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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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9 ago 2014

Lunga percorrenza Jonica: proposte per un rilancio duraturo

Dal 15 giugno 2013, la ferrovia Jonica da Reggio Calabria a Taranto, è tornata ad essere percorsa da un servizio InterCity, dopo oltre due anni di totale assenza di collegamenti a lunga percorrenza sull'intera tratta. 
Come gran parte dei nostri lettori sarà a conoscenza, però, l'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e viceversa, è un InterCity soltanto sui quadri orario, e non di meno, ovviamente, nel costo dei biglietti. Abbiamo più volte discusso sulle motivazioni dell'anomalia dell'InterCity jonico, effettuato con materiale rotabile del trasporto Regionale. Per approfondire, consigliamo la lettura di questo post.
In questi ultimi giorni, si sta discutendo sulla possibilità che dal prossimo 15 settembre, un nuovo "falso" InterCity vada ad affiancare il Reggio Calabria Centrale - Taranto, nel tratto Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido - Sibari - Paola. Il nuovo collegamento studiato dal Ministero dei Trasporti, e che verrebbe economicamente sostenuto dallo stesso, andrebbe a servire il versante Jonico, in coincidenza a Paola con il treno InterCity Notte 1956 Palermo/Siracusa - Roma Termini (che ovviamente andrebbe ad acquisire la fermata nel nodo calabrese). In senso opposto, invece, il nuovo InterCity "jonico", partirebbe da Paola subito dopo l'arrivo dell'InterCity 1959 da Roma Termini e diretto a Palermo/Siracusa, che anche in questo caso andrebbe ad acquisire la fermata nell'importante scalo calabrese.
Senza dubbio è ammirevole l'intenzione di garantire un collegamento "semi-diretto" tra il versante Jonico e la Capitale, che oggi è divenuta un hub fondamentale per l'interscambio con la rete ad Alta Velocità, assieme a Salerno e Napoli Centrale. Il problema però è sempre lo stesso: le buone intenzioni non bastano, ed anzi rischiano di rivelarsi i soliti "contentini politici" che tornano decisamente poco utili ai cittadini del versante jonico calabrese. Un itinerario del genere, da Reggio Calabria a Paola passando per la Jonica, rende di scarsa appetibilità tale servizio, nello specifico nel tratto compreso tra Reggio Calabria e Catanzaro Lido, dove l'hub di riferimento è Lamezia Terme Centrale. Anche con traccia oraria rapida, sarebbe impensabile andare da Locri a Roma Termini passando addirittura da Sibari...e come se non bastasse, addirittura cambiare treno in piena notte a Paola! 

La "baffuta" D445 1086 in testa al "mini InterCity" Taranto - Reggio Calabria Centrale, in sosta a Cariati.
Il bus rappresenterebbe ancora una volta la scelta primaria per l'utenza jonica, sia per quanto riguarda le tariffe (un biglietto InterCity Locri - Roma Termini via Sibari - Paola costerebbe molto di più di un biglietto InterCity Locri - Roma Termini via Lamezia Terme!), che ovviamente per quanto riguarda i tempi di percorrenza e l'assenza di cambi di vettore lungo il percorso.
L'eliminazione della rottura di carico a Paola, a seguito dell'installazione dei sistemi di lateralizzazione porte sulle locomotive D445, in modo tale da renderle utilizzabili con il materiale rotabile InterCity/Notte, sarebbe sicuramente un valore aggiunto all'eventuale nuovo treno "jonico". 
Sarebbe interessante la possibilità di attrezzare un piccolo contingente di carrozze UIC-X "T4 Comfort" ed UIC-X "Giubileo" con posti a sedere, con gli impianti di lateralizzazione presenti sulle carrozze UIC-X del Trasporto Regionale, comandati da condotta a 78 poli, compatibile con i locomotori diesel D445. Un sistema elettronico, o magari anche un semplice interruttore/deviatore, servirebbe per "separare" su tali vetture i due sistemi di lateralizzazione delle porte delle carrozze. Nel percorso in trazione diesel con locomotore D445, si utilizzerebbe quello tradizionale con condotta a 78 poli, mentre una volta in trazione elettrica, dopo il cambio del locomotore, si passerebbe alla lateralizzazione "Pax" comandata da condotta a 18 poli, compatibile con i locomotive E402A, E402B, E403, E444R ed E656 della Divisione Passeggeri di Trenitalia.
In ogni caso, noi di Ferrovie in Calabria non siamo rimasti con le mani in mano, e riteniamo che qualora ci fossero finalmente reali possibilità di utilizzo delle locomotive diesel D445 con le carrozze UIC-X, UIC-Z e WL del trasporto a lunga percorrenza, sarebbe necessario studiare diversamente un eventuale servizio a lunga percorrenza Jonica - Roma.
Sicuramente, il primo passo sarebbe quello di tornare a separare i due bacini d'utenza jonici "nord" e "sud". Il primo viene identificato nel tratto Catanzaro Lido - Crotone - Sibari - Metaponto - Battipaglia, il secondo nel tratto Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale.
Perciò, due nuovi InterCity Notte (studiati dal nostro Luca Pisconti, per il momento con tracce orarie indicative), totalmente indipendenti tra di loro, tornerebbero a servire in modo accettabile ed al passo con i tempi l'intero versante jonico calabrese ed in parte anche lucano.
Avviando la nostra descrizione dalla "Jonica Sud", la prima coppia di treni sarebbe la seguente:


Il percorso e la traccia oraria riprenderebbe perciò, a grandi linee, il rimpianto Espresso 890/893. Il nostro InterCityNotte 792/793, dopo aver effettuato l'inversione del locomotore a Catanzaro Lido, si aggancerebbe a Lamezia Terme Centrale con l'attuale InterCity Notte 794/795, che ad oggi è un Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova, con traccia oraria di circa 20 ore, assolutamente inaccettabile nel 2014. Noi di Ferrovie in Calabria riteniamo sia più utile attestarlo a Roma Termini (in coincidenza con servizi AV da/per il Nord Italia, nello specifico da/per Torino Porta Nuova via Milano P.G.), e con i fondi risparmiati dalla limitazione del convoglio nella Capitale, si riuscirebbero a coprire i costi di istituzione sezione Jonica...che andrebbero inoltre ad unirsi alla ovvia soppressione del servizio bus LP794/795 che oggi, in coincidenza all'omonimo InterCity Notte, collega Lamezia Terme Centrale con il versante Jonico sud. In basso, la traccia oraria e la composizione della coppia di ICN Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, che a Lamezia Terme Centrale verrebbe implementata con le vetture provenienti da Reggio Calabria via Roccella/Catanzaro.


Jonica Nord: in questo caso, il nuovo collegamento studiato, sarebbe completamente indipendente da altri treni. Non sarebbe, perciò, una "antenna". Si partirebbe da Catanzaro Lido, seguendo l'itinerario Crotone - Sibari - Metaponto - Battipaglia - Roma Termini: a Metaponto, avverrebbe la "magia"! Nell'importante stazione di diramazione, non essendo, purtroppo, al momento presenziata da manovratori (a differenza di Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale), sarebbe necessario un piccolo escamotage per aggirare la problematica, e garantire il cambio del locomotore del nuovo treno InterCity Notte. 
Il nostro convoglio proveniente da Catanzaro Lido, arriverebbe a Metaponto con la locomotiva D445 rivolta verso Taranto. Precedentemente, da Taranto, viene inviata la locomotiva elettrica come "LIS" (locomotiva isolata), con a bordo macchinisti e manovratore. Una volta effettuato il cambio macchina (ed ovvia inversione di senso), il manovratore rientrerebbe a Taranto, assieme ai macchinisti provenienti dalla Jonica, con il locomotore D445 isolato. 
Al mattino, l'operazione si ripeterebbe all'inverso: la D445 arriva isolata da Taranto con macchinisti e manovratore, viene attestata al convoglio diretto a Catanzaro Lido e giunto a Metaponto da Roma Termini, e subito dopo aver effettuato tali operazioni, il manovratore rientra a Taranto con il locomotore elettrico (ed i macchinisti) giunto da Roma.
Ecco le tracce orarie indicative della coppia di treni:


Anche in questo caso, arrivi e partenza da Roma Termini, sono legati agli stessi due collegamenti Frecciarossa da e per Torino Porta Nuova utilizzabili con la coppia di treni ICN794/795 - 792/793 che percorrerebbero la Jonica Sud e la fascia tirrenica calabrese (con itinerario via Tropea). Entrambi i convogli "jonici", sarebbero composti da vetture UIC-X Giubileo con posti a sedere, carrozze cuccette T4 Comfort ed una letto MU.

Concludiamo il post sottolineando che entrambi i treni, dal versante Jonico, avrebbero tempi di percorrenza compresi tra le 10 ore e trenta minuti, calcolati dai capilinea, dove ovviamente l'appetibilità di tali servizi sarebbe minima (Reggio Calabria si servirebbe dell'ICN 794/795 via Tirrenica, e Catanzaro Lido del 792/793 via Lamezia Terme). Nei tratti intermedi, ecco quali sarebbero alcuni esempi di tempi di percorrenza, facilmente intuibili dalle tracce orarie pubblicate:

-Locri - Roma Termini (ICN 792): 9 ore e 16 minuti;

-Catanzaro Lido - Roma Termini (ICN 792): 8 ore;

-Crotone - Roma Termini (ICN 760): 9 ore e 27 minuti;

-Trebisacce - Roma Termini (ICN 760): 6 ore e 43 minuti.

Invitiamo i nostri lettori a riflettere: quanto tempo impiegherebbe un povero viaggiatore, magari da Roccella Jonica, per raggiungere Roma Termini con il probabile "nuovo" InterCity per Paola via Catanzaro Lido - Sibari, con tanto di rottura di carico all'una di notte in senso sud-nord, ed alle quattro del mattino in senso nord-sud? O forse si tenta, per l'ennesima volta, di istituire servizi poco appetibili, per poi giustificarne la soppressione con la scusa della solita "scarsa frequentazione" dei treni sulla linea Jonica? 
L'Associazione Ferrovie in Calabria si impegnerà a promuovere la proposta di ripristino dei collegamenti da/per Roma Termini, in contemporanea a quella di rimodulazione dell'attuale servizio ferroviario regionale jonico: nelle prossime settimane torneremo ad approfondire il tema "lunga percorrenza", con uno studio delle tracce orarie e dei servizi maggiormente dettagliato.

Foto dal Passato: la D445 1015, assieme ad un'altra unità, in manovra a Reggio Calabria Centrale in testa al materiale dell'Espresso 890/893 Roma Termini - Reggio Calabria Centrale via Lamezia Terme Centrale - Catanzaro - Roccella Jonica.

7 giu 2014

Tagli alla ferrovia Jonica: la voce della protesta riparte da Crotone


Se ne discute ormai da settimane, e tra qualche giorno arriveremo al dunque: il nuovo orario estivo 2014 di Trenitalia, che entrerà in vigore il 15 giugno, porterà molto probabilmente una non indifferente riduzione del servizio ferroviario Regionale lungo la linea Jonica. Del resto, il provvedimento era atteso da tempo, dopo un continuo rinvio dei tagli che però non è stato affiancato dal pagamento dei debiti che la Regione Calabria dovrebbe, prima o poi, saldare a Trenitalia. Contemporaneamente, è avvenuta un'altrettanto prevedibile riduzione annua di circa 10 milioni di Euro, dal budget che la nostra Regione destina ogni anno al trasporto locale su rotaia gestito da Trenitalia. Per maggiori chiarimenti, rimandiamo alla lettura di questo post, pubblicato lo scorso 22 maggio.
Oggi ci occuperemo nello specifico dell'evento tenutosi stamattina alla stazione di Crotone, grazie all'impegno ed all'opera di sensibilizzazione dell'On. Emilio De Masi, capogruppo di Italia dei Valori al consiglio regionale della Calabria. Uno degli "input" che hanno attivato lo spirito organizzativo di De Masi, è partito addirittura da una nostra lettera aperta, pubblicata qualche mese fa sulla maggior parte delle testate giornalistiche on-line del versante jonico calabrese. 
Il documento in questione, che consigliamo di rileggere cliccando su questo link, era (ed è!) una forma di protesta contro il previsto declassamento di una decina di stazioni ferroviarie della linea Jonica, da Reggio Calabria a Metaponto. Queste stazioni (tra le quali figurano anche Ardore, Gioiosa Jonica e Policoro-Tursi), venendo declassate in "fermate" attraverso l'eliminazione dei binari di incrocio, non sarebbero più utilizzabili per effettuare incroci e/o precedenze tra i treni, riducendo così la capacità di traffico di tutta la ferrovia Jonica. Le conseguenze sarebbero chiare: ulteriore riduzione del servizio, ed assenza di possibilità di incremento del numero di treni: in tal caso, i problemi finanziari della Regione Calabria, si affiancherebbero a quelli infrastrutturali, portando ad un'accelerazione della spirale negativa che da oltre un decennio affligge il servizio della linea in questione.
Chiaramente, a questo grido d'allarme "infrastrutturale", come abbiamo anticipato, si è aggiunto quello imminente relativo alla riduzione del numero di treni Regionali circolanti a partire dal 15 giugno...ancora prima che vengano tagliate le stazioni, rischiando così di giustificare la trasformazione in fermate.
L'organizzazione della manifestazione di stamane, che ha assunto i connotati di una piccola conferenza all'aperto, è avvenuta nel pomeriggio del 5 giugno, con una tavola rotonda nella sede crotonese dell'On. De Masi, alla quale hanno partecipato Italia Nostra, le sigle sindacali, vari amministratori di Crotone e comuni limitrofi...e chiaramente noi di Ferrovie in Calabria. Purtroppo, come spesso accade in una Regione poco reattiva ed ormai rassegnata come la Calabria, questa mattina la partecipazione all'evento non è stata...eccessivamente entusiasmante (sono state comunque presenti circa 60 persone tra cittadini, amministratori locali di Crotone e Botricello e giornalisti), nonostante la problematica dei trasporti sia ormai argomento quotidiano di quasi tutti i cittadini del versante jonico. Grandi assenti, e lo segnaliamo con rammarico, l'attuale Vice-Presidente della Regione Calabria Antonella Stasi, e l'Assessore ai trasporti Luigi Fedele, entrambi invitati a partecipare dall'On. De Masi.

Intervento di Ferrovie in Calabria: da sinistra, Francesco Sulla, Emilio De Masi, Teresa Liguori.
Focus sulla piccola ma nutrita platea di cittadini e giornalisti.
In prima linea, al tavolo dei relatori, al fianco di Emilio De Masi e di Salvatore Scandale, non poteva mancare l'eccezionale Teresa Liguori, Presidente della sezione crotonese di Italia Nostra. 
Il suo intervento è stato concentrato sul valore storico e sociale della ferrovia Jonica, percorsa tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 da illustri personaggi: da Giuseppe Garibaldi, a Norman Douglas e George Gissing durante il loro Grand Tour. Un destino inaccettabile per quella che è stata la prima linea ferroviaria ad essere costruita in Calabria, e che rappresenta un'arteria fondamentale per tutti i territori jonici da Reggio Calabria a Taranto. Non è mancata la bellissima proposta di ripristino di un collegamento InterCity degno di tal nome e non effettuato da automotrici (materiale rotabile lateralizzato permettendo...) da Reggio Calabria a Bari e ritorno, una sorta di Rapido "Magna Grecia" dei giorni nostri, che farebbe tornare in primo piano un'infrastruttura deliberatamente ridotta al lumicino negli ultimi anni. Senza dimenticare che la ferrovia Jonica potrebbe anche tornare ad essere sfruttata per il traffico merci, in particolar modo da Crotone, che sta però per perdere uno scalo intermodale costruito poco più di 20 anni fa...
Esemplare, ovviamente, anche l'Onorevole De Masi, che partendo dal rischio di taglio delle stazioni ferroviarie (Crotone è stata ormai già declassata a soli 3 binari di stazione), che ridurrebbe così la capacità dell'intera linea, si è soffermato sulla nostra proposta relativa alla rimodulazione dell'offerta Regionale sulla linea Jonica. Nello specifico, come descritto nei documenti che abbiamo consegnato al capogruppo di IDV, attraverso il nostro programma è possibile una riduzione di circa 7 milioni di Euro annui, ma allo stesso tempo abbiamo previsto il ripristino di quattro coppie di treni diretti tra la Jonica e Lamezia Terme Centrale, in coincidenza con i servizi InterCity, Frecciargento e Frecciabianca da/per Roma Termini che servono il corridoio tirrenico. In tal modo si riuscirebbero a risollevare anche le sorti della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, bollata come linea a scarsa frequentazione, proprio a causa dell'assenza sia di collegamenti diretti verso Roccella/Reggio e verso Crotone/Sibari, e sia di coincidenze degne di tal nome a Catanzaro Lido, con gli attuali treni provenienti dalla Jonica Nord e dalla Jonica Sud...salvo rare eccezioni. Una serie di scelte quasi mirate a ridurre deliberatamente l'appetibilità di tali treni, portando ad un crollo dell'utenza e giustificare così i tagli. Non è mancato un cenno alla ormai "misteriosa" questione degli 80 milioni di Euro stanziati dal CIPE, per avviare una prima tranche di lavori di elettrificazione della linea Jonica. Sarebbe stato interessante, se avesse partecipato all'iniziativa, avere una risposta finalmente chiara proprio dalla vice-Presidente Stasi.
Tornando al nostro programma di rimodulazione, del quale sarebbe auspicabile un'attuazione immediata per dare ossigeno al sempre più abbandonato territorio Jonico, la prossima settimana verrà posto all'attenzione del consiglio regionale: siamo grati all'On. De Masi, che più volte ha ribadito l'importanza dell'associazionismo locale come supporto alle istituzioni, per l'importante impegno preso. Un chiaro esempio di quella politica vicina al cittadino, e vissuta con passione...forse sempre più rara, ma per fortuna ancora esistente e da sostenere attraverso collaborazioni e proposte, al di là dei colori politici. 
Foto di rito con Teresa Liguori di Italia Nostra!
Notevole anche l'intervento del consigliere regionale Francesco Sulla, che ha concentrato il proprio discorso sull'attuale disparità tra servizio su gomma e ferroviario, con relativi sprechi di risorse e poca funzionalità per il cittadino. Noi concordiamo con lui quando sostiene che alle imprese di autolinee private, legate all'ente pubblico regionale da contratti di servizio, non vadano certamente ridotti i km assegnati ogni anno (e quindi il numero di corse): gli stessi km vanno invece "dirottati" verso le aree non servite dalle linee ferroviarie, come il popoloso ma sempre più isolato entroterra calabrese, creando un sistema integrato tra treno (che per intuito deve essere l'unico mezzo pubblico a servire le coste e le relative tratte trasversali) e bus. Bus che deve smettere di circolare in sovrapposizione al vettore ferroviario, ma anzi diventare sistema adduttore a quello che un domani dovrà essere una sorta di servizio di metropolitana di superficie, gestibile in prospettiva anche da società di trasporto miste, coinvolgendo le Ferrovie della Calabria, come già avvenuto in altre regioni italiane (vedi Trenord in Lombardia).
La manifestazione si è conclusa con molti interventi dei presenti e con le interviste di rito, convinti che l'evento odierno non debba essere isolato e "propagandistico". E così non sarà: nei prossimi giorni la mobilitazione di Ferrovie in Calabria continuerà, in attesa di conoscere i pareri regionali a proposito del nostro programma di rimodulazione, che prossimamente presenteremo su queste pagine.
Vogliamo concludere il post con una notizia segnalata durante la manifestazione, dal sindacalista Salvatore Scandale, che riguarda il posto di Polizia Ferroviaria di Crotone. Il presidio rischia infatti di essere soppresso, ignorando la particolare e purtroppo pericolosa situazione sociale dello scalo crotonese, che da anni è "abitato" da centinaia di immigrati gravitanti attorno il centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Purtroppo, lo stato di povertà, porta molto spesso ad atti violenti sia tra gli stessi rifugiati, e sia sui viaggiatori nelle ore serali (e non solo). Nelle ore di disabilitazione del posto Polfer, sono già avvenute situazione incresciose. Non vogliamo neanche immaginare cosa accadrebbe in caso di definitivo abbandono dell'ultimo baluardo di legalità e sicurezza per i viaggiatori...

L'ufficio Polfer di Crotone.

5 feb 2014

La ferrovia Jonica cade nella spirale della "rete snella": ecco la nostra lettera aperta


Come anticipato nel precedente post, e diffuso in questi ultimi giorni nel nostro gruppo di discussione su Facebook, Ferrovie in Calabria ritorna "all'attacco" con una nuova lettera aperta, inviata a tutte le maggiori testate giornalistiche on-line e cartacee calabresi (e non solo). Riteniamo infatti che l'opera di sensibilizzazione sulle problematiche del trasporto ferroviario della nostra regione, non debba essere limitata agli spazi frequentati da chi la ferrovia "la mastica già", ma vada ovviamente estesa il più possibile attraverso i media che giornalmente informano migliaia di cittadini. Soltanto rendendo pubblici i gravi problemi che affliggono il nostro territorio (e nel nostro caso ci occupiamo ovviamente del tema ferroviario), spiegando ai lettori non addentrati nel settore, in modo comprensibile, anche le motivazioni tecniche che hanno portato a determinate scelte delle imprese di trasporto e dei committenti del servizio, illustrando le alternative ed i possibili metodi di risoluzione, senza luoghi comuni o inutili attacchi ad organi errati, si compie un importante passo verso la risoluzione delle criticità. La conoscenza estesa a tutti, in ogni campo, può portare ad un reale cambiamento. Sarà proprio per questo motivo, che in tanti, purtroppo, continuano ad opporsi a queste campagne di sensibilizzazione, attraverso vere e proprie censure mediatiche, degne di governi dittatoriali.
La lettera aperta che leggerete tra qualche rigo, è stata pubblicata da oltre dieci siti internet locali (SoveratoWeb, StrettoWeb, CostaViola OnLine, Lente Locale, Soveratiamo, Il Cirotano, Il Metapontino ed altri ancora), oltre a testate giornalistiche come Cn24tv e Corriere della Calabria. Tema della missiva, che abbiamo inviato anche alle autorità regionali (Assessorato ai Trasporti e relativo Assessore Luigi Fedele), l'imminente riduzione delle stazioni ferroviarie lungo la linea Jonica, e relativa trasformazione delle stesse in fermate, attraverso il taglio dei binari di incrocio e precedenza. Ma lasciamo alla nostra lettera, il compito di informare a pieno i nostri lettori:

Gentile Redazione, 
con la presente lettera aperta, a nome dell’Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento assieme a quattro soci fondatori, ma soprattutto assieme a decine di simpatizzanti che seguono il nostro movimento da tutta la regione (e non solo), vorrei segnalare un ennesimo scempio, che a breve sarà perpetrato ai danni della nostra ferrovia Jonica. Dopo l’autentico scandalo dell’InterCity Reggio Calabria - Taranto (anomalia vergognosamente non ancora risolta, nonostante le nostre segnalazioni anche a livello nazionale), effettuato con una “littorina” ALn668 risalente a 40 anni fa, e non con le vetture adeguate al servizio, una nuova “dannazione” sta per abbattersi, questa volta sull’infrastruttura della linea ferroviaria Reggio Calabria - Metaponto - Taranto. Entro dicembre 2014, infatti, secondo programmi di gestione di Rete Ferroviaria Italiana, circa dieci stazioni (con rischio di estensione che potrebbe sfiorare 20 impianti!), verranno declassate a “fermate”. Tecnicamente, tale declassamento consiste nella soppressione dei binari di precedenza ed incrocio e relativi apparati di segnalamento, che normalmente caratterizzano le stazioni ferroviarie, e che permettono di effettuare manovre dei convogli ferroviari, ed in particolare incroci tra treni marcianti in senso opposto, e precedenze, per esempio tra un treno più veloce che “supera” uno più lento. La riduzione del numero di stazioni, e relativa trasformazione in fermate su linee ferroviarie a doppio binario (a maggior ragione se elettrificate e percorribili a velocità medio/alte), non provoca eccessive ripercussioni sul traffico ferroviario potenziale: lo stesso discorso, chiaramente, non vale per quelle a binario unico, come appunto la nostra Jonica. Le stazioni che subiranno il definitivo taglio e che rimarranno a singolo binario, saranno le seguenti: Marina di San Lorenzo, Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Gioiosa Jonica, Caulonia, Riace, Squillace, Roccabernarda, Isola di Capo Rizzuto, Roseto Capo Spulico (già trasformata in fermata da alcuni giorni), Policoro-Tursi. E come anticipato, potrebbero non essere le uniche, in futuro. E’ il risultato della discutibile politica nazionale di “right sizing”, di Rete Ferroviaria Italiana: questa drastica riduzione dei punti di incrocio/precedenza sulla nostra tratta Jonica, porterà ad una riduzione della capacità di traffico della linea ferroviaria, vicina al 50%. 
Il piazzale dei binari di Crotone in corso di "right sizing". Proprio in questi ultimi giorni, sono stati trasferiti a Lamezia Terme Centrale numerosi carri merci accantonati sui binari destinati allo smantellamento.
Perciò, se fino ad oggi avevamo un’infrastruttura capiente, pronta ad ospitare un notevole numero di treni in circolazione, ma purtroppo…a mancare erano i treni (per varie colpe, che spaziano da Regione fino a Ministero dei Trasporti, passando ovviamente per Trenitalia), proprio quando sembra finalmente vicina una svolta, grazie al rinnovato interesse per il trasporto su ferro della Regione Calabria…diventa decisamente complicato potenziare il servizio, semplicemente per carenza di “spazio” lungo la linea, che come ribadiamo è a binario unico. Diminuendo il numero di punti di incrocio, automaticamente diminuisce la possibilità di incrementare il traffico. L’unica possibilità, rimane una sorta di “sopravvivenza” stentata della tratta, con rimodulazione degli orari, che però non presuppone certo quell’obiettivo di definitivo potenziamento, e ripristino del ruolo di centralità della ferrovia Jonica, per la mobilità di migliaia di cittadini calabresi e non solo (non dimentichiamo infatti che la linea attraversa un territorio di enorme valenza turistica!). Segnaliamo inoltre, che un’altra grande “vittima” delle politiche di RFI, è la stazione di Crotone, ormai ridotta a semplice impianto secondario. Un piazzale composto da quindici binari (di cui cinque, più un tronco, utilizzati per servizio viaggiatori in stazione), distribuiti tra platea di lavaggio carrozze, scalo merci, scalo intermodale, zona ricovero carri e rimessa, è stato praticamente annullato, e ridotto a soli tre binari. Ovviamente, l’intera area verrà in futuro convertita ad altro uso, chiudendo definitivamente la porta ad un ripristino di almeno una piccola parte del servizio su rotaia regionale ed a lunga percorrenza, che contraddistingueva la stazione della città pitagorica. Un programma che sembra comunicare deliberatamente che la ferrovia Jonica è ormai definitivamente declassata a tratta secondaria, che non vedrà mai un potenziamento, e che di conseguenza diventa sproporzionata a livello infrastrutturale, necessitando quindi di essere ridimensionata per contenere i costi di manutenzione. E tutto ciò, paradossalmente, avviene mentre si continua a dare per certa la messa sotto tensione di tutta la linea ancora a trazione diesel, da Sibari a Melito di Porto Salvo. A tal proposito, ci chiediamo dove sia finito (se mai c’è stato), lo studio di fattibilità relativo proprio all’elettrificazione, effettuato nello scorso mese di luglio 2013, e quali siano stati i risultati. Nel frattempo, l’Associazione Ferrovie in Calabria lancia l’ennesimo appello, rivolto principalmente alle istituzioni Regionali e locali: se davvero abbiamo a cuore le sorti di questa ferrovia e realmente vogliamo puntare su di essa per il trasporto pubblico di domani, fermiamo questo scempio, purtroppo già avviato, prima che sia troppo tardi. Non vorremmo poi sentirci dire “non possiamo ripristinare i treni, perché non c’è spazio”, oppure “ritornerà un treno diretto per Roma, ma impiegherà il doppio del tempo da Reggio Calabria a Sibari, perché le stazioni per effettuare gli incroci sono poche”. Ringraziando per l’attenzione, porgo un cordiale saluto. 
Ex stazione di Montepaone-Montauro, trasformata in fermata nel 2002. Rimossi scambi e segnali di partenza.

23 nov 2013

2013: un altro triste novembre

Anche quest'anno è arrivato novembre, e come succede da qualche anno a questa parte la seconda metà di questo mese ha portato situazioni poco piacevoli per il traffico ferroviario della nostra Regione.
Difficile dimenticare giorni come il 22 novembre 2011, quando a causa delle abbondanti precipitazioni la ALn 668.1059, effettuando il treno 3793, sviava in seguito al crollo di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antica - Pianopoli, miracolosamente senza tragiche conseguenze. (Leggi qui)
Così come sarà difficile dimenticare il 24 novembre dello scorso anno, quando tra le stazioni di Rossano e Mirto Crosia, nei pressi della fermata di Toscano, il regionale 3753 effettuato dalla ALn668.1077 travolgeva in corrispondenza di un passaggio a livello privato una monovolume con dentro sei braccianti agricoli rumeni di ritorno dalla loro giornata lavorativa: nessun ferito a bordo del treno, né tra i membri del personale di Trenitalia né per i viaggiatori; nessun sopravvissuto invece tra i braccianti che erano a bordo dell'auto travolta. (Leggi qui)

E così, a pochi giorni dalla ventiquattresima commemorazione dell'incidente del 16 novembre 1989, nel quale persero la vita 12 persone in seguito allo scontro di due treni tra Crotone e Isola Capo Rizzuto, lo scorso 19 novembre altre cattive notizie hanno riguardato il trasporto ferroviario della nostra Calabria: l'intera fascia jonica calabrese è stata infatti travolta da un'eccezionale ondata di maltempo, con precipitazioni che hanno causato allagamenti, frane e smottamenti con conseguenti ovvi intralci al traffico stradale e ferroviario, bloccando letteralmente intere comunità soprattutto nelle province di Catanzaro e Crotone, dove in molti casi si sono verificati persino crolli di ponti, strade, muri di contenimento ed addirittura di qualche abitazione.
Emblematica la situazione del comune di Catanzaro, dove finalmente solo oggi sembra essersi risolto il problema della mancanza dell'acqua nelle case in seguito ad alcuni problemi che avrebbero impedito il regolare funzionamento dell'impianto di distribuzione dell'acqua in gran parte della città (fornendo una ghiotta occasione per alcuni 'furbi commercianti', che speculando sull'enorme disagio hanno triplicato il prezzo di vendita dell'acqua in questi giorni!).

Una delle foto che stanno facendo il giro del web, scattata la mattina del 19 novembre nei pressi del quartiere Santa Maria di Catanzaro, una delle zone maggiormente danneggiate dall'eccezionale ondata di maltempo. Foto tratta da facebook.com

Ma torniamo alle nostre ferrovie. Per quanto riguarda il traffico sulle linee RFI, i maggiori disagi si sono avuti sulla tratta jonica tra Soverato e Sibari, dove numerose corse hanno subito ritardi, limitazioni e in alcuni casi soppressioni a causa dell'impraticabilità della linea in diversi punti. In particolare i principali disagi sul tratto Roccella - Catanzaro Lido si sono avuti nei pressi di Squillace, dove anche la vicina S.S.106 è stata praticamente invasa da un fiume di acqua, pietre e fango; tra Catanzaro Lido e Crotone sono stati invece diversi i tratti a rischio, in particolare nei pressi di Sellia, in seguito alle piene dei diversi torrenti attraversati dalla ferrovia su questo tratto; per quanto riguarda invece la tratta Crotone - Sibari i punti critici si trovavano in corrispondenza del fiume Neto, la cui esondazione ha creato diversi danni alla viabilità locale e ai centri abitati circostanti, e in corrispondenza della stazione di Cirò, a causa dell'allagamento della stazione.
I primi disagi tra Soverato e Catanzaro Lido si sono registrati sin dai primi treni del mattino, con la conseguente limitazione a Soverato di diversi treni pari, mentre i dispari sono stati regolarmente effettuati sull'intera tratta, seppur con ritardi tra i 20 e i 60 minuti. La circolazione dei treni pari tra Soverato e Catanzaro Lido si è poi ristabilita intorno alle 13.00, con il regolare passaggio del 3746, preceduto a distanza di pochi minuti dall'automotrice del 3722, che in seguito alla limitazione a Soverato era rimasta ferma in questa stazione sin dalle 8.00.
I primi disagi riguardanti la Catanzaro Lido - Sibari si sono invece manifestati a partire dalle 10.00 circa, orario a partire dal quale sono stati soppressi tutti quanti i treni pari e dispari fino alle 15.30 circa.

Anomalo affollamento di automotrici nella stazione di Soverato, dove la mattina del 19 novembre tutti e tre i binari erano eccezionalmente occupati in seguito alle numerose limitazioni subite dai primi treni della giornata.

La situazione nel dettaglio:

Tratta Reggio Calabria - Roccella - Catanzaro Lido (dispari):
- R3737 Catanzaro Lido (6.05) - Reggio C. (8.55) effettuato regolarmente intera tratta, arrivato con un ritardo di +18' a Reggio Calabria;
- R3741 Catanzaro Lido (8.05) - Reggio C. (10.57) effettuato regolarmente intera tratta, partito da Catanzaro Lido con circa un'ora di ritardo, mantenuto per tutto il viaggio;
- IC559 Taranto (8.20) - Reggio Calabria (15.25) soppresso intera tratta;
- Regolari gli altri treni dispari tra Catanzaro Lido e Roccella, ad eccezione dei treni R3731 Crotone - Roccella, R3753 Sibari - Reggio Calabria, giunti entrambi a destinazione con circa 30 minuti di ritardo;

Tratta Reggio Calabria - Roccella - Catanzaro Lido (pari):
- R3740 Reggio Calabria (5.05) - Crotone (8.15), limitato a Soverato;
- R3722 Roccella J. (6.55) - Catanzaro Lido (8.02), limitato a Soverato; automotrice rientrata a Catanzaro Lido alle 12.50;
- R3742 Reggio Calabria (6.05) - Catanzaro Lido (9.05) limitato a Soverato;
- R3744 Reggio Calabria (8.05) - Catanzaro Lido (11.05) limitato a Soverato;
- IC562 Reggio Calabria (12.00) - Taranto (19.05) regolare fino a Catanzaro Lido, probabilmente soppresso tra Catanzaro Lido e Taranto;
- Regolari tutti gli altri treni

Tratta Catanzaro Lido - Sibari (dispari):
- R3719 Crotone (6.40) - Catanzaro Lido (7.28) regolare;
- R3721 Sibari (6.02) - Catanzaro Lido (8.30) regolare;
- R3723 Crotone (8.30) - Catanzaro Lido (9.18) soppresso per mancanza materiale (R3740 limitato a Soverato);
- R3725 Sibari (7.25) - Catanzaro Lido (10.00) limitato a Crotone;
- R3729 Sibari (9.15) - Catanzaro Lido (11.45) limitato a Crucoli;
- IC559 Taranto (8.20) - Reggio Calabria (15.25) soppresso intera tratta;
- R3727 Sibari (11.40) - Catanzaro Lido (13.55) soppresso intera tratta;
- R3731 Crotone (14.15) - Roccella J. (15.45) effettuato con circa 30' di ritardo;
- R3733 Sibari (14.00) - Catanzaro Lido (16.30) soppresso;
- R8507 Cosenza (14.03) - Catanzaro Lido (17.40) soppresso;
- R3753 Sibari (16.48) - Reggio Calabria (22.20) effettuato con circa 30' di ritardo;
- R3755 Sibari (18.30) - Roccella J. (21.45) regolare;
- R3757 Sibari (19.55) - Crotone (21.40) probabilmente regolare.

Tratta Catanzaro Lido - Sibari (pari):
- R8516 Catanzaro Lido (5.40) - Sibari (7.55) regolare;
- R3720 Catanzaro Lido (6.45) - Sibari (9.14) regolare;
- R3740 Reggio Calabria (5.05) - Crotone (8.15), limitato a Soverato;
- R3724 Catanzaro Lido (9.20) - Sibari (11.38) soppresso intera tratta;
- R3726 Catanzaro Lido (10.30) - Crotone (11.20) soppresso intera tratta;
- R3728 Catanzaro Lido (11.25) - Sibari (13.55) soppresso intera tratta;
- R8508 Catanzaro Lido (12.20) - Cosenza (16.12) soppresso intera tratta;
- R3730 Catanzaro Lido (14.05) - Sibari (16.40) soppresso intera tratta;
- IC562 Reggio Calabria (12.00) - Taranto (19.05) regolare fino a Catanzaro Lido, probabilmente soppresso tra Catanzaro Lido e Taranto;
- R3756 Catanzaro Lido (15.30) - Sibari (17.55) limitato a Crotone;
- R3758 Catanzaro Lido (17.50) - Sibari (20.20) limitato a Crotone;
- R3736 Catanzaro Lido (19.35) - Sibari (22.00) regolare.

Sospeso inoltre, in via precauzionale, anche il traffico sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale tra le 8.30 e le 10.30, con la conseguente soppressione dei treni regionali 3772 e 3773.

Una delle foto dell'esondazione del fiume Neto, nei pressi di Crotone, dove il livello delle acque ha raggiunto livelli pericolosamente alti. Tratta da 'il Crotonese'

Situazione leggermente peggiore, vista l'impervietà dei luoghi attraversati, per quanto riguarda le linee delle Ferrovie della Calabria.
Sospesa la circolazione per l'intera giornata del 19 sia sulla Catanzaro Lido - Catanzaro Città, probabilmente per allagamenti della sede ferroviaria nei pressi di Santa Maria, quartiere del capoluogo pesantemente colpito dalle precipitazioni (come visibile nella prima foto di questo post) dove l'acqua ha raggiunto livelli talmente alti da far sovrapporre tra loro in diversi casi anche le automobili, nonché per concreti rischi di frane o caduta massi lungo la tratta a cremagliera compresa tra Catanzaro Sala e Catanzaro Pratica. Sospesa la circolazione per l'intera giornata anche sulla Catanzaro Città - Soveria Mannelli, dove i danni maggiori si sono avuti come di consueto nel tratto compreso tra Catanzaro e Gimigliano, in particolare nei pressi delle stazioni di Cavorà e di Gagliano.
Per fortuna sin dal tardo pomeriggio dello stesso 19 novembre sulla Catanzaro Lido - Catanzaro Città è stata ripristinata l'agibilità della linea, grazie al pronto intervento dei tecnici delle Ferrovie della Calabria, che ha consentito di effettuare, seppur senza ripristinare il servizio viaggiatori, il rientro intorno alle ore 18.00 del materiale rotabile necessario per il giorno successivo, a partire dal quale è stato regolarmente ripreso il servizio viaggiatori.
Anche sulla Catanzaro Città - Soveria Mannelli l'immediato intervento in linea ha permesso di riattivare la circolazione in tempi brevi sull'intera tratta, anche se in questo caso si è dovuto aspettare fino alle prime ore del pomeriggio per avere nuovamente i treni sull'intera tratta: fino alle 15.30 è stato comunque garantito un servizio ferroviario a frequenza ridotta tra Soveria Mannelli e Gimigliano, mentre corse automobilistiche sostitutive hanno permesso di raggiungere Catanzaro dai centri di Soveria, Adami, San Bernardo, Decollatura, Carlopoli, Castagna, Cicala, Serrastretta e San Pietro Apostolo e di rientrare dal capoluogo di regione partendo alle 14.10.
La riattivazione è avvenuta tuttavia con tempi di percorrenza maggiorati e quindi con conseguenti ritardi ai treni, a causa dei rallentamenti imposti dai danni alla linea legati al maltempo: per ovviare al disagio, a partire da lunedì prossimo, 25 novembre, i treni pomeridiani dalle 16.00 fino a fine servizio saranno tutti limitati alla stazione di Gagliano, stazione dove avverrà il trasbordo dei viaggiatori su corse automobilistiche di collegamento da e per Catanzaro Città. I treni interessati saranno - secondo quanto riportato sulla pagina facebook delle Ferrovie della Calabria - da Catanzaro Città il 24 (16.44), 26 (17.44), 28 (18.30), 30 (19.19) e 32 (20.21), mentre da Soveria Mannelli il 29 (16.06), 31 (17.09) e il 33 (18.10). Verrà poi soppresso il treno 35, in partenza alle ore 19.44 da Soveria Mannelli per Catanzaro Città, al posto del quale sarà effettuato il treno speciale 335, in partenza da Soveria Mannelli alle 19.11, con arrivo previsto a Catanzaro Città alle 20.11 (anche questo treno verrà limitato a Gagliano per il periodo dei lavori).

Istantanea di un momento di 'calma', nella mattinata del 19 novembre, sulla strada compresa tra le stazioni FC ed RFI di Catanzaro Lido.

Per il momento, per fortuna, sembra essere stato - almeno per la nostra Calabria - un novembre meno tragico dei precedenti, sperando che in quest'ultima settimana del mese non si presentino altre sgradevoli sorprese!
Certamente più tragica invece la situazione degli amici sardi, verso i quali non può mancare un segno di solidarietà anche da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria e ai quali siamo in questo periodo ancora più vicini, oltre che per la comune sorte di alluvionati, per la progressiva assegnazione al D.L. di Reggio Calabria di automotrici provenienti dai depositi di Cagliari e Sassari.

PS: ci scusiamo con i nostri lettori per aver 'rubato' dal web le fotografie presenti in questo post e di non aver utilizzato come di consueto fotografie proprie, ma a causa di diversi impegni i membri dell'Associazione si trovano in questi giorni quasi tutti fuori regione!

18 nov 2013

Crotone: il ventiquattresimo "16 novembre"...



"Tutto scorreva normalmente quel giorno, tutto sembrava così apparentemente normale. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che il destino potesse stravolgere il corso delle cose. Era in atto uno dei primi esperimenti di sicurezza delle nostre strade ferrate, una rampa di lancio verso il futuro, di cui tanto si parla ogni giorno. E, probabilmente, anche quel giorno tra i passeggeri si parlava di futuro, ma nessuno di loro avrebbe mai potuto immaginare che quel futuro, goffo e ingordo, li avrebbe deviati verso una linea morta. Già, perché di ciò si può soltanto parlare. Un bacio, un fatale bacio tra due “mostri sacri” della linea dei gelsomini e dei papaveri, pochi attimi, i tentativi dei macchinisti di evitare quell'intreccio di lamiere, il capostazione della città di Pitagora che aveva addirittura tentato di evitare quel “bacio” destreggiandosi per le curve strade con la propria auto, l’incoscienza di molti dei passeggeri (ignari di ciò che stesse accadendo), il bacio fatale bacio avvenuto nella Valle del Dragone. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare, quel giorno, che il destino si sarebbe preso gioco di 44 anime, 12 delle quali volate via in una normalissima giornata di autunno."

Una giornata che, almeno per noi calabresi (o meglio, quelli che ancora con forza non dimenticano), normalissima non lo sarebbe più stata. Sono trascorsi 24 anni da quel 16 novembre 1989, ed è con questo piccolo pensiero del nostro Luca Pisconti che vogliamo ricordare le 12 vittime del tragico incidente ferroviario, che vide coinvolto il Locale 8437 Cariati - Catanzaro Lido, composto da una doppia di ALn668, ed il locale 12706 Catanzaro Lido - Taranto, effettuato con vetture 1959 e 1946 ristrutturate, trainate dalla D445 1008. Una fatale incomprensione tra personale di stazione, a Crotone, e macchinisti del locale proveniente da Cariati, nel delicato momento di transizione tra il classico sistema di circolazione con dirigenza locale e blocco elettrico manuale, e l'allora modernissimo (e tutt'oggi impiegato) Comando del Traffico Centralizzato con Blocco Conta Assi. Trascorrono pochi minuti, dopo aver cercato invano di arrestare la corsa del locale composto da automotrici, ed è il disastro, tra le stazioni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto, quasi in corrispondenza del passaggio a livello posto al km 237+322: alle 13.20 avviene lo scontro, ed il pesante locomotore diesel letteralmente polverizza la leggera ALn668 di testa. Entrambi i treni procedevano a circa 100 km/h, e tempo e spazio di frenatura sono stati minimi, a causa della presenza di una curva, che rese impossibile un avvistamento tra i due treni con largo anticipo. Nonostante ciò, macchinista e capotreno del Locale 8437 riuscirono in pochi istanti ad avvisare dell'imminente scontro i viaggiatori presenti subito dietro la cabina, riuscendo probabilmente a salvare qualche vita umana in più: purtroppo i nostri due eroi di casa FS non ce l'hanno fatta, assieme ad altri 10 viaggiatori a bordo della prima automotrice. Lavoratori, insegnanti, studenti, ed uno dei due macchinisti a bordo del D445 in testa al treno Locale per Taranto: sono loro le vittime che anche noi di Ferrovie in Calabria ogni anno vogliamo ricordare, assieme alla sezione crotonese di Italia Nostra: Antonella Serventi, Antonio Sorrenti, Angelo Giuffrè, Carmelina Pistoia, Delia Sozzi, Emma Gagliardi, Franca Cefalà, Loredana Gentile, Mirella Cavalli, Rita Angela Geracitano, Rosanna Perri, Salvatore Bruno, originari di Catanzaro, Badolato, Guardavalle e Melissa.

Nella giornata di ieri, in Piazza 16 Novembre 1989, così come è stato intitolato il piazzale antistante la stazione di Crotone, si è quindi tenuta la consueta commemorazione organizzata da Italia Nostra, alla quale siamo stati ovviamente presenti.
Ma il ricordo dell'autentica sciagura che colpì l'opinione pubblica calabrese e nazionale, sicuramente non può non rappresentare anche un momento di aggregazione sociale: un momento di discussione sulla sempre più incerta sorte della ferrovia Jonica e dello scalo ferroviario di Crotone. Come fatto notare da noi di Ferrovie in Calabria, infatti, i 12 viaggiatori che hanno perso la vita nell'incidente, possiamo senza dubbio definirli come martirti della nostra terra e della nostra ferrovia: non solo da calabresi, ma anche da italiani. E' anche grazie al loro sacrificio, e quindi alla successiva correzione dei difetti degli allora nuovi sistemi di sicurezza, se al giorno d'oggi possiamo viaggiare in treno senza alcun rischio di errore umano. Ciò che però vogliamo sottolineare, è l'assurdità ed il paradosso in cui siamo precipitati: quando la ferrovia Jonica non era certamente al top della sicurezza negli anni '80 e '90, il traffico ferroviario era triplo rispetto ad oggi. Nel 2013 ci ritroviamo con una strada ferrata attrezzata con Sistema di Controllo Marcia Treno, Comando del Traffico Centralizzato, nuovo segnalamento, addirittura armamento pesante...ma gli unici treni a circolare, sono soltanto poche automotrici ALn668 in servizio regionale, ed un treno che con vergogna definiamo "InterCity", e che a stento riesce a collegare Reggio Calabria Centrale con Taranto. Scomparso il servizio a lunga percorrenza, il traffico merci, e gran parte di quello vicinale.
La vana speranza di una ferrovia Jonica sicura e con un servizio in costante evoluzione migliorativa, si è spenta nell'ultimo decennio, sotto i colpi di un totale monopolio del trasporto su gomma. Era proprio questo quello che chiedevano i cittadini della sibaritide, del crotonese, del catanzarese e della locride, alla fine degli anni '80? Noi riteniamo di no.
Nella tarda mattinata di ieri, al termine del momento di raccoglimento, di fronte alla purtroppo semi-abbandonata stazione di Crotone, si è discusso proprio di questo: Piazza 16 novembre 1989 si è così trasformata per circa un'ora, in una vera e propria "agorà" di stampo greco (del resto non poteva essere diversamente, nella città di Pitagora...), dove tutti i presenti hanno espresso un pensiero ed avviato un confronto di idee tra istituzioni, associazioni, ed ovviamente assieme a Franco e Maria Amelio, rispettivamente marito e figlia di Carmelina Pistoia, una delle vittime dell'incidente. Segnaliamo che gli unici sindaci presenti sono stati quelli di Sellia Marina, Cutro e Pallagorio, rispettivamente Giuseppe Amelio, Salvatore Migale e Umberto Lorecchio.
La problematica sul futuro dello scalo ferroviario pitagorico, è oggi più che mai di primaria importanza, proprio alla luce del recente piano di "right sizing" di Rete Ferroviaria Italiana, che prevede, purtroppo, il declassamento di numerose stazioni della linea Jonica, tra cui appunto Crotone. Addirittura è in programma il mantenimento di soli tre binari, tra corretto tracciato ed incrocio/precedenza (itinerari 1, 3 e 4), con immediato smantellamento dell'intero piazzale di ricovero carri e scalo intermodale (posto di fianco la SS 106) e delle adiacenti platee di lavaggio vetture e rimessa locomotive, per un totale di ben 15 binari. Incerta la sorte del binario tronco che si dirama dal binario 1 lato Catanzaro Lido, e dello scalo merci posto lato Sibari, di fianco il fabbricato viaggiatori. Ma la mancanza di interesse verso una stazione ferroviaria che fino a pochi anni orsono rappresentava uno dei maggiori impianti calabresi per traffico e dimensioni, è evidente anche dal totale stato di abbandono in cui verte l'interno e l'esterno dell'area ferroviaria, e dalla seriamente preoccupante assenza di controllo di polizia: anticipiamo che non è certamente nostra intenzione trasmettere messaggi di intolleranza alcuna, ma riteniamo sia un grave pericolo per i regolari cittadini, italiani e non, consentire il transito ed alloggio di decine di immigrati molto probabilmente clandestini, che liberamente circolano tra i carri merci accantonati ed i fabbricati ferroviari posti all'interno del piazzale di stazione.
Proprio a tal proposito, nelle prossime settimane invieremo un documento a Rete Ferroviaria Italiana e Regione Calabria, nel quale Ferrovie in Calabria, Italia Nostra, CIUFER e tutte le associazioni/movimenti che vorranno aggiungersi, chiederanno il mantenimento in servizio di quattro binari in luogo di tre (binario 1, 2, 3 e 4), assieme al binario tronco lato Catanzaro Lido, centralizzato con segnale di partenza, ed utilizzabile quindi per l'attestamento/partenza di treni reversibili provenienti/diretti verso la Jonica Sud, senza dimenticare lo scalo merci adiacente la stazione, che può essere semplificato con il mantenimento di cinque binari, di cui uno adiacente al piano caricatore del magazzino merci, e quattro a raso con il piazzale asfaltato, utilizzabili per eventuali ripristini merci futuri e/o pulizia/ricovero di carrozze. Ovviamente richiederemo anche, nei limiti del possibile, una maggiore garanzia di sicurezza all'interno della stazione.
Purtroppo quel che più rattrista è la totale assenza della cittadinanza crotonese e non, oltre che della maggior parte delle istituzioni locali: la partecipazione al piccolo evento sarebbe stata simbolica, per lo meno per ricordare alcuni nostri corregionali tragicamente scomparsi, che sarebbero potuti essere anche nostri parenti o amici. Altrove, oltre all'interesse per tutti i bene pubblici, tra cui appunto le ferrovie, esiste ancora il sentimento di ricordo e commemorazione. In Calabria, purtroppo, stiamo perdendo anche quello.
Concludiamo il post ringraziando come sempre Teresa Liguori, virtuosa Presidente della sezione crotonese di Italia Nostra ed organizzatrice di numerosi eventi sulla salvaguardia del trasporto ferroviario, dell'ambiente e dei beni culturali calabresi, i sindaci e le associazioni presenti alla commemorazione: un'unione di forze positive, che speriamo possa accompagnare il nostro territorio verso una graduale rinascita sociale ed interiore... prima che ferroviaria.
Di seguito un estratto del TG Spazio del 17 novembre 1989, dedicato al terribile incidente ferroviario:


Foto di gruppo assieme ai parenti delle vittime, Teresa Liguori di Italia Nostra, il sindaco di Sellia Marina Giuseppe Amelio, e le associazioni presenti sul territorio. 

Durante la commemorazione, con il signor Franco Amelio con la figlia Maria, marito e figlia di Carmelina Pistoia. 

I mezzi da cantiere dell'impresa Francesco Ventura in sosta nel piazzale dello scalo merci: al momento vengono eseguiti solo piccoli lavori di sostituzione di traversine e pietrisco, oltre che la rimozione di alcuni scambi posti su binari già dismessi...

...presenti in particolar modo nei pressi della rimessa locomotive. Sono ancora a decine i carri merci di vario tipo (tra cui le recenti tramogge a due assi visibili in fotografia) accantonati su quel che resta del piazzale di ricovero.

























































Un nostro rapido schizzo, sulla proposta di "right sizing" meno pesante sul piazzale di stazione di Crotone.

24 ott 2013

Quando allo stadio si andava in treno: ricordi di trasferte calabresi...


La profonda riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato e della controllata Trenitalia, ha coinvolto non solo i comuni viaggiatori. Il tracollo del trasporto su rotaia tradizionale "all'italiana", fatto di lunghi treni Espressi notturni e diurni, composti da vetture con posti a sedere e cuccette da 4/6 posti, magari con auto al seguito, ha portato quasi contemporaneamente alla scomparsa di un'altrettanto storica tipologia di treno, decisamente poco considerata negli ambiti ferro-amatoriali...e sottolineiamo, ingiustamente poco considerata.
Ci riferiamo ai famosi treni speciali effettuati esclusivamente per le trasferte delle tifoserie calcistiche, in occasione di importanti partite di qualificazione o promozione in serie superiore. 
A tutti noi sarà sicuramente accaduto di ammirare divertiti, e forse, in tutta sincerità, a volte anche un po' preoccupati, il transito, la partenza o l'arrivo di lunghe e festanti composizioni stracolme di persone di ogni età affacciate dai finestrini, addobbati con bandiere e gadget vari. 
Purtroppo l'avvenimento di alcuni incidenti, in qualche caso anche molto gravi (ricordiamo la strage di Salerno nel maggio 1999, con scoppio di un incendio a bordo di una vettura di un treno carico di tifosi), unito agli ingenti danni al materiale rotabile, spesso causati da alcune minoranze estremistiche di ultras, ha portato all'abbandono da parte di Trenitalia di questa tipologia di servizio, che veniva gestita in accordo tra l'azienda ferroviaria, la Polfer ed ovviamente la Questura più vicina. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'accantonamento totale della tipologia di vetture utilizzate per questi treni (negli ultimi anni esclusivamente UIC-X tradizionali a scompartimenti e finestrini apribili, le stesse utilizzate sui defunti treni Espressi ordinari), rende ad oggi quasi impossibile il ritorno dei pittoreschi treni dei tifosi...un altro pezzo di storia italiana, e come vedremo molto calabrese, che purtroppo non esiste più.

L'occasione che ci ha spinto a pubblicare questo post, è la straordinaria iniziativa ideata dagli ultras del Catanzaro, facenti parte del gruppo UC'73: i lettori più assidui di Ferrovie in Calabria avranno sicuramente notato che da tempo, in fondo alle pagine del blog, appare il banner del loro sito internet, UsCatanzaro.net, sul quale periodicamente vengono gentilmente riportati alcuni nostri articoli, riguardanti il trasporto ferroviario nell'area catanzarese. Un onore quindi ancora più grande per noi, quello di pubblicare la loro spettacolare creazione...ferro-calcistica! 
Per festeggiare i 40 anni del gruppo, infatti, gli intraprendenti tifosi hanno ideato un'originalissima coreografia, composta da un lungo striscione, sul quale è stato rappresentato a grandezza quasi naturale un breve convoglio ferroviario...composto da una D345 e 3 vetture UIC-X in livrea grigio ardesia! 
Le parole di un tifoso che ha collaborato alla costruzione della scenografia, valgono più di tante descrizioni: 
«Abbiamo lavorato dieci giorni di notte per quella coreografia. Il treno ha voluto rappresentare un viaggio ideale che dura da 40 anni ed ha coinvolto migliaia di ragazzi di varie epoche e generazioni. Quale mezzo si è scelto un treno dalla foggia anni '80 che attraversasse tutto il settore, vera casa degli UC'73. L'idea che si è cercata di trasmettere è che all'arrivo degli ultras il buio, il nulla dei cartoncini neri, si trasforma in un tripudio di colori giallorossi e di tifo coinvolgente. Quello che mi preme maggiormente sottolineare è l'apporto di tutti, Ultras e non, e la fattiva collaborazione tra vecchi e giovani ultras nella distribuzione del materiale, nel dispiegare treno e bandierone. Affiatamento tra vecchi e giovani che rappresenta più di una speranza in vista dei futuri anniversari».
Scorcio della D345 e della prima vettura UIC-X del trenino realizzato dal gruppo UC'73.
Un pensiero emozionante, non solo per chi assiduamente segue le vicissitudini di una squadra come il Catanzaro, che con forza sta cercando di tornare ai fasti di un tempo, ma anche per chi, appassionato di treni e ferrovie, ricorda con nostalgia un'epoca che in questo caso difficilmente potrà ritornare. L'epoca della ferrovia Jonica nei mitici anni '80 e '90, dove proprio le composizioni con le allora quasi nuove D345/D445 e le carrozze UIC-X, la facevano da padrone. Non poteva quindi essere scelto un "treno-tipo" migliore per rappresentare la storia di Catanzaro, una grande storia calcistica, culturale e sociale. Pubblichiamo di seguito due video del backstage della coreografia del trenino, gentilmente inviatici dall'amico Francesco Maduri, durante gli ultimi ritocchi prima dell'esibizione in pubblico durante la partita Catanzaro - Ascoli Piceno dello scorso 18 ottobre:



Ed ecco il trenino in arrivo...in curva ovest, con tanto di coreografia dei tifosi che "scendono" dalle carrozze!



Ma adesso, ecco che arriva la seconda parte del post...potenzialmente "pericolosa"! I tifosi del Catanzaro speriamo ci perdoneranno per l'imminente pubblicazione di alcuni video presenti su youtube, riguardanti alcune storiche trasferte in treno, cosentine e crotonesi!
Ed iniziamo proprio da Crotone, con questo amarcord di immenso valore storico per gli appassionati di treni e ferrovie: dal minuto 00 al minuto 01.40 circa, possiamo ammirare l'irripetibile scena della partenza di un lungo convoglio trainato da una D445 di prima serie, addobbata con bandiera del Crotone fuori dal finestrino della cabina! E' il 14 giugno del 1998, e le dotazioni di materiale rotabile oggi considerato d'epoca, sono ancora enormi. Il treno straordinario è infatti composto da almeno 12 vetture (!!) tra 1946T di prima classe e 1959 di seconda classe, tutte in livrea rosso fegato-grigio beige. Una composizione decisamente corposa per una sola locomotiva D445, spiegabile soltanto con l'assenza di necessità di erogazione del REC (Riscaldamento Elettrico Centralizzato)...visto il periodo di inizio estate in cui il riscaldamento non è necessario, e vista (ovviamente!) l'assenza di aria condizionata su carrozze risalenti al periodo post-bellico.
Ma non è tutto! Dal minuto 09.05 fino al minuto 10.50, c'è dell'altro pane per i denti degli appassionati più esperti: ci troviamo nel 2004, con un ennesimo treno speciale in partenza da Crotone, questa volta diretto a Pescara. Il "treno della salvezza", come viene denominato nel video, accompagnò i tifosi crotonesi alla partita che decretò il salvataggio in serie B, per la squadra della città pitagorica. La simpatica scenetta dello scaramantico spargimento di sale poco prima della partenza, mette in evidenza la variegata composizione di vetture cuccette 1959 (di cui sono visibili anche gli interni) ed UIC-X serie 1968. Presenti in composizione anche tre UIC-X con posti a sedere miste di prima e seconda classe, tutte e tre serie 1975, già all'epoca una vera e propria rarità. Soltanto due anni dopo, nel 2006, nessuna di queste vetture sarebbe più risultata in inventario nel parco rotabili di Trenitalia, ad eccezione delle cuccette serie 1968, rimaste in servizio addirittura fino alla vigilia del 2010...
Piccola nota: nel Regolamento di Polizia Ferroviaria, viene sottolineato che i treni ad esclusivo trasporto tifoserie, devono essere composti da vetture di secondo ordine con porte a chiusura manuale, e nelle grandi stazioni devono essere ricevuti possibilmente in binari secondari, in modo tale da separare i normali flussi di viaggiatori dal gruppo di tifosi. 



E' ora il turno di Cosenza! Siamo nel 1988, ed un folto gruppo di tifosi cosentini è in procinto di partire dalla stazione di Cosenza Centro delle Ferrovie Calabro Lucane (mancavano ancora due anni alla trasformazione in Ferrovie della Calabria!) alla volta di Catanzaro, per il classico derby tra i due capoluoghi calabresi: probabilmente l'unico trasferimento di tifosi...a scartamento ridotto, nella storia d'Italia!
L'osservatore più attento si renderà conto che il convoglio era in partenza di domenica, mentre contemporaneamente continuava a svolgersi il normale esercizio ferroviario: all'epoca, infatti, non era ancora in vigore l'attuale limitazione del servizio ferroviario ai giorni feriali su rete FC, ma la circolazione dei treni sulle tratte sociali veniva assicurata quotidianamente, seppur, ovviamente, in modo ridotto di domenica e festivi. Assolutamente spettacolare la composizione con doppia mista di M2.200 ed M2.120, con al seguito due rimorchi RA 1000, il tutto in un'immacolata livrea grigio perla-verde magnolia. In particolare si trattava delle unità M2 207 (oggi trasformata in M2 207 MV ed in servizio a Catanzaro) ed M2 142 (unica superstite del gruppo assieme all'unità 132, seppur accantonata nel deposito FC di Cosenza Vaglio Lise). Nota fortemente dolente: si intravede più volte un'automotrice Piaggio M2 DE 50 con cassa in acciaio inox, accantonata ma in perfette condizioni. Inspiegabilmente demolita a fine anni '90...
Da notare inoltre la presenza delle infrastrutture delle Ferrovie dello Stato, della vecchia stazione di Cosenza, adiacente a quella di "Centro" delle ex-FCL.


Testimonianze ferroviarie invece un po' più brevi ma non meno intense, nei seguenti video risalenti sempre alla fine degli anni '80 ed inizio degli anni '90, dove la partenza in treno è rappresentata nei minuti iniziali:

Trasferta a Bergamo: vetture MDVE di seconda classe (decisamente poco adeguate per una percorrenza del genere!) ed UIC-X a scompartimenti di seconda classe, il tutto ovviamente con interni originali:



Trasferta a Torino: vetture UIC-X di prima classe serie 1964/1968:



Trasferta a Genova: vista interna della stazione di Cosenza Vaglio Lise, e convoglio tifosi composto da UIC-X di prima classe serie 1964/1968:



Trasferta a Roma: composizione di vetture MDVE ed UIC-X a scompartimenti di seconda classe:


Riteniamo molto probabile che in rete siano presenti ulteriori video rappresentativi di trasferte ferroviarie del calcio calabrese: purtroppo noi di Ferrovie in Calabria siamo riusciti, per adesso, ad individuare soltanto quelli pubblicate in questo articolo. 
Un post tributo ad una lunga tradizione della nostra terra, che speriamo possa aver fatto rivivere a tanti lettori le grandi emozioni di gioventù, e che abbia allietato ed esteso la conoscenza agli appassionati di treni (ed ovviamente di calcio) che per motivi anagrafici non hanno potuto vivere di persona un'epoca ormai considerata mitica.

10 ott 2013

Riciclo dei rifiuti e ferrovia: proposte per una Calabria del futuro... (2° parte)

E' trascorso quasi un mese dalla pubblicazione della prima parte della nostra trattazione, in verità non completamente ferroviaria: ovviamente non ci siamo dimenticati della parte più importante ed interessante per i lettori di Ferrovie in Calabria, e cioè il trasporto via ferrovia della spazzatura!
Nel precedente post avevamo pubblicato una semplice cartina, che riproponiamo in basso, dove erano stati individuati quattro centri di raccolta rifiuti, siti in posizione territoriale strategica all'interno della Calabria: da lì i carri merci caricati, raggiungerebbero l'ipotetico centro di trasformazione di Saline Joniche, da ricavarsi all'interno dell'area dell'ex Liquichimica.


Fondamentale sarebbe in questo caso l'ottimizzazione delle tracce orarie, in modo da poter effettuare meno collegamenti "singoli", e riunire i carri merci provenienti dalle varie aree in non più di due treni. Come avevamo anticipato nella prima parte dell'articolo, considerando la quantità di immondizia prodotta in Calabria (esclusivamente per quanto riguarda la frazione umida, che nel nostro caso è quella utilizzata per la trasformazione in fertilizzante e biogas), dai quattro centri di raccolta (Crotone, Cosenza, Lamezia Terme Centrale e San Ferdinando) verrebbero generati circa 9 o 10 container da 40 piedi, da caricare singolarmente su altrettanti carri pianali a carrelli tipo Rgs, Sdgmnss e simili. 

Carri Sggmrrs con carico di container da 40' a Lamezia Terme Centrale.
Facciamo notare, ovviamente, che si tratta di un numero assolutamente empirico: abbiamo infatti diviso equamente per le quattro aree, l'intero prodotto di spazzatura "umida" calabrese, di per sè già abbastanza vago, purtroppo, e l'abbiamo "automaticamente" sistemato all'interno dei nostri container. Non bisogna infatti dare per scontato che l'area di Cosenza, per esempio, produca la stessa quantità di spazzatura di quella crotonese o taurense/basso Jonio! San Ferdinando potrebbe quindi generare 5 o 6 carri, a differenza di Cosenza che magari potrebbe generarne anche 11, senza dimenticare, ovviamente, la frequenza di invio dei treni, che in caso di necessità (a causa, per esempio, di un non raggiungimento di un numero adeguato di vagoni) potrebbe anche non essere giornaliera. 
Consideriamo però, ipoteticamente, una frequenza quotidiana dei convogli, anche per semplicità nella comprensione del sistema, con unico stop di domenica: sempre per motivi di semplicità, assegneremo ai treni (classificati Interzona, collegamenti senza fermate intermedie fra le zone di manovra impostati a 90-100 km/h), delle semplici numerazioni arbitrarie.

-Merci Interzona "01" Crotone - Lamezia Terme Centrale
-Merci Interzona "03" Lamezia Terme Centrale - Saline Joniche

-Merci Interzona "02" Saline Joniche - Lamezia Terme Centrale
-Merci Interzona "04" Lamezia Terme Centrale - Crotone

In questo caso i due treni sarebbero tra di loro "complementari": in senso nord-sud, infatti, il convoglio carico di spazzatura proveniente da Crotone (Merci Interzona 01) arriverebbe a Lamezia Terme Centrale da Crotone in trazione diesel (locomotiva D445 o D345). Qui avverrebbe la fusione con i carri generati da Lamezia Terme, e si proseguirebbe quindi in trazione elettrica fino a Saline Joniche, con il Merci Interzona 03. Stesso sistema in senso opposto con i carri vuoti: a Lamezia Terme Centrale il treno Merci Interzona 02 termina la corsa, e da esso vengono scissi i carri destinati a Crotone, che proseguono verso lo Jonio in trazione diesel con il MI 04. Un'eventuale elettrificazione della tratta Jonica, o per lo meno della Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido - Crotone, consentirebbe il risparmio di un locomotore e l'utilizzo esclusivo della trazione elettrica. Se attualmente è infatti necessario l'utilizzo di una macchina diesel da Crotone a Lamezia e poi di una elettrica da Lamezia a Saline, a meno che non si voglia percorrere l'intero tratto Crotone - Saline...a gasolio, con la messa sotto tensione della Jonica, o al più del solo tratto interessato dal servizio descritto, basterebbe semplicemente utilizzare una sola locomotiva elettrica, che a Lamezia effettuerebbe le necessarie manovre di composizione e scomposizione, supportata magari da una macchina da manovra per lo spostamento dei carri dall'area interportuale (non elettrificata) ai binari di stazione e viceversa. 

Vista area dello scalo intermodale di Crotone: attualmente inutilizzato dopo il termine dei servizi di trasporto delle barbabietole via ferrovia verso lo zuccherificio di Foggia Incoronata, potrebbe intelligentemente essere riutilizzato per il trasporto rifiuti. Sono presenti quattro binari di carico/scarico a raso ed ampi spazi di manovra per i tir e per il deposito dei container.

Ben più grande (e per fortuna ancora discretamente utilizzato) lo scalo intermodale di Lamezia Terme Centrale. Disponibili tre binari di carico/scarico, di cui uno completamente a raso.












Lo stesso concetto di risparmio tracce, vale anche per i treni da/per Cosenza e San Ferdinando:

-Merci Interzona "05" Cosenza - San Ferdinando
-Merci Interzona "07" San Ferdinando - Saline Joniche

-Merci Interzona "06" Saline Joniche - San Ferdinando
-Merci Interzona "08" San Ferdinando - Cosenza

In questo caso calza a pennello la presenza dello scalo intermodale di San Ferdinando/Porto di Gioia Tauro, in verità attualmente in condizioni a dir poco disastrose e praticamente inutilizzato: l'Interzona 05 proveniente da Cosenza, infatti, manovrerebbe all'interno dello scalo taurense, prelevando i carri carichi generati sul posto, ed aggregandoli a quelli provenienti da Cosenza, proseguendo su Saline Joniche...e viceversa con quelli vuoti. In questo caso basterebbe un solo locomotore elettrico per la trazione da Cosenza a Saline J, con supporto di locomotiva da manovra a San Ferdinando. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'aver scelto lo scalo di San Ferdinando, potrebbe anche rivelarsi utile per un eventuale trasbordo nave-treno, con rifiuti provenienti anche da altre località italiane...o per assurdo, addirittura estere.


Sicuramente potrebbero essere prese in considerazione anche altre opzioni, come ad esempio la fusione dei carri di Lamezia Terme con quelli di San Ferdinando in quest'ultimo scalo, e quelli di Cosenza con quelli di Crotone a Lamezia Terme, con diverse cadenze settimanali in base alle necessità, ed alle reali quantità di spazzatura caricate sui treni. O addirittura, si potrebbe istituire un ulteriore hub di raccolta a Sibari: in tal modo il treno proveniente da Crotone non percorrerebbe più l'itinerario via Catanzaro Lido/Lamezia, ma preleverebbe i carri della sibaritide, effettuerebbe il cambio del locomotore dal diesel all'elettrico, e raggiungerebbe Saline Joniche percorrendo in trazione elettrica la tratta Sibari - Cosenza (dove verrebbero accodati i carri dell'hinterland cosentino) - Paola - Lamezia Terme.

Cosenza: ben quattro binari...e mezzo, utilizzabili per il carico/scarico dei container. Presente un ampio spazio per manovra autocarri e deposito contenitori.
Scorcio del lunghissimo scalo intermodale di San Ferdinando (posto in alto alla fotografia aerea): sono presenti tre binari a raso. In basso una vista ormai appartenente purtroppo al passato: il piazzale di smistamento dei treni da/per il porto e lo scalo intermodale, ancora discretamente "affollato".












Una simile iniziativa riuscirebbe così a rivalutare in un colpo solo tutti gli scali merci calabresi, ovviamente quelli di discreta importanza strategica e di costruzione relativamente recente, oggi tutti dismessi ad eccezione di Lamezia Terme Centrale, che in ogni caso risulta assolutamente sottoutilizzato. Gli impianti ferroviari, inoltre, potrebbero tornare ulteriormente utili in un'ottica di sfruttamento del trasporto su ferro anche del prodotto finito, vale a dire principalmente concime (per il biogas la questione trasportistica potrebbe complicarsi ulteriormente): ogni qual volta si rendesse necessario, a seguito di richieste dei grossisti, ai treni di ritorno da Saline, che trasportano i container vuoti, potrebbero essere accodati dei carri chiusi tipo H a pareti scorrevoli ed alta capacità di carico, per la consegna del fertilizzante già confezionato. Giunto a San Ferdinando, Lamezia Terme, Cosenza e Crotone, verrebbe poi distribuito al dettaglio, nell'hinterland, via gomma...con un percorso inverso a quello della spazzatura! Nulla vieta, tra l'altro, di sganciare parte dei carri chiusi a Villa San Giovanni, ed accodarli (nei limiti del possibile, vista la ormai quasi totale chiusura di Trenitalia ed RFI nell'effettuare manovre di composizione/scomposizione di treni completi) ai treni merci attualmente esistenti, provenienti dalla Sicilia e diretti nel resto d'Italia, in caso di...successo commerciale "extra-regionale", del concime made in Calabria.
Una nota: ricordiamo che per quanto riguarda il reggino, il trasporto della spazzatura verso Saline Joniche, dovrebbe avvenire via gomma, vista l'area geograficamente ristretta e le relativamente brevi distanze dall'impianto di trasformazione.

Arriviamo così all'opera più importante e costosa...e cioè l'impianto di Saline! Non vogliamo (nè possiamo, ovviamente, in quanto non di nostra competenza), approfondire sulle caratteristiche dello stabilimento in sè: ci limitiamo quindi ad un semplice schema di massima del raccordo ferroviario che si renderebbe necessario per l'inoltro dei carri merci all'interno dell'industria:

Il raccordo avrebbe origine nei pressi della radice sud degli scambi della stazione di Saline Joniche: sarebbe necessaria la costruzione di un nuovo viadotto parallelo a quello esistente, e collegato "all'appendice" sulla quale abbiamo posato il nostro ipotetico binario, come si può notare in foto. 

Il viadotto proseguirebbe in lenta discesa, in modo da raggiungere il livello attuale del terreno sul quale è posta la ex-Liquichimica, e dove sorgerebbe il nuovo impianto di trasformazione.

All'ingresso dell'enorme area industriale abbandonata, ci troveremmo quasi al livello "base". La ferrovia Jonica, ancora in viadotto (la lunghezza totale del raccordo si aggirerebbe attorno ad 1 km), rimarrebbe quindi alcuni metri più in alto.

Ed ecco quindi il nuovo scalo da costruire, di dimensioni relativamente compresse e dotato di tre binari, che dovrebbero essere a raso (all'interno dell'area tracciata in rosso) per permettere il carico/scarico dei container.

Il raccordo potrebbe proseguire e terminare nei pressi dei vecchi silos della Liquichimica, che previa verifica di utilizzabilità, potrebbero essere "riciclati" come deposito per i fertilizzanti, che potrebbero così essere spediti anche via ferrovia ai mercati richiedenti. 























Tante belle idee, sicuramente: ci prendiamo però la responsabilità di aver proposto un sistema non basato su un serio studio di fattibilità e di convenienza economica ed ambientale: il tutto potrebbe magari avere un senso strutturandolo diversamente, o più probabilmente potrebbe non averne alcuno. Speriamo per lo meno di aver allietato le menti degli appassionati di treni (e non...) più fervide...e per adesso consideriamo il tutto come un semplice esercizio di stile! 
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it