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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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21 set 2014

Gioia Tauro - Palmi: lavori in corso!

I lavori per il ripristino funzionale della tratta a scartamento ridotto tra Gioia Tauro e Palmi di Ferrovie della Calabria, proseguono più spediti che mai. Quindici giorni fa abbiamo effettuato un "sopralluogo" presso i cantieri di Gioia Tauro e San Fantino, come vedremo tra qualche rigo: prima di passare però alle fotografie ed alla piccola ma importante sorpresa che ci ha riservato Ferrovie della Calabria, riteniamo opportuno riassumere brevemente i caratteri generali del futuro sistema integrato gomma-ferro che graviterà tra Gioia Tauro e Palmi.
Il progetto prevede, in modo lungimirante, che la riattivazione dell'esercizio ferroviario nel breve tratto Gioia Tauro - Palmi, sia strettamente legata all'attestazione dei servizi su gomma (per lo meno quelli di Ferrovie della Calabria) presso gli impianti di Gioia Tauro e Palmi, dove verranno costruite due autostazioni di interscambio, adiacenti alle stazioni ferroviarie. In tal modo si contribuirà a ridurre il congestionamento stradale tra Gioia Tauro e Palmi, facendo in modo che anche l'utenza proveniente da altre località della Piana (e non solo) in autobus, venga veicolata sul vettore ferroviario nei due tratti terminali.
Un importante provvedimento è stato preso, inoltre, a favore dell'utenza studentesca: i treni non termineranno infatti la corsa alla stazione di Palmi, ma proseguiranno per circa 600 metri lato Sinopoli, per "avvicinarsi" ancor di più al polo scolastico (distante circa 50 metri dalla ferrovia), con la costruzione di una piccola fermata terminale.
I treni tra Gioia Tauro e Palmi, avranno diverse frequenze in base agli orari, con una corsa ogni '30 minuti nei due sensi, nella fascia pendolare mattutina (06.00 - 09.00), cadenzamento orario tra le 9 e le 12, nuovamente semi-orario tra le 12 e le 15, ed una corsa ogni 45 minuti tra le 15 e le 20. Il servizio sarà a spola con gestione a navetta semplice, e non saranno presenti punti di incrocio lungo la linea, ad eccezione, chiaramente, di quelli di Gioia Tauro e Palmi, da utilizzarsi probabilmente solo in caso di eventuali anormalità. Per quanto riguarda il materiale rotabile che percorrerà la linea, almeno inizialmente il servizio verrà svolto con tre caratteristiche automotrici M2.200 Breda, macchine "simbolo" della rete taurense di Ferrovie della Calabria, che per l'occasione verranno ristrutturate internamente (con tanto di installazione dell'aria condizionata), con probabile sostituzione dei sedili. Da parte di Ferrovie in Calabria, è stata segnalata all'azienda Ferrovie della Calabria la necessità di conservare i divanetti ormai d'epoca, presenti all'interno delle automotrici, in caso di completa sostituzione delle sedute, poichè potrebbero essere in futuro riutilizzati per un recupero integrale di una automotrice M2.200 da preservare come rotabile storico. In previsione, le M2.200 da ristrutturare, verranno successivamente affiancate e sostituite da più moderne M4.400 FIAT e da un complesso Stadler...chiaramente quando le possibilità finanziare e logistiche aziendali lo permetteranno.


Render della futura autostazione di Gioia Tauro (l'interscambio con i treni avverrà sul retro)...
...e della più piccola ma ugualmente funzionale, che verrà costruita a Palmi, in adiacenza alla stazione ferroviaria di cui si intravede sulla destra il magazzino merci.
Ma per maggiori informazioni sui lavori, rimandiamo alla lettura di questo post.

Nella meteorologicamente instabile giornata del 5 settembre, come anticipavamo, noi di Ferrovie in Calabria abbiamo quindi effettuato un sopralluogo a Gioia Tauro (dove è in corso di ristrutturazione la facciata del fabbricato viaggiatori FC, con relativa rimozione delle coperture in eternit) e nei pressi della frana di San Fantino. Presso la stazione di testa, abbiamo potuto ammirare un movimento di rotabili che probabilmente è stato raro anche quando entrambe le linee erano in esercizio...specie per la particolarità dei mezzi in movimento! Per la trazione dei treni cantiere che raggiungono il punto in cui si sta lavorando alla stabilizzazione della frana, vengono infatti utilizzati i locomotori diesel a due assi Lm2 754, ed il ben più potente Lm4 605 ancora in livrea originale. In ottime condizioni estetiche e funzionali, anche le automotrici M2.200 ricoverate all'interno delle rimesse.
L'Lm2 754 di costruzione Greco, attestato ad un breve treno cantiere con tanto di betoniera installata su un carro pianale.
Il locomotore Lm4 605 appena uscito dalle rimesse, durante il rifornimento idrico.
Ancora il locomotore Lm4 605, qui attestato al treno cantiere che di lì a poco sarebbe partito alla volta del cantiere nei pressi di S.Fantino. Notare i lavori in corso di ripristino della facciata (e rimozione delle coperture in eternit) del fabbricato viaggiatori.
E "finalmente", ecco il luogo della frana nei pressi di San Fantino, con i lavori in corso per la regimentazione e stabilizzazione del fronte.
Scorcio dell'Lm4 605, precedentemente fotografato in deposito e stazione, ripreso assieme al suo breve treno cantiere, nei pressi dell'area di lavoro del cantiere.
Una non indifferente particolarità: durante il percorso lungo la linea ferroviaria Gioia Tauro - Palmi, abbiamo notato la probabilmente poco nota bellezza paesaggistica che contorna la strada ferrata: nei pressi di San Fantino, infatti, il treno percorre un tratto a mezza costa, immerso negli uliveti, che regala una spettacolare vista sul mare. Ancora una volta, perciò, le Ferrovie della Calabria dimostrano di possedere un patrimonio infrastrutturale inestimabile, non solo per le necessità pendolari, ma anche per la forte valenza turistica. A maggiore conferma di ciò, ricordiamo che la fermata di San Fantino, trovandosi nei pressi di un importante parco archeologico di età romana, darà la possibilità di visitare gli scavi arrivando rapidamente in treno...anche da altre località calabresi e extra-regionali, usufruendo a Gioia Tauro del valido interscambio tra i servizi Trenitalia e quelli Ferrovie della Calabria
Spettacolare vista sul mare, regalata dal passaggio sulla linea Gioia Tauro - Palmi, nei pressi di San Fantino.
Ma non solo rotabili in esercizio e cantieri lungo la linea: per festeggiare il rilancio della linea Gioia Tauro - Palmi, è stata completamente ristrutturata (anche se "solo" a livello estetico), una presenza ormai familiare della stazione di Gioia Tauro. Ci riferiamo alla vaporiera FCL 188, ultima unità rimasta di questo storico gruppo delle FCL. Dopo anni di peregrinare, manovrata su e giù per il piazzale del deposito in base alle necessità di spazio, la piccola locomotiva originariamente assegnata al deposito di Soverato, ha finalmente smesso di arrugginire in balia delle intemperie e del sole cocente. Finalmente i colori d'origine sono quindi tornati a splendere sulla locomotiva, applicati dopo alcuni interventi di risanamento della cassa.
Noi di Ferrovie in Calabria, in compagnia delle maestranze aziendali che hanno lavorato con enorme passione al ripristino del rotabile, ed assieme al Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, abbiamo contribuito, purtroppo solo in minima parte a causa dello scarso tempo disponibile, alla riverniciatura della cabina della vaporiera!
Ferrovie in Calabria durante la riverniciatura della locomotiva 188.
Scatto "rubato", durante la riverniciatura della cabina della vaporiera, assieme al Presidente Giuseppe Pedà!
La FCL 188 durante l'avvio dei lavori di ristrutturazione...
...ed ecco come si presenta oggi! Un vero e proprio gioiellino, che sembra pronto a ripartire sbuffando da un momento all'altro...
La riapertura della linea ferroviaria è prevista per i primi mesi del 2015: ma prima di concludere l'articolo, vogliamo lanciare una proposta "made in Ferrovie in Calabria". Una volta completata la Gioia Tauro - Palmi e riattivato il servizio ferroviario, risulta chiaro che lo step successivo sia rappresentato da un per lo meno graduale ripristino dell'altrettanto importante ferrovia Gioia Tauro - Cinquefrondi. Proprio perchè riteniamo sia ovviamente necessario procedere per gradi, a nostro parere non sarebbe da sottovalutare una riattivazione del servizio ferroviario da Gioia Tauro fino al centro commerciale "Il Porto degli Ulivi" (circa 7 km di strada ferrata in pianura, non interessati da criticità idrogeologiche), che quotidianamente movimenta centinaia di clienti, sito a poca distanza dalla linea per Cinquefrondi, ed in particolare nei pressi di Cannavà. La costruzione di una semplice banchina dotata di pensilina e tabelloni informativi, e l'adeguamento di un già esistente percorso sterrato che collega il parcheggio del centro commerciale ai terreni adiacenti alla ferrovia (addirittura attraversando la stessa con un PL incustodito), potrebbe dare ulteriore vitalità al futuro servizio Gioia Tauro - Palmi. Nello specifico, dall'ipotetica fermata (dove si potrebbe installare un punto di ritiro/consegna carrelli per la spesa) agli ingressi del centro commerciale, attraverso il percorso sopracitato, la distanza corrisponderebbe a poco più di 200 metri. In una simile eventualità, infatti, non sarebbe da sottovalutare la creazione di un sistema di trasporto "multifunzione" che colleghi il centro commerciale con Gioia Tauro, con proseguimento verso Palmi. Perciò, gli ipotetici treni Centro Commerciale - Gioia Tauro - Palmi e Palmi - Gioia Tauro - Centro Commerciale, si incrocerebbero a metà strada, proprio a Gioia Tauro (che diventerebbe stazione intermedia), interscambiando alla perfezione con gli autobus e con i treni di Trenitalia.
In conclusione, questa piccola riattivazione dai costi relativamente limitati, magari con il contributo della società di gestione del centro commerciale o degli enti comunali attraversati dalla linea, potrebbe incentivare l'ulteriore aumento dell'utenza complessiva del servizio Gioia Tauro - Palmi, considerando anche che riportare il treno quasi fino a Cannavà, significherebbe anche riattivare quella che era l'utilizzatissima fermata di Gioia Tauro Est, e le fermate di Villa Cordopatri e Rizziconi. E visto che utenza attira altra utenza, in una spirale positiva, in un futuro si potrebbe anche rendere necessaria e sostenibile, una riapertura della ferrovia fino a Taurianova, e con il passare degli anni fino a Cinquefrondi. Ma per adesso rimaniamo con i piedi per terra, limitandoci al lancio di una proposta sulla quale ritorneremo in modo più specifico nei prossimi mesi...in attesa di riveder correre le belle automotrici Breda tra Gioia Tauro e Palmi, ed in particolare sullo spettacolare e ben noto ponte sul fiume Petrace!
Di seguito ecco alcuni nostri render della fermata di "Porto degli Ulivi", e del relativo percorso pedonale di collegamento tra fermata e centro commerciale:
Render della fermata di "Porto degli Ulivi".
Render del percorso pedonale.
Mappa della ferrovia Gioia Tauro - Palmi, inclusiva della proposta di ripristino del tratto Gioia Tauro - Porto degli Ulivi (riportato percorso pedonale ed area del centro commerciale):

10 ott 2013

Riciclo dei rifiuti e ferrovia: proposte per una Calabria del futuro... (2° parte)

E' trascorso quasi un mese dalla pubblicazione della prima parte della nostra trattazione, in verità non completamente ferroviaria: ovviamente non ci siamo dimenticati della parte più importante ed interessante per i lettori di Ferrovie in Calabria, e cioè il trasporto via ferrovia della spazzatura!
Nel precedente post avevamo pubblicato una semplice cartina, che riproponiamo in basso, dove erano stati individuati quattro centri di raccolta rifiuti, siti in posizione territoriale strategica all'interno della Calabria: da lì i carri merci caricati, raggiungerebbero l'ipotetico centro di trasformazione di Saline Joniche, da ricavarsi all'interno dell'area dell'ex Liquichimica.


Fondamentale sarebbe in questo caso l'ottimizzazione delle tracce orarie, in modo da poter effettuare meno collegamenti "singoli", e riunire i carri merci provenienti dalle varie aree in non più di due treni. Come avevamo anticipato nella prima parte dell'articolo, considerando la quantità di immondizia prodotta in Calabria (esclusivamente per quanto riguarda la frazione umida, che nel nostro caso è quella utilizzata per la trasformazione in fertilizzante e biogas), dai quattro centri di raccolta (Crotone, Cosenza, Lamezia Terme Centrale e San Ferdinando) verrebbero generati circa 9 o 10 container da 40 piedi, da caricare singolarmente su altrettanti carri pianali a carrelli tipo Rgs, Sdgmnss e simili. 

Carri Sggmrrs con carico di container da 40' a Lamezia Terme Centrale.
Facciamo notare, ovviamente, che si tratta di un numero assolutamente empirico: abbiamo infatti diviso equamente per le quattro aree, l'intero prodotto di spazzatura "umida" calabrese, di per sè già abbastanza vago, purtroppo, e l'abbiamo "automaticamente" sistemato all'interno dei nostri container. Non bisogna infatti dare per scontato che l'area di Cosenza, per esempio, produca la stessa quantità di spazzatura di quella crotonese o taurense/basso Jonio! San Ferdinando potrebbe quindi generare 5 o 6 carri, a differenza di Cosenza che magari potrebbe generarne anche 11, senza dimenticare, ovviamente, la frequenza di invio dei treni, che in caso di necessità (a causa, per esempio, di un non raggiungimento di un numero adeguato di vagoni) potrebbe anche non essere giornaliera. 
Consideriamo però, ipoteticamente, una frequenza quotidiana dei convogli, anche per semplicità nella comprensione del sistema, con unico stop di domenica: sempre per motivi di semplicità, assegneremo ai treni (classificati Interzona, collegamenti senza fermate intermedie fra le zone di manovra impostati a 90-100 km/h), delle semplici numerazioni arbitrarie.

-Merci Interzona "01" Crotone - Lamezia Terme Centrale
-Merci Interzona "03" Lamezia Terme Centrale - Saline Joniche

-Merci Interzona "02" Saline Joniche - Lamezia Terme Centrale
-Merci Interzona "04" Lamezia Terme Centrale - Crotone

In questo caso i due treni sarebbero tra di loro "complementari": in senso nord-sud, infatti, il convoglio carico di spazzatura proveniente da Crotone (Merci Interzona 01) arriverebbe a Lamezia Terme Centrale da Crotone in trazione diesel (locomotiva D445 o D345). Qui avverrebbe la fusione con i carri generati da Lamezia Terme, e si proseguirebbe quindi in trazione elettrica fino a Saline Joniche, con il Merci Interzona 03. Stesso sistema in senso opposto con i carri vuoti: a Lamezia Terme Centrale il treno Merci Interzona 02 termina la corsa, e da esso vengono scissi i carri destinati a Crotone, che proseguono verso lo Jonio in trazione diesel con il MI 04. Un'eventuale elettrificazione della tratta Jonica, o per lo meno della Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido - Crotone, consentirebbe il risparmio di un locomotore e l'utilizzo esclusivo della trazione elettrica. Se attualmente è infatti necessario l'utilizzo di una macchina diesel da Crotone a Lamezia e poi di una elettrica da Lamezia a Saline, a meno che non si voglia percorrere l'intero tratto Crotone - Saline...a gasolio, con la messa sotto tensione della Jonica, o al più del solo tratto interessato dal servizio descritto, basterebbe semplicemente utilizzare una sola locomotiva elettrica, che a Lamezia effettuerebbe le necessarie manovre di composizione e scomposizione, supportata magari da una macchina da manovra per lo spostamento dei carri dall'area interportuale (non elettrificata) ai binari di stazione e viceversa. 

Vista area dello scalo intermodale di Crotone: attualmente inutilizzato dopo il termine dei servizi di trasporto delle barbabietole via ferrovia verso lo zuccherificio di Foggia Incoronata, potrebbe intelligentemente essere riutilizzato per il trasporto rifiuti. Sono presenti quattro binari di carico/scarico a raso ed ampi spazi di manovra per i tir e per il deposito dei container.

Ben più grande (e per fortuna ancora discretamente utilizzato) lo scalo intermodale di Lamezia Terme Centrale. Disponibili tre binari di carico/scarico, di cui uno completamente a raso.












Lo stesso concetto di risparmio tracce, vale anche per i treni da/per Cosenza e San Ferdinando:

-Merci Interzona "05" Cosenza - San Ferdinando
-Merci Interzona "07" San Ferdinando - Saline Joniche

-Merci Interzona "06" Saline Joniche - San Ferdinando
-Merci Interzona "08" San Ferdinando - Cosenza

In questo caso calza a pennello la presenza dello scalo intermodale di San Ferdinando/Porto di Gioia Tauro, in verità attualmente in condizioni a dir poco disastrose e praticamente inutilizzato: l'Interzona 05 proveniente da Cosenza, infatti, manovrerebbe all'interno dello scalo taurense, prelevando i carri carichi generati sul posto, ed aggregandoli a quelli provenienti da Cosenza, proseguendo su Saline Joniche...e viceversa con quelli vuoti. In questo caso basterebbe un solo locomotore elettrico per la trazione da Cosenza a Saline J, con supporto di locomotiva da manovra a San Ferdinando. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'aver scelto lo scalo di San Ferdinando, potrebbe anche rivelarsi utile per un eventuale trasbordo nave-treno, con rifiuti provenienti anche da altre località italiane...o per assurdo, addirittura estere.


Sicuramente potrebbero essere prese in considerazione anche altre opzioni, come ad esempio la fusione dei carri di Lamezia Terme con quelli di San Ferdinando in quest'ultimo scalo, e quelli di Cosenza con quelli di Crotone a Lamezia Terme, con diverse cadenze settimanali in base alle necessità, ed alle reali quantità di spazzatura caricate sui treni. O addirittura, si potrebbe istituire un ulteriore hub di raccolta a Sibari: in tal modo il treno proveniente da Crotone non percorrerebbe più l'itinerario via Catanzaro Lido/Lamezia, ma preleverebbe i carri della sibaritide, effettuerebbe il cambio del locomotore dal diesel all'elettrico, e raggiungerebbe Saline Joniche percorrendo in trazione elettrica la tratta Sibari - Cosenza (dove verrebbero accodati i carri dell'hinterland cosentino) - Paola - Lamezia Terme.

Cosenza: ben quattro binari...e mezzo, utilizzabili per il carico/scarico dei container. Presente un ampio spazio per manovra autocarri e deposito contenitori.
Scorcio del lunghissimo scalo intermodale di San Ferdinando (posto in alto alla fotografia aerea): sono presenti tre binari a raso. In basso una vista ormai appartenente purtroppo al passato: il piazzale di smistamento dei treni da/per il porto e lo scalo intermodale, ancora discretamente "affollato".












Una simile iniziativa riuscirebbe così a rivalutare in un colpo solo tutti gli scali merci calabresi, ovviamente quelli di discreta importanza strategica e di costruzione relativamente recente, oggi tutti dismessi ad eccezione di Lamezia Terme Centrale, che in ogni caso risulta assolutamente sottoutilizzato. Gli impianti ferroviari, inoltre, potrebbero tornare ulteriormente utili in un'ottica di sfruttamento del trasporto su ferro anche del prodotto finito, vale a dire principalmente concime (per il biogas la questione trasportistica potrebbe complicarsi ulteriormente): ogni qual volta si rendesse necessario, a seguito di richieste dei grossisti, ai treni di ritorno da Saline, che trasportano i container vuoti, potrebbero essere accodati dei carri chiusi tipo H a pareti scorrevoli ed alta capacità di carico, per la consegna del fertilizzante già confezionato. Giunto a San Ferdinando, Lamezia Terme, Cosenza e Crotone, verrebbe poi distribuito al dettaglio, nell'hinterland, via gomma...con un percorso inverso a quello della spazzatura! Nulla vieta, tra l'altro, di sganciare parte dei carri chiusi a Villa San Giovanni, ed accodarli (nei limiti del possibile, vista la ormai quasi totale chiusura di Trenitalia ed RFI nell'effettuare manovre di composizione/scomposizione di treni completi) ai treni merci attualmente esistenti, provenienti dalla Sicilia e diretti nel resto d'Italia, in caso di...successo commerciale "extra-regionale", del concime made in Calabria.
Una nota: ricordiamo che per quanto riguarda il reggino, il trasporto della spazzatura verso Saline Joniche, dovrebbe avvenire via gomma, vista l'area geograficamente ristretta e le relativamente brevi distanze dall'impianto di trasformazione.

Arriviamo così all'opera più importante e costosa...e cioè l'impianto di Saline! Non vogliamo (nè possiamo, ovviamente, in quanto non di nostra competenza), approfondire sulle caratteristiche dello stabilimento in sè: ci limitiamo quindi ad un semplice schema di massima del raccordo ferroviario che si renderebbe necessario per l'inoltro dei carri merci all'interno dell'industria:

Il raccordo avrebbe origine nei pressi della radice sud degli scambi della stazione di Saline Joniche: sarebbe necessaria la costruzione di un nuovo viadotto parallelo a quello esistente, e collegato "all'appendice" sulla quale abbiamo posato il nostro ipotetico binario, come si può notare in foto. 

Il viadotto proseguirebbe in lenta discesa, in modo da raggiungere il livello attuale del terreno sul quale è posta la ex-Liquichimica, e dove sorgerebbe il nuovo impianto di trasformazione.

All'ingresso dell'enorme area industriale abbandonata, ci troveremmo quasi al livello "base". La ferrovia Jonica, ancora in viadotto (la lunghezza totale del raccordo si aggirerebbe attorno ad 1 km), rimarrebbe quindi alcuni metri più in alto.

Ed ecco quindi il nuovo scalo da costruire, di dimensioni relativamente compresse e dotato di tre binari, che dovrebbero essere a raso (all'interno dell'area tracciata in rosso) per permettere il carico/scarico dei container.

Il raccordo potrebbe proseguire e terminare nei pressi dei vecchi silos della Liquichimica, che previa verifica di utilizzabilità, potrebbero essere "riciclati" come deposito per i fertilizzanti, che potrebbero così essere spediti anche via ferrovia ai mercati richiedenti. 























Tante belle idee, sicuramente: ci prendiamo però la responsabilità di aver proposto un sistema non basato su un serio studio di fattibilità e di convenienza economica ed ambientale: il tutto potrebbe magari avere un senso strutturandolo diversamente, o più probabilmente potrebbe non averne alcuno. Speriamo per lo meno di aver allietato le menti degli appassionati di treni (e non...) più fervide...e per adesso consideriamo il tutto come un semplice esercizio di stile! 

4 set 2013

Riciclo dei rifiuti e ferrovia: proposte per una Calabria del futuro... (1° parte)

E' diventata ormai da anni l'emblema di una Calabria industrializzata in modo forzato, con impianti di scarso ritorno economico e utilità sul territorio, speculazione edilizia e bassissimo rispetto dell'ambiente. Ci riferiamo alla vasta area di Saline Joniche, facente parte del comune di Montebello Jonico, posto tra Melito di Porto Salvo e Lazzaro. Sicuramente gli appassionati più esperti che da tempo più o meno lungo ci seguono, avranno già collegato la località di Saline Joniche, con le famose (e altrettanto sfortunate...) Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, dismesse nel 2001. Per una volta, però, non è così: dedicheremo infatti questo post, ad una nostra proposta di riutilizzo dell'enorme territorio occupato dalla ex Liquichimica, o meglio quel che rimane di uno degli impianti petrolchimici più contestati (ed inutili) della storia d'Italia.
La costruzione inizia nel 1972, come "risarcimento" a seguito dei famosi moti di Reggio Calabria, dove praticamente tutta la popolazione reggina protestò violentemente contro l'istituzione del capoluogo di regione a Catanzaro. Trecento miliardi di Lire investiti tramite il "Pacchetto Colombo", per costruire un mega struttura di oltre settecentomila metri quadri, estesa per più di due kilometri lungo la costa, con tanto di porto privato, e silos per lo stoccaggio dei mangimi animali di derivazione petrolifera, che sono stati prodotti. Come purtroppo prevedibile, spuntano immediatamente le infiltrazioni mafiose: la famiglia Iamonte di Melito di Porto Salvo si aggiudica in subappalto dalla ditta Costanzo la costruzione della Liquichimica, e addirittura la gestione della mensa aziendale. Nel 1974 viene avviata l'attività produttiva: il petrolchimico calabrese dà lavoro a 750 persone...ma per soli tre anni! Nel 1977, infatti, l'impianto viene immediatamente chiuso: i "mangimi petroliferi" rendevano cancerogena la carne degli animali che li mangiavano, rischiando così di provocare una vera e propria strage tumorale tra i consumatori della stessa. Da allora, inizia la lunga serie di paradossi a dir poco sconvolgenti: i 750 impiegati vengono cassaintegrati, ed in seguito pensionati dopo aver lavorato per soli tre anni! Come se non bastasse, per trent'anni si è addirittura continuato ad effettuare la manutenzione dell'impianto, finchè non è poi stato venduto 
al consorzio Sipi (Saline Ioniche Progetto Integrato), che ha smantellato tonnellate di metallo da rivendere per cercare, per quanto possibile, di ripianare i debiti. Nel 2006 entra in gioco la società svizzera "Repower", con l'intento di riconvertire quel che rimane della Liquichimica in centrale elettrica a carbone.
Ma per fortuna, da quarant'anni a questa parte, le coscienze delle popolazioni locali si sono decisamente evolute (anche se la strada da percorrere è ancora lunga...): i cittadini del comprensorio non ci stanno, e da anni si continua a dire no ad un nuovo rischio inquinamento, e soprattutto a nuove e distruttive infiltrazioni di stampo mafioso.
La "famosa" torre-comignolo della Liquichimica, fotografata dalla vicina ferrovia Jonica: 174 metri di cemento, rimasti a simbolo di un'Italia di sprechi, incurante dell'ambiente e collusa con la malavita.
















Tanti lettori si staranno però chiedendo cosa c'entri tutto ciò con il trasporto ferroviario, ed alla nostra proposta accennata all'inizio dell'articolo. La risposta è molto semplice: premesso che anche noi non condividiamo l'ipotesi di costruzione di una centrale a carbone, riteniamo comunque che le attività industriali in genere, non siano assolutamente da classificare come inquinanti e dannose a prescindere, specie quelle di nuova generazione.
Come ormai ben noto e sperimentato sulla pelle dei calabresi, l'emergenza rifiuti è ormai una costante in praticamente tutto il territorio regionale: discariche esaurite o ormai fuori norma, assenza di raccolta differenziata, enormi costi di smaltimento fuori regione. Perchè allora non sfruttare e trasformare quel che rimane della Liquichimica, in un grande impianto per la trasformazione dell'immondizia in prodotti utili alla società, ed energia?
Non ci addentreremo ovviamente nello specifico, in quanto abbiamo già oltrepassato non poco il nostro campo "ferroviario": in ogni caso, però, la costruzione di un impianto per la produzione di fertilizzanti e contemporaneamente biogas, derivati dalla frazione umida dei rifiuti, potrebbe essere un'idea assolutamente da non sottovalutare. Molto probabilmente, inoltre, sarebbe possibile anche una sorta di autosufficienza dell'industria, attraverso la costruzione di un mini-termovalorizzatore, alimentato da parte della stessa spazzatura...che ovviamente arriverebbe a destinazione in treno!
Eccoci quindi giunti al dunque: la nuova... "Spazzachimica", potrebbe dare lavoro in modo utile e pulito a centinaia di persone non soltanto grazie all'impianto in sè, ma grazie al ripristino di un non indifferente traffico merci su ferro, che renderebbe necessaria la riapertura degli scali merci di Cosenza e Crotone.



La nostra cartina - in verità un po' spartana - è eloquente: abbiamo individuato quattro centri di raccolta siti all'interno degli scali ferroviari RFI di Cosenza, Crotone, Lamezia Terme Centrale e San Ferdinando. Ognuno di essi si occupa della raccolta, differenziazione ed in seguito invio su rotaia della spazzatura, proveniente non solo dalle stesse città prescelte, ma dai relativi comprensori, che in modo più o meno indicativo abbiamo evidenziato con diversi colori. L'hinterland reggino (in rosso) evidenziato, vista la relativa vicinanza a Saline Joniche, equidistante più o meno da tutti gli estremi dell'area, dovrebbe essere l'unico a servirsi esclusivamente del trasporto su gomma per la consegna dei rifiuti fin dentro l'ipotetico impianto di trasformazione: i camion sarebbero inoltre utilizzati, ovviamente, per "rastrellare" la spazzatura dai piccoli/medi centri abitati, fino ai punti di raccolta, dove verrebbe poi caricata sui carri pianali, semplicemente tramite trasbordo di container tra tir e treno. Un simile sistema, però, presuppone ovviamente almeno un minimo di raccolta differenziata a monte, in modo da separare la frazione umida da utilizzare per la produzione di biogas e di fertilizzante, dai materiali plastici, vetrosi e metallici, che andrebbe a loro volta riciclati (e magari anch'essi trasportati via ferrovia, se necessario...). 
Considerando che annualmente in Calabria viene prodotta una quantità di rifiuti pari a poco meno di 1 milione di tonnellate, e considerando che a grandi linee la metà è composta da frazione umida, significa che giornalmente nella nostra regione si producono circa 1000 tonnellate di umido, che diviso (sempre a linee molto, molto grandi!) per le 5 aree individuate, corrispondono a circa 270 tonnellate al giorno. Ovviamente non tutte le zone rappresentate nella nostra cartina produrranno la stessa quantità di spazzatura, in quanto sono di estensione diversa e con diversa concentrazione di centri abitati di grandi dimensioni. 
Considerando però il valore di 270 tonnellate, e considerando che un container da 40 piedi può trasportare circa 30 tonnellate di materiale, sarebbero necessari circa 9 - 10 container giornalieri da ogni centro di raccolta, da caricare su carri pianali, di tipo Sdgmnss o similari.

Un 245 serie 0 in testa ad alcuni carri Sdgmnss (uno di essi con container da 40 piedi), in sosta a Lamezia Terme Centrale.
Continua...

14 lug 2013

Fantasie ferroviarie, ma non troppo: cosa far circolare su una futura Jonica elettrificata... (1)

Ne abbiamo già discusso circa una settimana fa nel post "Ferrovia Jonica e Catanzaro Lido - Lamezia: in corso i rilievi per l'elettrificazione" : una piccola conferma ad una possibile elettrificazione, per lo meno della traversale jonio-tirreno del catanzarese, è arrivata proprio pochi giorni fa, con l'indizione di una gara d'appalto da parte di RFI, per il rinnovo ed il potenziamento della Sottostazione Elettrica di Lamezia Terme Sambiase, come visibile in questo documento scaricabile dal sito di Rete Ferroviaria Italiana. 

La ormai decisamente obsoleta Sottostazione Elettrica di L.T. Sambiase, vista dal satellite...con tanto di ALn668 in transito.












Visto e considerato, quindi, che le possibilità di uno storico "upgrade" della linea Jonica si fanno più concrete, non si può fare a meno di iniziare a ragionare sul possibile servizio ferroviario futuro, sia Regionale che a Lunga Percorrenza. Proprio per quest'ultimo, l'elettrificazione potrebbe portare ad un nuovo importante input: come ormai noto, infatti, sulla nostra martoriata tratta, la trazione diesel ha impedito il ripristino di un vero e proprio treno notturno o diurno, o in ogni caso composto da materiale rotabile dedicato alla lunga percorrenza (cuccette, carrozze letto, UIC-X, Z, GC...), a causa dell'assenza sulle D445 di condotte a 18 poli e relativo software di controllo del blocco porte, presente invece su tutte le locomotive elettriche destinate al traffico viaggiatori. Inoltre, un nuovo fattore fondamentale e punto in più per la Jonica...a lunga percorrenza, è il quasi certo utilizzo di doppie simmetriche di locomotive E464 anche su composizioni InterCity ed InterCity Notte, a causa del purtroppo ormai non lontano accantonamento delle locomotive E444R ed E656. Proprio a tal proposito, nelle scorse settimane è stata effettuata una corsa prova per testare la compatibilità tra le monocabina fino ad ora destinate esclusivamente al trasporto Regionale, e le vetture normalmente in composizione ai treni IC ed ICN. 
Sicuramente i lettori di Ferrovie in Calabria più esperti avranno già capito in cosa consisterà il vantaggio, e questioni estetiche a parte (sicuramente una E464, già di per sè poco attraente, in testa a vetture letto e cuccette sembrerà sicuramente fuori luogo e non adeguata ad un treno di rango), staranno già facendo i salti di gioia! 
L'utilizzo di doppie trazioni simmetriche sulla linea Jonica, infatti, annullerà finalmente l'annoso problema di inversione del locomotore nelle stazioni di Catanzaro Lido, Lamezia Terme Centrale e Sibari, per eventuali treni provenienti da Reggio Calabria-Roccella Jonica-Catanzaro Lido e diretti verso nord via Tirrenica. In tal modo un semplice cambio banco, senza necessità di manovratori e perditempo (e quindi con minori costi), permetterà di ripartire in senso opposto dopo pochi minuti. E' ovviamente superfluo sottolineare che si tratterebbe di treni specifici da/per la Jonica, e non di vetture dirette da agganciare/sganciare a Lamezia Terme Centrale o Paola, come avvenuto fino a non molto tempo fa: una bellissima parentesi per l'appassionato di treni puro, ma purtroppo al giorno d'oggi decisamente insostenibile a livello di costi di gestione. 
Sicuramente pubblicheremo altri post con ulteriori proposte, oltre quelle che leggerete tra poco...l'imbarazzo della scelta per offrire un servizio ferroviario degno del 2013, di certo non manca.

Premettendo che è ormai improponibile attestare treni a lunga percorrenza a Catanzaro Lido e Crotone, a causa della chiusura degli impianti della Divisione Passeggeri Nazionale in queste ultime stazioni, tutti i nostri treni avranno come origine e destinazione Reggio Calabria Centrale. 
La prima destinazione che dovrebbe essere direttamente raggiungibile dalla linea Jonica, a nostra opinione, dovrebbe essere Roma Termini, impianto di interscambio con i servizi ad Alta Velocità (e non), da/per il resto d'Italia. Una tariffa agevolata di tipo "staffetta notte+AV", infatti, potrebbe infatti risultare utilissima ed anche ridurre i tempi di percorrenza tra la stessa Jonica e Torino, Milano, Venezia. 
La nostra idea sarebbe quella di istituire due treni InterCity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini: uno via Roccella Jonica - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, ed uno che percorra la stessa tratta fino a Catanzaro Lido, con proseguimento verso Crotone, Sibari, Metaponto, Taranto, e ritorno da Taranto verso Metaponto, Potenza - Battipaglia - Roma Termini (senza passaggio da Napoli Centrale).

Il primo, quindi, sarebbe destinato esclusivamente ad un servizio capillare e veloce da/per la Jonica Sud, ed il secondo da/per la Jonica Nord...con una piccola funzione in più.
Precisamente, queste sarebbero le fermate del nostro "InterCity Notte 790/793 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini via Roccella Jonica - Lamezia Terme Centrale":

-Reggio Calabria Centrale
-Melito di Porto Salvo
-Brancaleone
-Bovalino
-Locri
-Siderno
-Gioiosa Jonica
-Roccella Jonica
-Monasterace-Stilo
-Soverato
-Catanzaro Lido
-Catanzaro
-Lamezia Terme Nicastro
-Lamezia Terme Centrale
-Amantea
-Paola
-Salerno (instradamento via Linea a Monte del Vesuvio, senza servizio viaggiatori nel nodo di Napoli)
-Formia
-Latina
-Roma Termini

La partenza in senso sud-nord, dovrebbe avvenire da Reggio Calabria Centrale attorno alle 20 (Catanzaro Lido attorno alle 22.40), con arrivo nella Capitale non prima delle 6.30 e non oltre le 7.00. In senso opposto, invece, si partirebbe da Roma Termini attorno alle 23.00, con arrivo a Reggio Calabria Centrale non oltre le 9.30 (Catanzaro Lido tra le 6.40 e le 7.00). Ovviamente si tratta di orari di massima, totalmente indicativi: è chiaro che nel nodo ferroviario di Roma Termini non è possibile inserire un treno in qualunque momento, in quanto quasi tutte le tracce orarie sono occupate!

Per il servizio sulla Jonica Nord, invece, avremmo il treno "InterCity Notte 780/783 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini via Roccella Jonica - Catanzaro Lido - Crotone - (Metaponto) - Taranto - Metaponto - Salerno.
Queste le fermate:

-Reggio Calabria Centrale 
-Melito di Porto Salvo
-Locri
-Siderno
-Roccella Jonica
-Soverato
-Catanzaro Lido
-Botricello
-Crotone
-Cirò
-Cariati
-Rossano
-Corigliano Calabro
-Sibari
-Trebisacce
-Policoro-Tursi
-Metaponto (transito)
-Taranto
-Metaponto
-Potenza Centrale
-Salerno
-Formia
-Latina
-Roma Termini

Un treno apparentemente dal percorso decisamente poco chiaro...ma solo apparentemente! Oltre a servire in modo più capillare la Jonica Nord (quella sud da/per Roma viene infatti servita dall'ICN 790/793), infatti, effettua servizio viaggiatori anche a Taranto, ripristinando quindi nell'importante città Jonica, un collegamento notturno con la Capitale, e percorrendo poi in senso opposto la tratta Jonica fino a Metaponto (la fermata viaggiatori in quest'ultima stazione viene effettuata solo al secondo passaggio), proseguendo verso la Tirrenica via Potenza - Battipaglia - Salerno...riprendendo un po' il vecchio Espresso 951/952 Lecce - Roma Termini, con sezione Catanzaro Lido - Metaponto, soppresso a dicembre 2010.
In senso opposto da Roma verso Reggio, invece, la fermata di Metaponto verrebbe effettuata a primo passaggio, transitando invece da Taranto verso Sud. 
La partenza del 780 da Reggio Calabria Centrale dovrebbe avvenire attorno alle 18.30: arrivo a Catanzaro Lido tra le 20.30 e le 20.40, Crotone 21.10/21.20, Taranto 00.00/00.15, arrivo a Roma Termini non oltre le 7.15. In senso opposto si partirebbe dalla Capitale attorno alle 22.30, con arrivo a Taranto attorno alle 6.00, Crotone ore 9.00, Catanzaro Lido 9.40, Reggio Calabria Centrale 11.40 circa. Sulla Jonica Sud, sia in senso pari che dispari, tale treno, potrebbe tornare utile come collegamento InterCity veloce tra Crotone, Catanzaro Lido e Reggio Calabria e ritorno. Anche in questo caso però ribadiamo che si tratta esclusivamente di orari di massima, confermabili solo attraverso verifiche di effettiva esistenza di tracce orarie libere.

Per entrambi i treni (via Lamezia e via Taranto), la composizione sarebbe identica e quindi turnabile, con due vetture con posti a sedere tipo UIC-X Giubileo/UIC-Z, una letto MU e tre vetture cuccette Comfort, per un totale di 6 carrozze inquadrate da due E464.

L'ICN 782/787 Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale/Torino Porta Nuova via Adriatica, in transito a Saline Joniche: è stato l'ultimo treno a lunga percorrenza effettuato con materiale idoneo, a servire la linea Jonica.















Infine, un collegamento assolutamente necessario, dovrebbe essere anche quello diurno tra Reggio Calabria, la Jonica e la Puglia: in particolare si potrebbe riproporre in chiave moderna il mai dimenticato InterCity Pitagora, da Reggio Calabria Centrale (partenza attorno alle 6.00) a Bari Centrale (arrivo tra le 13 e le 13.30), con queste fermate:

-Reggio Calabria Centrale
-Melito di Porto Salvo
-Brancaleone
-Bovalino
-Locri
-Siderno
-Gioiosa Jonica
-Roccella Jonica
-Soverato
-Catanzaro Lido
-Crotone
-Cirò
-Cariati
-Rossano
-Corigliano Calabro
-Sibari
-Trebisacce
-Policoro Tursi
-Metaponto
-Taranto
-Gioia del Colle
-Bari Centrale

In particolare notiamo che arrivando a Bari Centrale tra le 13 e le 13.30, esiste la possibilità di effettuare un interscambio con l'InterCity 614 per Bologna Centrale, in partenza dal capoluogo pugliese alle 14.04.

Il ritorno avverrebbe nel primo pomeriggio, con partenza attorno alle 15.30 (coincidenza con IC 703 da Roma Termini in arrivo alle 14.32 e un po' più "tirata" con l'IC 603 da Bologna Centrale in arrivo alle 15.00) ed arrivo sullo Stretto attorno alle 22.30.
In questo caso la composizione sarebbe di 3 vetture con posti a sedere UIC-X Giubileo/UIC-Z di seconda classe, con al più l'aggiunta di una vettura UIC-Z/GC per servizio di prima classe, il tutto inquadrato sempre da una coppia di E464.
Continua...

Per il momento, questo è l'unico InterCity che ci si può permettere sulla linea Jonica...D445 e due vetture UIC-X del Trasporto Regionale...

24 apr 2013

Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: proposte "low cost"!

Sono trascorse ormai più di due settimane dal ripristino della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: le proteste per la scarsa offerta ferroviaria non si sono ancora placate, ed anzi sono in corso anche svariate raccolte di firme e petizioni mirate alla modifica degli orari e/o il potenziamento dei servizi.
Attualmente, come già discusso nei precedenti post, tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale e ritorno, esistono sette coppie di treni con cadenzamento biorario, con partenza al minuto 45 delle ore pari da Catanzaro Lido (ad eccezione del primo treno, il 3770, che parte da Catanzaro Lido alle ore 6.40), ed al minuto 45 delle ore dispari da Lamezia Terme Centrale. Tempo di percorrenza di 50 minuti, con arrivo ai due capilinea, quindi, al minuto 35 dell'ora successiva alla partenza. Più semplicemente, la stessa singola automotrice ALn668 effettua una sorta di servizio a spola, ripartendo in senso opposto dieci minuti dopo il termine corsa: in tal modo Trenitalia assicura il servizio utilizzando una sola macchina.
Purtroppo, però, oltre al cospicuo numero di treni durante i giorni feriali (stendiamo un velo pietoso su quelli festivi, con sole 3 coppie di treni...), si aggiunge l'errata impostazione degli orari per quanto riguarda le coincidenze: è il caso dei treni Regionali da Roccella Jonica/Reggio Calabria, che arrivano a Catanzaro Lido tra il minuto "00" ed il minuto "05" delle ore dispari (ad eccezione del 3746 che termina la corsa alle 15.12), ogni due ore: i treni Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale partono invece al minuto "45" della precedente ora pari...in pratica per soli 15 minuti (o al massimo 20), un povero viaggiatore proveniente dalla Jonica Sud, si trova costretto ad attendere per più di un'ora e mezza a Catanzaro Lido, per raggiungere Lamezia Terme Centrale.
Un paio di esempi, tra i tanti che purtroppo si potrebbero fare: Regionale 3742 da Reggio Calabria Centrale arriva a Catanzaro Lido alle ore 9.05: il 3772 Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale parte alle 8.45...per il successivo, bisogna attendere fino alle ore 10.45, ben un'ora e quaranta minuti. 
Altra situazione incresciosa nel primo pomeriggio, quando il Regionale 3778 parte per Lamezia Terme Centrale alle 14.45...mentre il 3731 Crotone - Roccella Jonica arriva a Catanzaro Lido alle 14.57, soltanto dopo 12 minuti! 

Indubbiamente, se si vuole puntare alla riduzione di tali disservizi, sarebbe necessario un ritorno del cadenzamento orario sulla tratta in questione: mantenendo un treno ogni due ore, è quasi impossibile fare miracoli. Considerando però che allo stato attuale le possibilità di ritorno ad un treno ogni '60 minuti sono decisamente scarse, noi di Ferrovie in Calabria abbiamo ideato un piccolo "servizio d'emergenza", che in parte potrebbe ridurre le attese a Catanzaro Lido tramite lieve modifica dei treni già esistenti, e soprattutto che porterebbe al ritorno di alcuni collegamenti diretti tra Lamezia Terme e Sibari/Crotone, e Reggio Calabria/Roccella Jonica e vv...per lo meno nei giorni feriali. 

Grafico della Catanzaro Lido - Lamezia T.C. con i servizi aggiuntivi e le modifiche. Il progetto è stato elaborato attraverso l'utilissimo software "Orario Grafico" ideato da Giorgio Stagni, disponibile sul sito http://www.miol.it/stagniweb/ 



Analizziamo il grafico da sinistra verso destra, anticipando che le tracce orarie in nero appartengono a quelle dei treni già esistenti limitati alla tratta Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, quelle in rosso ai nuovi treni da/per Sibari/Crotone, e quelle verdi ai nuovi collegamenti da/per Reggio Calabria Centrale/Roccella Jonica.
Partiamo quindi dal primo treno in nero, consigliando ai lettori di salvare sul proprio computer il grafico, osservandolo contemporaneamente alla lettura:


Regionale 3770 Catanzaro Lido (06.40) - Lamezia Terme Centrale (07.30): collegamento rimasto inalterato, presente nell'attuale orario ufficiale, ottima coincidenza con il Frecciargento 9372 per Roma Termini alle ore 07.53. Nessuna modifica anche per il corrispondente Regionale 3771 Lamezia Terme Centrale (07.45) - Catanzaro Lido (08.35). Il 3771 al Posto di Movimento di Feroleto Antico - Pianopoli incrocia, fuori cadenzamento, il "nuovo" Regionale 3719 Crotone (06.40) - Lamezia Terme Centrale (08.26) , treno già esistente anche se limitatamente alla tratta Crotone - Catanzaro Lido: nel nostro progetto viene prolungato su Lamezia Terme Centrale, permettendo così a chi proviene dal crotonese di poter servirsi alle ore 08.36 del treno Regionale 3660 per Cosenza, e dell'InterCity 552 per Roma Termini alle ore 09.17. Inoltre, riducendo la percorrenza del Regionale 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone tra Soverato e Catanzaro Lido, al momento spropositata e di ben 19 minuti, abbassabili a 12, si riesce anche a garantire tramite il 3719, una validissima coincidenza tra la Jonica Sud e Lamezia Terme, che al momento sarebbe impossibile, visto che il 3740 arriva a Catanzaro Lido alle 07.30, stesso orario in cui dovrebbe partire il "nostro" ipotetico 3719.

Segue il Regionale 3742 Reggio Calabria Centrale (06.05) - Lamezia Terme Centrale (09.57), anche questo già esistente nel tratto Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido, dove oggi termina la corsa alle ore 09.05. Da questo treno in poi, il cadenzamento attuale della Catanzaro Lido - Lamezia viene traslato di 22 minuti in entrambi i sensi. Il collegamento risulta in coincidenza a Lamezia Terme Centrale con il Frecciabianca 9872 per Roma Termini, che effettua fermata a Lamezia Terme Centrale alle ore 10.12, con il Regionale 12665 per Rosarno via Tropea alle 10.45, e con l'InterCity 556 per Roma Termini alle ore 11.12.
Il ritorno del materiale del 3742 avviene con il Regionale 3773 Lamezia Terme Centrale (10.07) - Catanzaro Lido (10.57), in coincidenza con l'InterCity Notte 785 da Milano Centrale in arrivo a Lamezia alle ore 09.10, con l'InterCity 552 da Reggio Calabria Centrale alle ore 09.17 e con il Regionale 12656 da Rosarno alle ore 09.50. Arrivato a Catanzaro Lido alle 10.57 (coincidenza per Sibari alle 11.25) il nostro 3773 riparte come Regionale 3774 Catanzaro Lido (11.07) - Lamezia Terme Centrale (11.57), garantendo a Catanzaro Lido la coincidenza con il Regionale 3744 da Reggio Calabria Centrale/Roccella Jonica, oltre a quella sopracitata per Sibari.
L'automotrice giunta a Lamezia riparte così con il Regionale 3775 Lamezia Terme Centrale (12.07) - Roccella Jonica (14.08), vero e proprio "treno jolly" purtroppo oggi non esistente, e che oltre allo specifico collegamento da Lamezia, andrebbe a coprire tra Catanzaro Lido e Roccella Jonica una fascia oraria caldissima, e cioè quella di uscita degli studenti dalle scuole soveratesi: abbiamo infatti assegnato tutte le fermate tra Catanzaro Lido e Roccella Jonica. Attualmente il rientro degli scolari da Soverato verso S.Andrea, Badolato, S.Caterina e Guardavalle, è completamente monopolio del bus! Il rientro in deposito di questa automotrice, potrebbe avvenire ripristinando il treno Regionale da Roccella Jonica verso Catanzaro Lido con partenza nel primo pomeriggio, autosostituito dallo scorso dicembre 2012, ma ancora esistente.
Il successivo treno per Lamezia Terme è invece il Regionale 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Lamezia Terme Centrale (13.57), già esistente limitatamente al tratto Reggio Calabria - Catanzaro Lido. Questo collegamento permette di effettuare una valida coincidenza a Lamezia Terme Centrale con il Regionale 3698 Cosenza - Reggio Calabria Centrale alle 14.10 e con il 3672 Reggio Calabria Centrale - Cosenza alle 14.40. Ottimo anche per il 12673 Lamezia Terme Centrale - Rosarno via Tropea alle ore 14.45, ed al Frecciabianca 9878 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini alle 15.07.
Nel grafico si noterà però che il 3746 incrocia a Feroleto Antico - Pianopoli con il Regionale 3729 Lamezia Terme Centrale (13.16) - Sibari (16.40), prolungamento del già esistente 3730 Catanzaro Lido - Sibari, in partenza alle ore 14.05. Questo treno viene effettuato con il materiale del 3719 giunto a Lamezia da Crotone al mattino alle ore 08.26, ed è un'ottima coincidenza con l'IC 728 Palermo/Siracusa - Roma Termini, che effettua fermata a Lamezia alle ore 13.50, e con l'InterCity 723 Roma Termini - Palermo/Siracusa, alle 12.59! Un contro di questo treno: è impossibile, purtroppo, garantire la coincidenza con il 3747 Catanzaro Lido (14.05) - Reggio Calabria Centrale (16.55), in quanto l'arrivo e la partenza sarebbero praticamente contemporanei...
Tornando a Lamezia, alle 14.07 si parte con il Regionale 3777 Lamezia Terme Centrale (14.07) - Catanzaro Lido (14.57), che assieme ai corrispondenti e già esistenti (seppur con orari anticipati di 22 minuti, come già specificato all'inizio della nostra anlisi) 3778, 3779, 3780 e 3781 (quest'ultimo con arrivo a Cz Lido alle 18.57, coincidenza perfetta con il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale alle 19.17, e con il 3736 Catanzaro Lido - Sibari delle ore 19.35!) inseriti nello stesso cadenzamento nei due sensi, garantisce coincidenze con InterCity da/per Roma Termini e con i consueti Regionali che collegano Reggio Calabria Centrale con Paola/Cosenza e Lamezia Terme Centrale - Rosarno via Tropea e ritorno. Non possiamo non notare, però, che il 3779 incrocia a Marcellinara il "nuovo" Regionale 3733 Sibari (14.00) - Lamezia Terme Centrale (17.12), treno già esistente tra Sibari e Catanzaro Lido, ma che abbiamo anticipato di 12 minuti nella nostra proposta. Questo treno garantirebbe a Catanzaro Lido la coincidenza con il treno da Roccella Jonica attualmente autosostituito, che andrebbe ripristinato con i vecchi orari di arrivo attorno alle 16, oltre ad essere perfetto a Lamezia Terme Centrale, per il Regionale 3676 Reggio Calabria Centrale - Sapri, alle 17.35.
Il materiale del 3733 rientrerebbe con il nuovo Regionale 3783 Lamezia Terme Centrale (19.17) - Catanzaro Lido (20.08), garantendo a Lamezia TC due ottime coincidenze con IC 553 da Roma Termini alle 18.27, e con il FrecciaBianca 9877 sempre da Roma Termini alle 18.40, oltre a due Regionali Reggio Calabria Centrale - Paola, e Cosenza - Reggio Calabria Centrale! Buona coincidenza anche a Catanzaro Lido, con il 3755 Sibari - Roccella Jonica alle 20.43.
Ultimo treno verso Lamezia, il Regionale 3752 Reggio Calabria Centrale (16.05) - Lamezia Terme Centrale (19.55), altro treno già in orario nel tratto Reggio - Catanzaro Lido: una buona coincidenza di 10 minuti con l'ICN 784 Palermo/Siracusa - Milano Centrale. Un vero peccato che non sia possibile garantire a Catanzaro Lido la coincidenza con il Regionale 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, a meno che quest'ultimo non venga anticipato di circa 20 minuti.
Ultima corsa della giornata il Regionale 3785 Lamezia Terme Centrale (20.07) - Catanzaro Lido (20.57), che funge anche da rientro in deposito per il materiale del 3752, che garantisce la coincidenza a Lamezia con un Regionale Reggio Calabria Centrale - Cosenza, e con un Rosarno - Lamezia Terme Centrale via Tropea.

Purtroppo non neghiamo che con tali soluzioni si rimane ben lontani dalla perfezione di un servizio cadenzato e ben integrato, ma siamo certi che un'organizzazione similare, con poca spesa aggiuntiva, potrebbe risolvere (almeno temporaneamente) una buona parte degli attuali problemi di mobilità ferroviaria tra lo Jonio ed il Tirreno...

Due automotrici ALn668 in sosta a Lamezia Terme Centrale, in attesa di partire alla volta di Catanzaro Lido e Rosarno via Tropea.

16 ott 2012

Ferrovia Jonica: un treno da non perdere...

Qualche giorno fa, nel post "Revival anni '80 a Brancaleone!", abbiamo ricevuto due commenti da un lettore anonimo, che auspicava alla chiusura della ferrovia Jonica, in quanto "ormai ci sono gli autobus".  Anticipiamo che i commenti sono stati cancellati non per la non condivisione del pensiero, visto che da sempre siamo stati aperti ad ogni idea e proposta anche controcorrente, ma perchè pubblicati anonimamente: da anni ribadiamo di inserire anche un piccolo nickname e/o firma, per non creare confusione in caso di presenza di più commenti, che risulterebbero tutti quanti anonimi, provocando non poca difficoltà nel rispondere ad ogni pensiero o richiesta dei vari utenti. Del resto, questa piccola regola da rispettare è segnalata poco sopra il board di scrittura dei commenti!

I due commenti, però, non li abbiamo dimenticati: ci hanno anzi dato un input per approfondire il tema trasportistico del versante Jonico, che da anni soffre di gravi carenze, sicuramente non solo ferroviarie.
Iniziamo con una premessa "geografica": la Calabria, specie quella meridionale da Paola e Crotone in giù, è orograficamente molto stretta, con centri abitati popolosi concentrati principalmente sulle coste, e piccoli/medi insediamenti nell'entroterra. Una simile conformazione, soltanto "ad occhio", farebbe capire a chiunque che un sistema di trasporto pubblico locale dovrebbe collegare in lunghezza tutti i centri costieri con le località principali di lavoro e studio tramite un mezzo di trasporto ad alta capacità, mentre ai vari "hub" costieri dovrebbe essere connesso un servizio "perpendicolare", che colleghi efficacemente paesi e cittadine interne con quello principale lungo le coste. Per antonomasia il treno è il mezzo di trasporto pubblico più rapido e soprattutto capiente: crediamo sia superfluo sottolineare che 10 autobus con identica origine e destinazione concentrati in poco tempo, che al minimo impegnano 10 autisti (quando non c'è a bordo anche un addetto alla bigliettazione), possono essere sostituiti con un treno di 6-7 vetture o anche in meno in base alla capienza, che nel caso più "costoso", cioè con cabina del locomotore non raggiungibile dall'interno del treno (composizioni con E656 o D445 ed UIC-X o altro tipo di carrozza), impegnano due macchinisti ed un Capo Treno. Nei casi migliori, invece, con composizioni bloccate e con locomotore comunicante con le carrozze, il personale si riduce a due unità, macchinista e Capo Treno. Risparmio quindi di personale, ma soprattutto maggiore sicurezza sulle strade, che risulterebbero così più scorrevoli (specie quelle disastrate e pericolose come la SS 106 Jonica...), notevole riduzione dell'inquinamento e non di meno anche dei tempi di percorrenza. Senza dimenticare la maggiore comodità e fruibilità di un treno, possibilmente moderno, rispetto ad un autobus.
Elettromotrice ALe803 a tre elementi, in servizio Regionale tra Rosarno e Melito di Porto Salvo
















Facciamo un esempio: tra Soverato e Catanzaro Città esiste un servizio di pullman con tempi di percorrenza tra i due centri, nelle ore di punta, che a volte arrivano addirittura a superare i 60 minuti a causa del traffico. In treno, invece, tra Soverato e Catanzaro Lido, il treno no-stop impiega 12 minuti, ulteriormente riducibili anche a 9-10 con l'impiego di materiale rotabile più moderno delle attuali ALn668, che a stento raggiungono i 130 km/h. Tra Catanzaro Lido e Catanzaro Città invece, con i treni delle Ferrovie della Calabria, si impiegano tra i 22 ed i 27 minuti tra i due capilinea. Perciò, soltanto allo stato attuale, si potrebbe percorrere la stessa distanza nello stesso tempo dell'autobus o anche meno, se solo esistessero delle coincidenze abbastanza immediate tra i treni delle Ferrovie della Calabria e quelli di Trenitalia. Per non parlare di quali enormi vantaggi porterebbe un eventuale ingresso dei binari a scartamento ridotto all'interno del piazzale RFI di Catanzaro Lido, con la creazione di binari a doppio scartamento: immaginate la comodità di arrivare, per esempio, sul primo binario con il treno FS da Crotone o Reggio Calabria/Roccella Jonica/Soverato, e poche decine di metri più avanti trovare sullo stesso binario, e quindi anche sullo stesso marciapiede, la coincidenza FC per Catanzaro Città: riducendo i tempi di percorrenza con varie migliorie e creando dei sistemi di coincidenze, si potrebbe andare da Soverato a Catanzaro Città (via Milano) e viceversa in soli 35-40 minuti!

L'ALn668 1043 in corsa nei pressi di Ferruzzano (RC), con un Regionale per Reggio Calabria Centrale.















Ancora più funzionale, in quanto esente da cambi, potrebbe essere un sistema metropolitano nella Locride, densamente popolata e con alto livello di spostamenti tra centri limitrofi: allo stato attuale tra Roccella Jonica e Reggio Calabria Centrale esiste già un cadenzamento orario, ma è comunque insufficiente nelle ore di punta, anche a causa del materiale rotabile poco capiente (ALn668 molto spesso in singola composizione). Andare in auto o in bus soltanto da Locri a Siderno, per esempio, a volte può farci perdere più di un quarto d'ora, a differenza dei soli cinque minuti del treno, come sempre riducibili con materiale moderno dotato di maggiore accelerazione e velocità commerciale.

Ovviamente vogliamo specificare che questo post non vuole assolutamente essere anti-autobus a prescindere: la parola d'ordine deve essere INTEGRAZIONE.
All'inizio della nostra analisi abbiamo dato un'idea della conformazione geografica della Calabria, con le aree costiere densamente popolate, e quelle interne caratterizzate da una miriade di centri piccoli/medi (ma non mancano le eccezioni con vere e proprie piccole città). Proprio queste aree interne soffrono anch'esse di carenza di trasporti pubblici efficienti, frequenti ed affidabili, così come quelle costiere sono afflitte dallo stesso problema, in questo caso "per colpa" della ferrovia sottoutilizzata. Non sarebbe ora di rafforzare i servizi ferroviari dove la ferrovia c'è, eliminando il più possibile i trasporti paralleli su gomma, e dirottare questi ultimi verso l'entroterra, attualmente servito in modo pessimo? Ogni stazione ferroviaria dovrebbe essere un piccolo hub di interscambio tra treno ed autobus, con vettori coincidenti il più possibile, e magari biglietti integrati per chi dall'entroterra prende il bus per raggiungere le stazioni ferroviarie ed utilizzare poi il treno. In tal modo, oltre ai benefici per le comunità locali, anche le varie imprese private di autoservizi avrebbero ben poco da perderci, e soprattutto sarebbero garantiti tutti (o forse andrebbero anche incrementati!) i posti di lavoro di autisti e bigliettai.
E non dimentichiamo, oltre i centri collinari e montani, anche la mobilità all'interno dei comuni costieri stessi! A volte è difficile raggiungere la stazione ferroviaria anche in una Soverato o in una Gioiosa Jonica, soprattutto per chi abita nelle numerose lontane dal centro. Anche in questo caso, ovviamente, l'investimento da fare sarebbe quello di creare dei servizi di bus urbani che facciano da "collettore" verso le stazioni ferroviarie.
Soltanto così si riuscirà a convincere migliaia di persone che oggi si spostano in auto, con costi e rischi ben noti, a passare al trasporto pubblico. Pochi e malridotti servizi paralleli e scarsità o assenza totale degli stessi in alcune zone, non portano alcun beneficio alla comunità, così come non porta nessun beneficio "l'integralismo" verso il vettore ferroviario, quello su gomma, su acqua o su aria.
Speriamo di aver chiarito un po' le idee, anche se ovviamente per approfondire a dovere questo tema un semplice post non basta. Se qualche lettore avesse eventuali idee alternative o non fosse d'accordo con la nostra analisi, siamo aperti al dialogo: ma ovviamente, come sempre, ricordate di firmare i vostri commenti!

Prima di concludere, pubblichiamo di seguito alcune interessantissime iniziative legate alla Vertenza Ferrovie in Calabria, che si svolgeranno nelle prossime settimane e mesi, organizzate dal Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria e promotore della Vertenza. Al momento l'unico evento con data già definita, è "l'escursione" sui binari tra Cittanova e Polistena, sulla linea FC sospesa all'esercizio tra Gioia Tauro e San Giovanni in Fiore, l'8 novembre: ovviamente non mancheremo noi di Ferrovie in Calabria, che estendiamo l'invito alla partecipazione a tutti i lettori!

- Marcia del treno fra Cittanova e Polistena per rivendicare il ripristino delle Ferrovie Taurensi su nuovi standard funzionali per il giorno 8 Novembre;

- Seminario con AnsaldoBreda a Reggio Calabria, con mostra di treni regionali dell’ultima generazione;

- Mostra di modellismo ferroviario con il coinvolgimento attivo di una ventina di appassionati calabresi (presso la Facoltà di Ingegneria di Reggio Calabria, data da definirsi);

 - Incontro con esperti del Ministero MIT sulla tematica dell’interporto di Gioia Tauro e dei servizi di trasporto merci per ferrovia in Calabria;

- Seminario su Treno e letteratura, con la partecipazione di alcuni autori calabresi;

- Meeting internazionale sulle ferrovie regionali con esperti europei (con il coinvolgimento specifico di Italia Nostra);

- Manifestazione regionale/nazionale con il presenziamento simultaneo di tutte le stazioni ferroviarie da parte di pendolari e cittadini interessati.
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it