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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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9 dic 2013

5-7 dicembre 2013: attivismo ferroviario nella locride! (Brancaleone - Turismo e Trasporti in Calabria)

Come avevamo anticipato con la pubblicazione delle locandine e con la pubblicizzazione degli eventi su Facebook, nelle giornate del 5 e del 7 dicembre, due conferenze decisamente interessanti e coinvolgenti si sono tenute rispettivamente a Brancaleone ed a Locri. Tema principale, ovviamente, il trasporto ferroviario lungo la linea Jonica, ed in particolare nell'area della locride.
In ordine cronologico avviamo quindi il nostro resoconto delle due iniziative, partendo da "Trasporti e Turismo in Calabria", organizzata dalla Pro-Loco e dal comune di Brancaleone, all'interno della biblioteca comunale.
I relatori presenti sono stati il Prof. Domenico Gattuso, docente di Ingegneria dei Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, e rappresentate dei movimenti ALBA Calabria e CIUFER , Seby Romeo, segretario provinciale di Reggio Calabria del Partito Democratico, il Sindaco di Brancaleone Avv. Francesco Moio, il Senatore Franco Crinò (in rappresentanza del fratello Pietro, consigliere Regionale ed occupato in altra iniziativa contemporanea alla conferenza brancaleonese), e l'Assessore ai Trasporti della Regione Calabria Luigi Fedele, arrivato con qualche minuto di ritardo. La conferenza è stata moderata dal Dott. Vincenzo De Angelis, importante figura culturale della cittadina della locride. In conclusione alla conferenza, è intervenuto anche Gianfranco Marino, vicesindaco del vicino centro di Bova.
Noi di Ferrovie in Calabria non potevamo ovviamente mancare, e nonostante in questo caso fossimo "semplici spettatori", qualche minuto prima dell'avvio della conferenza, assieme al Prof. Gattuso è stata - per così dire - improvvisata un'intervista da parte della tv locale Telebruzzano, alla quale ha assistito anche il pubblico già presente in sala. Il tema toccato in questa sorta di "pre-conferenza", è stato concentrato sulle difficoltà degli spostamenti a breve ed a lungo raggio sulla linea Jonica, e sulle motivazioni tecniche, economiche (ed ovviamente politiche...) che hanno portato a questo tragico declino. Da parte di Ferrovie in Calabria è stato inoltre anticipato il piccolo programma di rilancio della linea Jonica, riorganizzando l'attuale offerta ferroviaria, che sarebbe stato poi presentato più dettagliatamente a Locri, sabato 7.
Durante la conferenza, dopo i saluti del Dott. De Angelis e del Sindaco Moio, che si sono soffermati anche sulla altrettanto grave carenza di infrastrutture stradali sulla fascia Jonica, i due interventi probabilmente più attesi, sono stati quelli del Prof. Gattuso e dell'Assessore Luigi Fedele.
Il docente universitario ha infatti riproposto le ben note riflessioni "trasportistiche", applicandole alle realtà calabresi: la presentazione tramite slide è iniziata con una corrispondenza tra la legge di Newton...ed i flussi turistici in Calabria. Il concetto di base della famosa formula, prevede che l'attrazione tra due masse aumenta proporzionalmente al "peso" delle masse stesse, ma tende a diminuire con l'aumento della distanza tra le stesse: applicando tale legge al turismo lungo la costa Jonica, notiamo che più diminuisce una delle due "masse", e cioè il numero di visitatori, ed allo stesso tempo aumenta la distanza con il centro/nord Italia e l'estero (in questo caso l'aumento è figurato, in quanto si tratta ovviamente di aumento di difficoltà nel raggiungimento della Calabria Jonica, e non "allontanamento" geografico!), e più tale forza attrattiva diminuisce. Nulla di più corretto e purtroppo realistico.
L'eliminazione dei treni a lunga percorrenza e la mancanza di adeguati servizi ferroviari regionali di collegamento tra le aree ormai rimaste orfane del traffico nord/sud e quelle (principalmente tirreniche) interessate dai flussi ferroviari da/per il centro/nord Italia, ha infatti portato ad un tracollo della frequentazione turistica nella locride ed in generale su tutto lo Jonio, dal reggino al cosentino/metapontino. "Trasporti e Turismo in Calabria", quindi: l'assenza di un buon servizio su rotaia e la carenza di infrastrutture stradali ed integrazione tra vettori, ha portato perciò ad un enorme danno economico ad un territorio già di per sè carente di servizi ed industria.
Il danno però non riguarda soltanto l'economia turistica, ma anche quella prettamente locale, mantenuta dalle migliaia di lavoratori pendolari che giornalmente si servono (o si servivano...) del treno per raggiungere i principali centri jonici: treni sovraffollati, spesso soppressi, materiale ormai inadeguato ed eccessivamente vetusto. Una situazione ormai insostenibile, che sta finalmente portando ad una presa di coscienza delle popolazioni locali, che iniziano a porsi le fatidiche domande: "perchè si investe solo sul trasporto pubblico su gomma, e non più su quello ferroviario, più comodo, rapido e sicuro? Perchè gli autobus sono spesso nuovissimi, e le "littorine" sulle quali tutti i giorni viaggiamo, sfiorano i 40 anni di servizio?"
Alcuni quesiti sono state parzialmente risolti dall'Assessore Fedele, promettendo addirittura, entro qualche settimana, lo stanziamento di 40 milioni di Euro per una gara d'appalto per l'acquisto di nuovi convogli diesel da parte della Regione Calabria, che dovrebbero essere quindi consegnati nei prossimi anni: nel frattempo è in corso un programma di leggero rinnovo della flotta, con l'assegnazione a Reggio Calabria delle più recenti automotrici ALn663, provenienti da vari depositi italiani. Entro febbraio verranno inoltre consegnati i 7 complessi elettrici Coradia Meridian a cinque casse, che effettueranno servizio sulla linea Tirrenica. Nella bozza del Piano Regionale dei Trasporti è inoltre previsto l'esclusivo utilizzo del materiale rotabile diesel sulle linee non elettrificate, concludendo finalmente la terribile parentesi di effettuazione di treni Regionali su tratte completamente sotto tensione, con automotrici ALn668, anche in orari di fortissima frequentazione, specie sulla tratta metropolitana Rosarno - Melito di Porto Salvo.
Dobbiamo però appuntare l'affermazione estremamente triste e fuori luogo di Luigi Fedele, per quanto riguarda le linee ferroviarie a scartamento ridotto taurensi: come fatto giustamente notare dal Prof. Gattuso, la chiusura delle stesse è stato un imperdonabile errore, in quanto tratte ad altissima frequentazione pendolare (specie la Gioia Tauro - Cinquefrondi), a differenza di quanto affermato da Fedele ("ci viaggiava solo qualche extracomunitario") e soprattutto di inestimabile valore storico ed ingegneristico! La risposta dell'Assessore, che ha liquidato la questione con un semplice "nella Piana nessuno si sta lamentando, abbiamo messo gli autobus e quindi non vediamo dove sia il problema", la consideriamo assolutamente qualunquista e basata su un concetto completamente inaccettabile. E' ormai ben noto, infatti, che al giorno d'oggi una popolazione che "non si lamenta", non significa automaticamente che non viva problematiche, che sono molto spesso gravissime. Vogliamo infatti ricordare che i tempi di percorrenza dell'autobus sostitutivo alla ferrovia, nella Piana di Gioia Tauro, sono praticamente raddoppiati rispetto a quelli di un treno che tra l'altro, prima della chiusura, percorreva la linea a non più di 50 km/h! Cosa sarebbe stata una Gioia Tauro - Cinquefrondi ristrutturata a fondo e magari con nuovi treni, capaci di raggiungere velocità di 80-90 km/h? Siamo sicuri che gli abitanti di Taurianova, Cittanova, Polistena e degli altri centri, si sarebbero ancora spostati con scomodi e lenti autobus?
Un altro punto a sfavore dell'Assessore, che purtroppo dobbiamo far notare, è stato il seguente: Fedele ritiene che le proposte del Prof. Gattuso siano in larghissima parte inattuabili, in quanto le capacità finanziarie attuali della Regione Calabria ed in generale dello Stato Italiano, sono ridottissime se non totalmente nulle. Peccato però che le riflessioni di Gattuso siano state concentrate principalmente sulla più seria ripartizione di ingenti somme di denaro stanziate per opere di dubbia utilità, e come se non bastasse, sul quasi mancato utilizzo dei fondi comunitari europei destinati al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi in Calabria! Di quali "utopie" parliamo allora, a quali spese inutili o "romantiche" ci riferiamo, se poi addirittura si torna a considerare il Ponte sullo Stretto come una "mancata occasione di sviluppo" per Calabria e Sicilia? Perchè recuperare vertiginose quantità di denaro per costruire una mega opera non necessaria è allora possibile, mentre risulta una follia recuperare 30 milioni di Euro per acquistare, ad esempio, nuovi aliscafi da destinare a collegamenti veloci tra Reggio Calabria e Messina, e per garantire un futuro alla Metromare, impresa sull'orlo dell'abbandono da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato?
Non vogliamo ovviamente che tali riflessioni vengano considerate un attacco politico o personale all'Assessore Fedele, che in ogni caso ha dato e sta continuando a dare prova di maggiore competenza ed impegno sul settore ferroviario calabrese, a differenza dei vari predecessori (ricordiamo a tal proposito la catastrofica e per fortuna breve esperienza di Fausto Orsomarso): ci piacerebbe però che venissero messe da parte un po' di frasi fatte della politica, ed alcuni progetti chiaramente inutili (o probabilmente utili soltanto per speculazioni), e si iniziasse ad investire seriamente sulle reali necessità delle popolazioni.
Vogliamo ricordare, infine, che siamo stati colpiti anche dall'intervento di Franco Crinò, che ha raccontato la sua esperienza da pendolare sulla Jonica nel 2011, sottolineando che tutto sommato la frequenza dei treni da Roccella Jonica a Reggio Calabria Centrale è oraria, ma il problema fondamentale è la presenza di materiale rotabile datato, insufficiente ai flussi di traffico, e la totale mancanza di integrazione tra la lunga percorrenza ed il trasporto ferroviario locale...e soprattutto tra trasporto ferroviario in generale e trasporto su gomma, accennando alla ormai nota voce dell'innegabile esistenza di una forte lobby delle autolinee. Emblematico il caso di istituzione di una navetta su bus, tra Bivongi e l'aeroporto di Lamezia Terme...
Dello stesso parere Seby Romeo, che ha ribadito che l'isolamento trasportistico della locride è stato causato da un graduale disinteressamento della politica, con assenza di pianificazione dei servizi, e maggiori interessi particolaristici nel trasporto gommato.
In conclusione, il bilancio dell'iniziativa, almeno da quanto riteniamo noi di Associazione Ferrovie in Calabria, è stato però più che positivo: occasioni di discussione, confronto e proposizione tra le varie parti politiche, tecniche e sociali, con grande partecipazione delle comunità locali, da riproporre sempre più spesso in una terra che per troppo tempo ha vissuto nella disinformazione e nella non-informazione.

Continuate a seguirci, pubblicheremo nelle prossime ore il resoconto della altrettanto interessante conferenza locrese "Per non perdere il treno"!

Istantanea della conferenza di Brancaleone: da sx il Prof. Domenico Gattuso, il segretario regionale del PD Seby Romeo, il Sindaco di Brancaleone Avv. Francesco Moio, il Dott. Vincenzo De Angelis, il Sen. Franco Crinò.









In basso l'intervista di Anthony Randolfi di Telebruzzano, al Prof. Domenico Gattuso e Roberto Galati dell'Associazione Ferrovie in Calabria:

4 ott 2012

Revival anni '80 a Brancaleone!

Brancaleone, 27 settembre 2012, ore 7:40: insolitamente una doppia di ALn668, composta dalle unità 1048 e 1056 è in sosta sul binario 2. Non si tratta del Regionale 3737 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale che transita dalla stazione Jonica alle 7:49, bensì del 12709 Roccella Jonica - Villa San Giovanni, che da orario effettua fermata a Brancaleone alle 6:49. A causa di un guasto ad una delle due ALn668, e quindi dell'impossibilità di proseguire a velocità adeguate fino a Reggio Calabria Centrale, il Capo Treno del 12709 invia la richiesta di soccorso, e di recupero delle due automotrici con locomotore da inviare sul posto. Insolitamente, però, forse a causa di indisponibilità di D445 a Reggio Calabria o per praticità e risparmio di invii a vuoto, viene stabilito che il 12709 verrà soccorso dall'automotrice del 3737, che sarebbe arrivata dopo meno di 10 minuti da Catanzaro Lido. Alle 7:49 giunge in perfetto orario l'ALn668 1073, come sempre affollata (o meglio, sovraffollata...) di pendolari, effettua pochi secondi di sosta sul binario 1, ed in regime di manovra avanza verso la radice degli scambi lato Reggio Calabria. Nel frattempo sul binario 2, il manovratore prontamente inviato assieme ad un Dirigente di Movimento, ha già applicato la maglia del tenditore al gancio dell'ALn668 1048, automotrice di testa del 12709.
L'ALn668 1073 del Regionale 3737 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale, affianca la doppia di automotrici del 12709 in panne, con in testa l'unità 1048.

















L'ALn668 1073 intanto, arrivata alla radice sud degli scambi, attende che venga disposto l'itinerario verso il binario 2, e dopo qualche minuto inizia a retrocedere verso l'ormai ex 12709, che da quel momento veniva soppresso da Brancaleone a Villa San Giovanni, diventando così "parte integrante" del 3737.

L'ALn668 1073 si avvicina in retrocessione...





















...quasi accostata alla 1048.















Durante l'aggancio un nugolo di viaggiatori curiosi, scesi dall'ex 12709 e dal 3737, si affolla ad osservare il manovratore, nell'esercizio delle sue funzioni, insolitamente in una stazione dove ormai queste scene appartengono al passato...

ALn668 1073 e 1048.















Manovra in corso!




















Eseguito l'aggancio e la prova freno in poco meno di 10 minuti (e c'è chi dice che le manovre sono dei lunghi ed inutili perditempo...), all'insolita tripla di ALn668 viene aperto il segnale: poco prima della partenza, alcuni viaggiatori del 3737 si trasferiscono dalla loro sovraffollata automotrice, alle due dell'ex 12709, dove i posti disponibili sono maggiori. Una piccola soddisfazione, almeno per un giorno, per i tanti pendolari che quotidianamente viaggiano in condizioni spesso disumane (e non è un'esagerazione...), lungo la linea Jonica, ed in particolare nel tratto compreso tra Roccella Jonica e Reggio Calabria Centrale. Unico disagio, ovviamente, per i tanti pendolari del 12709, che a Reggio arriveranno con quasi un'ora di ritardo...
Alle 8:05 il "nuovo" 3737 potenziato lascia la stazione di Brancaleone: in questo caso si è fatto uso del doppio macchinista, in quanto non si tratta di una vera e propria doppia di ALn668 (non possiamo parlare di vera tripla, in quanto l'ALn668 1056, in quanto guasta, viaggiava come rimorchiata), poichè l'ALn668 1073 del 3737 e la 1048 dell'ex 12709, pur essendo agganciate, non sono collegate in comando multiplo. Perciò, il macchinista sulla 1048, dato lo spunto al convoglio, comunica con un fischio breve l'avvenuta messa in trazione della seconda macchina al macchinista della 1073, che a sua volta inserisce la marcia, facendo così muovere il treno. Ad ogni fermata e ripartenza, il procedimento si ripete.
Alle 9:05, con circa 10 minuti di ritardo, il 3737 assieme al materiale del 12709, fa il suo ingresso a Reggio Calabria Centrale, dove il personale ferroviario ed alcuni viaggiatori, osservano con curiosità la rara tripla di automotrici...
Il Regionale 3737 + 12709 ricevuto addirittura sul primo binario, a Reggio Calabria Centrale!
















Ma la curiosità dell'evento non si limita all'effettuazione della manovra in una stazione impresenziata da anni: neanche a farlo apposta, infatti, a Brancaleone, fino alla fine degli anni '90 non era raro osservare manovre ordinarie con le automotrici ALn668 e 772 negli anni '70 ed '80. Essendo termine ed origine corsa di vari treni da Reggio Calabria Centrale, Catanzaro Lido ed addirittura da Lamezia Terme Centrale, molto spesso era necessario scartare/aggiungere automotrici dalle composizioni in arrivo e partenza, che proseguivano in invio materiale verso Reggio Calabria Centrale o Roccella Jonica, o inserite in composizione a treni passanti da Brancaleone. Nel 1989, per esempio, durante l'orario estivo, a Brancaleone avevano origine e termine corsa i seguenti treni:

- Locale 8421 Brancaleone (4:48) - Reggio Calabria Centrale (6:05) * solo lavorativi *;
- Diretto 3789 Lamezia Terme Centrale (21:37) - Brancaleone (00:17);
- Diretto 3792 Brancaleone (4:44) - Catanzaro Lido (7:12);
- Locale 12712 Reggio Calabria Centrale (13:25) - Brancaleone (14:53) * solo lavorativi *;

Durante l'orario estivo 1993, invece, la situazione era la seguente:

- Regionale 8451 Brancaleone (4:46) - Reggio Calabria Centrale (5:55);
- Regionale 3777 Lamezia Terme Centrale (22:15) - Brancaleone (00:24);
- Regionale 12736 Brancaleone (4:32) - Catanzaro Lido (7:08) * solo lavorativi *;
- Diretto 3760 Brancaleone (11:46) - Catanzaro Lido (13:51) * solo lavorativi *;
- Diretto 1691 Brancaleone (18:35) - Reggio Calabria Centrale (19:50) * solo festivi *;
- Diretto 1696 Reggio Calabria Centrale (8:14) - Brancaleone (9:23) * solo festivi *;

Mentre nell'orario 1997, con l'avvento dei treni Metropolitani..

 - Metropolitano 8521 Brancaleone (4:40) - Villa San Giovanni (6:15) *solo lavorativi*
 - Metropolitano 8527 Brancaleone (7:56) - Reggio Calabria Centrale (9:02)
 - Metropolitano 12719 Brancaleone (15:30) - Villa San Giovanni (17:12) *solo lavorativi*
 - Metropolitano 8531 Brancaleone (18:51) - Reggio Calabria Centrale (20:04) *solo lavorativi*
 - Metropolitano 8540 Villa San Giovanni (6:05) - Brancaleone (7:54) *solo lavorativi*
 - Metropolitano 12718 Reggio Calabria Centrale (13:36) - Brancaleone (15:03) *solo lavorativi*
 - Metropolitano 8558 Villa San Giovanni (17:00) - Brancaleone (18:43) *solo lavorativi*
 - Metropolitano 8562 Reggio Calabria Centrale (21:00) - Brancaleone (22:08)

Da notare come in tutti e tre i casi, durante la notte almeno una automotrice sostasse in stazione, dopo l'arrivo del treno da Lamezia Terme Centrale alle 00:17 o 00:24 in base agli anni, ripartendo, probabilmente, con il primo treno delle 4:44 o 4:32 per Catanzaro Lido, o nei giorni festivi alle 4:46 per Reggio Calabria Centrale, non essendoci nel 1993 il treno per Catanzaro Lido nei festivi. E' evidente che nei giorni lavorativi il treno della sera da Lamezia Terme Centrale, arrivasse almeno in doppia di ALn668, che veniva così scissa per effettuare con le due sezioni i due treni per Reggio Calabria Centrale (4:46 o 4:48) e per Catanzaro Lido (4:32 o 4:44)! Nel 1997 invece "dormiva" in stazione l'automotrice del MET 8562 in arrivo a Brancaleone alle 22:08, che il mattino dopo ripartiva alle 4:40 diretta a Villa San Giovanni col treno 8521.

Gli ultimi treni con termine corsa risalgono al 2004, con origine e destinazione Reggio Calabria Centrale e Villa San Giovanni...all'epoca venne assicurato che il raddoppio ed elettrificazione, e quindi il servizio metropolitano, non sarebbe arrivato fino a Melito di Porto Salvo, bensì fino a Brancaleone negli anni successivi...sappiamo bene com'è andata a finire.

Tanti piccoli ricordi (ed insolite coincidenze...), per non dimenticare mai gli anni d'oro della nostra ferrovia Jonica...

22 set 2012

Il Pitagora di ferro (22/09/1997 - 22/09/2012)


Di seguito vogliamo ricordare l’incidente occorso all’ormai defunto IC “Pitagora”, uno dei mostri sacri che per anni ha collegato la Calabria Jonica con la Puglia e viceversa: nonostante la notizia rimbalzò su tutti i TG nazionali più importanti, dopo poco tempo fu quasi completamente dimenticata. Noi di Ferrovie in Calabria, ne vogliamo rispolverare i fatti, a 15 anni esatti di distanza, con questa piccola nota del nostro Luca Pisconti.

Era una tranquilla mattinata caratterizzata dalla classica pioggia di inizio autunno, ma quel 22 settembre 1997 rimarrà impresso nella mente di molti cittadini del basso Jonio Calabrese. Poco dopo le 7.30, infatti, il treno InterCity 784 “Pitagora”, proveniente da Reggio Calabria Centrale e diretto a Bari Centrale, deragliò dopo esser transitato dalla stazione di Brancaleone in uno dei tratti più veloci della linea Jonica, dove i treni raggiungono velocità di 120-130 km/h.
Il deragliamento venne causato dalla presenza di un furgone finito sulla sede ferroviaria dopo aver avuto un incidente stradale, lungo la parallela S.S.106, con conseguente sfondamento del guard-rail. L’autista, per fortuna rimasto illeso dopo l’incidente, riuscì ad accorgersi dell’arrivo dell’InterCity e ad uscire dall’abitacolo. I macchinisti tentarono invano di tirare il freno d’emergenza, ma l’elevata velocità non poté evitare l’impatto con il veicolo. La D445 1146 titolare del treno balzò fuori dai binari terminando la propria corsa sulla statale: delle quattro vetture UIC-Z in composizione, due s’inclinarono leggermente adagiandosi su un fianco, mentre le altre 2 rimasero miracolosamente sui binari. Alla fine si contarono solo alcuni lievi feriti e tanta paura, ma nessuna vittima: la D445 1146 venne successivamente demolita a causa del suo troppo dispendioso recupero.
Un incidente che, nonostante i fisiologici disagi e rallentamenti, non piegò le ali alla nostra Ferrovia Jonica, la quale proprio in quegli anni viveva il suo massimo splendore con transiti di ogni tipo di materiale rotabile a trazione diesel ed ogni categoria di treno esistente. Ad oggi, rimane solo un tiepido ricordo, che non sfumerà mai nelle menti e nel cuore di chi ama la ferrovia e tutto ciò che la caratterizza.


La D445 1146 riversa sulla SS 106, qualche ora dopo l'incidente: da notare la portiera del furgone rimasta incastrata sul frontale del locomotore...! 










Riteniamo sia decisamente interessante anche la lettura del testo di un'interrogazione parlamentare e di un'interpellanza degli onorevoli Mario Tassone e Domenico Bova, risalenti al 1998, a proposito del deragliamento dell'InterCity Pitagora, e più in generale dell'abbandono della ferrovia Jonica. Una linea "ancora a binario unico e non elettrificata", "bistrattata dalle Ferrovie dello Stato"...quando ancora era perfettamente collegata con treni notturni e diurni con tutta Italia (o quasi), ed aveva un servizio Regionale di tutto rispetto. Dal 1997 al 2012, sappiamo bene quale sia stata la triste evoluzione.
Da notare la proposta di acquisto di Pendolini diesel (probabilmente ci si riferiva all'ATR410, progetto di FIAT Ferroviaria in seguito abortito a causa di vari problemi tecnici), da costruire addirittura alle OMECA di  Reggio Calabria!
Tante parole, tante vane parole, che dopo 15 anni continuano imperterrite a susseguirsi, mentre nel frattempo lo spettro della chiusura è sempre più vicino. Sarebbe questa la politica che lavora per il bene della collettività?

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Tassone n. 2-00668 ed all'interrogazione Bova n. 3-01494 Questa interpellanza e questa interrogazione, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente. L'onorevole Tassone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00668. 


MARIO TASSONE. Signor Presidente, la mia interpellanza risale al settembre del 1997 e fa riferimento ad un incidente avvenuto sulla tratta ferroviaria Reggio Calabria-Bari, precisamente in contrada Marinella, tra Ferruzzano e Brancaleone. Certamente dopo la data della mia interpellanza, ma anche prima di essa, tutta la storia delle ferrovie italiane è stata caratterizzata da una serie di incidenti. (…) Certo, io parlo di una vicenda calabrese, ma considerata la storia delle nostre ferrovie credo che vi sia una problematica complessiva che investe la sicurezza. Senz'altro possono verificarsi incidenti che non sono prevedibili, tuttavia una serie di vicende veramente preoccupanti rendono indubbiamente necessaria una riflessione molto seria sulla sicurezza dei trasporti nel nostro paese e in particolare in Calabria. In tale regione, infatti, l'assenza di sicurezza si accompagna alla vetustà delle tratte ferroviarie, soprattutto di quella cui si fa riferimento nell'interpellanza, che è davvero vecchia ed antiquata. La situazione della rete ferroviaria in Calabria stride davvero con tutti i grandi progetti di ammodernamento e di alta velocità che sono stati posti in essere da parte del Governo in questi ultimi anni. (...) È una vicenda estremamente preoccupante, che si aggiunge ad una situazione di grande carenza per quanto riguarda la tratta ferroviaria. (…) Mi fermo qui, signor Presidente ed attendo fiducioso la risposta del sottosegretario per i trasporti, di cui conosco la grande sensibilità: mi auguro quindi cheegli non deluderà questa nostra esigenza, che è avvertita da parte non soltanto del sottoscritto ma anche delle regioni meridionali e della Calabria. (…) Ebbene, il progresso e lo sviluppo devono venire anche attraverso infrastrutture di trasporto adeguate ed accettabili, quindi ovviamente sicure. Invece, sulla tratta Reggio Calabria-Bari, in contrada Marinella tra Ferruzzano e Brancaleone, abbiamo avuto uno spaccato di una situazione molto brutta e di una struttura ferroviaria pericolosissima. Non vi è stato peraltro soltanto questo incidente, visto che non soltanto in Calabria ma anche nel resto del paese vi sono stati episodi dello stesso genere. 



PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione ha facoltà di rispondere.  



GIUSEPPE SORIERO, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. 

Signor Presidente, condivido l'impostazione degli onorevoli Tassone e Bova che, con le loro interpellanza ed interrogazione, chiedono di conoscere le ragioni dell'incidente specifico lungo la linea ionica calabrese, collegando però questa richiesta d'informazione ad una valutazione più di fondo sulle condizioni della linea e sull'impegno del Governo e delle Ferrovie dello Stato per potenziare, ammodernare e velocizzare una linea importante, finora sottovalutata e sottoutilizzata. L'onorevole Tassone, un momento fa, ha riproposto nella sua illustrazione le ragioni di fondo che richiedono un'attenzione diversa verso il potenziamento della rete ferroviaria nel Mezzogiorno ed in Calabria. È una valutazione che io condivido e rispetto a tale esigenza la comprensione piena di cosa è avvenuto nell'incidente specifico richiamato dagli onorevoli colleghi può dare conto di che cosa occorra adeguare tempestivamente e di quali ulteriori investimenti strategici vadano previsti per poter garantire un potenziamento di fase. Rispondo quindi innanzitutto alla questione specifica dell'incidente. Le Ferrovie dello Stato riferiscono che il giorno 22 settembre 1997, alle ore 7,54 circa, il treno Intercity 784 Reggio Calabria-Bari Centrale, composto dal locomotore 445 e tre carrozze del tipo «gran conforto», in prossimità del chilometro 408 della linea Metaponto-Reggio Calabria Marittima, tra le stazioni di Brancaleone e Ferruzzano, investiva il veicolo stradale Ducato Daily. Il conducente, perdendo il controllo probabilmente a causa del violento temporale che imperversava sulla zona, aveva sfondato uno dei pannelli in conglomerato cementizio, tipo FS, posti a protezione della sede ferroviaria e si era arrestato sul binario. Nonostante il tempestivo azionamento del freno da parte del personale di macchina, il treno urtava contro il veicolo stradale, provocando il deragliamento della locomotiva e della prima carrozza sulla statale 106, in quel tratto parallela alla sede ferroviaria, dalla quale è separata in parte tramite guard-rail e in parte con pannelli di conglomerato cementizio. L'urto avveniva alla velocità di 110 chilometri orari (velocità di marcia prima dell'intervento dell'azione frenante: 122 chilometri orari; velocità massima ammessa dalla linea nel tratto interessato: 130 chilometri orari) e l'arresto completo del convoglio si verificava dopo circa 220 metri dal punto di impatto. Nell'evento risultavano lesi 17 viaggiatori, prontamente curati presso l'ospedale civile di Melito Porto Salvo. L'interruzione accidentale della linea si verificava dalle ore 7,54 alle ore 1,30 del giorno successivo. Sollecitamente venivano allertati i mezzi di soccorso, polizia e carabinieri, da parte degli operatori più direttamente interessati e veniva attivato ilcomitato di crisi di zona, in base a quanto disposto dall'ordine di servizio dell'11 agosto 1997. Sono state inoltre coordinate le operazioni di assistenza alla clientela, organizzando l'istituzione dei servizi sostitutivi con pullman tra le stazioni di Brancaleone e Bianco e disponendo la deviazione del traffico dei treni a lungo percorso. Il tratto di linea Roccella Jonica-Reggio Calabria Marittima, sul quale si è verificato l'incidente, è a semplice binario non elettrificato, con CTC e regime di esercizio blocco elettrico contaassi. Il profilo altimetrico della linea è generalmente pianeggiante e consente una velocità massima di 140 chilometri orari (è un rango di velocità di tipo B). La sede stradale è in rilevato con traverse in cemento armato precompresso e l'armamento per binari di linea e di corsa delle stazioni è di tipo 5060 UNI. La quantificazione dei danni provocati diretti e indiretti è in fase di definitiva elaborazione. Fin qui la descrizione dell'incidente e delle condizioni in cui lo stesso è avvenuto. Ma abbiamo chiaro che al di là del singolo incidente c'è un problema più di fondo, che riguarda le condizioni di quella linea, che è a binario unico non elettrificato. Nel corso degli anni era maturata la convinzione che questo potesse essere via via assunto come uno di quei «rami secchi» da ridimensionare nella rete ferroviaria del Mezzogiorno. E così è avvenuto, in qualche misura, attraverso la riduzione dell'esercizio e delle funzioni di servizio in alcune stazioni e così è avvenuto anche per quanto riguarda la frequenza dei treni in alcune tratte della stessa linea. Abbiamo affrontato questo problema nella discussione che c'è stata in Parlamento e poi nel confronto tra Governo e Ferrovie dello Stato, nella elaborazione dell'addendum del 1996 al contratto di programma che, come è noto, prevede tutti gli investimenti dal 1994 al 2000 delle Ferrovie dello Stato sulla rete nazionale. Il Governo ha segnalato alle Ferrovie dello Stato l'esigenza di un «ripensamento» degli investimenti e delle strategie verso la rete meridionale e nei confronti dell'intera rete regionale calabrese. Sono state prese alcune scelte importanti; per quanto concerne l'ammodernamento della direttrice da Reggio Calabria a Bari nel contratto di programma sottoscritto il 23 marzo 1996 tra Ministero dei trasporti e Ferrovie dello Stato è stato previsto un programma organico di specifici interventi per il potenziamento dell'intero comparto in questione. In particolare nell'ambito del citato contratto di programma a carico dei fondi previsti per le Ferrovie dello Stato Spa sono state programmate nel territorio calabrese la realizzazione di una fase del raddoppio tra Reggio Calabria e Melito, l'esecuzione del comando centralizzato del traffico sull'intera linea, il completamento del sistema ACEI (controllo automatico del traffico) da Sibari a Roccella Jonica , la sistemazione del nodo di Crotone, l'attrezzaggio tecnologico del nodo di Reggio Calabria nonché l'elettrificazione nel tratto Metaponto-Sibari della nuova dorsale merci verso Paola e Gioia Tauro. Inoltre con i finanziamenti inseriti nella legge finanziaria del 1996 nell'addendum al contratto di programma sono stati previsti ulteriori interventi di ammodernamento della rete calabra, che sono all'approvazione finale del CIPE. Quest'ultimo ha deciso due giorni fa lo sblocco di questo insieme di finanziamenti a seguito del parere favorevole con osservazioni delle Commissioni parlamentari competenti. Fin qui quanto è stato già fatto. Ci sono quindi risorse, progetti, lavori che finalmente possono essere immediatamente appaltati. Di alcuni di questi problemi si discute da anni e sono quindi comprensibili la cautela, lo scetticismo, l'insoddisfazione nella analisi e nella valutazione dei problemi che sono all'ordine del giorno. Finalmente oggi il Governo è in grado di dire che con l'approvazione del CIPE di due giorni fa ci sono le risorse per cominciare ad avviare un'azione seria di velocizzazione e di potenziamento della rete ionica calabrese. Al completamento dei citati interventi già programmati il servizio potrà essere potenziato e velocizzato in una logica di sistema anche con l'utilizzo di «pendolini» diesel e con l'ammodernamento del materiale rotabile. I pendolini diesel sono già stati ordinati dalle Ferrovie dello Stato; nei prossimi mesi saranno consegnati i primi sei pendolini diesel e due di essi entreranno in funzione sulla linea ionica calabrese. Relativamente all'ammodernamento del materiale rotabile sono già state esperite gare per l'acquisto di nuovo materiale; c'è un impegno delle Ferrovie dello Stato in base al quale appena vi sarà la dotazione del nuovo materiale rotabile una quota consistente sarà messa a disposizione della rete calabra e della linea ionica in Calabria. Si è convinti cioè che bisogna colmare un ritardo e un divario che si sono determinati e perciò non ci limitiamo all'analisi dei singoli provvedimenti ma abbiamo chiesto alle ferrovie dello Stato di predisporre rapidamente un piano regionale di investimenti sull'intera rete calabrese. (…) 


PRESIDENTE. L'onorevole Tassone ha facoltà di replicare per la sua interpellanza n. 2-00668. 



MARIO TASSONE. Signor Presidente, la vicenda che richiamavo nella mia interpellanza è lo

spunto che consente di svolgere il dibattito odierno. Per la verità, abbiamo sempre ascoltato degli annunci positivi da parte del Governo, al quale non manca l'ottimismo. 


GIUSEPPE SORIERO, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. 

Ora finalmente ci sono anche i finanziamenti, oltre all'ottimismo! 


MARIO TASSONE. (…) La questione che volevo sottoporre all'attenzione del sottosegretario è la seguente: il problema della Calabria e del Mezzogiorno è un problema di programmazione, di linee strategiche. Negli anni ottanta si sono consolidati nel paese il concetto e la cultura della programmazione, tant'è vero che venne allora avviato il progetto generale sui trasporti, il PGT, sul quale si lavorò con impegno. Era un progetto animato dal principio della intermodalità dei trasporti, del collegamento, del raccordo e quindi del coordinamento e dell'impiego di sinergie per i porti, per gli aeroporti, per il trasporto su rotaia e per quello su gomma. Questa avrebbe dovuto rappresentare una occasione per lo sviluppo della zona, un vero e proprio volano dello sviluppo. Non c'è dubbio, infatti, che la linea ferroviaria ionica è abbandonata, così come sono abbandonate le strade che corrono lungo la dorsale ionica. (…) Ne consegue la necessità di risolvere problemi molto importanti. Onorevole Soriero, io sono favorevole ai finanziamenti per l'alta velocità, anche se non comprendo per quale ragione non si sia proceduto in questa direzione nel passato; ovviamente, mi riferisco non al passato remoto ma a qualche mese fa, visto che il programma del Governo in carica prevedeva espressamente interventi di questo tipo. (…) Ad esempio, va sicuramente risolto, onorevole Bova, il problema dell'attraversamento stabile sullo stretto di Messina. (…) Per programmare opportunamente interventi di ammodernamento delle autostrade e delle ferrovie, va tenuto nel dovuto conto anche quello che sarà realizzato ai fini dell'attraversamento stabile sullo stretto di Messina. Eppure, ci risulta che su questo punto vi siano non dico contrasti ma, almeno, un disinteresse ed un'apatia del Governo. Il sottosegretario Mattioli, ad esempio, sostiene che il progetto non può essere realizzato mentre lei, onorevole Soriero, se non sbaglio, è di parere diverso. Ripeto: il dato dell'ammodernamento non può essere fine a sé stesso, ma deve essere calato in una strategia e in una politica organica rispetto agli obiettivi configurati. Anche l'ammodernamento delle ferrovie e gli interventi relativi all'alta velocità vanno inquadrati... 



MARIO TASSONE. (…) Credo che si debba fornire una risposta seria ai problemi della Calabria. Non è più tempo di interventi a pioggia. Ci conosciamo da parecchio tempo, sottosegretario Soriero, e siamo sempre stati contrari ad interventi di questo tipo, abbiamo sempre avversato l'assistenzialismo. Mi chiedo: i fondi CIPE come si inseriscono nel contesto di una necessaria programmazione e progettualità? Mi riferisco non soltanto al già citato progetto del ponte sullo stretto di Messina ma anche a Gioia Tauro, da lei giustamente ed opportunamente richiamata. È possibile che la situazione di Gioia Tauro continui a rimanere com'è attualmente? Io ritengo di no. (…) Dicevo che ieri si è accennato al problema del porto franco di Gioia Tauro. Tutto l'ammodernamento e l'equilibrio nel rapporto costi-benefici, tutto il discorso dell'alta velocità e della velocizzazione delle linee ferroviarie, nonché quello relativo all'ammodernamento della rete autostradale possono essere affrontati soltanto in presenza di grandi obiettivi legati a linee di penetrazione e di raccordo non soltanto con il nord Italia e l'Europa ma anche rispetto al Mediterraneo. (…) 



PRESIDENTE. L'onorevole Bova ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-01494. 



DOMENICO BOVA. Anch'io concordo che questa della discussione dell'interrogazione sull'incidente ferroviario avvenuto a Ferruzzano il 2 settembre 1997 possa essere, è ed è diventata, un'occasione per fare una valutazione più generale sullo stato delle ferrovie in Calabria. È inutile sottolineare in questa sede l'aspetto che le ferrovie calabresi versano in uno stato di obsolescenza e di arretratezza. Poiché stiamo affrontando il grande tema dell'ammodernamento della rete ferroviaria nazionale in vista dell'appuntamento con l'Europa, credo che il problema dell'ammodernamento della rete ferroviaria italiana debba coinvolgere l'azione del Governo anche per quanto attiene ai problemi gravi delle ferrovie calabresi. Esiste quindi un problema di ammodernamento e di potenziamento delle reti ferroviarie calabresi, della loro velocizzazione e della loro sicurezza, perché in Calabria a quegli incidenti ne sono seguiti altri. Come si sottolineava poc'anzi, nella nostra regione esiste una linea a binario unico non elettrificata! Penso - e convengo con quanto affermava il sottosegretario al riguardo - che non possiamo ritenere di poter affrontare questo problema attraverso interventi che non abbiano una certa organicità. Dobbiamo quindi richiamare l'esigenza della predisposizione di un piano regionale per le ferrovie calabresi da parte del Governo. Soltanto per questa via, infatti, possiamo colmare il ritardo che si è determinato e che tende ad accentuarsi. Un intervento, quindi, sistematico sulla rete ferroviaria calabrese che affronti i grandi problemi perché, come dicevamo, lo stato di degrado è veramente pesante e rischia di determinare altri guai e altri guasti in Calabria. Voglio anche far riferimento al materiale rotabile assegnato alla Calabria, sia per il traffico regionale sia per la lunga percorrenza, che in gran parte risulta obsoleto e insufficiente, soprattutto nei periodi in cui il traffico per le merci e i passeggeri è più intenso. Ho fatto una ricerca e mi risulta che in Calabria, a fronte di 743 vetture assegnate e di 160 locomotori, tutti di vecchia generazione, oggi risultano inutilizzabili circa 110 vetture e circa 30 locomotori. Questo avviene per diversi motivi, ma anche per la mancanza di pezzi di ricambio. Nel momento in cui affrontiamo la materia del contratto di programma e soprattutto del contratto di servizio che si riferisce a tali questioni, dobbiamo sapere che si tratta di intervenire in questa direzione. I pezzi di ricambio mancano perché è in uso, allo scopo di riparare una vettura o un locomotore, utilizzare i pezzi di altre vetture e di altri locomotori. Inoltre, a me pare evidente che la qualità dei servizi e la poca attenzione alle esigenze reali dei pendolari, cioè alla mobilità all'interno della Calabria, penalizzi fortemente il trasporto ferroviario e crei un ulteriore squilibrio a vantaggio del trasporto gommato. Le chiedo, sottosegretario, che sia verificato lo stato della manutenzione ordinaria e della sicurezza della linea in Calabria; che siano resi disponibili i pezzi di ricambio che mancano; che il parco rotabile sia innovato ed adeguato alle reali esigenze dell'utenza; che siano soprattutto riorganizzati i servizi della manutenzione e che le maestranze siano dotate delle attrezzature e delle tecnologie necessarie. Apprendo con soddisfazione, e ne sono consapevole, che le risorse esistono; è necessaria però, io credo, una volontà, che definisco politica, da parte del Governo per un intervento organico in questa direzione per realizzare gli impegni che sono stati sottoscritti dal sottosegretario. Già in base alla legge finanziaria disponiamo di 70 mila miliardi che devono essere spesi nei dieci anni a venire. Credo che queste risorse debbano rispondere non solo all'esigenza dell'estensione della rete che riguarda i quadruplicamenti delle linee, cioè l'alta velocità, e gli interventi di riequilibrio sulle aree svantaggiate. La Calabria è un'area svantaggiata che deve trarre da quei fondi le risorse necessarie per l'ammodernamento della sua rete ferroviaria. Credo che dobbiamo lavorare in questa direzione, che il Governo debba impegnarsi per l'ammodernamento della rete e del materiale rotabile, come dicevo, sulla rete ferroviaria. 



PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Bova. 



DOMENICO BOVA. Concludo, Presidente. Le officine calabresi sono chiamate alla produzione dei «pendolini» di cui oggi si tratta. Credo che bisogna potenziare la produzione all'interno delle officine Omeca per dotare le ferrovie calabresi di questi «pendolini» diesel. Prendo atto che il Governo assume l'impegno che nei prossimi mesi le ferrovie saranno dotate di vettori che consentiranno un ammodernamento. Credo che nel dibattito che si svolgerà alla Camera martedì prossimo gli impegni che il sottosegretario Soriero ha sottoposto oggi alla nostra attenzione nella sua risposta... 



PRESIDENTE. Onorevole Bova, la prego di concludere. 



DOMENICO BOVA. ...saranno assunti dal Governo come impegni cogenti, in direzione dell'ammodernamento della rete ferroviaria calabrese.



Concludiamo questo post con un collegamento ad un altro incidente, causato anche in questo caso dal maltempo, ma decisamente più recente: per fortuna anche in questo caso non ci sono stati gravi danni alle persone. Ci riferiamo a quello avvenuto il 22 novembre scorso tra le stazioni di Feroleto Antico e Marcellinara, quando a seguito del crollo di un ponte deragliava un'ALn668 in servizio Regionale da Lamezia Terme Centrale a Catanzaro Lido. Una piccola buona notizia: sono finalmente iniziati i lavori di costruzione del nuovo manufatto! Come visibile nella fotografia in basso, sono stati abbattuti i resti pericolanti del vecchio ponte, e sono in corso i rilievi per la costruzione di quello nuovo. Il termine dei lavori è previsto per la metà di novembre.



13 set 2009

I nuovi sottopassi...

...praticamente non sono più tali. E ora spiegheremo perchè...intanto ricostruiamo un pò la loro storia.
La costruzione dei sottopassi era prevista da tempo, all'interno del progetto di ristrutturazione delle stazioni della ferrovia Jonica, denominato Pegasus. Stranamente però prima sono state ristrutturate le stazioni, con il rinnovamento ed il rialzo dei marciapiedi, e poi si è dovuto devastarle di nuovo per costruire i sottopassaggi...
Ma comunque ormai i sottopassi sono quasi tutti pronti, e visibili in moltissime stazioni della ferrovia Jonica(per esempio a Siderno, Locri, Cirò Marina, Brancaleone...). E' impossibile non notare le loro cupole faraoniche e le loro scalinate enormi.
Certo, sono opere utilissime, specialmente le rampe per i diversamente abili, prima totalmente impediti nell'attraversare i binari. Innegabili anche i vantaggi relativi all'esercizio ferroviario, in quanto ormai il RAR è stato soppresso nelle stazioni dotate di sottopassaggio. In questo modo due treni incrocianti possono entrare in stazione contemporaneamente, senza il consenso del Capo Treno del primo convoglio arrivato.
Ma una volta costruite le strutture vanno manutenute, pulite e rese agibili dalle persone. Questo non succede per esempio a Brancaleone, dove il sottopassaggio è diventato inutilizzabile, in quanto si è trasformato in una discarica di rifiuti solidi, liquidi ed organici...con buona pace del turismo e del pendolarismo.
Purtroppo noi più che mettere in evidenza sul web la vergogna in cui versano gran parte delle nostre strutture pubbliche grazie ad una classe politica inutile, cosa possiamo fare?

Ecco alcune foto del sottopasso di Brancaleone, quando ancora era pulito e degno di un paese civile. Per decenza e vergogna(che molta gente al giorno d'oggi non ha) non inseriamo le foto del sottopassaggio allo stato attuale.

L'entrata della rampa per diversamente abili sul marciapiede tra secondo e terzo binario
La scalinata che dà sul piazzale esterno della stazione.
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it