I contenuti di Ferrovie in Calabria sono a disposizione di tutti, ma a condizione che, se sfruttati, siano accompagnati dall'indicazione della fonte (blog o autore dei testi/fotografie). Tutto il materiale ivi pubblicato è protetto da Copyright, perciò per evitare situazioni incresciose vi preghiamo di seguire questa piccola regola. Buon Viaggio!

• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
Visualizzazione post con etichetta InterCity. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta InterCity. Mostra tutti i post

15 set 2014

A Gioiosa Marina, contro lo smantellamento della Ferrovia Jonica


Si è tenuto stamane, presso la stazione RFI di Gioiosa Jonica, un importante sit-in di protesta contro il declassamento in fermate di numerose stazioni ferroviarie joniche, da Reggio Calabria Centrale a Metaponto. Il controverso programma di right sizing di Rete Ferroviaria Italiana, che da anni si abbatte (purtroppo), sull'intero territorio nazionale, è infatti tornato ad accanirsi anche sulla nostra linea jonica, nelle modalità già elencate attraverso una nostra lettera aperta diffusa qualche mese fa sui media regionali, di cui ribadiremo il contenuto tra qualche rigo.
L'evento odierno, organizzato e promosso dall'attivissimo Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha perciò riportato l'attenzione su questo importantissimo tema. La nostra opinione relativa al taglio infrastrutturale, però, ci porta sempre nella stessa direzione: sicuramente non è nostro costume attaccare costantemente un'istituzione ad ogni occasione possibile, ma la Regione Calabria, ancora una volta, è una delle principali cause scatenanti dei provvedimenti riduttivi di RFI.
Da ormai cinque anni, il servizio ferroviario lungo la linea Jonica si va riducendo: fino all'inizio del 2010, ben nove coppie di treni a lunga percorrenza (di cui una periodica), servivano l'intero versante orientale calabrese e lucano. La soppressione dei treni InterCity Notte ed Espressi, ha avuto ovviamente un'origine "statale", poichè i finanziamenti pubblici provenienti dal Ministero del Tesoro e destinati al mantenimento dei servizi base di Trenitalia, si sono gradualmente ridotti.
Intervento del Prof. Domenico Gattuso.
La maggior parte del servizio ferroviario jonico, però, è stata da sempre rappresentata dal trasporto locale, ormai di competenza delle Regioni, che stipulano un contratto di servizio con un'azienda ferroviaria, nel nostro caso Trenitalia. Anche da parte della Regione Calabria, a causa di errate strategie (spesso pilotate, molto probabilmente) nel campo del trasporto pubblico locale, c'è stato un costante disimpegno nell'erogazione dei fondi destinati al servizio ferroviario regionale. La scure, perciò, da anni continua ad abbattersi principalmente sulla linea Jonica e sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, riducendo al lumicino un'offerta in realtà mai stata eccellente, ma che in ogni caso riusciva a garantire con un discreto numero di corse e materiale rotabile capiente (proprio qualche giorno fa ricordavamo le vetture MDVC sulla Jonica), la mobilità di migliaia di pendolari, oggi costretti in modo forzoso a servirsi del proprio mezzo privato o del trasporto pubblico su gomma...che viene inspiegabilmente potenziato dalla stessa Regione Calabria che sostiene di non poter mantenere il servizio su rotaia. Curioso, però, che si preferisca effettuare anche cinque autobus ad orari quasi coincidenti e con stessa origine/destinazione, piuttosto che un unico treno che a parità di costo, potrebbe anche avere una capienza maggiore rispetto ai cinque bus...che, come avviene in ogni paese civile, non dovrebbero essere utilizzati in sostituzione o peggio in parallelo al treno, ma dovrebbero invece unire le stazioni ferroviarie con le aree non servite dal vettore su rotaia, in un perfetto sistema di integrazione modale che non danneggia la sostenibilità economica di alcun mezzo di trasporto, ma soprattutto non danneggia l'utente.
Delegazione di Ferrovie in Calabria, con cartellone di protesta.
Risulta perciò chiarissimo quale sia il principale motivo che sta portando al declassamento delle stazioni di Marina di San Lorenzo (già trasformata in fermata a fine luglio), Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Gioiosa Jonica, Caulonia, Riace, Squillace, Roccabernarda, Isola di Capo Rizzuto, Roseto Capo Spulico (già trasformata in fermata nei primi mesi dell'anno), Policoro-Tursi: la costante riduzione del traffico ferroviario, rende purtroppo "superflua" e soprattutto costosa, un'infrastruttura sovradimensionata rispetto alle reali esigenze d'esercizio. Per semplificare, Rete Ferroviaria Italiana sta adeguando la linea Jonica all'attuale volume di traffico ferroviario, che tra l'altro si sta contraendo ormai da anni e non da pochi mesi. Non si può, quindi, parlare di un provvedimento ingiustificato e frettoloso! Il taglio, prima o poi, sarebbe arrivato...ed addirittura, la stessa Regione Calabria, che dovrebbe avere a cuore le sorti di un'infrastruttura ferroviaria al servizio dei propri cittadini, non oppone alcuna resistenza, neanche simbolica, a tali provvedimenti di riduzione infrastrutturale.
La trasformazione delle sopracitate stazioni in fermata (che come ricordiamo, consiste nella soppressione dei binari di incrocio, con relativa eliminazione di scambi, segnali ed apparati di stazione, riducendo così i costi generali di gestione della rete ferroviaria), purtroppo rischia di divenire il pretesto per impedire in futuro un eventuale rilancio del servizio ferroviario, se non addirittura portare ad un'ulteriore riduzione delle corse dei treni, giustificate dalla Regione Calabria come obbligate, a causa della scarsa capacità della linea e difficoltà di effettuare gli incroci.
Foto ricordo durante la simbolica occupazione del piazzale dei binari, da parte di sindaci (provenienti da Martone, S.Giovanni di Gerace, Mammola, Grotteria, Gioiosa Jonica, Marina di Gioiosa Jonica, Bova Marina) , movimenti ed associazioni, per rivendicare simbolicamente la "proprietà" pubblica dell'infrastruttura ferroviaria.
Le Associazioni ed i Sindaci oggi presenti al sit-in, al quale ovviamente si è unita l'Associazione Ferrovie in Calabria, ce la stanno mettendo tutta per evitare (o per lo meno rendere pubblico il più possibile) l'imminente scempio che colpirà la nostra fondamentale ferrovia, che al contrario di quanto sostenuto da parte dell'istituzione regionale, potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per tutta l'economia della costa, rendendo inoltre migliore la qualità della vita dei cittadini. Cittadini che per spostarsi tra casa e luoghi di studio e lavoro, non dovrebbero essere costretti a servirsi dell'auto, con tutti i rischi ed i costi connessi, o di lenti autobus che contribuiscono ulteriormente all'intasamento di una già caotica SS106. Ma non solo: la ferrovia Jonica, anche attraverso l'istituzione di poche nuove fermate in punti strategici (aree balneari difficilmente accessibili via strada, o aree archeologiche), diventerebbe un'efficiente infrastruttura al servizio dei turisti, che proprio a causa della scarsità di collegamenti, sempre in minor numero raggiungono il versante jonico calabrese e lucano per trascorrere le proprie vacanze. E del resto, non si può neanche pretendere che un turista conosca a memoria gli orari ed i punti di fermata di anonime autolinee private, da utilizzarsi al posto di un treno che ormai quasi non esiste più!
Un ulteriore punto che condividiamo con il Prof. Gattuso, citato durante il suo intervento, è quello relativo al Decreto Sblocca Italia del Governo Renzi: sono state previste opere anche ferroviarie (a volte di discutibile necessità) su tutto il territorio nazionale, ma praticamente nulla nella nostra Calabria, e non un solo accenno di critica è stato lanciato dalla politica calabrese. Ed a tal proposito, ribadiamo ancora una volta il nostro appello rivolto alle istituzioni, per salvare e rilanciare la ferrovia Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale con velocizzazione, elettrificazione della linea e collegamento con l'aeroporto, considerando che al momento rischiano di essere disimpegnati ben 81 milioni di Euro stanziati proprio per avviare un potenziamento dell'importantissima tratta trasversale, che diversamente, a causa della scarsa competitività a livello di tempi di percorrenza e del costante rischio idrogeologico, rischia di essere sospesa da un cambio d'orario all'altro.
Ma anche la stessa elettrificazione della linea Jonica, pur non risolvendo le "anomalie trasportistiche" della Regione Calabria, darebbe nuova linfa (specie nel trasporto a lunga percorrenza), ad una linea percorsa dall'unico InterCity d'Italia effettuato con vetture del trasporto Regionale. 
Ma, quasi per ironia della sorte, oggi sia l'InterCity 559 Taranto - Reggio Calabria Centrale che il 562 Reggio Calabria Centrale - Taranto, sono stati effettuati nuovamente con automotrici ALn668 (materiale improponibile per lunghe percorrenze e non adeguato agli standard ed alla tariffa InterCity), diversamente dalle previste - e già di per sè inadeguate - vetture UIC-X, effettuando fermata a Gioiosa Jonica poco tempo dopo la conclusione della manifestazione...

A volte ci verrebbe da urlare, nei palazzi della politica calabrese e nazionale: "C'è nessuno???"

L'InterCity 562 (se così si può definire) Reggio Calabria Centrale - Taranto, in partenza questo pomeriggio da Gioiosa Jonica.

20 ago 2014

Foto dal Passato (n°50 - Agosto 2014)

Cinquanta appuntamenti con fotografie "d'epoca" relative al trasporto ferroviario calabrese, dal maggio 2010 ad oggi: sono questi i numeri della ormai storica (è il caso di dirlo!) rubrica di Ferrovie in Calabria, nata per far conoscere ai nostri lettori materiale rotabile, particolarità tecniche e servizi che interessavano la nostra regione, in epoche tutto sommato non lontanissime. La rubrica "Foto dal Passato" è infatti stata sempre concentrata su temi risalenti agli inizi del nuovo millennio, con qualche eccezione anche anni '70, '80 e '90: a volte sembra incredibile ritrovarsi a riflettere sull'eliminazione di realtà ferroviarie che erano la norma fino a pochissimi anni fa. Noi di Ferrovie in Calabria, oltre a stuzzicare la nostalgia degli appassionati, con la "Foto dal Passato" cerchiamo di tenere vivo il ricordo di realtà ferroviarie che rappresentavano la norma fino a pochissimi anni orsono, affinchè si continui a discutere ed a stimolare l'opinione pubblica, cercando di non far dimenticare quello che, troppo spesso, ci è stato sottratto - e si continua a sottrarre - in modo forzoso.
In questo cinquantesimo appuntamento, torneremo indietro al biennio 2004 - 2006: chi non ricorderà le colorate vetture Ristorante e Self Service che viaggiavano in composizione alla maggior parte dei treni InterCity, compresi quelli interessanti la Calabria?
In un'epoca in cui l'Alta Velocità non era l'unico segmento in cui si investiva, il servizio InterCity rappresentava, in molti casi, il servizio di qualità superiore di una tratta ferroviaria. Nel caso della Calabria Tirrenica, in realtà già dalla seconda metà degli anni '90, "la punta di diamante" dei collegamenti a lunga percorrenza, era rappresentata dai servizi Eurostar Italia tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini e viceversa, effettuati prima con gli elettrotreni ETR450, oggi sempre più vicini al pensionamento ed inadeguati anche ai servizi InterCity (...), ed in seguito con i più moderni ETR460 ed ETR480. 
Oggi tante cose sono cambiate: gli Eurostar Italia non esistono più, e l'eredità di quei servizi è stata assegnata ai "FrecciaBianca", effettuati con ETR460, mentre l'eccellenza calabrese nel servizio ferroviario, è rappresentata dalla coppia di treni Frecciargento 9372/9377 (effettuati con materiale politensione ETR485) Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, con percorrenza di 5 ore e 15 minuti tra lo Stretto e la Capitale. Ultima ruota del carro, purtroppo, i comunque irrinunciabili InterCity Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e viceversa, che collegando in modo capillare Calabria, Basilicata, Campania e Lazio, rappresentano un servizio di importanza fondamentale per garantire la continuità territoriale di quattro regioni. Senza dimenticare, ovviamente, le due coppie di treni InterCity Palermo/Siracusa - Roma Termini, eredità dei mitici Rapidi "Peloritano" ed "Archimede".
InterCity che però hanno ormai poco a che vedere anche con quelli di "soli" 10 anni fa, avendo tra l'altro perso le denominazioni di personaggi storici e territori, che per decenni li hanno contraddistinti: le composizioni di 12-14 carrozze erano spesso la normalità. Oggi, raggiungere 9 vetture con materiale UIC-Z e Gran Conforto, è un'autentica eccezione...e quando accade, molto spesso si tratta di carrozze fuori servizio in invio materiale e messe in composizione a treni ordinari. Sulla Reggio Calabria - Roma Termini, non è ormai raro ritrovare composizioni InterCity di sole 6 carrozze: la metà degli InterCity "anni 2000" più corti! 
Ma dando uno sguardo fuori regione, possiamo addirittura considerarci "fortunati", se osserviamo che i collegamenti InterCity tra Roma Termini e Bari Centrale/Taranto, a volte vengono effettuati con ben...4 carrozze! Mini InterCity anche tra Torino e Genova (3 carrozze), anche se in questo caso trattasi di collegamenti più a breve raggio. Il record di brevità è però detenuto dalla nostra Calabria, con il mini InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto, effettuato per altro con materiale rotabile UIC-X del trasporto regionale, se non addirittura con automotrici ALn668. Ma questa è un'altra storia...
Non vogliamo dilungarci oltre: come avevamo anticipato, e come molti lettori ricorderanno, fino al 2007, la presenza di vetture ristorante e Self Service in composizione agli allora lunghi InterCity, era una costante. In particolare, tutti i treni InterCity ed InterCity Plus all'epoca interessanti il corridoio Tirrenico, erano serviti da vetture Ristobar e Self Service. Nello specifico, la carrozza Self Service (serie 1979 o 1983) era presente soltanto sulla coppia di treni InterCity "Sila" Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova e vv (limitata a Roma Termini nel 2007). Le vetture Ristorante, delle tipologie più disparate (comprese le Gran Conforto serie 1983/1987 e le ex-TEE serie 1969), erano invece la costante sui treni InterCity "Francesco Cilea" Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale e vv(anch'esso limitato a Roma Termini nel 2007), InterCity "Crati" Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, InterCity "Peloritano" Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv, ed InterCity "Archimede" Palermo/Siracusa - Roma Termini. La particolarità per i due InterCity da/per la Sicilia, era rappresentata dalla presenza delle vetture ristorante solo nel tratto "continentale" tra Villa San Giovanni e Roma Termini, poichè partivano da Reggio Calabria Centrale con le piccole sezioni appunto reggine, composte da 3 vetture compresa la Ristorante. 
Al giorno d'oggi, sono poche le vetture ristorante in servizio, e sono presenti esclusivamente sulla coppia di treni Euronight tra Venezia Santa Lucia e Parigi. Le altre carrozze, comprese le Self Service, giacciono accantonate nei maggiori scali italiani, in triste compagnia di decine di UIC-X tradizionali con posti a sedere ed a cuccette, carrozze letto T2s, Excelsior, e non di meno varie unità dei gruppi Eurofima e Gran Conforto. 
Alcune, "parzialmente" fortunate, vengono utilizzate per corse prova, mentre altre sono state trasformate in vetture con posti a sedere a salone (BHR), secondo i dettami del progetto IC901 ed IC270.
Perciò, ristorazione come auto al seguito (argomento sul quale ritorneremo molto presto): siamo proprio sicuri che al giorno d'oggi su determinati servizi InterCity, un ritorno del servizio di ristorazione (attualmente sono stati soppressi addirittura i carrellini mini-bar...) non possa riscuotere un certo successo? Chiaramente, il tutto andrebbe concepito in chiave moderna, e con prezzi competitivi al pubblico, magari rispolverando la filosofia delle vetture Self Service, piuttosto che del ristorante di stampo tradizionale, obiettivamente più costoso per la società ferroviaria e quindi anche per un utente medio italiano. 

Vettura Self Service serie 1979 in composizione all'InterCity 540 "Sila" Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, in partenza da Lamezia Terme Centrale. A Paola, in testa sarebbero state agganciate le vetture provenienti da Crotone-Sibari.
InterCity Plus "Francesco Cilea" Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale, sempre a Lamezia Terme Centrale: vettura Ristobar serie 1971.
Immagine ancor più storica, risalente al 2004: InterCity Plus 731 "Archimede" Palermo/Siracusa - Roma Termini, in arrivo a Lamezia Terme Centrale. In testa, vettura Ristorante compresa, la mini-sezione destinata a Reggio Calabria Centrale, composta da una carrozza GC e probabilmente una Z di seconda classe, nascosta dall'edificio rosa.

9 ago 2014

Lunga percorrenza Jonica: proposte per un rilancio duraturo

Dal 15 giugno 2013, la ferrovia Jonica da Reggio Calabria a Taranto, è tornata ad essere percorsa da un servizio InterCity, dopo oltre due anni di totale assenza di collegamenti a lunga percorrenza sull'intera tratta. 
Come gran parte dei nostri lettori sarà a conoscenza, però, l'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e viceversa, è un InterCity soltanto sui quadri orario, e non di meno, ovviamente, nel costo dei biglietti. Abbiamo più volte discusso sulle motivazioni dell'anomalia dell'InterCity jonico, effettuato con materiale rotabile del trasporto Regionale. Per approfondire, consigliamo la lettura di questo post.
In questi ultimi giorni, si sta discutendo sulla possibilità che dal prossimo 15 settembre, un nuovo "falso" InterCity vada ad affiancare il Reggio Calabria Centrale - Taranto, nel tratto Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido - Sibari - Paola. Il nuovo collegamento studiato dal Ministero dei Trasporti, e che verrebbe economicamente sostenuto dallo stesso, andrebbe a servire il versante Jonico, in coincidenza a Paola con il treno InterCity Notte 1956 Palermo/Siracusa - Roma Termini (che ovviamente andrebbe ad acquisire la fermata nel nodo calabrese). In senso opposto, invece, il nuovo InterCity "jonico", partirebbe da Paola subito dopo l'arrivo dell'InterCity 1959 da Roma Termini e diretto a Palermo/Siracusa, che anche in questo caso andrebbe ad acquisire la fermata nell'importante scalo calabrese.
Senza dubbio è ammirevole l'intenzione di garantire un collegamento "semi-diretto" tra il versante Jonico e la Capitale, che oggi è divenuta un hub fondamentale per l'interscambio con la rete ad Alta Velocità, assieme a Salerno e Napoli Centrale. Il problema però è sempre lo stesso: le buone intenzioni non bastano, ed anzi rischiano di rivelarsi i soliti "contentini politici" che tornano decisamente poco utili ai cittadini del versante jonico calabrese. Un itinerario del genere, da Reggio Calabria a Paola passando per la Jonica, rende di scarsa appetibilità tale servizio, nello specifico nel tratto compreso tra Reggio Calabria e Catanzaro Lido, dove l'hub di riferimento è Lamezia Terme Centrale. Anche con traccia oraria rapida, sarebbe impensabile andare da Locri a Roma Termini passando addirittura da Sibari...e come se non bastasse, addirittura cambiare treno in piena notte a Paola! 

La "baffuta" D445 1086 in testa al "mini InterCity" Taranto - Reggio Calabria Centrale, in sosta a Cariati.
Il bus rappresenterebbe ancora una volta la scelta primaria per l'utenza jonica, sia per quanto riguarda le tariffe (un biglietto InterCity Locri - Roma Termini via Sibari - Paola costerebbe molto di più di un biglietto InterCity Locri - Roma Termini via Lamezia Terme!), che ovviamente per quanto riguarda i tempi di percorrenza e l'assenza di cambi di vettore lungo il percorso.
L'eliminazione della rottura di carico a Paola, a seguito dell'installazione dei sistemi di lateralizzazione porte sulle locomotive D445, in modo tale da renderle utilizzabili con il materiale rotabile InterCity/Notte, sarebbe sicuramente un valore aggiunto all'eventuale nuovo treno "jonico". 
Sarebbe interessante la possibilità di attrezzare un piccolo contingente di carrozze UIC-X "T4 Comfort" ed UIC-X "Giubileo" con posti a sedere, con gli impianti di lateralizzazione presenti sulle carrozze UIC-X del Trasporto Regionale, comandati da condotta a 78 poli, compatibile con i locomotori diesel D445. Un sistema elettronico, o magari anche un semplice interruttore/deviatore, servirebbe per "separare" su tali vetture i due sistemi di lateralizzazione delle porte delle carrozze. Nel percorso in trazione diesel con locomotore D445, si utilizzerebbe quello tradizionale con condotta a 78 poli, mentre una volta in trazione elettrica, dopo il cambio del locomotore, si passerebbe alla lateralizzazione "Pax" comandata da condotta a 18 poli, compatibile con i locomotive E402A, E402B, E403, E444R ed E656 della Divisione Passeggeri di Trenitalia.
In ogni caso, noi di Ferrovie in Calabria non siamo rimasti con le mani in mano, e riteniamo che qualora ci fossero finalmente reali possibilità di utilizzo delle locomotive diesel D445 con le carrozze UIC-X, UIC-Z e WL del trasporto a lunga percorrenza, sarebbe necessario studiare diversamente un eventuale servizio a lunga percorrenza Jonica - Roma.
Sicuramente, il primo passo sarebbe quello di tornare a separare i due bacini d'utenza jonici "nord" e "sud". Il primo viene identificato nel tratto Catanzaro Lido - Crotone - Sibari - Metaponto - Battipaglia, il secondo nel tratto Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale.
Perciò, due nuovi InterCity Notte (studiati dal nostro Luca Pisconti, per il momento con tracce orarie indicative), totalmente indipendenti tra di loro, tornerebbero a servire in modo accettabile ed al passo con i tempi l'intero versante jonico calabrese ed in parte anche lucano.
Avviando la nostra descrizione dalla "Jonica Sud", la prima coppia di treni sarebbe la seguente:


Il percorso e la traccia oraria riprenderebbe perciò, a grandi linee, il rimpianto Espresso 890/893. Il nostro InterCityNotte 792/793, dopo aver effettuato l'inversione del locomotore a Catanzaro Lido, si aggancerebbe a Lamezia Terme Centrale con l'attuale InterCity Notte 794/795, che ad oggi è un Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova, con traccia oraria di circa 20 ore, assolutamente inaccettabile nel 2014. Noi di Ferrovie in Calabria riteniamo sia più utile attestarlo a Roma Termini (in coincidenza con servizi AV da/per il Nord Italia, nello specifico da/per Torino Porta Nuova via Milano P.G.), e con i fondi risparmiati dalla limitazione del convoglio nella Capitale, si riuscirebbero a coprire i costi di istituzione sezione Jonica...che andrebbero inoltre ad unirsi alla ovvia soppressione del servizio bus LP794/795 che oggi, in coincidenza all'omonimo InterCity Notte, collega Lamezia Terme Centrale con il versante Jonico sud. In basso, la traccia oraria e la composizione della coppia di ICN Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, che a Lamezia Terme Centrale verrebbe implementata con le vetture provenienti da Reggio Calabria via Roccella/Catanzaro.


Jonica Nord: in questo caso, il nuovo collegamento studiato, sarebbe completamente indipendente da altri treni. Non sarebbe, perciò, una "antenna". Si partirebbe da Catanzaro Lido, seguendo l'itinerario Crotone - Sibari - Metaponto - Battipaglia - Roma Termini: a Metaponto, avverrebbe la "magia"! Nell'importante stazione di diramazione, non essendo, purtroppo, al momento presenziata da manovratori (a differenza di Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale), sarebbe necessario un piccolo escamotage per aggirare la problematica, e garantire il cambio del locomotore del nuovo treno InterCity Notte. 
Il nostro convoglio proveniente da Catanzaro Lido, arriverebbe a Metaponto con la locomotiva D445 rivolta verso Taranto. Precedentemente, da Taranto, viene inviata la locomotiva elettrica come "LIS" (locomotiva isolata), con a bordo macchinisti e manovratore. Una volta effettuato il cambio macchina (ed ovvia inversione di senso), il manovratore rientrerebbe a Taranto, assieme ai macchinisti provenienti dalla Jonica, con il locomotore D445 isolato. 
Al mattino, l'operazione si ripeterebbe all'inverso: la D445 arriva isolata da Taranto con macchinisti e manovratore, viene attestata al convoglio diretto a Catanzaro Lido e giunto a Metaponto da Roma Termini, e subito dopo aver effettuato tali operazioni, il manovratore rientra a Taranto con il locomotore elettrico (ed i macchinisti) giunto da Roma.
Ecco le tracce orarie indicative della coppia di treni:


Anche in questo caso, arrivi e partenza da Roma Termini, sono legati agli stessi due collegamenti Frecciarossa da e per Torino Porta Nuova utilizzabili con la coppia di treni ICN794/795 - 792/793 che percorrerebbero la Jonica Sud e la fascia tirrenica calabrese (con itinerario via Tropea). Entrambi i convogli "jonici", sarebbero composti da vetture UIC-X Giubileo con posti a sedere, carrozze cuccette T4 Comfort ed una letto MU.

Concludiamo il post sottolineando che entrambi i treni, dal versante Jonico, avrebbero tempi di percorrenza compresi tra le 10 ore e trenta minuti, calcolati dai capilinea, dove ovviamente l'appetibilità di tali servizi sarebbe minima (Reggio Calabria si servirebbe dell'ICN 794/795 via Tirrenica, e Catanzaro Lido del 792/793 via Lamezia Terme). Nei tratti intermedi, ecco quali sarebbero alcuni esempi di tempi di percorrenza, facilmente intuibili dalle tracce orarie pubblicate:

-Locri - Roma Termini (ICN 792): 9 ore e 16 minuti;

-Catanzaro Lido - Roma Termini (ICN 792): 8 ore;

-Crotone - Roma Termini (ICN 760): 9 ore e 27 minuti;

-Trebisacce - Roma Termini (ICN 760): 6 ore e 43 minuti.

Invitiamo i nostri lettori a riflettere: quanto tempo impiegherebbe un povero viaggiatore, magari da Roccella Jonica, per raggiungere Roma Termini con il probabile "nuovo" InterCity per Paola via Catanzaro Lido - Sibari, con tanto di rottura di carico all'una di notte in senso sud-nord, ed alle quattro del mattino in senso nord-sud? O forse si tenta, per l'ennesima volta, di istituire servizi poco appetibili, per poi giustificarne la soppressione con la scusa della solita "scarsa frequentazione" dei treni sulla linea Jonica? 
L'Associazione Ferrovie in Calabria si impegnerà a promuovere la proposta di ripristino dei collegamenti da/per Roma Termini, in contemporanea a quella di rimodulazione dell'attuale servizio ferroviario regionale jonico: nelle prossime settimane torneremo ad approfondire il tema "lunga percorrenza", con uno studio delle tracce orarie e dei servizi maggiormente dettagliato.

Foto dal Passato: la D445 1015, assieme ad un'altra unità, in manovra a Reggio Calabria Centrale in testa al materiale dell'Espresso 890/893 Roma Termini - Reggio Calabria Centrale via Lamezia Terme Centrale - Catanzaro - Roccella Jonica.

2 mag 2014

Foto della settimana - Aprile 2014

Un po' di ritardo è pur sempre "folkloristico" in un sito che si occupa di treni e ferrovie! 
Pubblichiamo oggi le come sempre bellissime fotografie, pubblicate una volta a settimana nella nostra Photogallery, relative all'appena concluso mese di aprile 2014.

Iniziamo con il primo scatto che ci è stato inviato, il cui autore è l'amico Francesco Bruno Guaragna. Ci troviamo a Lamezia Terme Centrale, ed in primo piano possiamo ammirare una vettura Gran Conforto in coda all'InterCity 556 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini. Queste vetture, di sola prima classe e nate ad inizio anni '70 per l'utilizzo sui treni Trans Europe Express, proseguono oggi la loro carriera, un po' più in sordina: pur ristrutturate a fondo (anche se non tutte le unità) con i progetti IC 901 "FrecciaBianca" ed IC 270, qualcosa delle vecchie "GC" rimane ancora, come ad esempio le lussuose e panoramiche porte degli intercomunicanti, interamente trasparenti.

Inossidabile Gran Conforto... (n°125 - 04/2014)
Nel secondo scatto di aprile, del nostro Antonio Romeo, ci spostiamo un po' più a sud di Lamezia Terme Centrale: ci troviamo a Palmi, dove la bellissima locomotiva diesel-elettrica 5127 dell'impresa Francesco Ventura di Paola, società specializzata nella costruzione e manutenzione dell'armamento ferroviario, riposa in testa ad un treno cantiere. Queste storiche e potenti locomotive di origine belga, hanno prestato servizio per decenni in Belgio, anche in testa ad importanti treni viaggiatori dell'azienda ferroviaria statale SNCB. Un po' un'emigrazione al contrario, visto che storicamente, purtroppo, sono stati (e lo sono ancora...) i calabresi che hanno trovato lavoro in Belgio. In questo caso l'imponente locomotore, assieme ad altre unità, per poter proseguire il proprio duro lavoro, si è dovuta...trasferire in Calabria!
Emigrazione inversa (n°126 - 04/2014)
Ancora treni cantiere, ancora una volta immagine del nostro Antonino Romeo...ed ancora più a sud! Da Palmi saltiamo a Melito di Porto Salvo, con questa eccezionale fotografia scattata alla D145 2024, unità da poco revisionata ed assegnata ad RFI, ripresa in testa ad un breve treno materiale composto da due carri di servizio Vrtz carichi di rotaie. Il minuscolo convoglio, che di certo non ha impensierito la potente D145, ha percorso in più giornate il tratto Villa San Giovanni - Bovalino, dove sono state scaricate le rotaie destinate al locale tronco lavori.

...che fatica! (n°127 - 04/2014)
L'ultima immagine del mese di aprile, è stata scattata esattamente sul lato opposto, rispetto alla foto della D145 2024, della stazione di Melito di Porto Salvo! In un'atmosfera in verità un po' irreale per il periodo, l'ALn668 3210 appena assegnata alla DTR Calabria (precedentemente è appartenuta alla DTR Marche), parte alla volta di Roccella Jonica/Catanzaro Lido. Una piccola ventata di novità, se così la si può definire, per la nostra Jonica, dove le automotrici 668 serie 3100 erano già onnipresenti negli anni '80, '90 e fino alla fine del primo decennio del 2000. Sullo sfondo di scorge il termine della catenaria: speriamo che presto questa interruzione possa non esserci più, e che l'elettrificazione possa finalmente coprire l'intera linea Jonica.
Il ritorno delle "tremilacento" (n° 128 - 04/2014)
Continuate ad inviarci le vostre fotografie! Pubblicheremo le migliori una volta a settimana nella fotogallery di Ferrovie in Calabria. Per info ed invii, scrivere ad info@ferrovieincalabria.it

26 feb 2014

Foto della settimana - Febbraio 2014

Nuovo appuntamento, questa volta a tutto diesel, con le Foto della settimana pubblicate in questo mese di Febbraio, direttamente dalla nostra Photogallery.

Iniziamo con lo scartamento ridotto: ci troviamo alla stazione di S.Maria di Catanzaro nel primo scatto pubblicato a febbraio, mentre il complesso Stadler DE M4c 505 delle Ferrovie della Calabria, in servizio tra Catanzaro Città e Catanzaro Lido, impegna il passaggio a livello nei pressi della stazione ferroviaria, in un contesto prettamente urbano...che a tratti sfiora quasi il tranviario! 

Tra rotaie ed asfalto... (n°117 - 02/2014)
Ci spostiamo invece decisamente più a sud e sulla rete RFI, con questa bellissima fotografia dell'amico Antonio Marino, che ha immortalato l'ALn668 1087, in partenza da Saline Joniche, con un Regionale diretto verso Melito di Porto Salvo/Roccella Jonica/Catanzaro Lido. Spettacolare il punto-foto, con planimetria ferroviaria in uscita dalla stazione lato sud, favorevole agli scatti "da sfilata", e non di meno l'affascinante luce radente del tardo pomeriggio...
Sfilata Jonica (n°118 - 02/2014)
Ancora ALn668, ancora Jonica...ma a quasi 200 km di distanza! Ci troviamo tra la stazione di Squillace e la fermata di Montepaone - Montauro, dove nè doppio binario e nè elettrificazione sono ancora arrivati...
Una doppia di ALn668 è qui ripresa dal promontorio di Stalettì, dando un effetto plastico, molto simile all'osservazione di un modellino in scala N (riduzione di 1:160)! 

In scala N (n°119 - 02/2014)
Ultimo scatto di febbraio, ancora in Jonica, ancora più a nord! In questa fotografia di Alessandro Moscetti, la D445 1086 è ripresa in testa all'InterCity 559 Taranto - Reggio Calabria Centrale, in arrivo alla stazione di Corigliano Calabro. L'unità 1086, da sempre assegnata al Deposito Locomotive di Treviso, prima del trasferimento a Reggio Calabria, ha subito anche una totale sostituzione del motore (fatto appositamente costruire ex-novo) e parziale ricostruzione della cassa, a seguito di un incendio che aveva gravemente danneggiato il locomotore, mentre effettuava un servizio Regionale sulla tratta Belluno - Calalzo.

Da Treviso...a Corigliano! (n°120 - 02/2014)

Continuate ad inviarci le vostre fotografie, all'indirizzo info@ferrovieincalabria.it, o caricandole sul gruppo Facebook di Ferrovie in Calabria: ogni settimana le più belle saranno pubblicate nella photogallery! 

13 feb 2014

10 anni senza "Pitagora"...


Il 15 dicembre 2003 cadeva il primo dei treni che hanno, da sempre, fatto la storia della ferrovia Jonica: si trattava dell'InterCity 692/695 "Pitagora", Villa San Giovanni - Bari Centrale via Roccella - Catanzaro Lido - Crotone, che veniva instradato via Lamezia Terme Centrale - San Lucido - Sibari, snaturando per sempre quell'essenza di servizio veloce di collegamento tra tutta la fascia Jonica. Soltanto tre anni dopo, infatti, il mitico e mai dimenticato Pitagora, che nonostante il cambiamento di classificazione in Espresso ed in seguito InterCity, continuava ad essere identificato dai cittadini della locride come "u Rapidu Tarantu/Bari", apparteneva già ai ricordi di un'epoca d'oro...
Vogliamo ricordare questo storico treno con questa considerazione del nostro Luca Pisconti: parole che oggi sono più che mai attuali, visto che dopo dieci anni la Jonica rivede un collegamento diretto InterCity tra Reggio Calabria e la Puglia...ma magra consolazione, oltre alla traccia oraria sproporzionata, viene vergognosamente effettuato con una automotrice ALn668, o al più da una minuscola composizione di due vetture UIC-X per treni Regionali.
Nel 2003, l'InterCity 692 "Pitagora" percorreva il tratto Reggio Calabria Centrale - Taranto in 6 ore. Oggi, nel 2014, l'InterCity 562 percorre la stessa tratta in 7...

L'alba lo attendeva lì, come ogni giorno, pronto a sfrecciare tra le agavi e l'azzurro dello Jonio mentre le prime luci del mattino cominciavano ad illuminare le strade e i palazzi. Quel giorno, però, quella stessa alba era totalmente ignara del fatto che "Pitagora" avrebbe percorso una via diversa dal solito, forse anche un po' controvoglia, costretto dalla mano di chi non aveva per nulla fatto i conti con sé stesso. Le cittadine di Locri e Siderno si risvegliarono con il suono di campane "a morto" per celebrare la "fujuta" del "Pitagora" dalla Costa dei Gelsomini alla Costa Viola; ma i cittadini, i Sindaci e soprattutto l'allora Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace monsignor Giovanni Maria Bregantini non hanno gradito molto questa manovra da parte di Trenitalia ed organizzarono un'inusuale occupazione della stazione di Locri proprio la mattina del 15 dicembre 2003 (data successiva all'entrata in vigore dell'orario 2004). Forse si sarebbe dovuto partire proprio da lì, da quella piccola protesta, da quel piccolo movimento di ribellione che avrebbe dovuto accrescere e accendere la forza di volontà di tutti i cittadini della Locride: l'InterCity "Pitagora" non era solo un treno, era il treno per eccellenza, colui che dagli anni '60 aveva dato lustro (assieme ad un altro treno gemello) a 474 km di linea ferroviaria a trazione diesel. Ai tempi, la nostra associazione non era ancora stata partorita, né rappresentava un obiettivo vista la tenerissima età di quasi tutto il direttivo, ma a 10 anni di distanza non si può lasciare tutto nel dimenticatoio e arrendersi. Nel 2006, 2 anni dopo la deviazione via Tirrenica, la triste ed ormai famosa "storia delle zecche" fu fatale al nostro "Pitagora" che vide definitivamente sparire le sue corse tra i colori della Magna Grecia; da allora è cominciato un lento e rovinoso declino dell'idea di collegamento diretto tra la Calabria e la Puglia, affidato sino al 2011, ai soli treni notturni che da Catanzaro Lido e Crotone raggiungevano Taranto e Bari eccezion fatta per il notturno che ha per un anno ha collegato Reggio Calabria con Torino e Milano passando, per l'appunto, dalla Puglia. Solo nel dicembre 2012 si è deciso che la Magna Grecia avrebbe dovuto essere collegata da un treno diretto, ma di certo le aspettative non sono state del tutto rosee: l'attuale treno, infatti, è limitato al percorso che da Reggio Calabria conduce a Taranto e del vecchio "Pitagora" non possiede praticamente nulla, specie il materiale rotabile (molto spesso, purtroppo, affidato ad una singola automotrice). E la nostra alba, quella citata all'inizio di questo post, continua ad essere orfana del suo treno, di quello "Speedy Gonzales" di cui si mantengono sempre dei bei ricordi e che ha contribuito non poco a dare corpo e anima ad una ferrovia che ancora rimane lì sospesa nel nulla, in attesa del suo destino.

L'InterCity Pitagora nel 1999, corre nei pressi della suggestiva scogliera tra Ferruzzano e Africo Nuovo: in composizione 3 UIC-Z1, tutte in livrea originale...
L'InterCity Pitagora nel 2002, ripreso tra Metaponto e Sibari: in composizione due comode UIC-Z di seconda classe ed una all'epoca appena ristrutturata UIC-X Giubileo.

2 feb 2014

Foto della settimana - Gennaio 2014

Con qualche giorno di ritardo, pubblichiamo oggi le prime "Foto della settimana" del 2014, direttamente dalla nostra Photogallery: il nuovo anno promette ovviamente più che bene, con tanti nuovi scatti giunti da tutta la nostra Calabria!
Iniziamo dalla prima fotografia, inviataci da Antonino Romeo, che ha immortalato la E402 131 in testa all'InterCity 723 Roma Termini - Palermo/Siracusa, in transito nella fermata di Villa San Giovanni Cannitello...ormai giunto al termine del suo viaggio "continentale".

...alla fine del Continente (n°113 - 01/2014)

...ma anche questo, è un InterCity...o per lo meno lo è soltanto in via "ufficiale". Potrebbe ancora essere spacciato (e quasi accettato...) per tale, se costantemente effettuato con la sua prevista composizione di D445 e due vetture UIC-X IR, qui ripresa a Catanzaro Lido. Peccato che nella maggior parte dei casi, l'ormai "famoso" IC 559/562 Taranto - Reggio Calabria Centrale e vv, viene effettuato con automotrici ALn668.
Quasi un InterCity...(n°114 - 01/2014)
Uno scatto che invece lascia letteralmente a bocca aperta, quello di Nicola Santucci, Capo Treno di Trenitalia e nostro grande amico ed associato di Ferrovie in Calabria: ci troviamo nei pressi del porto di Saline Joniche, durante il transito di un Regionale Melito di Porto Salvo - Rosarno, effettuato insolitamente da una composizione di E464 e materiale ordinario (due vetture MDVC e pilota UIC-X), su una tratta percorsa, nonostante l'elettrificazione, in prevalenza dallle ALn668, per carenza di rotabili a trazione elettrica. Eccezionale il riflesso del convoglio e del paesaggio circostante, sul tranquillo specchio d'acqua...

Insoliti riflessi (n°115 - 01/2014)
Ma sicuramente per "artisticità", non è da sottovalutare neppure la fotografia di Pasqualino Placanica, anche lui ferroviere di Trenitalia, in questo caso macchinista della Divisione Trasporto Regionale, che ha immortalato un particolare e sfuggente momento dell'alba. Ci troviamo alla stazione di Lamezia Terme Centrale, mentre è ancora netto il contrasto tra le calde luci naturali e quelle più fredde dei neon di stazione, che ancora illuminano qualche angolo di buio sotto le pensiline...poco prima che la luce solare invada ogni cosa.
Giochi di luce (n°116 - 01/2014)
Concludiamo il post comunicando che è in corso la diffusione mediatica di una nuova lettera aperta firmata dall'Associazione Ferrovie in Calabria, a proposito dell'imminente declassamento in fermate di oltre 12 stazioni ferroviarie della linea Jonica: nelle prossime 24 ore pubblicheremo anche su queste pagine il documento dedicato al grave provvedimento di RFI, che sta ormai facendo il giro delle testate giornalistiche calabresi, e che ovviamente abbiamo inviato anche alle autorità regionali preposte in materia di trasporti. Prosegue quindi la nostra opera di sensibilizzazione diretta dei cittadini calabresi, sul tema ferroviario: continuate a seguirci... e non dimenticate di inviarci i vostri scatti ferro-fotografici più belli, che una volta a settimana verranno pubblicati nella nostra Photogallery! 

31 gen 2014

Post anti-monotonia - 14

Ogni tanto ritorna: i lettori "storici" di Ferrovie in Calabria ricorderanno bene quando la pubblicazione del "post anti-monotonia", dedicato agli avvistamenti di rotabili e situazioni ferroviarie insolite nella nostra regione, era decisamente più frequente di oggi...
Ma nonostante i parchi rotabili ormai sempre più razionalizzati ed omogenei, e non di meno la riduzione, purtroppo al minimo indispensabile, di spostamenti di vetture e carri merci, qualche particolarità continua ad allietare gli appassionati calabresi.

Iniziamo quindi da un evento a dir poco eccezionale per la nostra linea Jonica: molto probabilmente, per la prima volta nella storia, una locomotiva diesel D145, in particolare l'unità 2024, dallo scorso 17 gennaio ad oggi, 30 gennaio, ha percorso i binari tra Reggio Calabria Centrale e Bovalino, alla testa di una coppia di carri pianali a carrelli VRTz per trasporto di rotaie. Un brevissimo merci di servizio, effettuato da RFI, per trasportare 8 rotaie (per una lunghezza di circa 25 metri), capeggiato da una delle poche unità del gruppo D145 (utilizzate quasi esclusivamente per servizi di manovra, in Calabria principalmente a Villa San Giovanni per gli imbarchi/sbarchi dei convogli), attrezzate con il sistema di sicurezza SCMT, che permette l'effettuazione di treni ordinari in piena linea senza limitazioni di velocità.
Il carico era destinato al Tronco Lavori di Bovalino. Nella giornata del 17, la corta composizione ha "pernottato" a Melito di Porto Salvo:

La D145 2024, nella sua sgargiante livrea arancio-giallo-grigio, in sosta nel tronchino dell'ex scalo merci di Melito di Porto Salvo.
Particolare dei carri VRTz carichi di rotaie.
Rimaniamo in tema di Jonica...e quindi diesel, con una new entry al Deposito Locomotive di Reggio Calabria: da qualche settimana è stata infatti riassegnata alla DTR Calabria la D445 1036, prima unità della seconda serie di questo gruppo di locomotori, precedentemente appartenente al Deposito di Taranto, venendo spesso utilizzata sulla tratta Foggia - Potenza in composizione ad alcuni treni Regionali a materiale ordinario. La 1036 arriva così a dare manforte alla purtroppo moribonda dotazione di D445 del deposito reggino, utilizzate in testa all'InterCity 559-562 Taranto - Reggio Calabria Centrale e viceversa. Ricordiamo, infatti, che allo stato attuale la locomotiva ex-pugliese è l'unica funzionante: l'unità 1086 ex-Treviso pare sia ferma per un problema ad un carrello, e stessa sorte è toccata alla D445 1140, questa volta per una grave perdita d'acqua. Come sempre, perciò, circola soltanto una sola composizione "ordinaria", con D445 e due vetture UIC-X IR, alternata ad una ALn668, per il sempre più disastrato InterCity Jonico. Sempre a proposito di questo treno, in chiusura post pubblicheremo alcune note.

La D445 1036 in arrivo a Soverato in testa all'InterCity 559 da Taranto. Questa unità da anni circola senza alcun logotipo FS sui due frontali...dando un'insolita e poco gradevole sensazione di "vuoto" all'occhio dell'osservatore.
Ma non solo locomotori: un'incredibile coincidenza, in questi ultimi giorni, ha reso Reggio Calabria Centrale..."internazionale" come non mai! Una delle ultime vetture letto MU, ancora in livrea ARTESIA per treni internazionali Italia-Francia, è stata recentemente ricoverata nel fascio di binari di fronte il fabbricato viaggiatori. La carrozza, assieme ad alcune Gran Conforto, altre Letto MU ed alcune UIC-X Giubileo ed a cuccette C6, non è ancora dotata di impianti di lateralizzazione porte: l'accantonamento, infatti, non è fortunatamente definitivo, ma soltanto in attesa di sblocco dei programmi di adeguamento tecnologico, che dovrebbero essere riavviati a breve. In particolare, segnaliamo che l'intero parco di carrozze letto MU revamping (con finestrini fissi e nuovi interni), T3s (11 unità), ed UIC-X Giubileo, verrà definitivamente lateralizzato e reimmesso in servizio nei prossimi mesi, con la speranza che tutto ciò possa finalmente portare al termine del lungo periodo di carenza di carrozze per treni notturni ed InterCity. Ricordiamo, a tal proposito, che non sono infrequenti, ancora oggi, le effettuazioni di InterCity Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, addirittura con sole 6 o 7 vetture UIC-Z/GC! 
Ma come se non bastasse la vettura ex-ARTESIA a dare respiro "francese" all'area ferroviaria dello Stretto, ecco comparire, questa volta in regolare servizio viaggiatori, ben due UIC-X a cuccette T6 in livrea Thello...impresa mista FS-Veolia, che si è sostituita ad ARTESIA per l'effettuazione dei treni notte tra Italia e Francia! Le due carrozze cuccette sono giunte in composizione all'InterCity Notte 795 Torino Porta Nuova - Reggio Calabria Centrale, in sostituzione di una coppia di vetture Cuccette Comfort. Inutile illudersi: purtroppo non è in vista l'istituzione di alcun Euronight Reggio Calabria Centrale - Parigi...

La carrozza letto MU in livrea ARTESIA, in sosta nella Zona Ricovero di Reggio Calabria Centrale, in compagnia di alcune vetture cuccette UIC-X e carrozze GC, tutte in attesa di lateralizzazione delle porte.
Vettura UIC-X cuccette T6 in livrea Thello, manovrata da un 245 a Reggio Calabria Centrale...
A proposito dell'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto: come anticipavamo, la nostra battaglia, avviata con la diffusione della nostra lettera aperta, non è ovviamente conclusa, soprattutto alla luce di una probabile quasi-censura di due importanti servizi televisivi, dedicati alla gravissima questione dell'utilizzo di materiale rotabile inadeguato. Preferiamo non entrare ulteriormente nel merito, principalmente per evitare "noie" ai giornalisti, tra l'altro di estrema disponibilità e professionalità, appartenenti a tv nazionali, che assieme a noi di Ferrovie in Calabria hanno tastato con mano l'assurdità della situazione, durante i sopralluoghi e le interviste a bordo del treno InterCity, effettuato con ALn668. La nostra voce non si ferma qui, e per fortuna almeno un importante passo per la diffusione a livello nazionale di questo "piccolo" scandalo, è stato fatto con la pubblicazione di un articolo firmato da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:


Avvieremo presto nuove azioni di informazione (anche assieme ad altre associazioni) e contro-censura, per almeno tentare di ribaltare in positivo una situazione ai limiti della truffa, con la speranza che a partire dal cambio d'orario di giugno 2014, possa essere ripristinato un collegamento notturno diretto tra la Calabria Jonica e Roma Termini. Un collegamento, però, che se istituito, potrebbe essere fortemente penalizzato dalla prevista dismissione di molte stazioni, con relativo taglio dei binari d'incrocio e trasformazione in fermate, su tutta la tratta Reggio Calabria Centrale - Metaponto...proprio a partire da giugno 2014. Sarà questo l'argomento della prossima lettera aperta che diffonderemo a tutti gli organi di stampa online e cartacei della nostra regione.
In conclusione, ricordiamo che di tagli all'infrastruttura ed ai servizi, se n'è parlato anche lo scorso 13 gennaio ad Uno Mattina, con l'eccezionale partecipazione in studio del Prof. Domenico Gattuso, Docente di Trasporti dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, in rappresentanza del Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali. Non poteva mancare ovviamente anche Ferrovie in Calabria, in diretta Skype dalla ex-stazione RFI Catanzaro Sala...

5 gen 2014

InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto: ecco la nostra lettera aperta

Visto e considerato il perdurare della vergognosa situazione riguardante il materiale rotabile dell'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv, abbiamo ritenuto necessario inviare una lettera aperta di protesta, alle più importanti testate giornalistiche presenti in Calabria, online e cartacee. Abbiamo con la stessa descritto l'origine delle costanti criticità (sostituzione del materiale rotabile previsto con automotrice ALn668), chiedendo con forza una presa di posizione da parte della Regione Calabria e di tutti i cittadini della costa Jonica, mirata alla definitiva risoluzione di tale grave problematica. Le lettera di Ferrovie in Calabria è già on-line su ben otto testate di informazione (tra le quali addirittura il Corriere di Taranto!), ed è in corso un tentativo di pubblicazione anche su alcuni quotidiani nazionali, seppur in versione ridotta: è chiaro però che queste sicuramente importanti iniziative di informazione e sensibilizzazione, non risolvano istantaneamente i problemi del nostro InterCity e dell'intera ferrovia Jonica, ma indubbiamente, in senso ovviamente positivo, "gettano benzina sul fuoco". 
Ecco di seguito la nostra lettera aperta:

Spettabile Redazione, 
con la presente, a nome dell’Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, vorrei segnalare ai lettori della testata ed alle autorità politiche regionali, una inaccettabile contraddizione ai danni dei viaggiatori del treno InterCity 562-559 Reggio Calabria Centrale - Taranto, istituito lo scorso giugno 2013, che ormai da mesi, nel silenzio delle istituzioni, viene perpretata. Cercherò di essere il più chiaro possibile, sperando di evitare eccessivi tecnicismi “ferroviari”, che potrebbero non ben essere compresi da coloro che non sono addentrati nel settore. Dal dicembre 2012 una normativa di sicurezza prevede che il comando di apertura/chiusura delle porte di salita e discesa delle carrozze passeggeri, sia centralizzato e controllato dalla cabina di guida della locomotiva titolare del convoglio (e quindi, ovviamente, dai macchinisti). Tale provvedimento ha portato all’adeguamento tecnologico di gran parte del parco carrozze e locomotori elettrici di Trenitalia, tramite l’installazione di condotte elettriche e centraline di vario tipo. Faccio notare che esistono fondamentalmente due tipologie di sistema di controllo delle porte, uno studiato per locomotive e carrozze destinate ai treni Regionali, ed un secondo, più recente e tecnologicamente avanzato, destinato alle carrozze utilizzate sui treni a lunga percorrenza, comprese quelle cuccette e letto. Il software di controllo di quest’ultima tipologia di “blocco porte”, è stato però applicato solo sulle locomotive elettriche, che vengono utilizzate per la trazione dei treni composti da vetture adeguate ai lunghi percorsi (treni InterCity, InterCity Notte, Frecciabianca). Per le “nostre” ormai anziane locomotive diesel del gruppo “D445”, assegnate al Deposito Locomotive di Reggio Calabria ed utilizzate lungo la linea Jonica, non ancora elettrificata, non c’è stato nulla da fare: i programmi di Trenitalia non prevedono l’applicazione del sistema di controllo porte compatibile con le vetture “lunga percorrenza”, ovviamente non poco costoso, in quanto ritenuto antieconomico. Unico tipo di carrozza “accoppiabile” alle vecchie locomotive diesel, quella utilizzata per i treni Regionali. In pratica, una “D445”, non potrà mai più capeggiare un treno composto da carrozze letto, cuccette e per treni InterCity: è la fine definitiva della lunga percorrenza sulla Jonica, già annientata due anni fa? Più o meno: paradossalmente, infatti, è stato istituito a giugno 2013 il treno InterCity in questione, che unisce Reggio Calabria Centrale a Taranto, studiato in modo tale da garantire una coincidenza con un treno InterCity Notte da/per Milano Centrale nella città pugliese. In tal modo viene permesso agli abitanti della Jonica di raggiungere parte del Centro/Nord Italia con un solo cambio, dopo le innumerevoli proteste degli ultimi anni. Sicuramente un segnale positivo…ma con che cosa si effettua un treno InterCity, che dovrebbe prevedere vetture per treni a lunga percorrenza, se come abbiamo visto, non si può utilizzare il locomotore a gasolio D445, in testa a tali carrozze? Semplice: si recuperano cinque vetture per treni Regionali dismesse in Piemonte, uniche accoppiabili alle nostre locomotive, e le si trasferiscono in Calabria. E’ il primo anticipo dell’assurda contraddizione: gli standard minimi per un treno InterCity (e relativa tariffa non poco salata…) sono a mala pena garantiti. La Calabria Jonica si ritrova con il primo InterCity della storia, effettuato con materiale prettamente destinato ai treni a breve distanza. Il colpo di grazia però non tarda ad arrivare: innumerevoli problemi di affidabilità delle locomotive D445 (dovuti, pare, alla mancanza di personale in grado di effettuare una adeguata manutenzione…), portano addirittura alla sostituzione di un materiale già di per sé non adeguato…con uno ancora peggiore! La prevista composizione con locomotiva e vetture, viene infatti sostituita da una vecchia “littorina” ALn668, dotata di soli 68 posti a sedere, rumorosa e spesso con aria condizionata guasta: si tratta della classica automotrice che tutti i pendolari della Jonica conoscono bene, una sorta di autobus su rotaia, utilizzata per le tratte locali. Gli standard qualitativi di un InterCity diventano quindi lontani anni luce. Le tariffe però rimangono ben chiare, ovviamente, e quindi da treno InterCity: la tratta Reggio Calabria Centrale - Taranto (che ricordiamo essere lunga 472 km!), a prezzo pieno e senza offerte, costa 45,50 €. Ben 45,50 Euro per viaggiare sulla stessa scomoda littorina utilizzata sui treni Regionali: a tal proposito, Reggio Calabria Centrale - Taranto in treno Regionale, anche se con vari cambi, costa 20,20 Euro. Perché allora pagare più del doppio, per un servizio praticamente identico? La via d’uscita sembra attualmente inesistente: l’InterCity, tipologia di treno finanziata direttamente dal Ministero del Tesoro, non può essere trasformato in Regionale, molto più economico ed adeguato al tipo di convoglio utilizzato, perchè gli oneri finanziari per il mantenimento di un servizio di treno “Regionale”, dovrebbero essere automaticamente trasferiti dallo Stato alle tre Regioni attraversate dal convoglio (vale a dire Calabria, Basilicata e Puglia). Neanche a dirlo, tutte e tre non sembrano attualmente in grado di farsene carico. E così, si continua a pagare un prezzo da InterCity, mentre agli effetti pratici…si viaggia in Regionale! Rivolgiamo un appello alle autorità regionali, affinché, per lo meno, si impegnino in serie pressioni politiche, richiedendo con forza l’adeguamento tecnologico di parte delle locomotive D445, in modo tale da garantire l’utilizzo delle stesse con carrozze adeguate al servizio InterCity, ed una strategia che rimedi alle carenze manutentive degli stessi locomotori diesel. Diversamente, si proseguirà con quello che riteniamo essere un vero e proprio furto ai danni dell’utente. L’Associazione Ferrovie in Calabria inoltre ritiene fondamentale, per garantire un livello di mobilità degno di una nazione civile, la graduale applicazione dei seguenti punti, relativi alla Regione Calabria per quanto riguarda i servizi di interesse locale, ed a Trenitalia, al Ministero dei Trasporti ed al Ministero del Tesoro, per quanto riguarda quelli a lungo percorso: 

 1) Rinnovamento immediato del parco di automotrici utilizzate per i treni Regionali, con parziale svecchiamento dello stesso, tramite consegna di mezzi di costruzione relativamente più recente; 

 2) Ripristino di collegamenti Regionali diretti (abolendo l’attuale spezzamento del servizio a Catanzaro Lido) tra la Jonica e Lamezia Terme Centrale, in coincidenza con treni a lunga percorrenza e Regionali da/per Cosenza e Reggio Calabria; 

 3) Successivo acquisto di almeno quattro treni diesel di ultima generazione, da utilizzarsi per i servizi Regionali a maggiore percorrenza sulla fascia Jonica; 

 4) Adeguamento tecnologico di parte delle locomotive diesel D445, e quindi successiva istituzione di un collegamento InterCity Notte tra la fascia Jonica e Roma con vetture adeguate; 

 5) Completamento dell’elettrificazione della ferrovia Jonica (tratta Melito di Porto Salvo - Sibari), entro e non oltre 5 anni, e ripristino dei collegamenti ferroviari Regionali tra Calabria, Basilicata e Puglia (tratta Sibari - Taranto). 

 Nei prossimi mesi proseguiremo la nostra opera di sensibilizzazione dei cittadini e soprattutto degli amministratori locali e regionali, attraverso conferenze ed iniziative similari, affinché la nostra ferrovia Jonica non rischi di perdere l’ultimo treno: quello di un serio rilancio e della fine di una stentata sopravvivenza. Ringraziando la Redazione ed i lettori per l’attenzione, porgo un cordiale saluto. 

Roberto Galati - Presidente Associazione Ferrovie in Calabria

Attualmente il nostro documento è stato pubblicato sui seguenti siti (cliccando sul link si viene ricondotti direttamente al comunicato). L'elenco è in costante aggiornamento:


Cogliamo l'occasione, inoltre, per pubblicare il comunicato stampa del movimento LocRinasce, relativo alle ulteriori proposte di Ferrovie in Calabria (che integrano quelle brevemente esposte nella lettera aperta), stilate assieme al nostro socio Sergio Grasso, in occasione della conferenza locrese "Per non perdere il treno".

Il Movimento per la Città di Locri, LocRinasce ha organizzato per sabato 7 dicembre un iniziativa di sensibilizzazione sul trasporto ferroviario in Calabria , dal titolo “ Per non Perdere il Treno…” A questa iniziativa sono intervenuti: Roberto Galati e Sergio Grasso per l’Associazione “Ferrovie in Calabria”, il dott. Antonio Guerrieri come rappresentante di zona del Comitato C.I.U.F.E.R., il prof. Domenico Gattuso, docente di Ingegneria dei Trasporti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e referente di Alba Calabria, molti cittadini della Locride. 
 Si è preso atto così che il trasporto ferroviario regionale in Calabria presenta livelli di degrado inimmaginabili fino a qualche anno fa. I mali del sistema ferroviario regionale sono noti: l’obsolescenza della linea ferroviaria ionica, attestata su bassi livelli di servizio e non interessata da investimenti significativi ormai da decenni,, un parco veicolare modesto, ultradecennale e fatiscente, l’assenza di servizi degni di questo nome sia sulla breve che sulla lunga percorrenza, in termini di mobilità, orari, frequenze, informazione, assistenza al viaggiatore. La qualità e quantità di servizi di trasporto sono ormai tali da dissuadere l’utenza dall’affrontare un viaggio in ferrovia, tanto in ambito locale, quanto in ambito interregionale; mancano servizi di collegamento diretti distribuiti nell’arco della giornata fra le città capoluogo di provincia, alcuni treni sono sovraffollati e scomodi, altri possono essere assimilati a treni da terzo mondo per la qualità del materiale rotabile, per le scarse condizioni igieniche, per l’insicurezza percepita dai viaggiatori, per parametri di affidabilità e regolarità di servizio. E poi che dire dei diciotto treni interregionali soppressi negli ultimi 2 anni? Varie in passato sono state le denunce , inascoltate, dell'Associazione “Ferrovie in Calabria”, del C.I.U.F.ER, di Alba Calabria; il movimento LocRinasce non può che condividerne il pensiero e oggi RIVENDICA il diritto a servizi ferroviari su standard europei; in particolare: 

1) La sostituzione, in maggior numero, delle ormai vetuste automotrici ALn 668 (costruzione 1975) con ulteriori, appena più moderne, automotrici ALn 663 (costruzione 1983), in aggiunta alle 6 di quest’ultime pervenute, di grazia, proprio in questi ultimi giorni sui binari jonici. Consideriamo comunque apprezzabile questo pur minimo cenno di interessamento, soprattutto se rappresenta il preludio alla ben altra attenzione che la problematica merita. 

2) L’acquisizione, come avvenuto praticamente in tutte le altre Regioni, di un opportuno n° di treni automotori diesel a più casse dell’ultima generazione, tipo i Minuetto Diesel Alstom di Trenitalia, gli ATR 220 PESA (ben 27 convogli!) delle Ferrovie del Sud Est, o i GTW Stadler di numerose altre amministrazioni ferroviarie: la linea Jonica è infatti l’unica in Italia a non aver mai fruito di alcuno di questi confortevoli rotabili di recente costruzione, presenti su tutte le linee a trazione diesel, anche di minore importanza, fin dai primi anni 2000! Questi treni andrebbero ad espletare strategici servizi Regionali Veloci dalla Jonica su Lamezia Terme C.le, via Cz Lido, con orari correlati opportunamente alle veloci relazioni a carattere regionale e nazionale a lunga percorrenza (Frecciargento, Frecciabianca, Intercity, etc.), accessibili in quello scalo. A quest’ultimo proposito, il Movimento è in grado di proporre concretamente alcune soluzioni individuate insieme agli specialisti e conoscitori della materia specifica contattati a tal uopo. 

3)  - In attesa della, se non improcrastinabile, quantomeno auspicabile elettrificazione della Jonica, - l'adeguamento tecnologico di almeno 5 locomotori diesel tipo "D 445", con gli impianti per il controllo dell'apertura/chiusura porte (“sistema di lateralizzazione delle porte”), dispositivo di sicurezza ormai imprescindibile sulle carrozze per treni a lunga percorrenza. In conseguenza di tale intervento, il ripristino di un collegamento notturno diretto Jonica - Roma/Nord Italia attestato a Roma Tiburtina di primo mattino, e successivo proseguimento fino a Torino Porta Nuova. Tale collegamento, via Sibari, da innestare a Paola su una relazione via Tirrenica già esistente (e quindi con costi aggiuntivi estremamente ridotti), toglierebbe la Locride, insieme a gran parte della Jonica, dal totale isolamento ferroviario in cui attualmente è stata relegata. Come in quello precedente, anche in questo caso il Movimento è in grado di illustrare nei dettagli la sua proposta concreta, grazie agli esperti a cui si è rivolto. 

4) Il potenziamento, - piuttosto che il vergognoso, inspiegabile ed ingiustificato ridimensionamento, tuttora in atto - , dei servizi ferroviari sia sul corridoio tirrenico che sul corridoio jonico, con l’introduzione di treni qualitativamente all’altezza degli standard europei, a media e lunga percorrenza. L’orientamento in tal senso, - in altre realtà sociali ed internazionali ben più evolute della nostra - , è incontrovertibile. 

5) il recupero funzionale e sociale di tutte le stazioni, anche quelle minori (ripristinandone il più possibile il presenziamento), nonché il potenziamento dei nodi strategici fondamentali per l’interscambio modale con altri vettori di trasporto. 

6) Nuovi e più efficienti programmi di esercizio, con orari e tariffe integrati e coordinati agli altri già citati vettori di trasporto, assumendo la modalità ferroviaria come gerarchicamente dominante rispetto ai servizi di trasporto pubblico su gomma. 

7) Rivendichiamo un segnale di cambiamento in risposta alle reali, nonché di diritto, esigenze della Calabria. E’ tempo di dire basta alle politiche sterili e dispendiose (Ponte sullo Stretto, TAV, grandi opere, nuove autostrade, progetti costosi ed a basso impatto sociale). Per la rete ferroviaria ad Alta Velocità, realizzata nel corso dell’ultimo decennio quasi interamente nel Centro-Nord, lo Stato italiano ha speso oltre 100 Miliardi di Euro. Dare oggi rinnovato valore all’Unità d’Italia significa garantire una più equa distribuzione territoriale delle risorse e quindi una maggiore attenzione per il Mezzogiorno. Rivendichiamo il diritto ad avere TRASPORTI EQUO-SOSTENIBILI.
Il Movimento Locrinasce

Speriamo che in questa nostra Calabria ancora troppo disattenta alle problematiche sociali ed incapace di reagire, possa cogliere il nostro appello al cambiamento: continuate a seguirci!

Due delle cinque vetture UIC-X IR ex prima classe, inizialmente previste per l'effettuazione dell'InterCity 559-562, qui riprese accantonate a Reggio Calabria Centrale. In questi ultimi giorni di inizio 2014, una composizione con D445 e vetture è stata ripristinata, mentre la seconda continua ad essere prevista con ALn668...il tutto, purtroppo, fino al prossimo guasto, con buona pace per la regolarità d'esercizio e per il comfort dei viaggiatori.
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it