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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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4 mar 2013

03-03-2013 - Sulle tracce della Ferrovia delle Serre! (1° parte)

Come anticipato a fine febbraio, quest'anno anche Ferrovie in Calabria si è unita al coro di associazioni e gruppi che annualmente promuovono e ricordano le strade ferrate dismesse delle proprie regioni e territori, nella famosa "Giornata delle Ferrovie Dimenticate", quest'anno fissata per il 3 marzo. Il primo evento associativo, che proprio perchè "pioniere" non è stato esente da qualche piccolo problema organizzativo,  si è però dimostrato di grandissimo successo, nonostante la partecipazione del pubblico non sia stata di certo massiva (ed in questo, purtroppo, il forte maltempo del giorno precedente ha contribuito a far desistere molti potenziali partecipanti): il primo evento per Ferrovie in Calabria, ma anche il primo per la ex-linea ferroviaria scelta, e cioè la Soverato - Chiaravalle delle ex-Ferrovie Calabro Lucane, inaugurata il 15 dicembre del 1923 e dismessa il 30 agosto del 1969 e totalmente...dimenticata (è proprio il caso di dirlo!),  per oltre 40 anni.
Come anticipato, il totale dei partecipanti ha raggiunto un picco massimo di circa venti persone, in quanto non tutti hanno potuto aderire all'intera giornata ed a tutti i sopralluoghi lungo la tratta: la voce però si è diffusa molto rapidamente, al punto da aver già ricevuto richieste di replica dell'evento, da parte di pro-loco, giornalisti ed anche tanti singoli cittadini! E' stato anche girato un reportage video con interviste, che verrà in seguito proiettato in un prossimo evento in tema, al momento in corso di organizzazione...

Come annunciato tramite post, articoli on-line, cartacei e locandine, l'escursione ha avuto inizio attorno alle 9.30, alla stazione delle Ferrovie della Calabria di Soverato, oggi diventata autostazione, ma fino al 30 agosto 1969 origine della nostra linea ferroviaria: qui sono state rapidamente visitati gli impianti ancora presenti, come il piccolo scalo merci e la rimessa a due vie, oltre ad una vista del serbatoio dell'acqua, purtroppo al momento difficilmente raggiungibile. Dopo di ciò, si è partiti alla volta di Laganosa, prima fermata subito dopo Soverato: in condizioni purtroppo poco rosee, si fa comunque ancora riconoscere grazie all'indicazione di stazione, con le classiche lettere blu in ceramica. Presenti ancora resti degli impianti telegrafici e di illuminazione. 

Sopralluogo fermata di Laganosa.














                            Lasciata Laganosa, di nuovo in auto, si raggiunge così la successiva stazione di Satriano - Davoli, attorno alle 10.20: unico impianto perfettamente ristrutturato (con qualche piccola licenza "moderna" che comunque mantiene l'identità prettamente ferroviaria del fabbricato), all'interno del quale abita, con la famiglia, una ex-dipendente delle Ferrovie Calabro - Lucane, guardia-barriera del vicino passaggio a livello fino alla dismissione della ferrovia, ed in seguito impiegata d'ufficio alla stazione di Soverato, nel frattempo diventata sede del servizio di autobus sostitutivi. Il gruppo ha ricevuto da parte della signora Giuseppina Mercurio (che ha concesso un'interessantissima intervista) e famiglia, un'ospitalità d'altri tempi: sulle pareti del fabbricato viaggiatori sono state conservate le indicazioni di stazione e di altezza sul livello del mare (115,90 metri). A divisione tra l'ex piazzale di stazione (il secondo più esteso e con maggior numero di binari dopo le stazioni capolinea grazie al consistente traffico merci di sabbia quarzifera) e la vicina strada provinciale, sono ancora presenti tratti di staccionata in cemento, tipicamente ferroviaria.

Stazione di Satriano - Davoli, lato binari.














Intervista alla signora Giuseppina Mercurio. Interessantissima la testimonianza sul traffico merci proveniente dalle vicine cave quarzifere, o il trasporto del collettame/poste su una Emmina furgonata assegnata a Soverato.















Dopo la visita all'impianto, ci si avvia verso l'evento clou della giornata: l'attraversamento a piedi della galleria (lunghezza di 603,97 metri, quasi totalmente in curva e quindi molto buia) subito successiva alla stazione, ancora oggi utilizzata per il transito di mezzi agricoli e qualche automobile, per raggiungere agevolmente alcuni terreni agricoli al di là del tunnel. Foto ricordo, torce alla mano...e pronti ad infangarsi! 

Foto di gruppo all'imbocco della galleria di Satriano: l'opera d'arte, risalente al 1914, il prossimo anno compirà il secolo dalla costruzione, in ottime condizioni strutturali. Presente acqua in quantità, proveniente da una sorgente intercettata  ai tempi della costruzione della galleria stessa, ed utilizzata per l'alimentazione idrica dell'impianto di Satriano, Laganosa ed addirittura Soverato!













Si avanza in galleria...


















...finchè un'auto non provoca un piccolo brivido agli "esploratori ferroviari"!














Una particolarità nella parte terminale della Galleria di Satriano lato Chiaravalle, è la presenza di una struttura a doppia volta, con ultima sezione dotata di sagoma un po' più larga: probabilmente si tratta di lavori di adeguamento eseguiti prima della chiusura della ferrovia, a seguito di smottamenti o altre deformazioni strutturali.

Da programma era previsto l'attraversamento anche della seconda galleria, subito successiva a quella di Satriano e dopo il ponticello sul torrente Gagliato, ma a causa del prolungarsi della visita in stazione ed in galleria, si è preferito concludere la breve esplorazione all'imbocco della stessa, lunga soli 131,58 metri, completamente in rettilineo.

Ponticello sul torrente Gagliato, e seconda galleria che si intravede sullo sfondo.














                   Dopo le fotografie di rito, si rientra rapidamente in galleria, per ritornare alle auto ed incamminarsi verso San Vito sullo Jonio...alla volta della meritata pausa pranzo! 
Concludiamo così la prima parte della nostra Giornata delle Ferrovie Dimenticate: nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda tappa, da San Vito sullo Jonio a Chiaravalle Centrale, dove è stato presente anche il Sindaco dell'importante centro dell'entroterra soveratese, capolinea della linea ferroviaria: interessanti progetti lentamente iniziano a prendere forma.

Prima di concludere il post, segnaliamo l'evento organizzato da Italia Nostra alla stazione di Crotone, dove è stato ripulito ed abbellito con nuove piante ed alberelli, l'ormai noto "Giardino del Diritto alla Mobilità", inaugurato lo scorso 13 luglio 2012: la sezione pitagorica dell'assocazione nazionale, rappresentata da Teresa Liguori, si conferma ancora una volta attivissima nella difesa della stazione crotonese, e soprattutto del trasporto ferroviario stesso sulla nostra linea Jonica, attualmente pesantemente sottoutilizzata con servizi regionali ridotti ai minimi termini e quelli a lunga percorrenza totalmente annullati. Una particolare Giornata delle Ferrovie Dimenticate, quindi, su una tratta in servizio e non dismessa, per evitare con tutte le forze che "dimenticata" lo diventi davvero...
Nel prossimo appuntamento pubblicheremo anche le immagini della ciaspolata sulla neve, organizzata da Legambiente sulla linea Pedace - San Giovanni in Fiore delle Ferrovie della Calabria, nei pressi di San Nicola Silvana Mansio.

Foto ricordo della giornata, di fianco all'interessante draisina a pedali, monumentata all'interno del "Giardino del Diritto alla Mobilità".

Operazioni di trapianto di alcuni alberelli.

















17 nov 2012

Crotone, 16 novembre 1989: 23 anni dopo...

Si è tenuta ieri a Crotone, sul piazzale antistante la stazione ferroviaria, l'annuale commemorazione delle 12 vittime del terribile disastro ferroviario verificatosi tra le stazioni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto, il 16 novembre di 23 anni fa.
Una tragica fatalità provocata purtroppo da un malinteso tra il personale di stazione, e quello di macchina del treno Locale 8437 Cariati - Catanzaro Lido: ci trovavamo in piena epoca di applicazione e sperimentazione del moderno "CTC", il sistema di Comando del Traffico Centralizzato con Blocco Conta Assi, e gestito da un Dirigente Centrale Operativo. Quel sistema, all'epoca fonte di continue avarie e "mali di giovinezza", che sarebbe diventato una costante su quasi tutte le linee ferroviarie italiane, Jonica compresa, ed avrebbe dato il via all'impresenziamento di massa di migliaia di stazioni ferroviarie in tutto il territorio nazionale. Quel giorno, proprio a causa di un guasto agli impianti ancora in via di sperimentazione, si tornò alla classica gestione con giunto telefonico tra i capi stazione dei vari impianti. 
Perchè il macchinista del Locale 8437 non abbia atteso il  via libera da parte del Capostazione, previa comunicazione con l'impianto di Isola Capo Rizzuto, probabilmente nessuno lo saprà mai. La doppia di ALn668 da Cariati lasciava così la stazione di Crotone, negli stessi istanti in cui il Locale 12706 Catanzaro Lido - Taranto, composto dalla D445 1008 in testa ad alcune vetture di tipo antiquato 1959 e 1946T, partiva da Isola di Capo Rizzuto. Invano un manovratore tentò di inseguire in stazione a Crotone le due agili automotrici, tentanto di aprire la condotta dell'aria per provocare la frenatura. Il Capostazione, che dopo l'incidente venne ritrovato sotto choc nelle campagne crotonesi, tentò addirittura di inseguire in auto il treno lungo la SS 106, ma nulla servì ad evitare il disastro. Poco dopo le 13:20 avveniva il terribile schianto, nei pressi del PL al km 237+322. La pesante D445 in testa ad una notevole composizione e lanciata attorno ai 100 km/h, distrugge praticamente tutta l'automotrice di testa del Locale Cariati - Catanzaro Lido, per poi prendere fuoco.
Nel tragico incidente, perdono la vita i macchinisti Angelo Giuffrè e Salvatore Bruno, il Capo Treno Antonio Sorrenti, che riuscì a salvare la vita a non pochi viaggiatori avvisandoli di correre verso la coda del convoglio di automotrici, e 9 viaggiatori: Antonella Serventi, Carmelina Pistoia, Delia Sozzi, Emma Gagliardi, Franca Cefalà, Loredana Gentile, Mirella Cavalli, Rita Angela Geracitano, Rosanna Perri, originari di Catanzaro, Badolato e Melissa. Pur non essendoci vittime crotonesi, il giorno dopo la città si ferma a lutto: si tengono i funerali, ai quali partecipano tutte le maggiori autorità regionali in carica all'epoca.
A seguito della tragedia, lo Stato italiano promette in un certo senso di "risarcire" la fascia Jonica, potenziando il trasporto ferroviario passeggeri e merci: risale infatti proprio all'inizio degli anni '90, la costruzione dello scalo intermodale di Crotone, che ad oggi giace purtroppo in completo abbandono, dopo anni di intenso traffico di treni per trasporto barbabietole e prodotti granulari...
All'epoca per giorni i TG regionali e nazionali diedero ampio spazio a quello che fu uno dei più gravi disastri ferroviari italiani: ecco il video tratto dal TG di Telespazio, del 17 novembre 1989:




Tornando al 2012, la commemorazione tenutasi nella tarda mattinata di ieri, è stata organizzata dalla virtuosa sede crotonese dell'associazione nazionale Italia Nostra, gestita da Teresa Liguori: grande collaborazione anche da parte del comune di Crotone, rappresentato dal vice sindaco Teresa Cortese e dall'assessore alla viabilità Francesco Stabile. Presente anche l'ing. Francesco Domenico Rechichi di RFI, del compartimento di Reggio Calabria.
Alla presenza delle personalità sopra citate, di Emilio Gentile, zio di Loredana Gentile e di Franco e Maria Amelio, marito e figlia di Carmelina Pistoia, tutti e tre parenti di due delle vittime, è stata scoperta una targa, e la Piazza Stazione è stata intitolata "Piazza 16 novembre 1989".
Non potevamo ovviamente mancare noi di Ferrovie in Calabria, con intervista a Francesco Lazzaro, da parte della televisione CalabriaUno TV: il servizio è visibile al seguente link, e l'intervista si trova attorno al minuto 13: http://www.calabriauno.com/index.php?page=start

La commemorazione di tale tragico evento ed il ricordo delle vittime, non poteva comunque non essere caratterizzata da un fondo di protesta sulla disastrosa situazione del trasporto ferroviario sullo Jonio: alla luce dei nuovi tagli previsti dal cambio d'orario di dicembre (soppressione totale del servizio ferroviario regionale tra Sibari e Metaponto, che verrà solo in parte autosostituito), si è chiesto ancora una volta, a gran voce, di ribellarsi e di battersi in ogni modo per evitare la totale chiusura dell'intero tratto da Metaponto a Melito di Porto Salvo: un'eventualità che fino a poco tempo fa sembrava assolutamente remota, e che purtroppo si sta lentamente concretizzando, nel solito silenzio praticamente totale della politica calabrese, se si escludono le solite poche voci fuori dal coro. Crediamo però non sia questo il post su cui discutere su una vicenda vergognosa che purtroppo va avanti ormai da anni.

Concludiamo con un'insolita ed in un certo senso un po' inquietante coincidenza: nella giornata di ieri, il Regionale 3744 da Reggio Calabria Centrale a Catanzaro Lido, investiva nei pressi di Soverato alcuni rami caduti sulla sede ferroviaria a causa del maltempo: a causa di probabili lievi danni all'automotrice, il treno è stato soppresso dalla stazione di Soverato, ed inviato a Catanzaro Lido qualche ora più tardi. Per questa motivazione, l'automotrice del Regionale 3727 da Metaponto, sulla quale ha viaggiato da Crotone a Catanzaro Lido la "delegazione di Ferrovie in Calabria" e che tra l'altro riprende la traccia dell'8437 dell'incidente (sensazione un po' strana viaggiare più o meno sullo stesso treno e sullo stesso materiale, proprio quello stesso giorno, dopo 23 anni...), è stata utilizzata per effettuare il Regionale 3745 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale: questo a causa del mancato arrivo dell'ALn668 del 3744, bloccata a Soverato, che da turno dovrebbe rientrare a Reggio proprio con il 3745. Evento più unico che raro, e nella casualità, anche doppiamente simbolico: l'automotrice del 3727 è partita da Metaponto ed è arrivata a Reggio Calabria Centrale, ricreando così, almeno per un giorno, una sorta di collegamento diretto, che nella triste giornata di ieri ha simbolicamente unito quasi tutta la linea Jonica ed i centri attraversati, da nord a sud. Quella linea Jonica che ormai da anni è stata letteralmente "fatta a pezzi", sopprimendo tutti i collegamenti diretti tra i capilinea di Reggio Calabria, Catanzaro Lido e Taranto, e riducendo sempre più gli ormai pochi treni regionali rimasti. Un triste destino per una ferrovia, un tempo considerata direttrice nazionale, che non ha mai avuto lo sviluppo che merita...

Un momento dell'incontro, di fronte la stazione di Crotone


Foto di gruppo con Teresa Liguori, soci di ItaliaNostra e Ferrovie in Calabria


























Il momento della scopertura della targa, da parte di Maria Amelio, figlia di Carmelina Pistoia, una delle vittime dell'incidente: nel 1989 aveva poco più di un anno...




















Scansione dell'articolo dedicato all'incidente di Crotone, pubblicato sulla rivista dei macchinisti "Ancora in Marcia!". Documento tratto da www.macchinistisicuri.info

18 ago 2012

Ferrovia Jonica: spariscono i treni, spariscono le biglietterie...

Nuove brutte notizie per la nostra ferrovia Jonica, ormai da anni abbandonata a se stessa e con prospettive future decisamente preoccupanti. Da qualche settimana infatti è stata annunciata addirittura la chiusura della biglietteria della stazione ferroviaria di Crotone, con avviso di trasferimento per 14 lavoratori, inclusi anche i pochi superstiti della Divisione Cargo. Purtroppo per quanto riguarda la gestione merci, era prevedibile un simile provvedimento, in quanto ormai da quasi cinque anni nessun treno merci ordinario parte ed arriva dallo scalo di Crotone, che fino agli inizi degli anni 2000 era uno dei più attivi in tutta la Calabria. Totalmente ingiustificata invece la chiusura della biglietteria, e non si riesce a capire quali siano le motivazioni che hanno portato a tale provvedimento, che tra l'altro non ha suscitato nessuna protesta da parte delle amministrazioni provinciali e Regionali.
Unica voce nel silenzio, come sempre, quella dell'Associazione Italia Nostra di Crotone, con a capo Teresa Liguori, organizzatrice di un convegno a proposito del diritto alla mobilità, lo scorso 13 luglio. Nella stessa giornata è stato inaugurato anche il piccolo giardino della stazione ferroviaria, ripulito per l'occasione, che simbolicamente doveva rappresentare un punto di ripartenza per il trasporto su rotaia sulla fascia Jonica. Non è stato purtroppo così, non si è ancora forse toccato il fondo.
Questo è il comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi dall'associazione:

"Oltre al danno, l’ennesima beffa di Trenitalia nei confronti della rete ferroviaria jonica calabrese: l’azienda sta portando a compimento il suo ben preciso disegno di lenta e completa dismissione della linea, considerata “ramo secco”.Dopo la riduzione delle corse dei treni, ridotte ad un numero esiguo, la chiusura della biglietteria, con l’avviso di trasferimento di 14 lavoratori in altra sede, la rete ferroviaria crotonese sta arrivando purtroppo al capolinea.>Queste decisioni, calate dall’alto e non sufficientemente contrastate dal governo centrale e da quello regionale, confermano quanta scarsa attenzione si ponga (da anni ormai) alle esigenze di un territorio quanto mai penalizzato per gravi carenze di infrastrutture non solo ferroviarie, ma anche stradali, portuali ed aeroportuali.Davanti a tali inaccettabili provvedimenti, Italia Nostra auspica che le Amministrazioni provinciale e comunale, oltre che i rappresentanti del parlamento e della Regione, sapranno reagire con la dovuta fermezza, respingendo l’ ennesimo gravissimo danno al territorio crotonese.L’associazione, che organizza da tempo iniziative finalizzate a sensibilizzare i cittadini alla fruizione ed alla riscoperta delle linee ferroviarie joniche, dal passato glorioso, auspica altresì ci sia nei prossimi giorni una forte mobilitazione civica a difesa del trasporto ferrato, del diritto al lavoro e del diritto alla mobilità, entrambi garantiti dalla Costituzione italiana."

Ma il problema del taglio della biglietteria di Crotone, che come risaputo possiede uno dei maggiori fatturati di tutta la regione nonostante il taglio dei treni a lunga percorrenza, deve far preoccupare anche gli altri centri Jonici e non solo, che ancora possiedono la rivendita dei biglietti Regionali e Lunga Percorrenza. Ci riferiamo a Cariati, Roccella Jonica, Scalea e Soverato: si tratta di impianti che difficilmente raggiungono le quote di vendita di Crotone, e quindi molto probabilmente saranno anch'esse a rischio chiusura! Una vera e propria ecatombe, che lascerebbe attive solo le biglietterie di Reggio Calabria Centrale, Villa San Giovanni, Catanzaro Lido, Lamezia Terme Centrale, Paola, Cosenza (o Castiglione Cosentino?) e forse Rosarno.
Sì, ci siamo ormai abituati: è da ormai dieci anni che in Calabria si persegue una politica di tagli senza fine, un po' per responsabilità di Trenitalia e decisamente un po' di più per responsabilità delle varie amministrazioni regionali, provinciali e locali susseguitesi in questi anni. Quello che però rimane inaccettabile ed incomprensibile, è il totale silenzio e menefreghismo delle popolazioni locali. In Calabria si vive ormai d'inedia, in preda alla rassegnazione ed alla convinzione nulla potrà mai cambiare (e non solo in campo ferroviario), ed il massimo che può accadere è qualche inutile e stupida protesta contro il personale ferroviario, che ovviamente colpa non ne ha. Dov'erano le popolazioni locali durante la manifestazioni contro l'eliminazione dei treni a lunga percorrenza? Ed in particolare, dov'erano i cittadini e la maggior parte della amministrazioni comunali Joniche, quando l'ultimo treno a lunga percorrenza, l'InterCity Notte 787, percorreva per l'ultima volta la nostra ferrovia da Taranto a Reggio Calabria Centrale, il 12 dicembre 2011? Dov'erano sindaci e cittadini, quando il 26 novembre 2011 si protestava a Catanzaro, per cercare di evitare un'ecatombe? Domande che rimarranno senza risposta, e che probabilmente rimarranno ancora una volta senza risposta quando e se arriverà la chiusura totale - o quasi - della ferrovia Jonica, cosa che speriamo non avvenga mai. Sicuramente ha contato molto la subdola strategia di tagliare un po' per volta, abituando lentamente le popolazioni locali alla riduzione dei servizi. E' chiaro che dieci anni fa un taglio improvviso di tutti i treni a lunga percorrenza (che erano più di dieci!), avrebbe scatenato rivolte sociali o quasi.
Noi intanto diamo ancora una volta l'allarme, come abbiamo fatto tante volte in questi quasi sei anni di attività di Ferrovie in Calabria: la Jonica è altamente a rischio, a causa degli altissimi costi di gestione del servizio ferroviario Regionale, già ridotto ai minimi termini. La Regione Calabria, a quanto pare, ha enormi difficoltà nel reperire fondi da destinare al mantenimento dei treni sulla Sibari - Melito di Porto Salvo (e le cause sono ormai ben note). Inoltre il materiale rotabile obsoleto sta creando gravi problemi di reperibilità di pezzi di ricambio, costringendo numerosi rotabili a soste forzate, riducendo così la possibilità non di incrementare, ma addirittura di mantenere i collegamenti già esistenti! Ma del resto, con un parco composto esclusivamente da automotrici ALn668 che ormai tendono a superare i trent'anni di servizio, non si può pretendere altro. Per non parlare dei locomotori D445, con abnormi consumi di gasolio (addirittura picchi di 4 litri per chilometro!), insostenibili in questi periodi di crisi economica ed in parte anche energetica. Le uniche soluzioni per salvare la linea sarebbero due:

- Elettrificazione totale da Melito a Sibari con trasversale Catanzaro Lido - Lamezia
- Acquisto di nuovi complessi diesel

Attualmente si sta discutendo molto a proposito dell'elettrificazione, che però non dovrebbe riguardare l'intera linea a causa della scarsità di fondi: si parla della Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido, con prolungamento su Crotone. Si arriva comunque in ritardo, come sempre: questi lavori andavano effettuati non oggi, ma più di 20 anni fa. Basti fare l'esempio della ferrovia Metaponto - Potenza - Battipaglia, elettrificata e rettificata dal 1986 al 1993: su questa linea, comunque sottoutilizzata, oggi circolano treni Regionali in trazione elettrica ed InterCity, ed i rischi di chiusura son ben lontani. Se l'elettrificazione non fosse avvenuta, siamo sicuri che ancora oggi sarebbe attiva questa linea, o comunque con un livello di servizio accettabile? Probabilmente no, e si troverebbe nella stessa condizione della moribonda Jonica, che allo stato attuale beneficerebbe più dell'acquisto di nuovo materiale rotabile diesel, piuttosto che di una mezza elettrificazione che potrebbe salvare dalla chiusura solo una parte di essa.

In questo post che è un po' uno sfogo, l'appello l'abbiamo lanciato: ora tocca alla politica ed alle popolazioni saperlo cogliere...tutto l'appoggio possibile da parte nostra e di chi la pensa come noi non mancherà di certo. Ci speriamo poco, ma continuiamo a farlo.

L'ALn668 1072 giunta da Catanzaro Lido, in sosta nella ormai desolata stazione di Crotone.

13 lug 2012

Crotone, 13 luglio 2012: insieme per il diritto alla mobilità!


Si è tenuta questo pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Crotone, una conferenza dedicata al diritto alla mobilità, organizzata dalla virtuosa sezione crotonese dell'associazione Italia Nostra . Ovviamente l'incontro è stato incentrato sulle gravissime problematiche del trasporto ferroviario calabrese ed in particolare sulla ferrovia Jonica, ormai priva di servizi a lunga percorrenza, e con un sistema di trasporto regionale ormai ridotto ai minimi termini.
In realtà l'interessante giornata è iniziata alla stazione ferroviaria di Crotone alle ore 12:10, quando è stato inaugurato il "giardino del diritto alla mobilità": si tratta della piccola area verde della stazione pitagorica, che per anni è stata completamente trascurata, al punto di diventare una sorta di selva di piante ormai informi. Grazie all'associazione Italia Nostra, il giardinetto è stato completamente ripulito, sono stati potati i cespugli, riportando così alla luce anche la storica voliera in ferro, che negli anni d'oro dello scalo ferroviario di Crotone ospitava anche vari tipi di uccelli. Sempre nei pressi del giardino, si trova monumentato un raro carrello a pedali, che veniva utilizzato per l'ispezione e la piccola manutenzione delle linee ferroviarie: si tratta di un pezzo di non indifferente valore storico, dotato addirittura di raggi delle ruote in legno! Purtroppo attualmente si trova in pessime condizioni, come visibile nella fotografia, con alcune ruote staccate ed il telaio danneggiato. Chissà, potrebbe essere il prossimo rotabile ripulito, ristrutturato e riverniciato da Ferrovie in Calabria!

L'inaugurazione della ripulita area verde, alla quale è stato presente anche il Prefetto di Crotone Dr. Vincenzo Panico, il vice Sindaco Teresa Cortese e l'assessore alla viabilità Francesco Stabile, vuole rappresentare simbolicamente un punto di ripartenza per la ferrovia Jonica e Crotone: un luogo di unione all'interno della stazione ferroviaria, che deve tornare ad essere luogo frequentato, rispettato e da mantenere con orgoglio, da parte della cittadinanza crotonese e di tutti i viaggiatori che da questa stazione transiteranno. Ma Italia Nostra, rappresentata dall'attivissima Presidente della sezione crotonese Teresa Liguori, non è nuova a questa iniziative: già lo scorso 6 marzo, in occasione della Giornata delle Ferrovie Dimenticate, erano state affisse alle stazione di Crotone e di Sibari, due targhe dedicate ai personaggi importanti che hanno percorso la Ferrovia Jonica, tra cui Giuseppe Garibaldi ed i viaggiatori del Grand Tour Francois Lenormant nel 1897, George Gissing nel 1897 e Norman Douglas nel 1911. Tante piccole ma importanti iniziative per tenere alta l'attenzione sulle problematiche del trasporto su ferro lungo la ferrovia Jonica, e soprattutto continuare a valorizzare le nostre storiche stazioni ferroviarie, dalle quali sono transitati personaggi storici, oltre a milioni e milioni di persone in più di un secolo. Come può una linea del genere essere precipitata nel baratro odierno, quando soltanto a livello storico dovrebbe essere considerata un vero e proprio patrimonio?

La targa dedicata ai personaggi illustri che hanno percorso la linea Jonica.

Durante l'inaugurazione del "Giardino del Diritto alla mobilità"...

Foto ricordo al termine dell'inaugurazione del giardino: da destra Francesco Stabile e Teresa Cortese, rispettivamente assessori alla viabilità e vice sindaco del Comune di Crotone, Prefetto Dr. Vincenzo Panico, Teresa Liguori di Italia Nostra, e rappresentanza di Ferrovie in Calabria (ormai onnipresente!) composta da Francesco Lazzaro e Roberto Galati.


Il marciapiede del primo binario della stazione di Crotone, insolitamente affollato durante le interviste poco prima dell'inaugurazione del giardino: non poteva mancare ovviamente l'ALn668, ormai rotabile simbolo della ferrovia Jonica, nel bene e nel male, a fare da "quinta"...

Al termine dell'inaugurazione, l'appuntamento è alle 15:30 nella sala consiliare del Comune: oltre ai presenti in stazione (ad eccezione del Prefetto che è partito per impegni familiari), alla conferenza sono stati presenti come relatori anche l'ormai famoso Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria assieme al Prof. Spartaco Capogreco dell'Unical di Cosenza, oltre ad altri interessanti interventi di Bianca Gerace (promotrice della class action contro Trenitalia per i disagi ed i tagli sulla Jonica Sud), Decio Tortora (delegato provinciale del Centro Diritti del Cittadino), Tiziana Reggio e Rosanna Femia del comitato pendolari della Ferrovia Jonica, Pasquale Fabiano (assessore comunale di Carpanzano), Mario Vigna (ingegnere delle Ferrovie della Calabria), Antonio Bevilacqua (responsabile di Italsistemi), oltre ovviamente alla delegazione di Ferrovie in Calabria con Roberto Galati e Francesco Lazzaro! Hanno partecipato all'incontro anche vari scout del Gruppo Agesci di Crotone, oltre ad Antonio Restuccia, Alessio Sterza ed Antonio Corigliano dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Riassumiamo in breve gli argomenti trattati dai vari relatori durante i loro interventi.
La conferenza viene introdotta da Teresa Liguori che sarà anche moderatrice, ribadendo quanto detto durante l'inaugurazione del giardinetto in stazione, a proposito della valorizzazione della ferrovia Jonica come base per il rilancio di questa tratta. La parola passa così al vice sindaco di Crotone Teresa Cortese, che si è soffermata sulla questione del taglio dei treni a lunga percorrenza e della riduzione del servizio Regionale, in questo caso ancora più dannoso visto e considerato che una grande mole di pendolari che prima si servivano del treno, si trovano ora costretti a spostarsi in auto o in autobus sulla pericolosissima Statale 106, purtroppo conosciuta come "strada della morte". L'assessore Francesco Stabile subito dopo farà notare appunto come attualmente gli unici mezzi a collegare Crotone con il resto d'Italia sono proprio gli autobus delle varie società private, visto che attualmente non esistono più né treni a lunga percorrenza, né l'aeroporto di Crotone viene sfruttato a pieno, rischiando anzi la definitiva chiusura.
Subito dopo l'assessore, è il turno del Prof. Domenico Gattuso, che ha presentato una serie di slide attraverso le quali sono stati esposti gli squilibri trasportistici che da anni interessano l'Italia: in apertura della presentazione sono stati illustrati i non trascurabili vantaggi sociali ed ambientali del trasporto pubblico, specialmente su ferro: notevole l'esempio delle 60 automobili che intasano un intero tratto di strada per trasportare 60 persone, che potrebbero benissimo spostarsi tutte assieme con un autobus o meglio ancora in treno: tutto ciò a beneficio dell'ambiente.
Davvero interessanti le tabelle con i costi di costruzione delle varie tipologie di infrastruttura per kilometro: dall'autostrada alla linea ferroviaria dal alta velocità, passando per la normale ferrovia elettrificata a doppio binario e quella a scartamento ridotto. Incredibile notare come spesso alcune grandi opere dai costi esorbitanti vengano spacciate come indispensabili (qualcosa in realtà sta iniziando a cambiare, visto il passo indietro della Francia per quanto riguarda la costruzione della tanto discussa linea AV/AC Torino - Lione), quando con le stesse cifre si potrebbe migliorare l'infrastruttura già esistente, ed acquistare anche nuovo materiale rotabile. Il Professore Gattuso ha fatto notare come sia effettivamente esagerato, nel nostro paese, investire gran parte dei fondi pubblici e privati nell'Alta Velocità, visto e considerato che la maggior parte degli spostamenti degli italiani avvengono sulla breve distanza. Sarebbe quindi più opportuno puntare sul trasporto pubblico locale, e migliorare quello a lunga percorrenza già esistente, anche se in gran parte soppresso negli ultimi anni. A questo si è ricollegato a proposito del totale isolamento della ferrovia Jonica, ormai completamente tagliata fuori dei collegamenti a LP notturni e diurni verso Roma, Bari ed il Nord Italia, sulla quale inoltre il servizio Regionale è ridotto ai minimi termini per quanto riguarda frequenze e materiale rotabile.

Durante la conferenza...

L'intervento di Domenico Gattuso, assieme a Spartaco Capogreco.

Dopo il Prof. Gattuso, è la volta di Spartaco Capogreco dell'Università di Cosenza, che intrepidamente è arrivato a Crotone in treno da Castiglione Cosentino...portando in tempo quasi reale una testimonianza degli assurdi disagi che ogni giorno subiscono i pendolari calabresi. Da Castiglione viene soppresso il treno Regionale per Sibari che viene autosostituito "a sopresa", arrivando a Sibari ovviamente in ritardo, facendo perdere al Professore la coincidenza per Crotone...
L'intervento di Capogreco è stato concentrato sui ricordi storici, di neanche molti anni fa, quando ancora era possibile raggiungere Taranto e Bari dalla Jonica (con l'InterCity Pitagora) e da Paola e Cosenza (con l'IC Pollino) senza essere costretti agli attuali assurdi e snervanti cambi di treno, con materiale rotabile assolutamente inadeguato.
Subito dopo è il turno di Bianca Gerace, Tiziana Reggio, Decio Tortora ed Edmondo Crupi, provenienti dalla Locride, altra area Jonica ormai pesantemente penalizzata dalla riduzione del servizio Regionale, con treni sovraffollati e spesso soppressi senza preavviso. E' stato fatto notare da Bianca Gerace come purtroppo attualmente non ci sia un'ampia di riposta da parte della cittadinanza, a fronte di tagli indiscriminati come quelli degli ultimi anni.
Dallo Jonio ci spostiamo nel Savuto, con l'accorato appello di Pasquale Fabiano, assessore comunale di Carpanzano, a proposito del non ancora ripristinato servizio ferroviario delle FC tra Soveria Mannelli e Rogliano, tratta interrotta da ormai tre anni a causa di un notevole movimento franoso.
Dopo l'intervento dell'ing. Mario Vigna delle Ferrovie della Calabria, che si è soffermato sulle problematiche del trasporto merci gestito dalle imprese private "bloccate" dall'eccessiva burocrazia e costi ingiustificati imposti da RFI e Trenitalia, arriva il turno di Ferrovie in Calabria, presente alla conferenza con una sintetica presentazione dedicata alla storia del trasporto ferroviario a Crotone ed hinterland, dalle origini ai giorni nostri. Presentate anche le proposte di ripristino di due coppie di treni a lunga percorrenza (InterCity Reggio Calabria - Bari Centrale via Roccella - Catanzaro - Crotone ed InterCity Notte Reggio Calabria Centrale - Roma Termini via Roccella Jonica - Catanzaro - Crotone - Sibari - Paola). Non sono mancate le idee per migliorare il servizio Regionale, con treni Catanzaro Lido - Taranto ogni due ore alternati ai Catanzaro Lido - Cosenza via Crotone - Sibari, integrati da treni supplementari tra Crotone e Cirò/Cariati e Catanzaro Lido nelle ore di punta e nei periodi di maggior traffico pendolare. Proposta anche la bretella di collegamento con l'Aeroporto di Lamezia Terme, per creare un servizio diretto Crotone - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Aeroporto. Un cenno anche alle proposte di recupero dei sedimi della linea FCL Crotone - Petilia Policastro e Crotone - Timpa Grande meglio conosciuta come Ferrovia Val di Neto, come percorsi ciclabili, utilissimi oltre che per fini turistici anche per quanto riguarda la salvaguardia dei rilevati e delle opere d'arte dalle intemperie e dall'abusivismo edilizio.
Non sono mancati anche alcuni appunti sui fondi destinati agli investimenti delle Ferrovie della Calabria, ed all'assurda strategia di "auto-concorrenza" tra gomma e ferro delle stesse...

Intervento di Roberto Galati e Francesco Lazzaro, con la presentazione di Ferrovie in Calabria, scaricabile a questo link.

La conferenza si conclude con un dialogo aperto tra il Prof. Gattuso, il Prof. Capogreco, Teresa Liguori e Bianca Gerace, concordando tutti assieme sulla necessità di insistere con incontri similari a quello svoltosi oggi, per coinvolgere il più possibile le popolazioni ed i politici locali tramite raccolte di firme ed iniziative di sensibilizzazione: possiamo confermare che l'aria che si respira è decisamente diversa rispetto a quella di qualche anno fa, ed anche se la Jonica ad oggi non è più servita da treni a lunga percorrenza ed il servizio Regionale è ridotto ai minimi termini, crediamo sia giunto il momento di tornare a sperare seriamente, continuando a batterci ogni giorno ed in ogni sede. Al prossimo appuntamento!

Un ringraziamento speciale a Teresa Liguori ed al Comune di Crotone per la totale disponibilità e la calorosa accoglienza dimostrata nei nostri confronti!!

21 mar 2012

Manifestazioni che vanno, mostre che vengono!

Dedichiamo questo post a due importanti eventi svoltisi nei giorni scorsi...ed ancora in corso!
Il primo è l'interessantissima mostra fotografica "Percorsi di Sicilia" organizzata da FerrovieSiciliane a Messina, presso il Tempio di Cristo Re: siamo sì in Sicilia, fuori dal "raggio d'azione" di Ferrovieincalabria, ma il collegamento con la nostra regione è ovviamente strettissimo! La mostra sarà visitabile fino a giorno 25 marzo, con i seguenti orari di apertura al pubblico: dal lunedi al venerdi ore 15.00/19.00; sabato e domenica: 10.00/13.00 – 15.00/21.00, con ingresso libero.
Sono stati esposti 64 bellissimi scatti (con tanto di dettagliata descrizione della fotografia) in terra siciliana e sullo Stretto di Messina, provenienti dalla rubrica "Foto della settimana". Una sezione è anche dedicata alla storia del trasporto ferroviario, con esposizione di pubblicazioni d'epoca ed interessantissimi cimeli, tra cui un instrumento di Blocco Elettrico Manuale proveniente dalla stazione di Milazzo, varie tabelle di percorrenza (compresa quella della mitica ed ormai vergognosamente soppressa"Freccia della Laguna" Siracusa/Palermo - Villa San Giovanni - Venezia Santa Lucia) ed una peculiarità di Sicilia, anch'essa ormai appartenente al passato: si tratta di una maglia sganciabile, montata sulle E636 (erano attrezzate 6 unità) che fino al 29 novembre 2001 effettuavano servizio di spinta in coda sul vecchio tratto del Valico dei Peloritani via Camaro sulla Messina - Palermo.
Una visita è assolutamente consigliata!

Tabella di percorrenza della sezione tirrenica della Freccia della Laguna, e targhe della E636 182: probabilmente gli ultimi resti di questa locomotiva...

Lo strumento di blocco della vecchia stazione di Milazzo

La maglia sganciabile della E636.

Foto ricordo di Ferrovieincalabria e FerrovieSiciliane, rappresentata da Giovanni Russo: l'inizio di una proficua collaborazione tra le due sponde dello Stretto!

Non poteva mancare una visita al presidio di Messina Centrale dei dipendenti siciliani CIWL licenziati lo scorso dicembre a seguito del massiccio taglio dei treni notte: si è aggiunto un nuovo striscione dedicato ad Adriano Celentano, che nello scorso festival di Sanremo ha menzionato la protesta, criticando l'eliminazione dei collegamenti notte diretti Sud-Nord.

Torniamo in Calabria con il secondo importante evento di cui vogliamo parlarvi: si tratta dell'incontro tenutosi lo scorso 17 marzo a Crotone, al Dopolavoro Ferroviario, ed organizzato dall'associazione Italia Nostra. Alla conferenza si è discusso a proposito del potenziamento della ferrovia Jonica, attualmente completamente tagliata fuori dai collegamenti a media e lunga percorrenza e percorsa da pochi treni Regionali effettuati quasi tutti con ALn668 in singola composizione, che molto spesso si rivelano sovraffollati e scomodi. Senza contare che queste automotrici non sono concepite per percorrenze abbastanza elevate come ad esempio Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale, dove si sfiorano i 200 km di distanza. Altro gravissimo problema è la frammentazione della Jonica in vari "tronchi": non esiste più nessun collegamento che permetta di raggiungere dalla Jonica sud i centri a nord di Catanzaro Lido e viceversa, senza effettuare almeno un cambio di treno, con orari molto spesso non coincidenti e lunghe attese delle... non-coincidenze.
Per esempio, se un eventuale viaggiatore oggi volesse partire da Reggio Calabria Centrale e raggiungere Taranto, dovrebbe cambiare treno a Catanzaro Lido, Sibari e Metaponto, con percorrenze vicine alle 10 ore: forse neanche nel 1876, quando la Jonica venne completata, si verificano simili situazioni.
Un'altra interessante proposta di Italia Nostra, rappresentata dalla consigliera nazionale Teresa Liguori, è stata quella di affidare il trasporto Regionale sul tratto Reggio Calabria - Sibari ad imprese private, con chiaro riferimento alle Ferrovie della Calabria, che tra l'altro possiedono già la certificazione per l'effettuazione di treni su rete RFI.
Altro tema fondamentale, come già accennato, quello della Lunga Percorrenza: oggi se si volesse raggiungere Torino, Milano o Bologna da Crotone bisognerebbe effettuare almeno 4 cambi di treno (Regionale Crotone-Catanzaro Lido, autobus Catanzaro Lido-Lamezia, Espresso notturno o InterCity/ES* Lamezia-Roma ed Alta Velocità Roma-Bologna/Milano/Torino): sopravvive solo un ridicolo autobus sostitutivo da Crotone a Taranto e ritorno, che ricalca più o meno la traccia del soppresso InterCity "Murge" Milano Centrale - Crotone e ritorno, attualmente esistente solo nel tratto Taranto-Bologna Centrale.
Un accenno anche al traffico merci, ricordando che fino agli anni '90 Crotone era la stazione ferroviaria della Jonica che generava un enorme traffico ad alta redditività (basti ricordare i lunghi e pesanti treni completi delle barbabietole per lo zuccherificio di Foggia Incoronata).
E' stato infine presentato il programma dell'appuntamento del 22 aprile dedicato alla quinta Giornata delle Ferrovie dimenticate: è prevista anche l'effettuazione di un treno speciale da Crotone a Trebisacce, ma al momento tutto è sospeso a causa dell'improponibile (e forse anche abbastanza ingiustificato...) preventivo presentato da Trenitalia, che si aggira attorno ai 5000 €...
Riuscirà l'eroica Italia Nostra a risvegliare gli animi rassegnati dei calabresi? Speriamo di sì, ma quel che è certo è che da parte di Ferrovie in Calabria la collaborazione per la riuscita di questa impresa un po' titanica sarà massima!

Durante la conferenza di Italia Nostra al DLF di Crotone. Foto Gazzetta del Sud.
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it