreno del Locale 8437 riuscirono in pochi istanti ad avvisare dell'imminente scontro i viaggiatori presenti subito dietro la cabina, riuscendo probabilmente a salvare qualche vita umana in più: purtroppo i nostri due eroi di casa FS non ce l'hanno fatta, assieme ad altri 10 viaggiatori a bordo della prima automotrice. Lavoratori, insegnanti, studenti, ed uno dei due macchinisti a bordo del D445 in testa al treno Locale per Taranto: sono loro le vittime che anche noi di Ferrovie in Calabria ogni anno vogliamo ricordare, assieme alla sezione crotonese di Italia Nostra: Antonella Serventi, Antonio Sorrenti, Angelo Giuffrè, Carmelina Pistoia, Delia Sozzi, Emma Gagliardi, Franca Cefalà, Loredana Gentile, Mirella Cavalli, Rita Angela Geracitano, Rosanna Perri, Salvatore Bruno, originari di Catanzaro, Badolato, Guardavalle e Melissa.

Nella giornata di ieri, in Piazza 16 Novembre 1989, così come è stato intitolato il piazzale antistante la stazione di Crotone, si è quindi tenuta la consueta commemorazione organizzata da Italia Nostra, alla quale siamo stati ovviamente presenti.
Ma il ricordo dell'autentica sciagura che colpì l'opinione pubblica calabrese e nazionale, sicuramente non può non rappresentare anche un momento di aggregazione sociale: un momento di discussione sulla sempre più incerta sorte della ferrovia Jonica e dello scalo ferroviario di Crotone. Come fatto notare da noi di Ferrovie in Calabria, infatti, i 12 viaggiatori che hanno perso la vita nell'incidente, possiamo senza dubbio definirli come martirti della nostra terra e della nostra ferrovia: non solo da calabresi, ma anche da italiani. E' anche grazie al loro sacrificio, e quindi alla successiva correzione dei difetti degli allora nuovi sistemi di sicurezza, se al giorno d'oggi possiamo viaggiare in treno senza alcun rischio di errore umano. Ciò che però vogliamo sottolineare, è l'assurdità ed il paradosso in cui siamo precipitati: quando la ferrovia Jonica non era certamente al top della sicurezza negli anni '80 e '90, il traffico ferroviario era triplo rispetto ad oggi. Nel 2013 ci ritroviamo con una strada ferrata attrezzata con Sistema di Controllo Marcia Treno, Comando del Traffico Centralizzato, nuovo segnalamento, addirittura armamento pesante...ma gli unici treni a circolare, sono soltanto poche automotrici ALn668 in servizio regionale, ed un treno che con vergogna definiamo "InterCity", e che a stento riesce a collegare Reggio Calabria Centrale con Taranto. Scomparso il servizio a lunga percorrenza, il traffico merci, e gran parte di quello vicinale.
La vana speranza di una ferrovia Jonica sicura e con un servizio in costante evoluzione migliorativa, si è spenta nell'ultimo decennio, sotto i colpi di un totale monopolio del trasporto su gomma. Era proprio questo quello che chiedevano i cittadini della sibaritide, del crotonese, del catanzarese e della locride, alla fine degli anni '80? Noi riteniamo di no.
Nella tarda mattinata di ieri, al termine del momento di raccoglimento, di fronte alla purtroppo semi-abbandonata stazione di Crotone, si è discusso proprio di questo: Piazza 16 novembre 1989 si è così trasformata per circa un'ora, in una vera e propria "agorà" di stampo greco (del resto non poteva essere diversamente, nella città di Pitagora...), dove tutti i presenti hanno espresso un pensiero ed avviato un confronto di idee tra istituzioni, associazioni, ed ovviamente assieme a Franco e Maria Amelio, rispettivamente marito e figlia di Carmelina Pistoia, una delle vittime dell'incidente. Segnaliamo che gli unici sindaci presenti sono stati quelli di Sellia Marina, Cutro e Pallagorio, rispettivamente Giuseppe Amelio, Salvatore Migale e Umberto Lorecchio.
La problematica sul futuro dello scalo ferroviario pitagorico, è oggi più che mai di primaria importanza, proprio alla luce del recente piano di "right sizing" di Rete Ferroviaria Italiana, che prevede, purtroppo, il declassamento di numerose stazioni della linea Jonica, tra cui appunto Crotone. Addirittura è in programma il mantenimento di soli tre binari, tra corretto tracciato ed incrocio/precedenza (itinerari 1, 3 e 4), con immediato smantellamento dell'intero piazzale di ricovero carri e scalo intermodale (posto di fianco la SS 106) e delle adiacenti platee di lavaggio vetture e rimessa locomotive, per un totale di ben 15 binari. Incerta la sorte del binario tronco che si dirama dal binario 1 lato Catanzaro Lido, e dello scalo merci posto lato Sibari, di fianco il fabbricato viaggiatori. Ma la mancanza di interesse verso una stazione ferroviaria che fino a pochi anni orsono rappresentava uno dei maggiori impianti calabresi per traffico e dimensioni, è evidente anche dal totale stato di abbandono in cui verte l'interno e l'esterno dell'area ferroviaria, e dalla seriamente preoccupante assenza di controllo di polizia: anticipiamo che non è certamente nostra intenzione trasmettere messaggi di intolleranza alcuna, ma riteniamo sia un grave pericolo per i regolari cittadini, italiani e non, consentire il transito ed alloggio di decine di immigrati molto probabilmente clandestini, che liberamente circolano tra i carri merci accantonati ed i fabbricati ferroviari posti all'interno del piazzale di stazione.
Proprio a tal proposito, nelle prossime settimane invieremo un documento a Rete Ferroviaria Italiana e Regione Calabria, nel quale Ferrovie in Calabria, Italia Nostra, CIUFER e tutte le associazioni/movimenti che vorranno aggiungersi, chiederanno il mantenimento in servizio di quattro binari in luogo di tre (binario 1, 2, 3 e 4), assieme al binario tronco lato Catanzaro Lido, centralizzato con segnale di partenza, ed utilizzabile quindi per l'attestamento/partenza di treni reversibili provenienti/diretti verso la Jonica Sud, senza dimenticare lo scalo merci adiacente la stazione, che può essere semplificato con il mantenimento di cinque binari, di cui uno adiacente al piano caricatore del magazzino merci, e quattro a raso con il piazzale asfaltato, utilizzabili per eventuali ripristini merci futuri e/o pulizia/ricovero di carrozze. Ovviamente richiederemo anche, nei limiti del possibile, una maggiore garanzia di sicurezza all'interno della stazione.
Purtroppo quel che più rattrista è la totale assenza della cittadinanza crotonese e non, oltre che della maggior parte delle istituzioni locali: la partecipazione al piccolo evento sarebbe stata simbolica, per lo meno per ricordare alcuni nostri corregionali tragicamente scomparsi, che sarebbero potuti essere anche nostri parenti o amici. Altrove, oltre all'interesse per tutti i bene pubblici, tra cui appunto le ferrovie, esiste ancora il sentimento di ricordo e commemorazione. In Calabria, purtroppo, stiamo perdendo anche quello.
Concludiamo il post ringraziando come sempre Teresa Liguori, virtuosa Presidente della sezione crotonese di Italia Nostra ed organizzatrice di numerosi eventi sulla salvaguardia del trasporto ferroviario, dell'ambiente e dei beni culturali calabresi, i sindaci e le associazioni presenti alla commemorazione: un'unione di forze positive, che speriamo possa accompagnare il nostro territorio verso una graduale rinascita sociale ed interiore... prima che ferroviaria.
Di seguito un estratto del TG Spazio del 17 novembre 1989, dedicato al terribile incidente ferroviario:


Foto di gruppo assieme ai parenti delle vittime, Teresa Liguori di Italia Nostra, il sindaco di Sellia Marina Giuseppe Amelio, e le associazioni presenti sul territorio. 

Durante la commemorazione, con il signor Franco Amelio con la figlia Maria, marito e figlia di Carmelina Pistoia. 

I mezzi da cantiere dell'impresa Francesco Ventura in sosta nel piazzale dello scalo merci: al momento vengono eseguiti solo piccoli lavori di sostituzione di traversine e pietrisco, oltre che la rimozione di alcuni scambi posti su binari già dismessi...

...presenti in particolar modo nei pressi della rimessa locomotive. Sono ancora a decine i carri merci di vario tipo (tra cui le recenti tramogge a due assi visibili in fotografia) accantonati su quel che resta del piazzale di ricovero.

























































Un nostro rapido schizzo, sulla proposta di "right sizing" meno pesante sul piazzale di stazione di Crotone.

2 feb 2013

Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido e ponti provvisori: quasi una "maledizione"...

Dopo quasi due mesi di totale assenza di novità, abbiamo deciso di rompere il silenzio: ci siamo così recati a verificare sul posto lo stato dei lavori di ricostruzione dell'ormai tristemente famoso ponte tra Marcellinara e Feroleto Antico, sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, crollato il 22 novembre 2011 a causa dell'ingrossamento del torrente sottostante, e che ha provocato anche il deragliamento di un'ALn668 in servizio Regionale, fortunatamente transitata qualche istante prima del cedimento strutturale. Il 23 novembre scorso pubblicavamo un post commemorativo del disastroso evento, aggiornandovi sugli sviluppi della ricostruzione dell'opera. In quei giorni, però, nessuno poteva ancora immaginare di quale tipologia sarebbe stato il nuovo ponte sostitutivo: di certo, però, mai avremmo pensato che proprio su questa tratta, dopo 40 anni, si sarebbe ripetuta la stessa storia e quindi lo stesso errore. Il "nuovo" ponte non sarà altro che una struttura di tipo provvisorio, analoga a quella presente (realizzata addirittura nel 1975, anche in questo caso a seguito di alluvione e crollo di parte del viadotto originario in muratura) sulla vecchia tratta dismessa nei pressi della ex-fermata di Caraffa - Sarrottino, che a causa del consistente rallentamento prescritto ai convogli, oltre ad instabilità strutturale negli ultimi anni, contribuì all'abbandono del vecchio percorso via Catanzaro Sala (con tutte le dovute ricadute negative ormai ben note)...in favore di una variante fondamentalmente inutile sia alla città di Catanzaro a causa dell'abnorme distanza dal centro abitato, e sia allo stesso servizio ferroviario della Jonica, e per di più costruita con cemento depotenziato. Unica avvantaggiata dal nuovo innesto lato sud a Catanzaro Lido, sarebbe stata la Jonica Nord, visto e considerato che eventuali treni da Sibari e Crotone, avrebbero potuto raggiungere Lamezia Terme senza dover invertire il locomotore (o effettuare cambio banco per le automotrici): paradossalmente si ebbe un solo collegamento del genere, originario da Crotone, mal realizzato ed assente in senso opposto, da Lamezia Terme Centrale alla città pitagorica. Certo, quando nel 2008 venne inaugurata la variante, vennero tanto decantati i 15 minuti di percorrenza risparmiati rispetto alla linea via S.Maria di Catanzaro - Catanzaro Sala, foriera di rallentamenti nella galleria del Sansinato e sul ponte provvisorio a Caraffa, dove era previsto un rallentamento a 30 km/h per le automotrici e le D445 di prima serie, ed addirittura a 10 km/h per le D445 di II e III serie. 
Ebbene sì: quando il 15 giugno di quest'anno si compiranno i primi 5 anni di esercizio della nuova tratta via Germaneto, potremo dire che oltre al cemento depotenziato e la cattedrale nel deserto, anche i famosi 15 minuti di percorrenza risparmiati saranno un lontano e quasi ridicolo ricordo, proprio a causa di questo nuovo ponte provvisorio, che ripristinerà a pochi chilometri di distanza la stessa situazione presente a Caraffa fino al 14 giugno 2008! Una scelta così vergognosa ed insensata, da risultare quasi ridicola, senza contare l'assurdità di aver dovuto attendere quasi due anni per ricostruire un semplicissimo ponte a travata metallica, sorretto da tre pile dello stesso materiale. Per lo meno nel 1975, crollato il vecchio viadotto, la struttura provvisoria (se così possiamo definirla, visto e considerato che ha "prestato servizio" per 38 anni...) venne installata immediatamente! Dopo tutta questa attesa, mese più o mese meno, sarebbe stato così dispendioso e controproducente costruire una struttura fissa, definitiva e durevole? Decisamente riteniamo che dietro questa scelta ci sia un linea di pensiero che potrebbe portare a tre opzioni: chiusura della tratta con la scusa degli alti tempi di percorrenza, del ponte pericolante (per la seconda volta) e quindi della scarsa frequentazione, oppure costruzione di una seconda variante, proseguimento di quella già esistente, che da Settingiano prosegua fino a Lamezia Terme Centrale, innestandosi alla Tirrenica dal lato Sud rispetto alla linea attuale, come da qualche anno si vocifera. Un ulteriore spreco, che tra l'altro taglierebbe fuori il bacino d'utenza di Nicastro e Sambiase, ed i loro popolosi hinterland. Terza opzione, quella "anni 70": il ponte provvisorio lo rimarrà per altri 40 anni, con rallentamento che diventerà la norma, proprio come il suo simile di Caraffa - Sarrottino...e forse soltanto dopo decenni, qualcuno deciderà di avviare la costruzione di una struttura fissa, o della tanto famosa variante.
Ovviamente tutte e tre le possibilità portano ad un'unica conclusione: vergogna!
Vedremo nei prossimi mesi se i nostri pronostici saranno azzeccati, anche se in verità, purtroppo, non ci sono molte altre alternative: nel giro di un mese circa, visto lo stato abbastanza avanzato dei lavori, l'opera dovrebbe essere completata, portando al ripristino di un magrissimo servizio Regionale tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale...con "ben" 7 coppie di treni al giorno espletati da una stessa singola ALn668, ovvero una corsa ogni due ore nei due sensi. Non saranno presenti incroci lungo la linea, che a questo punto viene letteralmente esercita a spola.
E pensare che soli sette anni fa si arrivò a punte di un collegamento ogni 30 minuti (senza variante...), oltre ai due InterCity Notte da/per Torino e Milano ed all'Espresso da/per Roma Termini...e ci si lamentava pure!
Un ultima nota prima di chiudere il post: la gara d'appalto per la ricostruzione è stata assegnata per la cifra di 1.210.410,29 €. Probabilmente ci sbaglieremo, ma appaiono forse un po' troppi per realizzare solo tre pile metalliche, posare una travata ed effettuare qualche sistemazione del rilevato ferroviario e dell'alveo del torrente...

Vista della pila metallica lato Catanzaro Lido e di quella centrale...

...ancora pila centrale e quella lato Lamezia. Notare il muraglione di sostenimento del terreno, con blocchi in cemento sovrapposti.












Vista dal "tronco" lato Catanzaro Lido: il nuovo ponte si trova spostato di alcuni metri rispetto alla struttura originaria. Si nota infatti la vecchia sede ferroviaria sulla sinistra.













Pila lato Catanzaro Lido: notare la struttura in cemento di protezione, curvata in modo che acqua e detriti vengano incanalati verso il centro del letto del torrente, evitando così l'erosione della scarpata ferroviaria.




Galleria Cancello, lato Catanzaro Lido: sullo sfondo la ripida salita verso Marcellinara...













Ed ecco il "fratello" del nostro ponte provvisorio, posto sulla vecchia tratta via Catanzaro Sala, nei pressi di Caraffa: anche in questo si tratta di tre pile, costruite con la stessa identica struttura di quello di Marcellinara! Fotografia satellitare ormai storica, acquisita guarda caso durante il transito di uno dei due InterCity Notte da Torino Porta Nuova o da Milano Centrale!












































Il poverissimo servizio Regionale che verrà ripristinato una volta consegnato il  "nuovo" ponte, con sole 7 coppie di treni al giorno. Spariscono i due Catanzaro Lido - Rosarno via Tropea.

25 nov 2012

L'ennesimo, triste, novembre...

Sembrerà incredibile, ma per l'ennesima volta il mese di novembre si rivela foriero di sciagure per il trasporto ferroviario calabrese, ed in particolare sulla ferrovia Jonica: pochi giorni fa abbiamo commemorato le vittime dello scontro tra treni Locali avvenuto a Crotone il 16 dicembre 1989, e ieri quello del crollo del ponte sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, con tanto di deragliamento, avvenuto il 22 novembre dello scorso anno. 
Al tristissimo elenco di date, dovremo purtroppo aggiungere agli annali anche il 24 novembre: è infatti avvenuta poche ore fa una terribile sciagura sulla linea Jonica, tra le stazioni di Rossano e Mirto Crosia, in particolare nei pressi della fermata di Toscano. Alle 17:15 il Regionale 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, effettuato dall'ALn668 1077, ha travolto e trascinato per 600 metri una FIAT Multipla con a bordo 6 braccianti agricoli rumeni, tra cui tre donne, di ritorno dalla giornata lavorativa nei campi vicini, per la raccolta di agrumi. Il mezzo si trovava fermo sui binari, in corrispondenza di un passaggio a livello privato ad uso agricolo, posto al km 155+849. Questa tipologia di PL, in verità non più molto diffusa al giorno d'oggi, ma assolutamente prevista nei regolamenti di RFI, è protetta da cancelli dotati di lucchetto apribile esclusivamente dal proprietario dei terreni posti ai due lati della ferrovia, e messi appunto in comunicazione dal semplice attraversamento non custodito. In particolare la normativa prevede che tali Passaggi a Livello siano regolati tramite una convenzione tra RFI ed uno o più privati utilizzatori, possessori di chiave per lo sblocco dei lucchetti dei cancelli.
Ed è stata proprio l'apertura dei cancelli, per permettere il passaggio del veicolo, che è costata la vita dei 6 lavoratori: dalla ricostruzione sembra che due persone, sopravvissute e rimaste sotto choc, dopo essere scese dalla monovolume e dopo aver aperto il primo cancello, abbiano fermato il mezzo sui binari per aprire il secondo cancello, dall'altro lato del binario: una procedura fatale ed inutilmente rischiosa, che si sarebbe potuta assolutamente evitare.
A bordo dell'automotrice, nonostante inizialmente nelle prime news si parlasse di morte del macchinista, sia il personale di Trenitalia che i viaggiatori sono fortunatamente rimasti illesi.
Nella tarda serata i Vigili del Fuoco hanno concluso le operazioni di recupero dei sei corpi rimasti tra le lamiere della vettura, e la Procura di Rossano ha aperto un'inchiesta, richiedendo il sequestro dell'area: la notizia ha avuto ampia visibilità sui media nazionali, ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso il suo cordoglio per la tragedia avvenuta, tramite il Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro. Solidarietà alla comunità romena locale anche dal Sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti.

Difficilmente i parenti delle vittime leggeranno questo post su Ferrovie in Calabria: nonostante tutto vogliamo però porre le nostre condoglianze ed esprimere tutto il dispiacere per una simile tragedia, che proprio perchè appassionati di treni e ferrovie e legati alla nostra ferrovia Jonica, ci tocca in maniera quasi diretta.

Non possiamo però non sottolineare, ancora una volta, l'assurda tendenza dei media italiani nel "demonizzare" i passaggi a livello ed i "treni assassini": sicuramente un sottopasso od un sovrapasso sono molto più sicuri di un attraversamento a raso, a maggior ragione se non protetto da barriere o quanto meno da segnalamento luminoso/acustico: non dimentichiamo però che quasi tutti gli incidenti tra treni e mezzi su gomma, avvengono proprio per negligenze dei conducenti nel rispettare le regole del codice della strada...e quelle del buon senso. Purtroppo, pur rimanendo un'immane tragedia per la nostra Calabria e per tutta la nazione, anche l'incidente di ieri conferma questa tesi...

Di seguito alcune immagini dei soccorsi:





23 nov 2012

Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: un anno senza treni...

22 novembre 2011. Fin dalla mattina, tutta la Calabria Jonica e l'entroterra, vengono colpiti da pesantissimi nubifragi. Nonostante qualche disagio causato dal blocco dei sistemi di sicurezza in vari punti della linea Jonica e della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, la circolazione ferroviaria prosegue senza gravi intoppi. Nel pomeriggio, però, la situazione inizia a farsi sempre più seria: il severo maltempo non accenna a placarsi, ed anzi si accanisce sulle stesse zone, specialmente quelle all'interno del Golfo di Squillace, in maniera sempre più violenta. 
Iniziano a parlarne anche i TG nazionali della sera, a causa dei notevoli allagamenti e frane che in quelle ore stavano interessando il territorio jonico calabrese: lo shock arriva quando iniziano a spuntare le prime notizie flash, a proposito di un deragliamento di un treno nel catanzarese, con presenza di feriti. Noi di Ferrovie in Calabria ci attiviamo immediatamente, e con vari giri di telefonate escludiamo l'avvenimento dell'incidente sulla rete delle Ferrovie della Calabria: ci si sposta allora su Viaggiatreno, controllando la circolazione su tutte le linee RFI calabresi, finchè sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale individuiamo un blocco totale della circolazione, con l'ultimo treno transitato, il Regionale 3793 Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido, rilevato a Feroleto Antico - Pianopoli...e mai arrivato a Marcellinara. Intanto i TG continuano ad aggiornare la notizia, parlando addirittura di un crollo di un ponte: inizialmente non si riesce a comprendere se il crollo del ponte sia un evento separato dal deragliamento del treno, magari in altra tratta, o se il treno sia deragliato proprio per il crollo del ponte...ed in tal caso, purtroppo, si sarebbe iniziato a temere per il peggio. Fortuna vuole che immediatamente viene comunicata la presenza di soli alcuni contusi tra i 21 viaggiatori, che assieme al macchinista ed al Capo Treno si sono rifugiati all'interno della vicina galleria, per ripararsi dal tremendo nubifragio in corso: è proprio quello il ponte ad essere crollato, per fortuna subito dopo il transito dell'automotrice ALn668, che pur deragliando poche decine di metri dopo, è stata sostenuta dai vari alberi e cespugli che fiancheggiano la sede ferroviaria, evitando così di farla cadere giù per la scarpata! Una casualità che racchiude due incidenti, per fortuna anche in questo caso senza vittime e feriti gravi, avvenuti negli anni precedenti sulla Catanzaro Città - Cosenza delle Ferrovie della Calabria: il primo risale  al 2010, con il crollo del ponte tra San Pietro Apostolo e Cicala proprio subito dopo il transito di un treno (rimasto per fortuna sui binari), e l'altro al lontano 1998, quando una M2.200, a causa dell'eccessiva velocità, uscì dai binari in curva, nei pressi di Gimigliano, rimanendo sospesa sulla profonda scarpata, proprio grazie ai cespugli laterali alla ferrovia!

Nella tarda mattinata del 23 novembre, un'autogru dei Vigili del Fuoco riposizionava sui binari la povera ALn668 1059 sviata, che veniva così inviata a Catanzaro Lido: le cause del crollo del ponte vengono ovviamente individuate nell'enorme piena del torrente sottostante, i cui danni sono stati accentuati dall'eccessivo prelievo di sabbia dall'alveo del corso d'acqua, facilitando così alle furiose acque, lo "scalzamento" fin dalle fondazioni delle pile del viadotto, che si ritrovavano così letteralmente sospese sull'acqua: il transito del treno non ha fatto altro che peggiorare l'ormai precario equilibrio del manufatto, che ha ceduto, per fortuna non istantaneamente, sotto il peso dell'automotrice.
Nella stessa giornata del 23 novembre, Trenitalia attivava un servizio sostitutivo con autobus tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, in attesa di avviare i lavori di ricostruzione del ponte, nel frattempo sequestrato dalla Magistratura. Solo a giugno 2012, dopo oltre 6 mesi dal crollo, la situazione si sblocca: RFI bandisce una gara d'appalto per la ricostruzione, che viene vinta dal consorzio di imprese calabresi Torchia e Scarcella. I lavori, iniziati a settembre, stanno procedendo, seppur non a velocità da record: il termine previsto per la consegna dell'opera, entro 72 giorni dall'inizio della ricostruzione, dovrebbe essere rispettato per la fine di dicembre, con riattivazione del servizio ferroviario a febbraio 2013. Nonostante tutto, però, le notizie non sono incoraggianti: in prospettiva, infatti, dovrebbe essere ripristinata solo la metà dell'offerta regionale pre-crollo (ed in un certo senso anche attuale, visto e considerato che durante la maggior parte della giornata la frequenza dei bus sostitutivi è oraria), con sole 7 coppie di treni al giorno: vale a dire, mediamente, un cadenzamento addirittura bi-orario: un enorme taglio, se pensiamo che nel 2006 si arrivò ad un servizio di un treno Regionale ogni circa 30 minuti (escluse le due coppie di InterCity Notte da/per Milano e Torino, ed una di Espressi da/per Roma, anch'esse ormai soppresse) in quasi tutte le fasce orarie.
Al momento non è ancora ben chiara la modalità di ricostruzione dell'opera: c'è chi dice che non verranno spesi ulteriori fondi, per costruire ex-novo un vero e proprio viadotto in muratura, e verrà così posizionato un ponte metallico provvisorio, in attesa del proseguimento della "variante", da Settingiano a Lamezia Terme Centrale, creando così una linea ferroviaria interamente su nuovo tracciato: sarebbe un ulteriore paradosso per una linea da sempre martoriata da maltempo...e scelte sbagliate. Già, perchè anche il famoso ponte pericolante di Sarrottino, posto sul vecchio tratto via Catanzaro Sala - Caraffa, doveva essere una struttura provvisoria: peccato lo sia stata dal 1972 (data di crollo del ponte originale) al 2008...non male 36 anni per un ponte "provvisorio", che non dimentichiamo, è stato sostituito da una variante che alla città di Catanzaro serve quasi a nulla, e come se non bastasse è stata anche costruita con cemento depotenziato. Ma oltre il danno e la beffa, troviamo un'altra beffa nella beffa: il processo giudiziario mirato a punire i colpevoli di tale furto di denaro pubblico ed attentato alla sicurezza dei trasporti, è terminato con una sentenza ben chiara: nessuno degli imputati è colpevole! 
Sarà forse stato qualche dispettoso gnomo catanzarese, proveniente dalle campagne di Germaneto e Borgia, a sostituire nella notte il cemento regolamentare con quello depotenziato? Chissà!

Per leggere il post dedicato all'alluvione del 22 novembre 2011, clicca qui.


L'ALn668 1059 deragliata ed il viadotto devastato dal torrente, la mattina del 23 novembre 2011.














Fine dicembre 2011: ecco come si presentava il ponte, con i binari ancora sospesi nel vuoto...
















Settembre 2012: demoliti i resti del vecchio ponte, si prepara il rilevato ferroviario e l'alveo del torrente, alla costruzione di quello nuovo...















Ad un anno dal crollo:


Lavori di trivellazione e movimento terra, per la preparazione alla costruzione delle due spalle del ponte, che molto probabilmente sarà a travata unica.

Rimossi i binari da entrambi i tronchi rimasti separati al di là del ponte, per alcune decine di metri: qui all'imbocco della galleria Cancello, lato Catanzaro Lido

Vista panoramica dei lavori di ricostruzione...

17 nov 2012

Crotone, 16 novembre 1989: 23 anni dopo...

Si è tenuta ieri a Crotone, sul piazzale antistante la stazione ferroviaria, l'annuale commemorazione delle 12 vittime del terribile disastro ferroviario verificatosi tra le stazioni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto, il 16 novembre di 23 anni fa.
Una tragica fatalità provocata purtroppo da un malinteso tra il personale di stazione, e quello di macchina del treno Locale 8437 Cariati - Catanzaro Lido: ci trovavamo in piena epoca di applicazione e sperimentazione del moderno "CTC", il sistema di Comando del Traffico Centralizzato con Blocco Conta Assi, e gestito da un Dirigente Centrale Operativo. Quel sistema, all'epoca fonte di continue avarie e "mali di giovinezza", che sarebbe diventato una costante su quasi tutte le linee ferroviarie italiane, Jonica compresa, ed avrebbe dato il via all'impresenziamento di massa di migliaia di stazioni ferroviarie in tutto il territorio nazionale. Quel giorno, proprio a causa di un guasto agli impianti ancora in via di sperimentazione, si tornò alla classica gestione con giunto telefonico tra i capi stazione dei vari impianti. 
Perchè il macchinista del Locale 8437 non abbia atteso il  via libera da parte del Capostazione, previa comunicazione con l'impianto di Isola Capo Rizzuto, probabilmente nessuno lo saprà mai. La doppia di ALn668 da Cariati lasciava così la stazione di Crotone, negli stessi istanti in cui il Locale 12706 Catanzaro Lido - Taranto, composto dalla D445 1008 in testa ad alcune vetture di tipo antiquato 1959 e 1946T, partiva da Isola di Capo Rizzuto. Invano un manovratore tentò di inseguire in stazione a Crotone le due agili automotrici, tentanto di aprire la condotta dell'aria per provocare la frenatura. Il Capostazione, che dopo l'incidente venne ritrovato sotto choc nelle campagne crotonesi, tentò addirittura di inseguire in auto il treno lungo la SS 106, ma nulla servì ad evitare il disastro. Poco dopo le 13:20 avveniva il terribile schianto, nei pressi del PL al km 237+322. La pesante D445 in testa ad una notevole composizione e lanciata attorno ai 100 km/h, distrugge praticamente tutta l'automotrice di testa del Locale Cariati - Catanzaro Lido, per poi prendere fuoco.
Nel tragico incidente, perdono la vita i macchinisti Angelo Giuffrè e Salvatore Bruno, il Capo Treno Antonio Sorrenti, che riuscì a salvare la vita a non pochi viaggiatori avvisandoli di correre verso la coda del convoglio di automotrici, e 9 viaggiatori: Antonella Serventi, Carmelina Pistoia, Delia Sozzi, Emma Gagliardi, Franca Cefalà, Loredana Gentile, Mirella Cavalli, Rita Angela Geracitano, Rosanna Perri, originari di Catanzaro, Badolato e Melissa. Pur non essendoci vittime crotonesi, il giorno dopo la città si ferma a lutto: si tengono i funerali, ai quali partecipano tutte le maggiori autorità regionali in carica all'epoca.
A seguito della tragedia, lo Stato italiano promette in un certo senso di "risarcire" la fascia Jonica, potenziando il trasporto ferroviario passeggeri e merci: risale infatti proprio all'inizio degli anni '90, la costruzione dello scalo intermodale di Crotone, che ad oggi giace purtroppo in completo abbandono, dopo anni di intenso traffico di treni per trasporto barbabietole e prodotti granulari...
All'epoca per giorni i TG regionali e nazionali diedero ampio spazio a quello che fu uno dei più gravi disastri ferroviari italiani: ecco il video tratto dal TG di Telespazio, del 17 novembre 1989:




Tornando al 2012, la commemorazione tenutasi nella tarda mattinata di ieri, è stata organizzata dalla virtuosa sede crotonese dell'associazione nazionale Italia Nostra, gestita da Teresa Liguori: grande collaborazione anche da parte del comune di Crotone, rappresentato dal vice sindaco Teresa Cortese e dall'assessore alla viabilità Francesco Stabile. Presente anche l'ing. Francesco Domenico Rechichi di RFI, del compartimento di Reggio Calabria.
Alla presenza delle personalità sopra citate, di Emilio Gentile, zio di Loredana Gentile e di Franco e Maria Amelio, marito e figlia di Carmelina Pistoia, tutti e tre parenti di due delle vittime, è stata scoperta una targa, e la Piazza Stazione è stata intitolata "Piazza 16 novembre 1989".
Non potevamo ovviamente mancare noi di Ferrovie in Calabria, con intervista a Francesco Lazzaro, da parte della televisione CalabriaUno TV: il servizio è visibile al seguente link, e l'intervista si trova attorno al minuto 13: http://www.calabriauno.com/index.php?page=start

La commemorazione di tale tragico evento ed il ricordo delle vittime, non poteva comunque non essere caratterizzata da un fondo di protesta sulla disastrosa situazione del trasporto ferroviario sullo Jonio: alla luce dei nuovi tagli previsti dal cambio d'orario di dicembre (soppressione totale del servizio ferroviario regionale tra Sibari e Metaponto, che verrà solo in parte autosostituito), si è chiesto ancora una volta, a gran voce, di ribellarsi e di battersi in ogni modo per evitare la totale chiusura dell'intero tratto da Metaponto a Melito di Porto Salvo: un'eventualità che fino a poco tempo fa sembrava assolutamente remota, e che purtroppo si sta lentamente concretizzando, nel solito silenzio praticamente totale della politica calabrese, se si escludono le solite poche voci fuori dal coro. Crediamo però non sia questo il post su cui discutere su una vicenda vergognosa che purtroppo va avanti ormai da anni.

Concludiamo con un'insolita ed in un certo senso un po' inquietante coincidenza: nella giornata di ieri, il Regionale 3744 da Reggio Calabria Centrale a Catanzaro Lido, investiva nei pressi di Soverato alcuni rami caduti sulla sede ferroviaria a causa del maltempo: a causa di probabili lievi danni all'automotrice, il treno è stato soppresso dalla stazione di Soverato, ed inviato a Catanzaro Lido qualche ora più tardi. Per questa motivazione, l'automotrice del Regionale 3727 da Metaponto, sulla quale ha viaggiato da Crotone a Catanzaro Lido la "delegazione di Ferrovie in Calabria" e che tra l'altro riprende la traccia dell'8437 dell'incidente (sensazione un po' strana viaggiare più o meno sullo stesso treno e sullo stesso materiale, proprio quello stesso giorno, dopo 23 anni...), è stata utilizzata per effettuare il Regionale 3745 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale: questo a causa del mancato arrivo dell'ALn668 del 3744, bloccata a Soverato, che da turno dovrebbe rientrare a Reggio proprio con il 3745. Evento più unico che raro, e nella casualità, anche doppiamente simbolico: l'automotrice del 3727 è partita da Metaponto ed è arrivata a Reggio Calabria Centrale, ricreando così, almeno per un giorno, una sorta di collegamento diretto, che nella triste giornata di ieri ha simbolicamente unito quasi tutta la linea Jonica ed i centri attraversati, da nord a sud. Quella linea Jonica che ormai da anni è stata letteralmente "fatta a pezzi", sopprimendo tutti i collegamenti diretti tra i capilinea di Reggio Calabria, Catanzaro Lido e Taranto, e riducendo sempre più gli ormai pochi treni regionali rimasti. Un triste destino per una ferrovia, un tempo considerata direttrice nazionale, che non ha mai avuto lo sviluppo che merita...

Un momento dell'incontro, di fronte la stazione di Crotone


Foto di gruppo con Teresa Liguori, soci di ItaliaNostra e Ferrovie in Calabria


























Il momento della scopertura della targa, da parte di Maria Amelio, figlia di Carmelina Pistoia, una delle vittime dell'incidente: nel 1989 aveva poco più di un anno...




















Scansione dell'articolo dedicato all'incidente di Crotone, pubblicato sulla rivista dei macchinisti "Ancora in Marcia!". Documento tratto da www.macchinistisicuri.info

22 set 2012

Il Pitagora di ferro (22/09/1997 - 22/09/2012)


Di seguito vogliamo ricordare l’incidente occorso all’ormai defunto IC “Pitagora”, uno dei mostri sacri che per anni ha collegato la Calabria Jonica con la Puglia e viceversa: nonostante la notizia rimbalzò su tutti i TG nazionali più importanti, dopo poco tempo fu quasi completamente dimenticata. Noi di Ferrovie in Calabria, ne vogliamo rispolverare i fatti, a 15 anni esatti di distanza, con questa piccola nota del nostro Luca Pisconti.

Era una tranquilla mattinata caratterizzata dalla classica pioggia di inizio autunno, ma quel 22 settembre 1997 rimarrà impresso nella mente di molti cittadini del basso Jonio Calabrese. Poco dopo le 7.30, infatti, il treno InterCity 784 “Pitagora”, proveniente da Reggio Calabria Centrale e diretto a Bari Centrale, deragliò dopo esser transitato dalla stazione di Brancaleone in uno dei tratti più veloci della linea Jonica, dove i treni raggiungono velocità di 120-130 km/h.
Il deragliamento venne causato dalla presenza di un furgone finito sulla sede ferroviaria dopo aver avuto un incidente stradale, lungo la parallela S.S.106, con conseguente sfondamento del guard-rail. L’autista, per fortuna rimasto illeso dopo l’incidente, riuscì ad accorgersi dell’arrivo dell’InterCity e ad uscire dall’abitacolo. I macchinisti tentarono invano di tirare il freno d’emergenza, ma l’elevata velocità non poté evitare l’impatto con il veicolo. La D445 1146 titolare del treno balzò fuori dai binari terminando la propria corsa sulla statale: delle quattro vetture UIC-Z in composizione, due s’inclinarono leggermente adagiandosi su un fianco, mentre le altre 2 rimasero miracolosamente sui binari. Alla fine si contarono solo alcuni lievi feriti e tanta paura, ma nessuna vittima: la D445 1146 venne successivamente demolita a causa del suo troppo dispendioso recupero.
Un incidente che, nonostante i fisiologici disagi e rallentamenti, non piegò le ali alla nostra Ferrovia Jonica, la quale proprio in quegli anni viveva il suo massimo splendore con transiti di ogni tipo di materiale rotabile a trazione diesel ed ogni categoria di treno esistente. Ad oggi, rimane solo un tiepido ricordo, che non sfumerà mai nelle menti e nel cuore di chi ama la ferrovia e tutto ciò che la caratterizza.


La D445 1146 riversa sulla SS 106, qualche ora dopo l'incidente: da notare la portiera del furgone rimasta incastrata sul frontale del locomotore...! 










Riteniamo sia decisamente interessante anche la lettura del testo di un'interrogazione parlamentare e di un'interpellanza degli onorevoli Mario Tassone e Domenico Bova, risalenti al 1998, a proposito del deragliamento dell'InterCity Pitagora, e più in generale dell'abbandono della ferrovia Jonica. Una linea "ancora a binario unico e non elettrificata", "bistrattata dalle Ferrovie dello Stato"...quando ancora era perfettamente collegata con treni notturni e diurni con tutta Italia (o quasi), ed aveva un servizio Regionale di tutto rispetto. Dal 1997 al 2012, sappiamo bene quale sia stata la triste evoluzione.
Da notare la proposta di acquisto di Pendolini diesel (probabilmente ci si riferiva all'ATR410, progetto di FIAT Ferroviaria in seguito abortito a causa di vari problemi tecnici), da costruire addirittura alle OMECA di  Reggio Calabria!
Tante parole, tante vane parole, che dopo 15 anni continuano imperterrite a susseguirsi, mentre nel frattempo lo spettro della chiusura è sempre più vicino. Sarebbe questa la politica che lavora per il bene della collettività?

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Tassone n. 2-00668 ed all'interrogazione Bova n. 3-01494 Questa interpellanza e questa interrogazione, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente. L'onorevole Tassone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00668. 


MARIO TASSONE. Signor Presidente, la mia interpellanza risale al settembre del 1997 e fa riferimento ad un incidente avvenuto sulla tratta ferroviaria Reggio Calabria-Bari, precisamente in contrada Marinella, tra Ferruzzano e Brancaleone. Certamente dopo la data della mia interpellanza, ma anche prima di essa, tutta la storia delle ferrovie italiane è stata caratterizzata da una serie di incidenti. (…) Certo, io parlo di una vicenda calabrese, ma considerata la storia delle nostre ferrovie credo che vi sia una problematica complessiva che investe la sicurezza. Senz'altro possono verificarsi incidenti che non sono prevedibili, tuttavia una serie di vicende veramente preoccupanti rendono indubbiamente necessaria una riflessione molto seria sulla sicurezza dei trasporti nel nostro paese e in particolare in Calabria. In tale regione, infatti, l'assenza di sicurezza si accompagna alla vetustà delle tratte ferroviarie, soprattutto di quella cui si fa riferimento nell'interpellanza, che è davvero vecchia ed antiquata. La situazione della rete ferroviaria in Calabria stride davvero con tutti i grandi progetti di ammodernamento e di alta velocità che sono stati posti in essere da parte del Governo in questi ultimi anni. (...) È una vicenda estremamente preoccupante, che si aggiunge ad una situazione di grande carenza per quanto riguarda la tratta ferroviaria. (…) Mi fermo qui, signor Presidente ed attendo fiducioso la risposta del sottosegretario per i trasporti, di cui conosco la grande sensibilità: mi auguro quindi cheegli non deluderà questa nostra esigenza, che è avvertita da parte non soltanto del sottoscritto ma anche delle regioni meridionali e della Calabria. (…) Ebbene, il progresso e lo sviluppo devono venire anche attraverso infrastrutture di trasporto adeguate ed accettabili, quindi ovviamente sicure. Invece, sulla tratta Reggio Calabria-Bari, in contrada Marinella tra Ferruzzano e Brancaleone, abbiamo avuto uno spaccato di una situazione molto brutta e di una struttura ferroviaria pericolosissima. Non vi è stato peraltro soltanto questo incidente, visto che non soltanto in Calabria ma anche nel resto del paese vi sono stati episodi dello stesso genere. 



PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione ha facoltà di rispondere.  



GIUSEPPE SORIERO, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. 

Signor Presidente, condivido l'impostazione degli onorevoli Tassone e Bova che, con le loro interpellanza ed interrogazione, chiedono di conoscere le ragioni dell'incidente specifico lungo la linea ionica calabrese, collegando però questa richiesta d'informazione ad una valutazione più di fondo sulle condizioni della linea e sull'impegno del Governo e delle Ferrovie dello Stato per potenziare, ammodernare e velocizzare una linea importante, finora sottovalutata e sottoutilizzata. L'onorevole Tassone, un momento fa, ha riproposto nella sua illustrazione le ragioni di fondo che richiedono un'attenzione diversa verso il potenziamento della rete ferroviaria nel Mezzogiorno ed in Calabria. È una valutazione che io condivido e rispetto a tale esigenza la comprensione piena di cosa è avvenuto nell'incidente specifico richiamato dagli onorevoli colleghi può dare conto di che cosa occorra adeguare tempestivamente e di quali ulteriori investimenti strategici vadano previsti per poter garantire un potenziamento di fase. Rispondo quindi innanzitutto alla questione specifica dell'incidente. Le Ferrovie dello Stato riferiscono che il giorno 22 settembre 1997, alle ore 7,54 circa, il treno Intercity 784 Reggio Calabria-Bari Centrale, composto dal locomotore 445 e tre carrozze del tipo «gran conforto», in prossimità del chilometro 408 della linea Metaponto-Reggio Calabria Marittima, tra le stazioni di Brancaleone e Ferruzzano, investiva il veicolo stradale Ducato Daily. Il conducente, perdendo il controllo probabilmente a causa del violento temporale che imperversava sulla zona, aveva sfondato uno dei pannelli in conglomerato cementizio, tipo FS, posti a protezione della sede ferroviaria e si era arrestato sul binario. Nonostante il tempestivo azionamento del freno da parte del personale di macchina, il treno urtava contro il veicolo stradale, provocando il deragliamento della locomotiva e della prima carrozza sulla statale 106, in quel tratto parallela alla sede ferroviaria, dalla quale è separata in parte tramite guard-rail e in parte con pannelli di conglomerato cementizio. L'urto avveniva alla velocità di 110 chilometri orari (velocità di marcia prima dell'intervento dell'azione frenante: 122 chilometri orari; velocità massima ammessa dalla linea nel tratto interessato: 130 chilometri orari) e l'arresto completo del convoglio si verificava dopo circa 220 metri dal punto di impatto. Nell'evento risultavano lesi 17 viaggiatori, prontamente curati presso l'ospedale civile di Melito Porto Salvo. L'interruzione accidentale della linea si verificava dalle ore 7,54 alle ore 1,30 del giorno successivo. Sollecitamente venivano allertati i mezzi di soccorso, polizia e carabinieri, da parte degli operatori più direttamente interessati e veniva attivato ilcomitato di crisi di zona, in base a quanto disposto dall'ordine di servizio dell'11 agosto 1997. Sono state inoltre coordinate le operazioni di assistenza alla clientela, organizzando l'istituzione dei servizi sostitutivi con pullman tra le stazioni di Brancaleone e Bianco e disponendo la deviazione del traffico dei treni a lungo percorso. Il tratto di linea Roccella Jonica-Reggio Calabria Marittima, sul quale si è verificato l'incidente, è a semplice binario non elettrificato, con CTC e regime di esercizio blocco elettrico contaassi. Il profilo altimetrico della linea è generalmente pianeggiante e consente una velocità massima di 140 chilometri orari (è un rango di velocità di tipo B). La sede stradale è in rilevato con traverse in cemento armato precompresso e l'armamento per binari di linea e di corsa delle stazioni è di tipo 5060 UNI. La quantificazione dei danni provocati diretti e indiretti è in fase di definitiva elaborazione. Fin qui la descrizione dell'incidente e delle condizioni in cui lo stesso è avvenuto. Ma abbiamo chiaro che al di là del singolo incidente c'è un problema più di fondo, che riguarda le condizioni di quella linea, che è a binario unico non elettrificato. Nel corso degli anni era maturata la convinzione che questo potesse essere via via assunto come uno di quei «rami secchi» da ridimensionare nella rete ferroviaria del Mezzogiorno. E così è avvenuto, in qualche misura, attraverso la riduzione dell'esercizio e delle funzioni di servizio in alcune stazioni e così è avvenuto anche per quanto riguarda la frequenza dei treni in alcune tratte della stessa linea. Abbiamo affrontato questo problema nella discussione che c'è stata in Parlamento e poi nel confronto tra Governo e Ferrovie dello Stato, nella elaborazione dell'addendum del 1996 al contratto di programma che, come è noto, prevede tutti gli investimenti dal 1994 al 2000 delle Ferrovie dello Stato sulla rete nazionale. Il Governo ha segnalato alle Ferrovie dello Stato l'esigenza di un «ripensamento» degli investimenti e delle strategie verso la rete meridionale e nei confronti dell'intera rete regionale calabrese. Sono state prese alcune scelte importanti; per quanto concerne l'ammodernamento della direttrice da Reggio Calabria a Bari nel contratto di programma sottoscritto il 23 marzo 1996 tra Ministero dei trasporti e Ferrovie dello Stato è stato previsto un programma organico di specifici interventi per il potenziamento dell'intero comparto in questione. In particolare nell'ambito del citato contratto di programma a carico dei fondi previsti per le Ferrovie dello Stato Spa sono state programmate nel territorio calabrese la realizzazione di una fase del raddoppio tra Reggio Calabria e Melito, l'esecuzione del comando centralizzato del traffico sull'intera linea, il completamento del sistema ACEI (controllo automatico del traffico) da Sibari a Roccella Jonica , la sistemazione del nodo di Crotone, l'attrezzaggio tecnologico del nodo di Reggio Calabria nonché l'elettrificazione nel tratto Metaponto-Sibari della nuova dorsale merci verso Paola e Gioia Tauro. Inoltre con i finanziamenti inseriti nella legge finanziaria del 1996 nell'addendum al contratto di programma sono stati previsti ulteriori interventi di ammodernamento della rete calabra, che sono all'approvazione finale del CIPE. Quest'ultimo ha deciso due giorni fa lo sblocco di questo insieme di finanziamenti a seguito del parere favorevole con osservazioni delle Commissioni parlamentari competenti. Fin qui quanto è stato già fatto. Ci sono quindi risorse, progetti, lavori che finalmente possono essere immediatamente appaltati. Di alcuni di questi problemi si discute da anni e sono quindi comprensibili la cautela, lo scetticismo, l'insoddisfazione nella analisi e nella valutazione dei problemi che sono all'ordine del giorno. Finalmente oggi il Governo è in grado di dire che con l'approvazione del CIPE di due giorni fa ci sono le risorse per cominciare ad avviare un'azione seria di velocizzazione e di potenziamento della rete ionica calabrese. Al completamento dei citati interventi già programmati il servizio potrà essere potenziato e velocizzato in una logica di sistema anche con l'utilizzo di «pendolini» diesel e con l'ammodernamento del materiale rotabile. I pendolini diesel sono già stati ordinati dalle Ferrovie dello Stato; nei prossimi mesi saranno consegnati i primi sei pendolini diesel e due di essi entreranno in funzione sulla linea ionica calabrese. Relativamente all'ammodernamento del materiale rotabile sono già state esperite gare per l'acquisto di nuovo materiale; c'è un impegno delle Ferrovie dello Stato in base al quale appena vi sarà la dotazione del nuovo materiale rotabile una quota consistente sarà messa a disposizione della rete calabra e della linea ionica in Calabria. Si è convinti cioè che bisogna colmare un ritardo e un divario che si sono determinati e perciò non ci limitiamo all'analisi dei singoli provvedimenti ma abbiamo chiesto alle ferrovie dello Stato di predisporre rapidamente un piano regionale di investimenti sull'intera rete calabrese. (…) 


PRESIDENTE. L'onorevole Tassone ha facoltà di replicare per la sua interpellanza n. 2-00668. 



MARIO TASSONE. Signor Presidente, la vicenda che richiamavo nella mia interpellanza è lo

spunto che consente di svolgere il dibattito odierno. Per la verità, abbiamo sempre ascoltato degli annunci positivi da parte del Governo, al quale non manca l'ottimismo. 


GIUSEPPE SORIERO, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. 

Ora finalmente ci sono anche i finanziamenti, oltre all'ottimismo! 


MARIO TASSONE. (…) La questione che volevo sottoporre all'attenzione del sottosegretario è la seguente: il problema della Calabria e del Mezzogiorno è un problema di programmazione, di linee strategiche. Negli anni ottanta si sono consolidati nel paese il concetto e la cultura della programmazione, tant'è vero che venne allora avviato il progetto generale sui trasporti, il PGT, sul quale si lavorò con impegno. Era un progetto animato dal principio della intermodalità dei trasporti, del collegamento, del raccordo e quindi del coordinamento e dell'impiego di sinergie per i porti, per gli aeroporti, per il trasporto su rotaia e per quello su gomma. Questa avrebbe dovuto rappresentare una occasione per lo sviluppo della zona, un vero e proprio volano dello sviluppo. Non c'è dubbio, infatti, che la linea ferroviaria ionica è abbandonata, così come sono abbandonate le strade che corrono lungo la dorsale ionica. (…) Ne consegue la necessità di risolvere problemi molto importanti. Onorevole Soriero, io sono favorevole ai finanziamenti per l'alta velocità, anche se non comprendo per quale ragione non si sia proceduto in questa direzione nel passato; ovviamente, mi riferisco non al passato remoto ma a qualche mese fa, visto che il programma del Governo in carica prevedeva espressamente interventi di questo tipo. (…) Ad esempio, va sicuramente risolto, onorevole Bova, il problema dell'attraversamento stabile sullo stretto di Messina. (…) Per programmare opportunamente interventi di ammodernamento delle autostrade e delle ferrovie, va tenuto nel dovuto conto anche quello che sarà realizzato ai fini dell'attraversamento stabile sullo stretto di Messina. Eppure, ci risulta che su questo punto vi siano non dico contrasti ma, almeno, un disinteresse ed un'apatia del Governo. Il sottosegretario Mattioli, ad esempio, sostiene che il progetto non può essere realizzato mentre lei, onorevole Soriero, se non sbaglio, è di parere diverso. Ripeto: il dato dell'ammodernamento non può essere fine a sé stesso, ma deve essere calato in una strategia e in una politica organica rispetto agli obiettivi configurati. Anche l'ammodernamento delle ferrovie e gli interventi relativi all'alta velocità vanno inquadrati... 



MARIO TASSONE. (…) Credo che si debba fornire una risposta seria ai problemi della Calabria. Non è più tempo di interventi a pioggia. Ci conosciamo da parecchio tempo, sottosegretario Soriero, e siamo sempre stati contrari ad interventi di questo tipo, abbiamo sempre avversato l'assistenzialismo. Mi chiedo: i fondi CIPE come si inseriscono nel contesto di una necessaria programmazione e progettualità? Mi riferisco non soltanto al già citato progetto del ponte sullo stretto di Messina ma anche a Gioia Tauro, da lei giustamente ed opportunamente richiamata. È possibile che la situazione di Gioia Tauro continui a rimanere com'è attualmente? Io ritengo di no. (…) Dicevo che ieri si è accennato al problema del porto franco di Gioia Tauro. Tutto l'ammodernamento e l'equilibrio nel rapporto costi-benefici, tutto il discorso dell'alta velocità e della velocizzazione delle linee ferroviarie, nonché quello relativo all'ammodernamento della rete autostradale possono essere affrontati soltanto in presenza di grandi obiettivi legati a linee di penetrazione e di raccordo non soltanto con il nord Italia e l'Europa ma anche rispetto al Mediterraneo. (…) 



PRESIDENTE. L'onorevole Bova ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-01494. 



DOMENICO BOVA. Anch'io concordo che questa della discussione dell'interrogazione sull'incidente ferroviario avvenuto a Ferruzzano il 2 settembre 1997 possa essere, è ed è diventata, un'occasione per fare una valutazione più generale sullo stato delle ferrovie in Calabria. È inutile sottolineare in questa sede l'aspetto che le ferrovie calabresi versano in uno stato di obsolescenza e di arretratezza. Poiché stiamo affrontando il grande tema dell'ammodernamento della rete ferroviaria nazionale in vista dell'appuntamento con l'Europa, credo che il problema dell'ammodernamento della rete ferroviaria italiana debba coinvolgere l'azione del Governo anche per quanto attiene ai problemi gravi delle ferrovie calabresi. Esiste quindi un problema di ammodernamento e di potenziamento delle reti ferroviarie calabresi, della loro velocizzazione e della loro sicurezza, perché in Calabria a quegli incidenti ne sono seguiti altri. Come si sottolineava poc'anzi, nella nostra regione esiste una linea a binario unico non elettrificata! Penso - e convengo con quanto affermava il sottosegretario al riguardo - che non possiamo ritenere di poter affrontare questo problema attraverso interventi che non abbiano una certa organicità. Dobbiamo quindi richiamare l'esigenza della predisposizione di un piano regionale per le ferrovie calabresi da parte del Governo. Soltanto per questa via, infatti, possiamo colmare il ritardo che si è determinato e che tende ad accentuarsi. Un intervento, quindi, sistematico sulla rete ferroviaria calabrese che affronti i grandi problemi perché, come dicevamo, lo stato di degrado è veramente pesante e rischia di determinare altri guai e altri guasti in Calabria. Voglio anche far riferimento al materiale rotabile assegnato alla Calabria, sia per il traffico regionale sia per la lunga percorrenza, che in gran parte risulta obsoleto e insufficiente, soprattutto nei periodi in cui il traffico per le merci e i passeggeri è più intenso. Ho fatto una ricerca e mi risulta che in Calabria, a fronte di 743 vetture assegnate e di 160 locomotori, tutti di vecchia generazione, oggi risultano inutilizzabili circa 110 vetture e circa 30 locomotori. Questo avviene per diversi motivi, ma anche per la mancanza di pezzi di ricambio. Nel momento in cui affrontiamo la materia del contratto di programma e soprattutto del contratto di servizio che si riferisce a tali questioni, dobbiamo sapere che si tratta di intervenire in questa direzione. I pezzi di ricambio mancano perché è in uso, allo scopo di riparare una vettura o un locomotore, utilizzare i pezzi di altre vetture e di altri locomotori. Inoltre, a me pare evidente che la qualità dei servizi e la poca attenzione alle esigenze reali dei pendolari, cioè alla mobilità all'interno della Calabria, penalizzi fortemente il trasporto ferroviario e crei un ulteriore squilibrio a vantaggio del trasporto gommato. Le chiedo, sottosegretario, che sia verificato lo stato della manutenzione ordinaria e della sicurezza della linea in Calabria; che siano resi disponibili i pezzi di ricambio che mancano; che il parco rotabile sia innovato ed adeguato alle reali esigenze dell'utenza; che siano soprattutto riorganizzati i servizi della manutenzione e che le maestranze siano dotate delle attrezzature e delle tecnologie necessarie. Apprendo con soddisfazione, e ne sono consapevole, che le risorse esistono; è necessaria però, io credo, una volontà, che definisco politica, da parte del Governo per un intervento organico in questa direzione per realizzare gli impegni che sono stati sottoscritti dal sottosegretario. Già in base alla legge finanziaria disponiamo di 70 mila miliardi che devono essere spesi nei dieci anni a venire. Credo che queste risorse debbano rispondere non solo all'esigenza dell'estensione della rete che riguarda i quadruplicamenti delle linee, cioè l'alta velocità, e gli interventi di riequilibrio sulle aree svantaggiate. La Calabria è un'area svantaggiata che deve trarre da quei fondi le risorse necessarie per l'ammodernamento della sua rete ferroviaria. Credo che dobbiamo lavorare in questa direzione, che il Governo debba impegnarsi per l'ammodernamento della rete e del materiale rotabile, come dicevo, sulla rete ferroviaria. 



PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Bova. 



DOMENICO BOVA. Concludo, Presidente. Le officine calabresi sono chiamate alla produzione dei «pendolini» di cui oggi si tratta. Credo che bisogna potenziare la produzione all'interno delle officine Omeca per dotare le ferrovie calabresi di questi «pendolini» diesel. Prendo atto che il Governo assume l'impegno che nei prossimi mesi le ferrovie saranno dotate di vettori che consentiranno un ammodernamento. Credo che nel dibattito che si svolgerà alla Camera martedì prossimo gli impegni che il sottosegretario Soriero ha sottoposto oggi alla nostra attenzione nella sua risposta... 



PRESIDENTE. Onorevole Bova, la prego di concludere. 



DOMENICO BOVA. ...saranno assunti dal Governo come impegni cogenti, in direzione dell'ammodernamento della rete ferroviaria calabrese.



Concludiamo questo post con un collegamento ad un altro incidente, causato anche in questo caso dal maltempo, ma decisamente più recente: per fortuna anche in questo caso non ci sono stati gravi danni alle persone. Ci riferiamo a quello avvenuto il 22 novembre scorso tra le stazioni di Feroleto Antico e Marcellinara, quando a seguito del crollo di un ponte deragliava un'ALn668 in servizio Regionale da Lamezia Terme Centrale a Catanzaro Lido. Una piccola buona notizia: sono finalmente iniziati i lavori di costruzione del nuovo manufatto! Come visibile nella fotografia in basso, sono stati abbattuti i resti pericolanti del vecchio ponte, e sono in corso i rilievi per la costruzione di quello nuovo. Il termine dei lavori è previsto per la metà di novembre.



 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it