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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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24 mar 2014

Ferrovie Calabro Lucane: i centenari calabresi partono da Castrovillari...


Il 2014 rappresenta l'avvio di una lunga sequenza di circa dieci anni, in cui si concentreranno tanti centenari relativi alla costruzione ed entrata in esercizio di numerose linee ferroviarie delle Ferrovie Calabro Lucane...oggi "separate" in Ferrovie della Calabria e Ferrovie Appulo Lucane. 
Lo scorso 15 marzo, Castrovillari ha aperto le danze, con i primi 100 anni dall'arrivo della prima locomotiva. Era infatti il 15 marzo 1914, attorno alle ore 15, quando una vaporiera (appartenente tra l'altro alle Ferrovie dello Stato, e proveniente dalla rete a scartamento ridotto siciliana, all'epoca in parte già attiva), faceva per la prima volta il suo ingresso nella nuovissima stazione di Castrovillari, affollata dai festanti cittadini dell'epoca, entusiasti per l'importante conquista. Il rotabile, giunto via ferrovia attraverso la rete FS, è stato probabilmente trasportato su un carro a scartamento ordinario fino alla stazione di Spezzano Albanese, capolinea calabrese della linea per Castrovillari - Lagonegro: proprio il tratto Spezzano - Castrovillari, è stato il primo ad essere inaugurato, il 15 settembre del 1915, dopo circa un anno di preesercizio e completamento dei lavori infrastrutturali. Come ben noto, la tratta Spezzano - Lagonegro, in previsione, doveva essere quella portante per il sistema di linee a scartamento ridotto, progettate tra fine '800 ed inizio '900, che avrebbero collegato in modo capillare, l'entroterra calabrese, lucano e pugliese (con un piccolo sconfinamento campano...). Da Bari a Sinopoli e chiusura del circuito a Taurianova, con "baluardo sud" delle FCL rappresentato dalle linee taurensi, servendosi anche delle linee FS (per esempio, era previsto il collegamento da Spezzano Albanese a Cosenza, tra la linea FCL da Lagonegro e quella per Catanzaro), con tratti a doppio scartamento. L'interessante evento del 15 marzo, promosso da vari dipendenti di Ferrovie della Calabria, con a capo dell'organizzazione il Dott. Carmine Bonadies, ha avuto un ampio risalto mediatico: non potevamo ovviamente mancare noi di Ferrovie in Calabria, seppur, purtroppo, soltanto per poco più di un'ora, a causa delle difficoltà di spostamento attraverso i mezzi pubblici dal sud della Calabria. A causa di ciò, non siamo riusciti ad assistere alla conferenza, avviata con circa un'ora di ritardo, per attesa di varie personalità politiche: a tal proposito, segnaliamo la presenza di vari sindaci di centri del comprensorio (in primis quello di Castrovillari, Domenico Lo Polito), serviti dalla ferrovia fino al 1978, quando l'ultimo tratto in servizio, fino a Cassano allo Jonio e fino a Rivello (già dal 1952 non si arrivava più a Lagonegro, a causa di movimenti franosi che danneggiarono il Viadotto Serra), venne soppresso, decretando la fine della storica strada ferrata. Purtroppo assenti per impegni istituzionali i presidenti di Ferrovie della Calabria e Ferrovie Appulo Lucane, rispettivamente Giuseppe Pedà e Matteo Colamussi: speriamo possa ripetersi presto una simile occasione di...re-incontro, tra due aziende che fino al 1990 erano ancora un'unica entità.
In questo post riassumeremo quindi a grandi linee il fine principale di questo evento, che non era, come ovvio, soltanto la semplice ricostruzione storica ed il ricordo di un'epoca che, purtroppo, non c'è più.
La piccola ma curatissima mostra fotografica ed oggettistica allestita (addirittura con documenti e planimetrie della linea ferroviaria, provenienti dall'archivio di stato di Lagonegro), ha fatto da contorno al dibattito, assieme ad un simpatico circuito ferroviario in scala H0, sul quale correvano trenini di varie epoche (purtroppo solo FS!), dall'ETR500 in livrea Frecciarossa...fino ad una 740 con vetture Corbellini...passando per le tipicamente calabresi D445 di prima serie e D341 di seconda serie.
Lo scopo dell'iniziativa: è facile immaginare che si voglia rimediare allo scempio compiuto 40 anni fa, con la falcidia di centinaia di km di linee a scartamento ridotto, che oggi potrebbero indubbiamente rappresentare una fonte di economia, specialmente a livello turistico. Proprio per la Spezzano - Castrovillari - Lagonegro, non mancano le proposte e gli studi di fattibilità, per un parziale ripristino della ferrovia per fini turistici, visto che lo storico tracciato dell'unica "vera Calabro-Lucana", che congiungeva la Calabria alla Basilicata, si snodava per la maggior parte all'interno dell'odierno Parco Naturale del Pollino. Proposte e promesse che sicuramente condividiamo, e che condividono gli organizzatori del convegno: siamo però dello stesso parere di Carmine Bonadies, che più che a fantasticare su progetti un po' troppo onerosi, sprona a rimanere con i piedi per terra...ma soprattutto sprona a non ripetere quanto accaduto negli scorsi decenni, salvaguardando le linee ferroviarie ancora attive, con servizi ordinari e turistici. A tal proposito, tra qualche rigo riporteremo anche la valida iniziativa d'azione proveniente da San Giovanni in Fiore, per evitare lo smantellamento della tratta fino a Camigliatello. 
Ricordare, quindi, per non ripetere gli errori del passato: noi di Ferrovie in Calabria auspichiamo, per lo meno, al mantenimento in buono stato, previa bonifica, dell'ex tracciato della ferrovia (che come ricordiamo, da Spezzano Albanese a Castrovillari è stata smantellata tra il 1982 ed il 1984), in modo da renderlo utilizzabile per percorsi ciclistici o di trekking, ma soprattutto, a non lasciare in stato di abbandono tutte le piccole e grandi strutture di servizio ancora presenti a Castrovillari. Rimesse, piccoli uffici, spogliatoi, e non di meno la vaporiera a cremagliera FCL 503, ultimo rotabile rimasto dopo lo smantellamento della ferrovia, oggi monumentato: ci sarebbero tutte le premesse per la creazione di un interessante museo della ferrovia, proprio all'interno di quell'area (dove ogni tanto spunta ancora qualche tratto di rotaia...) che oggi viene solcata soltanto dagli autobus, principalmente di Ferrovie della Calabria. Attenzione ai facili qualunquismi da appassionati di treni e ferrovie: allo stato attuale, sono assolutamente da salvaguardare anche i servizi sostitutivi su gomma, che collegano i territori in precedenza serviti dalle ferrovie, visto il periodo decisamente buio per tutto il trasporto pubblico locale, non solo calabrese.
A livello turistico, non dimentichiamo che anche un piccolo ripristino di tratti di ferrovia, da percorrere con draisine motorizzate o a pedali, come diffuso in molte nazioni nord-europee, potrebbe essere un'attrazione da non sottovalutare.

La bellissima FCL 503 monumentata su un tratto di binario (con tanto di spezzone di cremagliera) nei pressi dell'autostazione di Castrovillari: in buone condizioni generali, necessiterebbe però di un accurato restauro estetico.
Situazione maggiormente degradata, invece, all'interno delle ex rimesse ed officine autobus: invase da rifiuti ed utilizzate come alloggio di fortuna, meriterebbero ben altra sorte, che valorizzi il loro glorioso passato.
Nella rimessa della conferenza: esposizione di documentazioni e manuali storici FCL.
Di enorme valore l'intero profilo plano-altimetrico della linea Spezzano - Lagonegro, originale, all'epoca redatto dalle Ferrovie dello Stato, che in previsione avrebbero dovuto gestire la tratta, inizialmente prevista addirittura a scartamento ordinario...
Il notevole piano dei binari della stazione di Castrovillari.
Treni in movimento...anche se soltanto in scala H0!
Cimeli storici delle Ferrovie Calabro Lucane: da notare anche la simpatica locomotiva, autocostruita da un ferroviere in pensione FCL.
Alcune fotografie della FCL 358, unità ancora oggi esistente e di proprietà di un privato in Lazio, durante il periodo di esercizio sulla Spezzano - Castrovillari - Lagonegro.
Durante la conferenza: intervento dello storico Gianluigi Trombetti.

A proposito della linea Cosenza - Pedace - San Giovanni in Fiore, come anticipavamo: per quanto riguarda questa tratta, anch'essa parzialmente a rischio smantellamento, e che speriamo presto possa non esserlo più, riportiamo di seguito la nota stampa del neo costituito "Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana", con a capo l'attivissimo parroco di S.Giovanni in Fiore, Don Emilio Salatino:

Nella prima assemblea del “Comitato per la salvaguardia della ferrovia silana” tenutasi martedì pomeriggio presso la biblioteca della Parrocchia di Santa Lucia a San Giovanni in Fiore, il presidente del Comitato Don Emilio Salatino insieme a Giuseppe Veltri, Presidente di Legambiente Sila, ha potuto informare gli altri membri del Comitato sui primi risultati ottenuti dopo gli incontri avvenuti la scorsa settimana a Lorica con il direttore dell’Ente Parco Sila Michele Laudati e a Cosenza con il Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà. Presenti alla prima assemblea i rappresentanti delle associazioni “Un sorriso agli emigrati”, “A.di.Fa”, “U.I.L.”, “SPI-CGIL”, “Impegno Civile”, “Auser”, “Pro Loco SGF” e “Amira sez. Cosenza”. Positivi i risultati degli incontri, in particolare quello di venerdì con il presidente di Ferrovie della Calabria, Giuseppe Pedà al quale hanno assistito anche il direttore generale di Ferrovie della Calabria l’ing. Lo Feudo, il direttore di esercizio l’ing. Santo Marazita e il consigliere regionale già con delega ai trasporti Fausto Orsomarso. Durante l’incontro i delegati del Comitato hanno evidenziato come sia necessario promuovere una mobilità alternativa per una realtà che sta vivendo una crisi senza precedenti come è appunto San Giovanni in Fiore, ed evitare che il territorio silano sia spogliato di un’altra importante e vitale infrastruttura che è un servizio ed un patrimonio da tutelare e risollevare. <>. Primo atto che i delegati del Comitato hanno chiesto ai presenti dell’incontro di Cosenza, la rettifica del famigerato decreto 380, ovvero bloccare immediatamente la sdemanializzazione della tratta tra Camigliatello Silano e San Giovanni in Fiore. A questo si è aggiunta anche la proposta di ripristinare entro l’estate la tratta tra Moccone e Silvana Mansio, come prima azione concreta per il riavvio della tratta tra Cosenza e San Giovanni in Fiore. <>. Dall’incontro di Cosenza i primi impegni assunti dai presenti che riguarderanno la correzione del decreto 380 da parte della giunta regionale, e l’avvio di un percorso sinergico tra gli enti, in modo da completare definitivamente il processo di ripristino della ferrovia silana. Il Comitato fa sapere che continuerà a lavorare intensamente alla risoluzione del problema e già nella prossima settimana intende incontrare i sindaci della Presila Cosentina per chiedere alle amministrazioni di poter sostenere l’operato e l’idea stessa del ripristino della Cosenza – San Giovanni in Fiore.
Un momento dell'incontro costitutivo del Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia silana, a S.Nicola Silvana Mansio, all'interno di uno dei rimorchi RA 3000 trasformati in ristorante/paninoteca...ed all'occorrenza, anche in sala conferenze!

23 dic 2013

Foto dal passato (n°42 - Dicembre 2013)

Non sembra vero, ma in un batter d'occhio eccoci nuovamente alla fine di un altro anno, l'ennesimo di questa strana epoca, in compagnia di Ferrovie in Calabria: l'ultimo appuntamento del 2013 con la Foto dal Passato, alle porte del Natale, sarà probabilmente un bellissimo regalo per molti lettori del nostro blog! 
In questi giorni abbiamo ricevuto alcuni interessantissimi scatti fotografici risalenti all'inverno tra il 1990 ed il 1991, ed all'estate del 1990. Luogo di ambientazione: Germania!
Probabilmente vi starete chiedendo cosa ci sia sotto...visto che l'area geografica di ambientazione delle immagini che stiamo per pubblicare, ha decisamente poco a che fare con la nostra Calabria! 
In realtà il nesso c'è, ed è qualcosa di assolutamente eccezionale: l'amico tedesco Rolf Wiemann ci ha "sconvolto" con l'invio di una testimonianza storica di alcuni treni internazionali a lunghissima percorrenza, che ancora nel 1990 e nel 1991 collegavano Dortmund (ed altre importanti città tedesche ad alta presenza italiana, come Essen, Colonia e Francoforte), passando per la Svizzera da Basilea...direttamente con la nostra Calabria...ed in particolare, Catanzaro Lido! Purtroppo tali treni molto probabilmente non figuravano sugli orari ufficiali, almeno su quelli delle Ferrovie dello Stato, in quanto sicuramente circolavano come straordinari, segnalati di volta in volta: in ogni caso siamo aperti ad ogni consiglio o puntualizzazione, se qualche lettore ne dovesse sapere di più...cosa che speriamo possa avvenire, per ricostruire al meglio la storia di questi mitici servizi ferroviari. 
Un altro elemento poco chiaro, riguarda la composizione: si trattava di interi treni (che in Italia percorrevano l'itinerario Adriatico, da Milano Centrale/Bologna Centrale, a Bari Centrale - Taranto - Crotone - Catanzaro Lido), o di gruppi di carrozze dirette che venivano agganciate/sganciate a vari treni internazionali e non, durante il loro lungo viaggio attraverso l'Europa? 
Nella fotografia in basso, notiamo infatti che le vetture UIC-X FS sono soltanto tre (tutte di seconda classe con posti a sedere), in testa al convoglio capeggiato da una locomotiva gruppo 110 delle Deutsche Bundesbahn, che all'epoca, dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989, erano diventate l'unica azienda ferroviaria statale in Germania: il resto del convoglio è formato da vetture UIC-X DB nella storica livrea blu/crema, ma non è dato sapersi se l'intero treno fosse destinato a Catanzaro Lido (in tal caso sarebbe eccezionale la presenza di carrozze tedesche, addirittura lungo la nostra attualmente moribonda linea Jonica...), o magari con altra destinazione internazionale o interna alla Germania stessa:

Una locomotiva elettrica serie 110 delle DB, in testa al lungo convoglio, nell'estate del 1990: subito dietro il locomotore, 3 UIC-X con posti a sedere di seconda classe delle FS, dirette a Catanzaro Lido. Non è dato sapersi se anche il resto del treno composto da vetture DB, avesse la stessa destinazione...
Particolare della bellissima tabella di percorrenza (di proprietà delle DB, e non delle nostre FS!), posta sulla UIC-X FS in livrea grigio ardesia, riportante il percorso Dortmund - Catanzaro, e relative fermate intermedie principali. Probabilmente la dicitura "Catanzaro" era errata, in quanto il treno terminava la corsa a Catanzaro Lido, mentre come ben sappiamo "Catanzaro" era riferito alla stazione cittadina di Sala: è improbabile che un treno a percorrenza così lunga e proveniente dalla Jonica Nord, effettuasse cambio banco a Catanzaro Lido, per terminare la corsa pochi km dopo, alla stazione di Sala...anche se, visto il periodo decisamente felice per le nostre ferrovie, nulla è escludibile! 
















L'altro scatto, in questo caso ancora più significativo e malinconico, vede in primo piano due probabili cittadini pugliesi o calabresi (o entrambi!), ripresi durante la sosta in una stazione ferroviaria tedesca. Da notarsi le perfette condizioni estetiche delle due UIC-X di seconda classe, con posti a sedere, della serie 1982, con tanto di tabelline metalliche, indicative del numero della carrozza! 
L'onnipresente tabella di percorrenza, invece, in questo caso riporta il percorso esatto, con destinazione Catanzaro Lido e non Catanzaro: incredibile pensare, al giorno d'oggi, di effettuare una tratta così lunga, che molto probabilmente si aggirava attorno alle 36 ore di percorrenza...senza la minima possibilità di comunicare tramite cellulari o altri strumenti "moderni", per aggiornarsi ed aggiornare parenti ed amici sullo stato del viaggio, ed eventuali ritardi del treno! 
Quel che è certo, è che la fine di questi collegamenti su rotaia, che probabilmente nel 1991 venivano effettuati per le ultime volte, non è stata decretata esclusivamente dal trasporto aereo: ad oggi esistono infatti decine e decine di collegamenti autobus tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con destinazione Germania, Francia, Austria...
Siamo quindi proprio sicuri che in determinati periodi dell'anno, magari soltanto sulle principali direttrici ferroviarie (è ovviamente impossibile riproporre un Catanzaro Lido - Stoccarda o Catanzaro Lido - Dortmund, quando oggi si è divenuti incapaci anche di garantire un semplice InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto...), una serie di collegamenti similari non riscuoterebbe un notevole successo commerciale? In estate o nei periodi natalizi e pasquali, con effettuazione bisettimanale, un Reggio Calabria - Villa San Giovanni - Lamezia Terme Centrale - Zurigo/Stoccarda/Dortmund e vv, magari basandosi sul mai dimenticato Espresso con auto al seguito 1384/1385 "Freccia della Calabria" Villa San Giovanni - Zurigo, soppresso nel 2006, rischierebbe soltanto...di fare il pienone! 
In verità confidiamo più nelle ferrovie tedesche DB e svizzere SBB CFF FFS, che in Trenitalia...
Ferrovie in Calabria lancia la proposta!

Emozionante è dir poco: i due viaggiatori pugliesi e/o calabresi in sosta in qualche stazione ferroviaria tedesca, nell'inverno del 1990, in attesa della ripartenza del treno diretto a Catanzaro Lido. 

Particolare della tabella di percorrenza Dortmund - Catanzaro Lido, posta su una UIC-X serie 1982, in una immacolata livrea rosso fegato e grigio beige.

Mappa della rete ferroviaria fondamentale europea, con evidenziato in rosso il percorso del treno Dortmund - Catanzaro Lido, via Essen, Colonia, Mannheim, Basilea, Berna, Milano Lambrate, Bologna Centrale - Bari Centrale - Taranto - Crotone.
Cogliamo l'occasione per augurare Buon Natale e buone feste a tutti i lettori di Ferrovie in Calabria!!!

Roberto, Francesco, Vittorio, Luca, Vincenzo - Associazione Ferrovie in Calabria

7 ott 2013

25 anni di ETR450: un piccolo augurio dalla Calabria...


L'evento non è certamente passato inosservato, molto probabilmente, neppure ai "non appassionati" di treni e ferrovie: lo scorso 3 ottobre la presentazione della neonata Fondazione FS è stata infatti ulteriormente valorizzata dai festeggiamenti legati ai primi 25 anni di esercizio del mitico Pendolino. Con grandissima sorpresa, sotto le storiche volte di Milano Centrale, dopo anni di abbandono nei fasci di binari di Ancona, ha fatto ritorno in grande stile il prototipo ETR401: momentaneamente sono stati ristrutturati esteticamente soltanto due elementi (cassa di testa più una vettura intermedia), ripristinando l'originale livrea del 1974. Non poteva mancare ovviamente un rappresentate del primo Pendolino di serie, e cioè l'ETR450...vero "festeggiato" per i 25 anni di servizio, dal 1988 ad oggi. Si trattava del complesso 10, assegnato all'Impianto di Manutenzione Corrente di Reggio Calabria, ed utilizzato in turno con altri 3 complessi, per l'effettuazione delle ultime due coppie di InterCity tra lo Stretto e la Capitale, ancora assegnate agli ormai storici elettrotreni.
Visto perciò il diretto collegamento con la nostra regione, e considerando l'enorme valore culturale e sociale rappresentato in Calabria dal Pendolino, in oltre 20 anni, abbiamo ritenuto opportuno dedicare anche noi di Ferrovie in Calabria un piccolo pensiero a questo rotabile dalla rivoluzionaria tecnologia completamente made in Italy. 
Entrati quindi in servizio nel 1988, sulla tratta Roma - Milano con collegamenti no-stop, fecero il loro debutto in Calabria nel 1991, con la coppia di InterCity 502/515 "Bernardino Telesio" di sola prima classe. Tale collegamento è in realtà maggiormente conosciuto per l'effimero periodo di effettuazione con il prototipo ETRY500, dal 1993 al 1995 . Il leggero e scattante Pendolino però si rivelò decisamente più adeguato all'esercizio su una linea tortuosa come la Tirrenica Sud, dove appunto potevano essere sfruttate le famose doti di "pendolamento" delle casse delle carrozze, consentendo così il mantenimento di velocità commerciali ben più alte rispetto a quelle di un convoglio composto da locomotiva e vetture tradizionali. Sei ore e trenta minuti per andare da Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, un salto di qualità non indifferente in un'epoca in cui i tempi di percorrenza non si discostavano molto da quelli degli anni '70: possiamo definire il "Bernardino Telesio" come una sorta di degno predecessore dell'attuale Frecciargento 9372/9377, effettuato con ETR485, ancora una volta un Pendolino, ma ovviamente rivisto in chiave politensione, per consentirne l'utilizzo sia sulle linee ferroviarie tradizionali e sia su quelle ad Alta Velocità/Alta Capacità.
Ma la Calabria non si è fatta mancare nulla: in pochi sapranno che non solo ETR450 ha solcato i nostri binari, ma addirittura anche il 401, utilizzato nelle estati del 1996 e 1997, come treno charter (assieme ad un ETRY500 e due ETR250) tra Torino/Milano/Roma e Sibari/Reggio Calabria. L'interessantissima iniziativa, denominata "Treni del Sole" (da non confondersi con il famoso treno notturno "Treno del Sole" Palermo/Siracusa - Torino Porta Nuova!), venne ideata dall'Assessorato al Turismo della Regione Calabria. Bastava infatti prenotare un periodo di villeggiatura di almeno una settimana in una struttura alberghiera all'interno del territorio calabrese, per avere automaticamente diritto al viaggio gratuito (!!) di andata e ritorno da/per le varie destinazioni e stazioni intermedie previste. I convogli, che partivano settimanalmente il sabato mattina dai centri del nord Italia in direzione sud, e la domenica mattina in senso opposto, erano stati pellicolati con una sgargiante livrea e slogan dedicato, piacevolmente rimasto impresso nelle menti di tanti nostri corregionali: "Calabria, Mediterraneo da scoprire".
Ricordi nostalgici di un'epoca ormai lontana, e di una concezione dei trasporti pubblici calabresi totalmente diversa da quella odierna, concentrata quasi esclusivamente sulla gomma.

L'ETR401 in livrea "Calabria, Mediterraneo da scoprire", in transito a Monzuno, sulla DD Bologna - Firenze. Foto di Luca Catasta. 














Terminata la breve epopea dei "Treni del Sole", nel 1997 arriva una svolta: i treni effettuati con ETR450, fino a quel momento classificati InterCity (soltanto per i primi due - tre anni di esercizio vennero contraddistinti con la categoria "P" di Pendolino), diventano Eurostar Italia. Durante l'orario invernale 1999-2000, erano già previste in orario tre coppie di ES* tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini: si trattava dei treni 9366, 9368 e 9370, e 9375, 9377 e 9379 in senso nord-sud. Spariva la limitazione della sola prima classe, ma la prenotazione diventava obbligatoria il venerdì e la domenica. I tempi di percorrenza continuano ad aggirarsi attorno alle 6 ore e 30 minuti per l'intera tratta, grazie al pendolamento attivo. Pendolamento che però, a causa della sempre più cronica carenza di pezzi di ricambio (in particolare di dispositivi giroscopici, costruiti addirittura dalla British Aerospace!), venne gradualmente soppresso su tutti i complessi, e diventò ufficiale il 10 giugno del 2004. La velocità massima scendeva quindi a 200 km/h, dopo una già precedente limitazione a 220 degli originari 250. Proprio nel 2004 i nostri Pendolini di prima generazione iniziano ad essere lentamente sostituiti dagli ETR460/480 sulle relazioni Eurostar da/per la Calabria: dopo un certo periodo di promiscuità dei turni, gli ETR450 quasi spariranno dalla linea Tirrenica calabrese. Se gli Eurostar erano infatti totale appannaggio dei Pendolino di seconda serie, gli InterCity erano monopolio di composizioni con locomotiva e carrozze ordinarie tipo UIC-Z/X e GC. Nel 2007 e 2008, arriva una sorpresa! Gli ETR450, seppur non regolarmente, tornano a fare capolino sullo Stretto in turno con gli ETR460/480. Non era infrequente trovare addirittura i complessi pellicolati in livrea TrenOk, sfortunata iniziativa di Trenitalia istituita tra Roma e Milano, grazie alla quale era possibile viaggiare con prezzi quasi costantemente low cost. 
Un ETR450 in livrea TrenOk (con frontale decisamente ammaccato...), in partenza da Villa San Giovanni, con un Eurostar Reggio Calabria Centrale - Roma Termini.














Ma il massiccio ritorno dell'ETR450 avviene tra il 2009 ed il 2010: mentre il servizio inizia a differenziarsi in modo più netto (specie con l'istituzione del servizio ad alta velocità Frecciargento da Reggio Calabria Centrale a Roma Termini, con materiale ETR600 prima ed ETR485 dopo), le quattro coppie di InterCity sullo stesso percorso, diventano totale monopolio dei primi Pendolino. Si arriva quindi ad avere l'intera offerta diurna Calabria - Roma, dall'InterCity alla Frecciargento passando per l'Eurostar (divenuti ormai Frecciabianca da dicembre 2012), impostata sugli elettrotreni a cassa oscillante...o ex oscillante! Le uniche due coppie di InterCity ovviamente mantenute con composizioni ordinarie di carrozze, sono quelle provenienti e dirette in Sicilia. 
E' anche questa volta una mera illusione: con il rapido decadimento di componenti meccaniche ed elettroniche, viene avviato un progressivo accantonamento dei soltanto "venticinquenni" elettrotreni. Già ad aprile 2012, infatti, una coppia di InterCity ritorna al materiale ordinario, seppur con vetture ristrutturate a fondo, ed alternanza di ETR450 e carrozze a scompartimenti e/o a salone sugli altri InterCity Calabria - Roma. Nel frattempo i complessi abbandonati nelle zone ricovero di Reggio Calabria, si moltiplicano sempre di più: attualmente almeno cinque complessi si trovano abbandonati e cannibalizzati tra i fasci di binari lato Melito di Porto Salvo (fascio Calamizzi), e la zona ricovero/platea di lavaggio posta quasi di fronte i marciapiedi di stazione. In realtà, al di là della pura passione per un rotabile di grandissimo valore storico e gradevole esteticamente, a differenza di tante altre produzioni più moderne, non si possono non mettere in evidenza alcune gravi mancanze, in primis "esterne", a causa dell'abnorme altezza tra i gradini di salita/discesa dei vestiboli ed i marciapiedi di stazione, e non di meno interne, per la carenza di spazi per riporre i bagagli, che molto spesso devono essere letteralmente "abbandonati" nelle bagagliere alle estremità delle vetture, che nella maggior parte dei casi non sono a vista dei viaggiatori...semplificando così l'operato di eventuali ladri, durante le fermate nelle stazioni. Almeno per adesso, perciò, sono soltanto due...e mezza, le coppie di treni previste con ETR450: si tratta degli IC 551/552 e 561/560 ed il festivo 1573. Un declino lento ed inesorabile per i pochi complessi rimasti in attività, mantenuti anche grazie ai pezzi di ricambio forniti dai convogli...meno fortunati, senza contare che da gennaio 2013 Trenitalia ha sospeso le revisioni generali , e alla scadenza delle revisioni ordinarie o in caso di guasti gravi, gli ETR450 verranno via via messi fuori servizio e accantonati. 
Ma ovviamente, confidiamo nella nuova Fondazione FS: sicuramente almeno un complesso, al termine definitivo dell'esercizio ordinario, andrà mantenuto in ordine di marcia...e qualcosa ci dice che probabilmente sarà proprio il numero 10...chissà! Per adesso, continuiamo a godere dei transiti regolari degli ultimi treni bianco-rossi, livrea che indenne ha attraversato gli anni '80, '90, 2000 e primo decennio del Terzo Millennio, ma che ormai, dopo gli ETR485, è quasi scomparsa anche dai 460, trasformati per servizi Frecciabianca...

Due ETR450 accantonati a Reggio Calabria.














Gli interni decisamente vintage (mantenuti quasi inalterati nonostante il revamping), di una vettura di seconda classe dell'ETR450.

25 ago 2013

Catanzaro Lido, 22 agosto 1943: memorie di guerra...


Deposito Locomotive di Catanzaro Lido, 22 agosto 2013: il Silenzio risuona nella rimessa principale, all'interno della quale avviene giornalmente il ricovero e la manutenzione ordinaria delle nostre automotrici ALn668. Segue un lungo applauso.
Il tremendo bombardamento alleato che colpì Catanzaro Lido (ed in particolare la stazione ferroviaria e relativo deposito locomotive), nel lontano 22 agosto 1943, non è stato dimenticato.
Come avevamo anticipato su queste pagine, pubblicando la locandina dell'iniziativa, l'attivissimo e da poco costituito "Comitato ferroviario per il coordinamento delle celebrazioni del 70° anniversario dei bombardamenti del 1943", ha organizzato con il patrocinio del Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido, un incontro proprio all'interno del deposito, per rinnovare il ricordo del triste ed allo stesso tempo "fortunato" attacco che ha colpito le infrastrutture ferroviarie del capoluogo calabrese, durante la II Guerra Mondiale.
La vicenda del bombardamento è strettamente legata all'ormai noto culto di S.Antonio di Padova, divenuto da quel lontano 22 agosto il protettore dei ferrovieri catanzaresi e di passaggio dall'impianto jonico: qualche giorno prima del bombardamento, infatti, una statuina del Santo (al quale erano e sono devoti centinaia di catanzaresi, ancora prima dell'evento storico descritto) venne acquistata da alcuni addetti del deposito locomotive, e venne posta all'interno del magazzino attrezzi, a protezione del luogo di lavoro.
Arriva così il fatidico giorno del bombardamento: quasi incredibilmente tutti i ferrovieri presenti nell'impianto riescono a mettersi in salvo fuggendo nei vicini campi coltivati ad aranceto. Soltanto uno di loro, Tommaso Leone, pagò con la vita l'avventata decisione di nascondersi all'interno della camera di fumo di una vaporiera...purtroppo colpita in pieno da una bomba sganciata dagli aerei. Terminato l'attacco, il deposito era ormai stato ridotto ad un ammasso di macerie. Nulla era stato risparmiato...ad eccezione, incredibilmente, della statuina di S.Antonio, ritrovata integra dai ferrovieri, tra quel che rimaneva del magazzino attrezzi. Questa particolarità, unita alla (quasi) totale assenza di vittime, fece sì che il culto del Santo divenisse una costante: ogni 13 giugno infatti si svolge una particolarissima processione in treno, dal Deposito alla stazione ferroviaria, fino alle vicine Officine Nazionali Manutenzione Macchine d'Opera.
All'unica vittima dell'attacco, il povero Tommaso Leone, è stata dedicata la breve ma intensa rappresentazione teatrale in dialetto locale e con voce fuori campo di accompagnamento, messa in scena dai bravissimi interpreti Annarita Palaia, Marco Angilletti, Antonio Orlando, Fiore Caroleo, Lina Rotella e Tonino Angeletti, facenti parte della compagnia teatrale denominata, guarda caso, "A Trambìa di Catanzaro" (la Tranvia di Catanzaro):  giusto per non discostarci dal tema ferroviario! In circa 15 minuti, è stata ricostruita la vicenda che ha portato al culto "ferroviario" di S.Antonio, dalla decisione di acquistare la statuetta, fino al bombardamento (con tanto di fuga fatale di "Tommasino" all'interno dell'automotore 214 4198, che ha rappresentato la vaporiera all'interno della quale si era nascosto lo sfortunato ferroviere) ed al ritrovamento della stessa statua praticamente intatta.
Una strana ed emozionante coincidenza, forse notata da poche persone, è stato il breve scroscio di pioggia che si è abbattuto sul deposito proprio durante la rappresentazione teatrale: pioggia non di bombe ma ovviamente d'acqua, decisamente insolita in pieno agosto sulle coste calabresi, esattamente dopo 70 anni, quasi come se qualcuno, dall'alto, avesse deciso di ricordare a modo proprio, esattamente in quei momenti, un avvenimento rimasto nella storia di Catanzaro...

Ma oltre alla rappresentazione teatrale, non sono mancate ricostruzioni storiche, non soltanto strettamente ferroviarie: la serata ha infatti avuto la seguente scaletta:

- Saluto di Nunzio Familiari 
Rappresentante del Comitato ferroviario per il coordinamento delle celebrazioni del 70° anniversario dei bombardamenti del 1943 - Uno dei componenti più attivi del Comitato Organizzatore Festeggiamenti dei Ferrovieri di CZ Lido in onore di S. Antonio di Padova.

 -Rappresentazione teatrale a cura dalla Compagnia teatrale ’A Trambìa di Catanzaro;

-Relazione dello storico Mario Saccà
...su una serie di avvenimenti inediti registratisi tra il 1941 e 1943 a Catanzaro Marina. Interessantissimo l'excursus storico sull'attività industriale presente a Catanzaro prima della II Guerra Mondiale, e soprattutto dell'importanza della ferrovia per lo sviluppo economico e sociale: letteralmente il quartiere di Lido è nato e si è sviluppato grazie alla costruzione della stazione di diramazione e dei relativi impianti di manutenzione e merci.

- Relazione dello scrittore Antonio Iannicelli - Responsabile Servizi Amministrativi Ferroviari delle Ferrovie della Calabria
...sul tema della devozione dei ferrovieri di Lido per S. Antonio da Padova. Autore del libro "Sant'Antoniu miu binignu".

-Premiazione prof. Vincenzo Belcamino 
Primo ad interessarsi di Sant’Antonio e i ferrovieri è stato il Prof. Vincenzo Belcamino, storico di Santa Maria di Catanzaro, il quale, con la collaborazione di un gruppo di ferrovieri, ha realizzato un opuscoletto circolato in fotocopie negli impianti ferroviari. Poi, nel 2003, il prof. Belcamino ha arricchito i contenuti facendolo diventare un prestigioso volumetto, stampato dall’Editore Ursini, che ha avuto un buon successo. Lo si trova nelle più importanti biblioteche calabresi ed anche nella Biblioteca Centrale di Ferrovie dello Stato Italiane con sede a Roma, in Villa Patrizi. Questo libro rappresenta un importante punto di riferimento per studiosi e per giovani giornalisti che ne traggono spunto per i loro articoli . 

-Celebrazione SS. Messa - Padre Aldo Mercurio

Dopo la SS. Messa , è stata scoperta presso l’altare del Santo della targa marmorea realizzata da Antonio Citraro a perenne ricordo dei ferrovieri caduti durante la 2^ guerra mondiale. 

Intermezzi musicali a cura del maestro Paolo Silvano (tromba). Per tutta la durata dell’iniziativa è stata allestita una mostra di libri a tema allestita dall’Associazione culturale Amore & Vita.

Concludiamo il post con un plauso agli autori dell'iniziativa: uno degli obiettivi fondamentali di Ferrovie in Calabria, è quello di portare la conoscenza della ferrovia anche fuori dagli ambienti e dai gruppi di persone (ferrovieri ed appassionati) strettamente legati ad essa. Questi eventi, infatti, contribuiscono alla diffusione della cultura del trasporto su rotaia tra la popolazione. Come ribadiamo da tempo, senza conoscenza e soprattutto considerando il mondo "del treno" distante e slegato dalla vita di tutti i giorni, non ci potrà mai essere una rinascita della ferrovia nella nostra Regione. Ma forse, finalmente, siamo sulla buona strada...e speriamo di non risultare troppo presuntuosi, se sottolineiamo che un piccolo input è stato dato proprio da noi di Ferrovie in Calabria in questi ultimi anni!



Il nutrito gruppo di partecipanti all'iniziativa.














Durante la rappresentazione teatrale della compagnia "A Trambìa di Catanzaro"

Il saluto delle autorità ecclesiastiche.
Presentazione e saluto dei bravissimi attori.



La ormai mitica statuina di S.Antonio, portata in processione dalla rimessa alla vicina cappella all'interno del deposito, per la benedizione.

L'ALn668 1052, che assieme all'automotore 214 4198, ha fatto da "quinta" alla rappresentazione teatrale.














14 dic 2012

...e finalmente ecco il T.E.E. sulla Jonica!


E' chiaro che non ci riferiamo alla ben nota bevanda delle 17:00!
Dopo la suspense introdotta dal lancio, tramite banner pubblicato a lato, del racconto del nostro collaboratore Sergio Grasso "Quando anche a Locri si fermavano i T.E.E.", possiamo finalmente presentarvi ufficialmente ed esaustivamente questo lavoro decisamente interessante, non fosse altro perchè ha come sfondo il territorio che maggiormente ci sta a cuore. Il filo narrativo dell'opera, incentrata sull'epopea dei prestigiosi complessi binati Breda, protagonisti delle mitiche relazioni T.E.E. (Trans Europ Express), fra Milano Centrale ed alcune importanti città europee, si svolge, ebbene sì, sui binari della nostra amata ferrovia Jonica! Avete letto bene, ancora una volta, dopo l'avvistamento di Babbo Natale a bordo di una ALn668, vi risulterà difficile credere (non siamo impazziti!) che anche le rotaie della Metaponto - Reggio Calabria, siano state calcate da rotabili così blasonati e dal pedigree internazionale.
Lo scopo di Sergio Grasso, in effetti, è proprio questo: rammentarla non solo agli appassionati, questa felice ed aurea parentesi della linea Jonica, che probabilmente già la conosceranno, ma all'immemore e generica collettività regionale, che molto più facilmente conserva i ricordi negativi e non quelli positivi, che pur in brevi periodi, hanno contrassegnato la storia della nostra terra.
Vi abbiamo già tenuto abbastanza sulle spine: entriamo subito nell'argomento, anticipandovi prima le note dell'autore, ed a seguire la recensione dell'opera, redatta in occasione di un incontro con relativa intervista all'amico Sergio!


 La nostra recensione: 

Il racconto - (in formato poco meno di A4, con 5 pagine di fitto testo, una tabella relativa ad un orario del ’72 minuziosamente ricostruito, più 13 pagine con 28 splendide foto, di cui alcune storiche e poco note in b/n, corredate di dettagliatissime, corpose e gustose didascalie ricche di ulteriori interessanti particolari: una vera e propria manna per il lettore appassionato della materia, ma che catturano l’attenzione di tutti) - , dopo una breve, scenografica ed ispirata descrizione dei paesaggi attraversati dalla ferrovia Jonica, prende lo spunto da un vivido ricordo legato ad un evento adolescenziale dell’autore, che durante una delle sue escursioni amatoriali presso la stazione ferroviaria di Locri, inaspettatamente si trova al cospetto di un meraviglioso treno mai visto prima, il Binato Breda ex TEE 442/448 che, negli anni immediatamente precedenti, aveva appena finito di svolgere le prestigiose relazioni internazionali “Trans Europ Express” tra Milano e alcune importanti città europee. Il fantasma di questo treno, scomparso dopo pochissimo tempo dai binari jonici, rimane in tutti questi anni indelebilmente impresso nella memoria dell’autore (lo stesso non accadde però per quella di quasi tutti i suoi conterranei, coevi e non), tormentandolo nostalgicamente. Invano ne cercherà le tracce, fino a non molti anni fa, quando riuscirà finalmente, con più tempo a disposizione e reperite le fonti appropriate, a ripercorrere la storia e a conoscere tutte le caratteristiche di questo rotabile. Ed è quindi partendo da questo “ricordo ritrovato” che Sergio Grasso si produce in uno struggente ed appassionato amarcord, prendendoci per mano ed accompagnandoci alla riscoperta di emozioni sedimentate sul fondo del nostro contenitore mnemonico, emozioni inconsapevolmente comuni, sepolte dalle preoccupazioni contemporanee nel cui vortice tutti, freneticamente e drammaticamente, veniamo risucchiati. La ricostruzione dell’atmosfera di quei tempi, dell’attesa del treno in stazione, con la descrizione dei rumori, dei colori e degli odori, costituisce forse il momento più poetico e suggestivo, di autentico pathos, in questo racconto di un appassionato “innamorato” che vuol fare “innamorare” anche il più disincantato dei lettori. Riuscendoci mirabilmente. La successiva descrizione storiografica dell’epopea di queste macchine, mette in evidenza la padronanza senza incertezze dell’argomento, in chiave storica, e soprattutto tecnica, di chi scrive; non manca un’ulteriore interessante ed erudita analisi sociologica relativamente ai trasporti ferroviari ed agli spostamenti prevalenti dei flussi viaggiatori del tempo: emblematico il riferimento alla fiera del Levante di Bari. Costringe a un’ineludibile riflessione, infine, il tono dal risvolto etico-morale che colora il tratto conclusivo del racconto: Grasso sferza metaforicamente sé stesso ed i lettori suoi conterranei, a cui è dedicato lo scritto, al fine di scuoterli dall’atavica ignavia che continua ad imperare sovrana fra gli abitanti delle sue terre, ma lo fa con un’esortazione che, pur ferma, appare pacata e gentile, lungi dall’assumere toni estremistici ed astiosi. E lascia il lettore, nonostante l’aureola malinconica per il non lieto fine del narrato, con un compiaciuto e malcelato sorriso di commozione: per quello che potevamo essere e non siamo stati, ma che con l’impegno di tutti potremmo ancora divenire. Non c’è che dire quindi: un bel racconto ed un pezzetto di storia locale, che coinvolge e fa bene al cuore. Sarebbe un vero peccato perderlo.

Con il permesso dell'autore, eccovi alcune foto di pagine interne dell'opera:




























                 Ci ha profondamente colpiti la considerazione evidenziata in grassetto nelle righe finali della narrazione di Sergio, perchè si identifica pienamente con la filosofia di Ferrovie in Calabria, più volte ribadita tra le righe di questo blog:













Un'esortazione che tutti gli abitanti della fascia Jonica dovrebbero fare propria, a maggior ragione in un momento come questo, in cui la probabile dismissione della Metaponto - Reggio Calabria viene paventata da sempre più fonti. Una preoccupante anticipazione l'abbiamo già avuta con la soppressione del servizio viaggiatori sul tratto Sibari - Taranto, a partire dallo scorso 9 dicembre.  

Confermandovi quanto già inserito nel banner di lancio di Ferrovie in Calabria (presente ormai da più giorni), il costo della pubblicazione è di soli € 7,00 (in pratica, come ci ha assicurato Sergio, il costo vivo della stampa), acquistandola direttamente a Locri, presso i seguenti punti vendita:

- Bar Edicola "Roxy Bar" (di fronte Liceo Classico);
- Edicola Tabacchi di Anna Baldassarre, via Garibaldi (presso caserma CC);
- Edicola Tabacchi, Piazza Tribunale;
- Edilcolor di Sergio Grasso (attività commerciale dell'autore, accanto Liceo Classico).

Per chi invece volesse riceverla direttamente a casa, con un modico sovrapprezzo di  € 2,00 (Posta Prioritaria), le possibilità di pagamento sono le seguenti:

- In collaborazione con Ferrovie in Calabria, tramite ricarica PostePay di € 9,00 sulla carta 4023 6006 1149 5724 intestata a ROBERTO GALATI;
- Bonifico bancario di € 9,00, da effettuare su C/C bancario dell'autore, che comunicherà il relativo IBAN, successivamente a specifica richiesta per email, all'indirizzo sergiograsso@hotmail.it 

...perciò, con l'avvicinarsi delle feste natalizie e per il prezzo assolutamente accessibile (considerando le ben note difficoltà economiche odierne), non rinunciate a concedervi un regalo che vi farà piacevolmente e nostalgicamente riassaporare gradevoli atmosfere passate. Inoltre, ci dimostrerete che la nostra lotta per la salvaguardia di una via di comunicazione indispensabile per lo sviluppo della Calabria, è finalmente condivisa da un pubblico più ampio.

11 giu 2012

Le sorprese ferroviarie di Catanzaro...

Ormai è diventata una consuetudine: dalla mitica Emmina M1-37 FCL recuperata nell'ex area di interscambio FS-FCL a Catanzaro Lido, fino ai resti delle vetture e dei carri freno dell'altrettanto storica Automotofunicolare dispersi nei pressi del capolinea inferiore della funicolare a Catanzaro Sala, passando per la vaporiera 625 144 monumentata nei pressi del DL di Catanzaro Lido, il nostro capoluogo di Regione si conferma ancora una volta come una sorta di "museo ferroviario" a cielo aperto!
Gli ultimi rotabili ritrovati tra i rovi sono stati accantonati per 26 anni in una piccola rimessa dall'equilibrio precario, posta all'interno del dismesso cementificio di Catanzaro Sala, di proprietà dell'Italcementi. Si tratta due ormai antichissime locomotive elettriche ad accumulatori, che venivano utilizzate per manovrare i numerosi carri merci in arrivo e partenza dall'allora importante stabilimento. Era presente infatti un raccordo che si staccava dalla radice sud della stazione FS di Catanzaro Sala, che in sede propria (attraversando un piccolo ponte) si introduceva all'interno dell'area industriale. In realtà il cementificio non era servito solo dalla rete Statale: dal lato opposto rispetto al binario a scartamento ordinario, infatti, si raccordava anche un binario proveniente dall'adiacente linea a scartamento ridotto gestita all'epoca dalle Ferrovie Calabro-Lucane: in questo caso il binario si staccava in piena linea, qualche decina di metri dopo la stazione di Catanzaro Sala FCL. All'interno dello stabilimento, oltre al binario a scartamento ordinario con asta di manovra ed almeno due a scartamento ridotto, esisteva addirittura un tratto di binario a doppio scartamento a quattro rotaie! Abbiamo ricostruito, per quanto possibile, il piano dei binari del cementificio: in rosso il raccordo FS, in giallo quello FCL, con tratto a doppio scartamento con giallo interposto al rosso.



Tornando alle due locomotive, le informazioni in nostro possesso non sono purtroppo tantissime: le uniche certezze derivano dalle targhe dei costruttori: la locomotiva numero 2, quella di dimensioni più contenute, è stata costruita dalla famosa Carminati & Toselli, con equipaggiamento elettrico fornito dall'altrettanto conosciuto e storico "Tecnomasio Italiano Brown Boveri" (abbreviato TIBB) e batterie fornite dalla Tudor di Melzo.
La numero 1 invece, decisamente più grande, ha le stesse componenti elettriche della prima, ma è stata assemblata dalle Officine Meccaniche Savigliano, figurando con numero di fabbrica "36". Entrambe risalgono al 1929: sono quindi ancora più anziane dell'Emmina M1-37 del 1936!

Ma come mai questi piccoli gioielli d'epoca sono stati scoperti solo ora? La motivazione è semplice: le due locomotive sono state accantonate nel 1986 (o almeno lo supponiamo, visto che l'ultima data di caricamento delle batterie risale al 14 novembre dello stesso anno), all'interno di una rimessa ormai malconcia, come anticipato all'inizio del post. Già di per sé questo ricovero era difficilmente visibile, se non introducendosi all'interno del cementificio, ed era relativamente visibile soltanto transitando con i treni delle Ferrovie della Calabria. Visibile l'edificio, ma non le locomotive all'interno, ovviamente! Noi di Ferrovie in Calabria vogliamo prenderci un piccolo merito: siamo a conoscenza dell'esistenza dei due rotabili dal settembre 2010, a seguito di una "soffiata" di un grande amico appassionato, che le aveva intraviste dopo il disboscamento eseguito dalla ditta Francesco Ventura che stava sostituendo i binari sull'adiacente linea FC. Siamo riusciti a fotografarle, con non poca difficoltà, all'interno della rimessa: non pubblicheremo per adesso le immagini, per ovvi motivi.
Recentemente però è stato deciso dal Comune di Catanzaro di demolire l'enorme struttura, ormai inutilizzata, del vecchio cementificio: nei progetti dovrebbe essere riqualificata tutta l'area come parco cittadino. Ed ecco che durante i lavori di abbattimento dei fabbricati, spuntano le due anziane locomotive: trainate fuori dalla rimessa, si trovano ora ben in vista di fronte all'entrata principale del cementificio.
Immediatamente abbiamo inviato un appello al Comune di Catanzaro per evitare "gesti azzardati", come purtroppo vergognosamente avvenuto per l'ultima vettura tranviaria rimasta e per i carri freno della S.T.A.C. , oggi ridotti in mille pezzi irriconoscibili.
Questa volta sembra che la volontà di recuperare due simboli poco conosciuti della storia di Catanzaro sia forte: a seguito della nostra segnalazione è stato pubblicato un articolo su Catanzaro Informa nei giorni scorsi, mentre oggi era presente addirittura sul quotidiano Calabria Ora un appello del Consigliere comunale Sergio Costanzo affinché le locomotive vengano recuperate! Piena disponibilità e gentilezza anche da parte della società General Smontaggi che si occupa della demolizione dello stabilimento, e soprattutto dell'Italcementi , disposta a bonificare i due rotabili ed eventualmente trasferirli in luogo idoneo alla ristrutturazione, sempre all'interno di Catanzaro.
La sistemazione perfetta sarebbe sicuramente all'interno del futuro parco che nascerà dalle macerie del mitico cementificio di Catanzaro: riportarle a nuovo e monumentarle sarebbe il modo migliore per non dimenticare un pezzo di storia industriale del nostro Capoluogo!

Per ora non anticipiamo altro: quel che è certo è che qualcosa si sta muovendo...
seguiranno aggiornamenti!

Ecco alcune fotografie delle locomotive ad accumulatori scattate dall'esterno del cementificio: al momento per motivi di sicurezza e normative interne dell'Italcementi non è giustamente possibile fotografare sul posto i due rotabili, in attesa di nuove decisioni sul loro futuro.

Locomotiva n.1

Notevole la differenza di dimensioni dei due curiosi rotabili.

Vista "aerea" delle due locomotive: in primo piano si nota la rimessa all'interno della quale hanno soggiornato per 26 anni, e dove è presente ancora l'alimentatore per la ricarica degli accumulatori, oltre ad alcuni pezzi di ricambio.

Particolare della locomotiva n.2: notare sulla destra l'ultima data di caricamento delle batterie (che in entrambe le macchine si trovavano alloggiate all'interno dei due cassoni laterali alla cabina), risalente al 14 novembre 1986.

24 feb 2012

14/10/06 - 14/10/11: Memorabilia di Ferrovie in Calabria! (4)



Come promesso, proseguiamo con i post celebrativi per il compimento dei 5 anni di attività di Ferrovie in Calabria, compiuti lo scorso 14 ottobre: in verità con un pò di ritardo (visto che sono trascorsi più di 4 mesi dal "compleanno"!), ci dedicheremo oggi agli eventi principali che hanno caratterizzato l'anno 2010: ricordiamo che potete consultare i precedenti post dedicati agli anni precedenti cliccando su questi link:- Memorabilia 2006/2007

Diamo adesso il via ai ricordi del "contrastato" 2010, caratterizzato da una certa alternanza tra ottime e "tragiche" notizie...

GENNAIO: aprivamo il nuovo anno con un post dedicato alle assegnazioni delle locomotive diesel D345 in Calabria, lamentando una quasi totale estinzione di questo gruppo a causa dell'ormai scomparsa dei servizi Cargo sulla Jonica...nessuno poteva immaginare che due anni dopo la stessa fine delle D345 l'avrebbero fatta anche le D445, ridotte ormai a non più di tre unità attive e massimo altre cinque assegnate ai carri soccorso o per riserva...
Ma nessuno poteva immaginare che le grandi protagoniste (purtroppo in questo caso non molto positivamente), sarebbero state le Ferrovie della Calabria: la sera del 27 gennaio, a causa delle intense precipitazioni atmosferiche, l'ormai famoso viadotto posto tra le stazioni di San Pietro Apostolo e Cicala, veniva divelto dalla furia del sottostante fiume Corace in piena: solo grazie alla pronta azione del macchinista è stato possibile evitare una tragedia assicurata. Vicenda simile, guarda caso, a quella accaduta quest'anno, a novembre, sulla Catanzaro Lido - Lamezia di RFI, con il crollo di un viadotto tra Marcellinara e Feroleto Antico: anche in questo caso la fortuna ha voluto che l'ALn668 (deragliata) riuscisse ad attraversare il ponte ormai instabile, e crollato dopo pochi istanti: anche questa volta un miracolo, con un bilancio di solo qualche contuso!

Il ponte di San Pietro Apostolo dopo il crollo...ci vorrà un anno e mezzo per ricostruirlo e ripristinare l'importantissimo servizio ferroviario tra Catanzaro Città e Soveria Mannelli!! Vogliamo ricordare ovviamente Alessandro Chianello, dipendente della ditta Francesco Ventura, che tragicamente ha perso la vita durante i lavori di demolizione dei resti del vecchio manufatto: il nuovo viadotto è stato dedicato a lui.

Ma dalle FC non solo brutte notizie per fortuna: proseguono le corse prova dei complessi Stadler, ed iniziano ad esserci piacevoli "apparizioni" anche all'aeroporto di Lamezia Terme!

FEBBRAIO: apertura del nuovo mese con il botto: riceviamo l'autorizzazione a pubblicare su Ferrovie in Calabria le fotografie del primo complesso Stadler DE M4c 501, all'interno delle officine di Cosenza Vaglio Lise!



A Febbraio ci siamo anche soffermati a pubblicare e riflettere a proposito di un mastodontico studio della Regione Calabria, a proposito del potenziamento della rete ferroviaria Regionale: tra le proposte più fantasiose era possibile trovare quella della costruzione di un raccordo ferroviario tra la stazione di Thurio ed il porto di Corigliano Calabro, ma erano previsti anche altre interessanti e più utili progetti, come la velocizzazione della ferrovia Jonica con istituzione del rango C, velocizzazione degli itinerari di stazione, elettrificazione del tratto Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido - Crotone, e costruzione della variante di Cutro. Per la Tirrenica si parlava di adeguamento delle gallerie per consentire il transito di treni intermodali con casse mobili di tipo High Cube, ristrutturazione della Galleria Coreca (forse unica opera eseguita e terminata da qualche mese), varianti varie e ricostruzione del ponte sul fiume Petrace a Gioia Tauro...senza dimenticare i progetti per la mobilità urbana di Catanzaro (Pendolo e raddoppio della linea FC tra Catanzaro Lido e Catanzaro Sala) e Cosenza (tranvia per Rende Unical). Per saperne di più, ecco il link per rileggere il post!
Ma ovviamente, come tradizione insegna, mentre sulla carta si progettano ferrovie verso la Luna e si promettono potenziamenti che risolverebbero definitivamente tutti i problemi, la ferrovia reale precipita sempre di più nel baratro: a metà febbraio arriva la tristissima notizia della soppressione definitiva degli InterCity Notte 751/753-750/752 Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale e vv via Mileto e via Roccella e l'analogo ICN 766/768-763/761 da/per Torino Porta Nuova, oltre a vari Espressi periodici su Reggio Calabria: è l'inizio della fine dei treni notturni in Italia...però nessuno (o quasi...) all'epoca poteva prevedere che nel 2012 la ferrovia Jonica avrebbe perso tutti i collegamenti a lunga percorrenza, e dalla Sicilia e dalla linea tirrenica calabrese non sarebbe più stato possibile raggiungere Firenze, Bologna, Venezia, Milano e Torino
senza cambi durante il viaggio...

L'ICN 763 Torino Porta Nuova - Reggio Calabria via Roccella Jonica alla stazione di Soverato, una delle ultime volte...notare la composizione ridotta a tre carrozze, con una sola vettura posti a sedere: già dall'autunno 2009 i due ICN viaggiavano con meno carrozze sia via Jonica che via Tirrenica...

MARZO: le risposte a questi improvvisi tagli non si fanno attendere, e già il 2 marzo viene organizzata da tutti i sindacati a Locri una manifestazione contro un simile affronto alla Calabria: partecipiamo anche noi di Ferrovie in Calabria...si nutrono tante speranze, che purtroppo rimarranno vane. Ed il peggio non era ancora arrivato...


Altre manifestazioni si tennero a Badolato il 4 marzo, ed a Reggio Calabria Centrale il 6 marzo, con replica il 23: La Calabria Protesta!
A seguito del taglio degli InterCity Notte, sulla Tirrenica vennero istituiti due Espressi solo letti e cuccette, effettuati con la stessa composizione degli Espressi tutto-notte siciliani ex "Trinacria" e "Treno del Sole" per Milano Centrale e Torino Porta Nuova, ed in Calabria ricalcano più o meno le stesse tracce dei soppressi ICN. Vengono istituiti da Lamezia Terme Centrale a Reggio Calabria Centrale due coppie di treni Regionali più o meno in coicidenza a Lamezia con i "nuovi" Espressi: composizione? Una ALn668 singola...
Sul versante del trasporto merci, si segnala l'istituzione di un collegamento intermodale tra il porto di Gioia Tauro tramite lo scalo di San Ferdinando, e Bari Lamasinata, gestito dall'impresa pugliese GTS: ecco la E483 052 a Lamezia Terme Centrale, in questa immagine di Pasqualino Placanica:


Sulle FC devastate dal maltempo in più punti sulla Catanzaro Città - Cosenza, si tenta di riorganizzare il servizio per quanto possibile.

APRILE: pubblicati finalmente i progetti di massima della futura metropolitana di Catanzaro: addirittura sono presenti dei rendering delle stazioni del Pendolo e della ristrutturazione (un pò discutibile...) della stazione FC di Catanzaro Lido: clicca qui per leggere il post completo.


Ma sempre per rimanere in tema FC, giorno 22 aprile verrà ricordata come una data storica: la mitica Emmina M1-37 dopo 40 anni lascia Catanzaro Lido: destinazione Piano Lago, officine TCC. Obiettivo ristrutturazione estetica e funzionale...già, ma quando i fondi lo permetteranno...e fino ad oggi, purtroppo, è evidente che non lo abbiano permesso!



Intanto alle officine di Vaglio Lise proseguono i lavori sulla vaporiera 353: almeno in questo caso, per fortuna, possiamo ritenere appartenente al passato questa foto. La locomotiva è finalmente tornata in servizio, in attesa di effettuare i treni speciali, che in verità al momento non si intravedono all'orizzonte.


Una piccola buona notizia (seppur temporanea...), da parte di Trenitalia: il 25 aprile viene istituita una nuova coppia di Eurostar AV 9381/9368 da Roma Termini verso la Calabria e ritorno, anche se limitata a Lamezia Terme Centrale, ed effettuata con ETR485: purtroppo non avrà il successo sperato, a causa degli orari di arrivo e partenza da Lamezia decisamente poco comodi, ma in particolare per la totale assenza di integrazione con i servizi Regionali dalla Jonica e dalla Tirrenica Sud, che avrebbero permesso riempimenti decisamente molto maggiori.



MAGGIO: Ferrovie della Calabria ancora in primo piano: vengono consegnati altri due complessi Stadler, e cioè i DE M4c 502 e 503, rispettivamente a Cosenza e Catanzaro. Per saperne di più: L'invasione degli Stadler!


Piena attività anche alla TCC di Mangone, dove sono in corso i lavori di revamping del rimorchio RA 1017: prove in officina anche per i due complessi Stadler 501 e 502 assegnati a Cosenza.


Rete RFI: nuove imprese private si affacciano in Calabria, e questa volta tocca a CFI, Compagnia Ferroviaria Italiana, in consorzio con l'impresa Linea, con un nuovo collegamento internazionale per trasporto legname dall'Austria all'interporto di San Ferdinando.
A maggio 2010 parte la rubrica di Ferrovie in Calabria "Foto dal passato": ecco il primo appuntamento!

GIUGNO: a giugno inauguriamo una seconda rubrica, di più breve durata: "Leggende metropolitane...e suburbane!", dove discutere sul futuro del trasporto Regionale ed urbano in Calabria. Primo appuntamento dedicato a Catanzaro ed hinterland.
Viene trasferita a Taranto, dopo lunghe peripezie, una delle ultime UIC-X miste da tempo accantonata a Cosenza Vaglio Lise, assegnata anche grazie alla collaborazione di "Ferrovie in Calabria" all'associazione ATSP: entrerà in asset rotabili storici, evitando così la demolizione.

La UIC-X mista appena giunta a Taranto: abbandonato l'XMPR deteriorato dal tempo e dai graffiti, oggi veste la livrea grigio ardesia!

Sempre a proposito di rotabili storici, il 3 giugno ricorre il primo anno dalla "liberazione dell'Emmina", a Catanzaro Lido: un post ormai storico, che oggi assume anche un connotato triste e malinconico...

Orario estivo 2010: praticamente nessun cambiamento rispetto a quello di dicembre 2009 e della disastrosa VCO del primo marzo, che portò al taglio degli InterCity Notte in Calabria: "FS: nuovo orario in vista"

LUGLIO: evento principale di questo mese è ovviamente la Seconda Conferenza dei Servizi delle Ferrovie della Calabria, tenutasi a Catanzaro giorno 19. In una insolitamente piovosa mattinata, vengono presentati al pubblico ed alle autorità anche i nuovi complessi Stadler!

Durante la conferenza, all'Hotel Guglielmo a Catanzaro Città.

Vengono soppressi gli ultimi treni in orario tra Cosenza e Spezzano della Sila, ultimo tratto attivo della linea per San Giovanni in Fiore...
Trenitalia: ritorna in servizio la ALn668 1010, per lungo tempo rimasta accantonata e semi-demolita al DL di Catanzaro Lido a seguito di un principio di incendio. Novità anche per i treni Regionali, con ritorno delle composizioni a materiale ordinario con D445 ed UIC-X DTR, esclusivamente nei giorni festivi e nel periodo estivo: si trattava della coppia Reg 8453-8446 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale e vv.


Sempre a luglio, Ferrovie in Calabria viene addirittura menzionato sul quotidiano "La Repubblica", a seguito delle proteste sul taglio degli InterCity Notte in Calabria!

AGOSTO: poche novità in un mese prettamente "vacanziero" come agosto: si segnala la costruzione di un nuovo binario alla rimessa FC di Catanzaro Città, per ospitare al chiuso tutti e tre i complessi Stadler. Partono anche i lavori di ristrutturazione di un carrellino di servizio, da anni accantonato nei pressi della rimessa FC di Catanzaro Lido. Autori dell'impresa, ovviamente, i soliti "salvatori dell'Emmina"!



SETTEMBRE: anche in questo mese le grandi protagoniste sono le Ferrovie della Calabria! Si iniziano ad intravedere i primi progressi sulla revisione della vaporiera 353, mentre viene completato il revamping della M4c 352...ma ad oggi, questa automotrice assegnata a Catanzaro, si trova ancora a Cosenza! Clicca qui per leggere il post.




FS: il 12 settembre viene soppressa la coppia di Eurostar AV Lamezia Terme Centrale - Roma Termini e vv per scarsa frequentazione, come già accennato: qui un approfondimento.

OTTOBRE: ancora FC in prima linea. L'11 ottobre vengono inaugurati i nuovi complessi Stadler a Catanzaro Città, con la presenza delle autorità: alla fine il 19 luglio la visita saltò a causa del maltempo. Qui il post completo.


Sempre ad ottobre la Regione Calabria stanzia ben 459 milioni di Euro per il potenziamento del Porto di Gioia Tauro, in particolare per le infrastrutture ferroviarie. Risultato? Nel 2012 nessun treno merci parte ed arriva più da uno dei più importanti porti d'Europa e del Mediterraneo. Ma si sa, siamo in Calabria...
Ottobre 2010 è anche un mese quasi "storico", perchè si dà inizio alla nostra crociata a favore della stazione ferroviaria di Reggio Calabria Marittima, vergognosamente e volutamente dismessa per favorire il trasporto su gomma sia passeggeri che merci: questo il primo post dedicato alla vicenda.

NOVEMBRE: partono i lavori di risanamento dell'armamento sul tratto Catanzaro Lido - Catanzaro Sala delle FC, con sostituzione di rotaie e traversine, anche a seguito degli ennesimi danni causati dal maltempo, che portano alla chiusura del tratto in cremagliera Catanzaro Sala - Catanzaro Città ed istituzione di autocorse sostitutive sul tratto interessato.

Un breve treno cantiere dell'impresa Francesco Ventura in sosta a Catanzaro Lido, durante i lavori di sostituzione dell'armamento.

Nuovo post di protesta per la stazione di Reggio Calabria Marittima, in via di smantellamento. Sempre in ambito FS iniziano a circolare le prime voci sul nuovo orario di dicembre: si parla di soppressione dell'Espresso 890/893 Reggio - Roma via Roccella, ed istituzione di un fantomatico notturno da Reggio per Milano/Torino via Adriatica: Trenitalia, nuovo orario in vista...

DICEMBRE: il 12 dicembre arriva, assieme al cambio dell'orario ufficiale FS: soppressi incredibilmente gli Espressi 890/893 Reggio - Roma via Roccella, 953/954 Catanzaro Lido - Roma via Crotone-Metaponto, 905/908 Catanzaro Lido - Torino Porta Nuova via Bari - Bologna, 986/983 Reggio - Bari, 1934/1935 Reggio - Villa SG - Venezia, e l'antenna dell'ex IC Sila Crotone-Cosenza-Paola-Roma: in loro sostituzione tanti assurdi autobus sostitutivi, ed un unico ICN, il 782/787 da Reggio via Jonica, con doppia sezione per Milano e Torino: il fantasma deforme della gloriosa Freccia del Levante. La fine dei grandi treni notturni nord-sud è iniziata.

Ultime partenze per l'Espresso 1934 Reggio Calabria Centrale - Venezia Santa Lucia, che a Villa San Giovanni veniva agganciato alle sezioni principali da Siracusa e Palermo: Reggio perdeva così l'ultimo treno a lunga percorrenza oltre Roma, dopo gli ICN "Scilla" e "Tommaso Campanella", soppressi il primo marzo dello stesso anno.

Ci si può per fortuna consolare con le Ferrovie della Calabria, alle quali viene riconsegnato il rimorchio RA 1017 ristrutturato, mentre proseguono spediti i lavori di revisione della FCL 353...



Un evento interessante caratterizza Reggio Calabria l'11 dicembre: si tratta della Festa di S.Barbara, patrono protettrice dei Vigili del Fuoco: arrivano via ferrovia decine di mezzi storici, che vengono scaricati nel locale scalo merci di Reggio Calabria Centrale, che dopo anni torna ad assaporare la gloria dei bei tempi per qualche giorno...

Termina così un lungo anno, tra tanti dispiaceri, vane proteste, ma sempre con quel pizzico di speranza che ancora oggi non ci abbandona, nonostante tutto. Arrivederci al prossimo appuntamento con i Memorabilia del 2011!
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it