I contenuti di Ferrovie in Calabria sono a disposizione di tutti, ma a condizione che, se sfruttati, siano accompagnati dall'indicazione della fonte (blog o autore dei testi/fotografie). Tutto il materiale ivi pubblicato è protetto da Copyright, perciò per evitare situazioni incresciose vi preghiamo di seguire questa piccola regola. Buon Viaggio!

• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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31 dic 2013

Foto della settimana - Dicembre 2013

Un altro anno giunge ormai al termine: salutiamolo con le ultime (e come sempre bellissime) Foto della Settimana del 2013, pubblicate in questo mese di dicembre nella Photogallery di Ferrovie in Calabria! 

Iniziamo dalla prima immagine, inviataci dal nostro Antonino Romeo: ci troviamo nei pressi della fermata di Villa San Giovanni Cannitello, mentre una ALe582, in composizione a tre elementi, si approssima alla ben più importante stazione di Villa San Giovanni. Il "tranquillo" servizio regionale tra Rosarno e Melito di Porto Salvo, effettuato dalle ALe582, in turno con le ALn668 ed ultimamente anche con Minuetto elettrico, condivide le stesse rotaie "tirreniche" percorse ogni giorno dai ben più importanti e veloci servizi a lunga percorrenza nord-sud: in ogni caso, su quest'ultimo tratto, non si può certo parlare di "velocità", visto che nei tre ranghi si passa da 65 a non più di 70 km/h! 

65-65-70 (n°109 - 12/2013)
Rimaniamo ancora sul versante Tirrenico, con questa simpaticissima fotografia scattata dall'amico Matteo Ascioti, alla stazione (o meglio Posto di Movimento...) di Eccellente, ormai sommersa dalla vegetazione: l'ALn668 1050 in servizio tra Rosarno e Lamezia Terme Centrale via Tropea, sembra quasi una "belva" appostata tra i cespugli in attesa di una preda da attaccare...!

In attesa...della preda?! (n°110 - 12/2013)
Nel terzo scatto dicembrino, inviatoci da Alessandra Fragomeni del gruppo LocRinasce, un filo conduttore mantiene il collegamento con la precedente fotografia: ci spostiamo sullo Jonio, ed ovviamente, ecco ancora una ALn668...che in questo caso non è però la principale protagonista dell'immagine. Ci troviamo nei pressi di Locri, sui classici binari della ferrovia jonica un po' erbosi, stretti tra case, spiaggia, Strada Statale 106, assieme ai pendolari che giornalmente utilizzano il treno, e non si arrendono al declino della propria ferrovia. La costanza sta forse per essere premiata: anche noi di Ferrovie in Calabria, assieme alla maggior parte degli abitanti della locride, rimaniamo fiduciosi!

Cara Jonica...(n°111 - 12/2013)
Rimaniamo sulla Jonica con la fotografia conclusiva dell'anno 2013...assieme al rappresentante, più nel male che nel bene, di quest'ultimo anno: ci riferiamo all'InterCity 559/562 Taranto - Reggio Calabria Centrale e vv, via Jonica, istituito con lo scorso orario estivo di giugno. Un'esistenza difficoltosa, molto spesso ai limiti del ridicolo, con continui guasti di vetture e locomotori, ed effettuazione con ALn668, molto spesso in singola composizione, con relativi gravi disagi per i viaggiatori, in un percorso così lungo. Nella fotografia in basso, possiamo ammirare il 559 in composizione "ordinaria", con la D445 1086 in testa alle due vetture UIC-X della Divisione Trasporto Regionale, in transito nei pressi di Marina di San Lorenzo.
Speriamo che il nuovo anno porti consiglio a chi di dovere...

L'ultimo InterCity Jonico... (n°112 - 12/2013)
Si conclude così l'ultimo appuntamento del 2013 con le Foto della settimana: vogliamo inviare a tutti i nostri lettori ed alle loro famiglie, un grandissimo augurio di buon 2014, sperando che il nuovo anno possa rappresentare finalmente un positivo momento di svolta per i trasporti (e non solo...) nella nostra Calabria.
Ricordiamo e salutiamo infine tutti i ferrovieri, gli appassionati, i movimenti e le associazioni, che hanno contribuito alla realizzazione delle ben sei mostre fotografiche ed oggettistiche (di cui una attualmente in corso a Catanzaro, assieme all'Associazione Modellisti Catanzaresi!) organizzate in questi 365 dall'Associazione Ferrovie in Calabria, che ha inoltre partecipato attivamente a nove convegni in tutto il territorio regionale, e che in questi ultimi giorni ha avviato anche una interessante collaborazione con le Ferrovie della Calabria: approfondiremo nelle prossime settimane con un post dedicato!


11 dic 2013

5-7 dicembre 2013: attivismo ferroviario nella locride! (Locri - Per non perdere il treno...)


Proseguiamo con il nostro resoconto delle due conferenze a tema ferroviario, tenutesi a Brancaleone e Locri rispettivamente gli scorsi giorni 5 e 7 dicembre: del primo appuntamento ci siamo dedicati proprio ieri.
Oggi è il turno dell'iniziativa  "Per non perdere il treno...", organizzata dal movimento politico locrese "LocRinasce", con la collaborazione della Caritas Diocesana, che ha messo a disposizione la propria sala conferenze, nei pressi della bella stazione ferroviaria della città jonica, per lo svolgimento del convegno.
Questa volta Ferrovie in Calabria ha partecipato in modo molto più "attivo", con l'organizzazione della piccola ed ormai famosa mostra fotografica ed oggettistica ferroviaria, come piacevole corollario alla conferenza, ma soprattutto con due interventi al tavolo dei relatori: in rappresentanza dell'Associazione, Sergio Grasso e Roberto Galati.
Ma non eravamo gli unici ad esporre le nostre considerazioni, esperienze e proposte di miglioramento del servizio ferroviario, lungo la nostra fin troppo bistrattata ferrovia Jonica: in rappresentanza del nuovo movimento ALBA e del comitato CIUFER, non è mancato neppure stavolta il Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Seguiva a ruota, sempre in rappresentanza del CIUFER, l'amico Antonio Guerrieri, che ha raccontato le proprie esperienze di viaggio da pendolare ferroviario, non solo su tratta regionale (ed in particolare nella tratta compresa tra reggino, locride e catanzarese), ma anche su quelle a lunga percorrenza. Come fatto notare da Antonio, il pendolare non è soltanto colui che si sposta in ambito locale, ma colui che in genere "pendola" tra due località più o meno lontane. E' il caso, per esempio, di chi settimanalmente percorre la tratta Roma - Calabria in InterCity (ormai obbligatoriamente sul versante tirrenico), e di chi la percorreva anche via Jonica con il rimpianto Espresso 890/893, servizio notturno di fondamentale importanza, che collegava la locride ed il basso catanzarese con la Capitale, fino al dicembre 2010.
Ruolo di moderatrice del dibattito, l'attivissima Alessandra Fragomeni, rappresentante del movimento LocRinasce.
Riassumiamo in ordine cronologico il tema principale dei vari interventi, iniziando da quello del nostro Sergio Grasso, locrese DOC ed autore della ben nota pubblicazione "Quando anche a Locri si fermavano i T.E.E.". L'esordio non poteva non essere incentrato su una accattivante ricostruzione storica delle varie tappe di costruzione della ferrovia Jonica Reggio Calabria - Taranto, e relative particolarità che l'hanno interessata negli anni. Si inizia dall'avvio dei primi lavori di costruzione, nel 1865, sia sul versante calabrese che su quello lucano-pugliese, da parte della Società Vittorio Emanuele, soltanto quattro anni dopo l'Unità d'Italia: nel 1866 è attivo all'esercizio il primo tronco tra Reggio Calabria e Lazzaro, di 16,464 km, e così via, attraverso varie tappe, che culmineranno con il completamento dell'intera ferrovia nel 1875.
Per addirittura 20 anni, la Jonica fu l'unica via di comunicazione su rotaia a connettere la Sicilia e l'intera Calabria con il Centro/Nord Italia: emblematico il caso delle due vetture pullman della Compagnia Internazionale dei Wagons Lits, che collegavano Siracusa con Roma proprio attraverso l'itinerario Jonico e la linea Metaponto - Battipaglia.
Ma anche dopo il completamento della linea Tirrenica, il traffico rimase consistente (con l'apice del lusso raggiunto nel biennio 1972-1974, con l'assegnazione dei servizi Rapidi tra Reggio Calabria e Bari agli eleganti complessi binati Breda ex TEE ALn442-448) fino all'inizio del nuovo Millennio: le speranze di potenziamento giunte nel 1989 con l'elettrificazione della tratta Sibari - Metaponto e nel 2005 con il raddoppio e l'elettrificazione della Melito di Porto Salvo - Reggio Calabria Pellaro, che portava all'estensione del servizio metropolitano dell'area reggina, si sono però spente negli ultimi anni. Le cause sono da attribuirsi in primis all'incompetenza ed al disinteresse della politica regionale (ed a catena di quella nazionale, a tal proposito ricordiamo la vergognosa affermazione dell'ex ministro dei trasporti Matteoli, convinto che sarebbe stato più utile "regalare un'auto ai viaggiatori della tratta Reggio Calabria - Bari, piuttosto che ripristinare il treno diretto"), senza dimenticare la ormai chiara lobby della autolinee, che ha pilotato artificialmente l'abbandono del trasporto regionale su ferro, ed ha probabilmente inibito le spinte politiche preposte alla salvaguardia del settore lunga percorrenza, sulla tratta Jonica. Cause quindi "superiori", ma non solo: Sergio non ha risparmiato una assolutamente condivisibile critica alle popolazioni locali, che salvo rare eccezioni, con rassegnazione e molte volte anche con disprezzo e pregiudizio per il vettore ferroviario, hanno più o meno tacitamente accettato il progressivo smantellamento di un servizio che ormai tutti rimpiangono...ad eccezione, probabilmente, di chi ancora spera di veder sparire i binari dalla nostra costa, dando così campo libero a speculazioni edilizie e devastazioni territoriali. Un ulteriore punto a favore, erroneamente poco considerato, è il valore strategico dell'infrastruttura ferroviaria, in un territorio altamente vulnerabile da calamità di varia tipologia: dalle ormai purtroppo "normali" alluvioni, fino ad eventi sismici. La viabilità su rotaia permette di essere ripristinata in modo semplificato in brevissimo tempo, e di trasportare enormi quantità di merci e generi di soccorso in quelle aree che speriamo mai vengano colpite da disastri naturali.
Non solo perciò utilità ai fini della mobilità, ma anche vero e proprio "argine" materiale all'abusivismo che rischia di rovinare irrimediabilmente le nostre coste, e vettore d'emergenza: è questo il ritratto della nostra ferrovia Jonica, da difendere con tutte le nostre forze, prima che sia troppo tardi. I consigli di Sergio, in conclusione all'intervento, sono molto semplici: utilizzare il treno il più possibile, anche con qualche sacrificio in più a causa dei ben noti sovraffollamenti, essere propositivi e non inutilmente pessimisti sulle sorti del trasporto su rotaia nei nostri territori. Dare quindi un segnale di cambiamento alla politica, e non di meno a Trenitalia, facendo capire che un treno che sia pulito, veloce, funzionale (e capiente...) sullo Jonio si pretende, e non viene considerato solo un mezzo "sporco, brutto e cattivo"... rielaborando il titolo di un famoso film western di Sergio Leone!

Concluso l'intervento di Sergio, la parola passa così ad Antonio Guerrieri, che come anticipato ha segnalato nel numerose criticità che vengono subite dalle centinaia di pendolari che ogni giorno si spostano in treno sulla Jonica, ed in particolare nella locride...e delle altrettante centinaia rimaste orfane dei servizi a lunga percorrenza, in rappresentanza del pendolarismo a lunga percorrenza. Carenza di materiale rotabile, scarsa affidabilità dello stesso ormai eccessivamente vetusto, scarsa capienza, informazione quasi inesistente: è il caso delle tre coppie di treni Regionali della tratta Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica - Catanzaro Lido, date per soppresse a settembre, ma salvate in extremis dalla Regione Calabria...che però per oltre un mese continuavano a non figurare nei sistemi di ricerca d'orario online di Trenitalia, e nei sistemi "Viaggiatreno" e "Prontotreno". Un danno all'utenza ed alla frequentazione degli stessi servizi, che ovviamente risultando soppressi, venivano utilizzati soltanto da viaggiatori che sul momento, in stazione, li vedevano effettivamente "esistere". Altra gravissima problematica segnalata da Antonio, quella di assenza di coincidenze tra i servizi ferroviari stessi ed integrazione con quelli su gomma: si discute tanto di Alta Velocità in Calabria nei "salotti politici", ma allo stesso tempo risulta preclusa la possibilità di spostamento per ferrovia all'interno della Regione stessa, con un sistema volto quasi a scoraggiare ulteriormente l'utenza dei treni, già crollata numericamente negli ultimi anni, per forza maggiore, a causa della riduzione dei posti a sedere offerti e del numero di collegamenti.

Ed è proprio l'integrazione uno dei temi principali presenti all'interno delle slide studiate da Ferrovie in Calabria, e descritte successivamente all'intervento di Antonio: la presentazione aveva come titolo "La Ferrovia nella locride: idee per un potenziamento low cost". Riteniamo infatti che l'attuale offerta commerciale, opportunamente riorganizzata, possa andare incontro ai bisogni dei viaggiatori che si spostano in ambito locale ed a lunga percorrenza, portando addirittura ad un cospicuo risparmio di risorse finanziare da parte della Regione Calabria, investibili in un progetto a medio termine per l'acquisto di nuovi rotabili.
Ma prima di entrare nello specifico delle proposte, alle quali dedicheremo nelle prossime settimane un post, abbiamo percorso a ritroso le tappe del declino Jonico, con una breve lista dei treni a lunga percorrenza soppressi dal giugno 2002 ad oggi (iniziando dall'InterCity "Velia" Reggio Calabria Centrale - Roma Termini via Roccella/Catanzaro Lido, passando per l'IC "Pitagora" Villa San Giovanni - Bari Centrale e finendo all'ICN 782/787 ex "Freccia del Levante", ultimo servizio a lunga percorrenza di collegamento tra la Jonica e Milano/Torino), e dell'ecatombe del trasporto regionale. Eloquenti i grafici relativi al numero di corse e numero posti a sedere offerti, analizzati negli anni 1991, 2001, 2004, 2011, 2012 e 2013.
Si passa poi alla parte prettamente propositiva, con grafico delle tracce orarie del sistema regionale jonico sud riorganizzato, che prevede l'istituzione di tre coppie di Regionali Veloci Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale via Roccella Jonica/Catanzaro (ripristinando così la possibilità di raggiungere direttamente il corridoio Tirrenico), effettuati con tripla di automotrici ALn663, e l'integrazione delle coincidenze con i Regionali tradizionali a Catanzaro Lido. Proposta anche la traccia oraria di una sezione dell'attuale InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova, percorrente la Jonica da Reggio Calabria Centrale fino a Sibari (doppia trazione simmetrica di D445 dotate di impianti di lateralizzazione porte delle vetture UIC-X con posti a sedere ed a cuccette), ed unica manovra di aggancio/sgancio a Paola dalla sezione principale. In tal modo si tornerebbe a garantire un collegamento diretto con Roma, ed allo stesso tempo una possibilità di prosecuzione diretta verso Firenze, Bologna, Milano e Torino.
Non poteva mancare uno sguardo alla situazione del trasporto regionale al di fuori della Calabria, soffermandoci maggiormente sulla vicina Puglia: il titolo della slide è stato: "Il trasporto Regionale del futuro...che è già presente fuori dalla Calabria: l'esempio pugliese". Ma oltre alle fotografie dei complessi elettrici e diesel assegnati alle Ferrovie del Sud Est, Ferrovie del Gargano ecc.. , inseriti all'interno della presentazione informatica, sono stati affissi all'interno della sala alcune grandi stampe rappresentanti varie tipologie di treno regionale moderno in servizio un po' in tutta Italia. L'intervento di Ferrovie in Calabria si conclude con un appello ad un "risveglio" collettivo da parte dei cittadini della costa Jonica, non solo relativo alle problematiche del trasporto ferroviario, ma in generale sulle tantissime problematiche sociali e culturali che affliggono il nostro territorio.

La conferenza si conclude quindi con il Professore Domenico Gattuso: impeccabile l'illustrazione degli attuali sprechi economici e della volontà di imbarcarsi in opere inutilmente costose, mentre contemporaneamente si è incapaci di garantire i servizi pubblici basilari. Si continua ad invocare la costruzione del Ponte sullo Stretto, ma sembra impossibile mettere in sicurezza dei movimenti franosi sulla ferrovia Catanzaro - Cosenza delle Ferrovie della Calabria. Si parla di Alta Velocità sulla linea Tirrenica, ma non si può istituire un treno InterCity o InterCity Notte degno di tale nome sulla linea Jonica, a causa dell'obsolescenza dei locomotori.
Proprio l'Alta Velocità, è stato fatto notare, sta diventando l'unico punto di riferimento della politica, non considerando che attualmente la maggior parte degli utenti delle ferrovie non si sposta su lunghe percorrenza, ma principalmente su distanze medio/brevi, su treni pendolari: letteralmente si sta puntando ed investendo su un traffico di nicchia, e si taglia (salvo rare eccezioni) ed abbandona il settore fondamentale del trasporto su rotaia italiano.
Inoltre, tornando in Calabria più nello specifico, non vengono dimenticati i progetti di metropolitane a Catanzaro e Cosenza, che probabilmente tengono poco conto delle effettive utilità delle stesse.
Ma si è parlato anche di trasporto merci, l'abbandono del servizio ferroviario al Porto di Gioia Tauro, ed i milioni di Euro di fondi europei destinati alle infrastrutture ed ai trasporti in Calabria, inspiegabilmente non spesi, se non in un miserabile 20% circa.
E sempre a proposito di Gioia Tauro, il Prof. Gattuso non ha tralasciato un cenno alle linee a scartamento ridotto taurensi, patrimonio ingegneristico e sociale, vergognosamente lasciate in stato di abbandono dal 2011.
Lo slogan che ormai abbiamo imparato a conoscere è "No-TAV, sì TES", e cioè sì ai "Trasporti Equo-Sostenibili", usufruibili da tutta la collettività, e non solo da una relativamente piccola parte di essa.

Ma oltre agli interventi dei relatori, la partecipazione del pubblico (all'interno del quale erano presenti anche personalità di spicco, come l'ex-sindaco di Locri Giuseppe Lombardo, da sempre attento alle problematiche dei trasporti) non è certamente mancata. Sono tante le considerazioni spontanee che sono state esposte, tra le tante degna di nota quella di un'eccellenza calabrese, il Prof. Carlo Spartaco Capogreco, storico e docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Calabria, che si è soffermato su alcuni caratteri sociali e culturali che hanno portato al declino ferroviario (e non solo) nella nostra regione, ed in particolare sulla fascia Jonica. 
Il bilancio dell'iniziativa, perciò, come per l'incontro di Brancaleone, è stato più che positivo: un grandissimo ringraziamento va ad Alessandra Fragomeni ed al suo movimento LocRinasce, che con forza si batte affinchè un cambiamento radicale avvenga all'interno di un territorio decisamente difficile...nonostante ci sia ancora chi, remando al contrario, spera di perseguire la strategia di disinformazione e diffusione di ignoranza e pregiudizio, tra le popolazioni joniche. Vogliamo sperare che non sia il caso dell'attuale amministrazione comunale di Locri, che vergognosamente non ha partecipato al convegno neppure con una rappresentanza, ignorando che le tematiche legate a trasporti, sanità, istruzione e servizi sociali in generale, dovrebbero rimanere al di fuori dei colori politici e delle antipatie personali.
Confidiamo nei tecnici, in LocRinasce, (e con un po' di autocelebrazione, anche in Ferrovie in Calabria!) ed in tutti i movimenti positivi e propositivi della nostra terra: ci penserà una popolazione finalmente istruita su varie tematiche, tra cui quella dei trasporti, e slegata da vincoli culturali appartenenti ormai ad altri tempi, a mandare finalmente a casa coloro che sono stati la causa del nuovo quasi-Medioevo in cui siamo precipitati.
Al prossimo appuntamento!

Esattamente di fianco i binari Jonici, si è svolto, nell'edificio adiacente alla "solita" ALn668, il convegno "Per non perdere il treno..."

Il tavolo dei relatori: da sx Sergio Grasso, Roberto Galati, Alessandra Fragomeni, Domenico Gattuso, Antonio Guerrieri.

Istantanea della sala, decisamente gremita di partecipanti. Si notano su parete e vetrate, le ormai conosciute fotografie ferroviarie ed i cimeli storici (tabelle di percorrenza, berretti, lanterne...) di Ferrovie in Calabria!

Articolo dedicato al convegno, pubblicato sul quotdiano "L'ora della Calabria".

6 ago 2013

Notizie di mezza estate... - bis - SPECIALE SERVIZI REGIONALI

Un tempo, quando ancora esistevano le vecchie Ferrovie dello Stato, era consuetudine effettuare in caso di necessità alcuni treni straordinari, che prendevano il numero di un precedente treno ordinario percorrente la stessa tratta, facendolo seguire dal suffisso "bis". 
Anche noi, almeno per una volta, seguiremo questa vecchia normativa, andando ad integrare il precedente post con titolo analogo, con alcune novità di questi ultimi giorni.

Iniziamo ovviamente dal taglio di alcuni treni Regionali effettuati dalla DTR Calabria, che sta facendo discutere i sindacati e le associazioni di pendolari...oltre ovviamente i tanti turisti presenti nella nostra regione, colti impreparati da questa riduzione del servizio. 
Si tratta dei treni Regionali 12652/12653 Reggio Calabria Centrale - Cosenza via Tropea, R 22466 Cosenza - Paola, R 2433 Cosenza - Sapri. 
Sicuramente si può relativamente chiudere un occhio per la soppressione di un unico treno inserito in una più o meno fitta maglia di treni quasi metropolitani tra Paola e Cosenza e vv, ma risulta un vero e proprio autogol il taglio di due collegamenti con un altissimo potenziale di frequentazione in piena estate! Il Reggio Calabria Centrale - Cosenza via Tropea, per esempio, parte da Reggio Calabria Centrale alle 5.10 del mattino, per arrivare a Cosenza 9.10. Il collegamento è sicuramente utilissimo in periodo invernale per lavoratori e studenti, assieme al relativo treno di ritorno nel pomeriggio. In estate, però, sarebbe probabilmente più utile invertire letteralmente la coppia di treni, effettuando l'andata da Cosenza a Tropea - Reggio Calabria Centrale (anche limitatamente alla tratta Cosenza - Tropea - Rosarno, maggiormente interessata dal flusso di bagnanti) al mattino presto, ed il relativo ritorno nel tardo pomeriggio, permettendo così ai calabresi del cosentino ed in generale dell'alto Tirreno, di raggiungere direttamente le località turistiche di Pizzo, Vibo Marina, Ricadi...ed ovviamente Tropea, rientrando dalla giornata "marittima" in serata. Sicuramente allo stato attuale tale possibilità non è poi completamente preclusa, grazie al discreto numero di treni tra Cosenza/Paola e Reggio Calabria via Mileto, che interscambiano a Lamezia Terme Centrale con i treni per Rosarno via Tropea, in questo caso, purtroppo, effettuati con singole ALn668, che in ogni caso partono/arrivano ogni ora. Un servizio diretto, però, darebbe ovviamente tutto un altro impulso. 
Impulso totalmente inesistente invece per i calabresi dello jonio catanzarese: da Soverato a Tropea (esempio di collegamento fra aree turistiche all'interno della stessa regione...), per esempio, si è obbligati a partire addirittura alle 7.43 con il Regionale 3722 fino a Catanzaro Lido, dove si attende per 45 minuti il Regionale 3772 per Lamezia Terme Centrale, con arrivo alle ore 9.35...e si riparte non prima delle 10.45 con il Reg. 12665, arrivando a Tropea alle 11.37. Quasi quattro ore con due enormi tempi morti, per una semplice "traversata" jonio-tirreno, per la quale, probabilmente, a linea d'aria o quasi, si impiegherebbe meno in auto attraversando le Serre! 
Paradossale il ritorno: si è obbligati a ripartire alle 15.59 da Tropea con il Regionale 12670 fino a Lamezia Terme Centrale, dove si arriva alle 17.00, si riparte per Catanzaro Lido alle 17.45, con arrivo alle 18.35, e la coincidenza per Soverato con il Regionale 3753 è alle 19.17: tre ore e 34 minuti. Va un po' meglio dell'andata, ma bisogna notare che un povero turista sarebbe costretto a più di 7 ore di viaggi ed attese...per trascorrerne soltanto 4 di svago a Tropea! Un ottimo modo per scoraggiare l'uso del treno, addirittura mentre contemporaneamente si pubblicizza e viene vantata dalla Regione Calabria la replica dell'iniziativa "Treno d'A...mare", che permette ai giovani minori di 25 anni, di viaggiare gratuitamente in treno su alcune tratte. Quasi per ironia della sorte, si potrebbe percorrere la tratta Soverato - Tropea quasi gratuitamente, in quanto le tratte gratuite previste, in questo 2013, includono la Soverato - Catanzaro Lido e la Lamezia Terme Centrale - Ricadi: in teoria un ragazzo pagherebbe il regolare biglietto regionale soltanto tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale. Ma soltanto in teoria, perchè probabilmente, nei fatti, difficilmente verrà preso in considerazione l'utilizzo del treno, almeno su questa particolare tratta jonio-tirreno, che avrebbe enormi potenzialità. Ci accontenteremo dello sfruttamento delle varie tratte fini a se stesse, che in ogni caso possono essere sfruttate al massimo delle capacità, grazie alla possibilità di servirsi di tutti i treni.

Differentemente dallo scorso anno, la pubblicizzazione dell'offerta "Treno d'a...mare", sembra non mancare nè all'interno delle stazioni, nè a bordo treno. Ecco una locandina a bordo di una ALn668 in servizio Regionale con il 3750 Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido. Forse un minimo di esposizione delle caratteristiche dell'offerta, oltre al riportare le tratte previste, sarebbe stata necessaria. Peccato però che manchino i treni...

















Per quanto riguarda il trasporto a lunga percorrenza, dobbiamo tristemente far notare, ancora una volta, che l'InterCity 559-562 Reggio Calabria Centrale - Taranto, a causa di continui guasti ai locomotori D445 ed al blocco porte delle vetture UIC-X, viene frequentemente effettuato in doppia di ALn668. Un autentico furto per i viaggiatori che pagano una tariffa InterCity, ai quali ribadiamo, in caso di lettura di queste righe, di effettuare un reclamo per utilizzo di materiale rotabile inadeguato, sul sito di Trenitalia, esigendo un rimborso per lo meno parziale del biglietto (differenza tra servizio InterCity e servizio Regionale). 

L'IC 562, con in coda l'ALn668 1027, in partenza da Soverato lo scorso 30 luglio.














Concludiamo il post comunicando che nella serata di ieri, sul lungomare di Locri, siamo stati presenti con un banchetto illustrativo della monografia "Quando anche a Locri si fermavano i T.E.E", pubblicata dal nostro Sergio Grasso, esponendo anche alcune delle ormai note immagini di Ferrovie in Calabria utilizzate nelle varie mostre fotografiche da noi organizzate negli scorsi mesi, assieme agli immancabili cimeli ferroviari storici...e non. Stupefacente la partecipazione e l'interesse della popolazione locrese e dei turisti presenti in questo periodo, indignati per l'isolamento ferroviario di tutta l'area, sia a livello regionale che a lunga percorrenza: l'iniziativa si ripeterà domani sera, ed in prospettiva potrebbe essere estesa anche ad altri "lungomari jonici" o aree limitrofe ad alta frequentazione. Una piccola dimostrazione di come sia fondamentale far conoscere la ferrovia ed i suoi vantaggi, anche negli spazi non prettamente legati al bellissimo mondo della rotaia.
Seguiranno aggiornamenti!

Foto ricordo in conclusione della serata locrese, con l'amico Sergio Grasso, Rosario Sacco, e due giovani ragazzi appassionati di treni di Locri, che pur non conoscendoci di persona, seguivano già da tempo Ferrovie in Calabria!

2 giu 2013

Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali: si parte!


Con un evento congiunto su tutto il territorio nazionale, è stato presentato nella mattinata di ieri 1 giugno, il neo-costituito Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali: l'onomatopeica sigla CIUFER apre la strada ad un ampio movimento pro-ferrovia, composto da decine di associazioni, comitati di pendolari e singoli cittadini, riuniti per la prima volta in un'unica entità che mira allo stesso scopo: il miglioramento ed il potenziamento del trasporto ferroviario regionale e pendolare italiano, in gran parte dei casi decisamente lontano dagli standard qualitativi europei. La tendenza italiana sembra infatti quella di perseguire in un'ottica di eccessivo investimento verso il trasporto ad Alta Velocità, specialmente nel centro e nord del nostro paese, relegando il resto del trasporto pubblico ai servizi su gomma, o a servizi ferroviari scadenti ed in continua riduzione: un'ulteriore discriminazione nella discriminazione, in quanto è palesemente chiaro che la maggior parte degli italiani che si servono del treno (e di quelli che se ne potrebbero potenzialmente seguire), percorre tratte medio-brevi, concentrate sulle aree metropolitane e regionali appunto, a differenza della relativamente bassa percentuale di coloro che si spostano sulle lunghe percorrenze. 
Indubbiamente il trasporto su ferro ad Alta Velocità ha portato notevoli benefici per quanto riguarda la lunga percorrenza, specie su alcune tratte che fino a poco tempo fa erano ormai monopolio del trasporto aereo (vedi la Roma - Milano):   cio che però si continua a non considerare - tranne in rare eccezioni - è la fondamentale integrazione tra "alta" e "bassa" velocità, oltre al settore della lunga percorrenza tradizionale (servizi notturni ed InterCity), ormai quasi scomparso. Una simile strategia ha quindi portato al quasi totale isolamento di molte località interne o minori, un tempo capillarmente collegate ai centri più importanti: al giorno d'oggi, annullando la maggior parte dell'offerta di treni a media - lunga percorrenza "tradizionali" e molto spesso avendo ridotto anche i treni regionali, che permetterebbero di raggiungere i grandi hub dell'alta velocità, l'abbandono di molte aree si è moltiplicato in meno di dieci anni. Ed in molti casi la situazione è diventata insostenibile.

I presidi CIUFER calabresi non sono ovviamente mancati, considerando anche che tale comitato nasce proprio a Reggio Calabria, grazie all'impegno e l'interesse dell'ormai noto Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea reggina. Del resto non c'è da stupirsi se tutto nasce proprio dalla Calabria, regione che ormai da quasi quindici anni ha letteralmente annientato il trasporto ferroviario locale, specie sulla fascia jonica e sulle linee trasversali Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e Cosenza - Sibari: l'eccessivo investimento verso il trasporto su gomma, infatti, ha provocato gravissimi squilibri a livello di mobilità pubblica. Come detto quale riga più in alto, la ferrovia Jonica, un tempo considerata direttrice di interesse nazionale, è dotata ormai di un servizio regionale ridotto al lumicino, per non parlare di quello a lunga percorrenza ormai scomparso...se si esclude l'imminente ripristino (finalmente!) di un servizio InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv, a partire dal 9 giugno. Una Regione che fino ad ora ha quindi puntato  quasi esclusivamente al trasporto su strada, che come ampiamente previsto in tempi non sospetti, è però ormai arrivato al collasso finanziario. Come se non bastasse, in un contesto di totale disinteresse verso la "ferrovia" davvero utile al cittadino, non mancano i classici proclami politici per la costruzione della "TAV" anche in Calabria (o peggio di un Ponte sullo Stretto, contornato dal nulla a livello infrastrutturale), considerandola come la soluzione a tutti i mali...il tutto mentre ancora non esiste un vero e proprio contratto di servizio tra la Regione e Trenitalia, e le Ferrovie della Calabria sono state salvate in extremis da un fallimento certo, che in realtà non sembra del tutto scongiurato nel medio termine...

L'onda di protesta si è quindi estesa in tutto il nostro territorio: i presidi CIUFER, durante i quali sono stati esposti i punti propedeutici del movimento ed è stato presentato il relativo sito internet , sono stati presenti a Locri, coordinati dall'attivissimo amico Antonio Guerrieri, a Montalto Uffugo, Cosenza, Catanzaro Lido (organizzato da noi di Ferrovie in Calabria), a Crotone da parte di Italia Nostra, ed ovviamente a Reggio Calabria.
Riportiamo di seguito il punto 2 dello statuto del CIUFER, che riassume in modo esaustivo gli scopi del movimento:

"Il Comitato, composto da Comitati di Pendolari del treno e da cittadini che hanno a cuore il trasporto ferroviario regionale in tutta Italia, fonda la propria azione sul totale rifiuto delle logiche di profitto sulla mobilità pubblica, che considera un aspetto essenziale e strategico dell’economia e della salute del Paese. Si ispira ai principi della solidarietà sociale e della sostenibilità ambientale e si prefigge come scopo di intervenire a favore dei cittadini che utilizzano i mezzi di trasporto pubblici attraverso ogni mezzo legale consentito anche promuovendo in ogni ambito la cultura del diritto ad una mobilità pubblica, sicura e dignitosa. 2) Il Comitato intende intervenire sulla situazione dei trasporti nel territorio nazionale, con particolare riferimento al trasporto su gomma e su rotaia, chiedendo un confronto paritetico e partecipato con le istituzioni di governo della cosa pubblica sulle politiche in tema di ferrovie regionali e TPL, rispondenti alle esigenze reali della comunità. Inoltre, intende produrre proposte costruttive ed iniziative di mobilitazione coordinate a scala nazionale volte a difendere il principio secondo cui le Ferrovie Regionali sono un Bene Comune, non svendibile, né sostituibile, comunque parte integrante di una Rete Ferroviaria nazionale. 3) Il Comitato sostiene la centralità delle esigenze dei pendolari e del trasporto pubblico, sulla base del DPR 753/80, della Carta Europea del viaggiatore, del Regolamento Europeo 1370/2007, delle altre leggi nazionali e regionali. 4) In particolare, il Comitato si propone di: a) Promuovere il Trasporto Equo-Solidale (TES), con un nuovo assetto dei trasporti ferroviari, che prevede anche un miglioramento, un potenziamento delle reti di servizi regionali e interregionali, e il riequilibrio della rete nazionale, totalmente deficitaria nella parte meridionale della penisola. b) Contribuire al miglioramento della qualità delle condizioni di trasporto pubblico di tutti i cittadini. Il TES infatti si prefigge di arrestare la strage che ogni anno si verifica sulla rete stradale Italiana, ma anche azzerare le morti bianche dei lavoratori del trasporto, dai portuali ai ferrovieri, agli operai dei cantieri, che rappresentano oltre il 60% delle vittime sul posto di lavoro. Il TES non lucra secondo le logiche dell’intermediazione parassitaria a scapito dei produttori e dei consumatori finali dei beni. Difende il diritto ad una mobilità sociale, sicura e dignitosa, che in una società civile privilegia la capillarità alla velocità e non può rispondere solo a logiche finanziarie, ma rappresentare una componente sostanziale del diritto alla libertà. Il TES mira ad un giusto equilibrio fra velocità (che non può essere sinonimo di TAV) e capillarità, per offrire soluzioni rispondenti alle esigenze di trasporto delle popolazioni: treni rapidi, con poche fermate, fra regioni diverse, treni veloci a scala regionale, treni locali comunque a velocità commerciali adeguate, per ambiti sub-regionali, con funzione anche di raccolta e distribuzione dei viaggiatori nei confronti delle altre due categorie o per il trasporto fra stazioni di minore importanza, attraverso un riequilibrio sostanziale nella destinazione degli investimenti in rapporto alla domanda di mobilità. c) Costituire una rete di riferimento strutturata e connessa alle altre reti europee dei pendolari e dei viaggiatori del treno, per sostenere - in coerenza con gli ideali delle vertenze in atto in Val di Susa, a Firenze, in Calabria, in altre regioni - il confronto con il Governo, le Regioni e le Società che gestiscono i trasporti. d) Informare i cittadini sulle problematiche inerenti i trasporti e le politiche attuate. e) Favorire la partecipazione dei cittadini all’elaborazione e alla scelta delle politiche di scala europea, nazionale, regionale e locale relative ai trasporti pubblici, coerentemente con le indicazioni del Libro Bianco della governance europea, in base al principio di apertura e partecipazione, in forza del quale “Il Libro bianco propone una maggiore apertura nel processo di elaborazione delle politiche […], così da garantire una partecipazione più ampia dei cittadini e delle organizzazioni alla definizione e presentazione di tali politiche. Esso incoraggia ad una maggiore apertura e responsabilizzazione di tutte le parti in causa. Ciò dovrebbe rendere più percepibile ai cittadini europei il fatto che gli Stati membri, operando assieme all’interno dell’Unione, possano offrire risposte più efficaci alle loro preoccupazioni”.


Prima di concludere il post con le fotografie dei vari sit-in calabresi che ci sono state inviate, ribadiamo l'appoggio di Ferrovie in Calabria a questa iniziativa, che è da considerarsi letteralmente unica nel panorama italiano: fino ad ora, infatti, una miriade di piccoli comitati sparsi in tutta la nazione, si è battuta per gli stessi fini, ma senza una vera e propria unità, portando così a raggiungere risultati molto spesso irrisori...se non del tutto nulli.

Diversamente, un unico movimento compatto può riuscire in un'impresa che da decenni viene intrapresa in modo quasi titanico, da generazioni di pendolari: dai lavoratori che negli anni '60 viaggiavano attorno ai grandi centri urbani in condizioni precarie a bordo delle vetture Centoporte, passando per quelli che negli anni '70 ed '80 si ritrovavano improvvisamente le loro linee ferroviarie soppresse ad autosostituite...magari dopo essere state addirittura rimesse a nuovo!
Potrebbero essere i pendolari del 2013, che viaggiano in vetture a due piani Vivalto (o magari quelli che sulla nostra linea Jonica vivono più sulle ALn668 che a casa...), ma sono afflitti dagli stessi problemi di 40 anni fa, a cambiare un fondamentale mattone della cultura italiana: quello dei trasporti.

Presidio CIUFER di fronte la stazione di Locri, organizzato da Antonio Guerrieri.

Non poteva ovviamente mancare l'attivissima sezione crotonese di Italia Nostra, coordinata da Teresa Liguori, che ha aderito al movimento.

Crotone: presidio CIUFER nei pressi del Giardino del Diritto alla Mobilità, alla stazione di Crotone.

Presentazione CIUFER di Ferrovie in Calabria...sulla bellissima vaporiera 625 144 monumentata nei pressi del Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido, che gentilmente ci ha ospitato!

Foto ricordo della presentazione CIUFER di Ferrovie in Calabria a Catanzaro Lido. 
Non poteva mancare la partecipazione dei nostri colleghi di Ferrovie Siciliane a Messina,  con l'amico Giovanni Russo!
























































































Presentazione CIUFER a Reggio Calabria...

...da parte del Prof. Domenico Gattuso.

Durante la presentazione.








































- PUBBLICAZIONE FOTOGRAFIE IN CONTINUO AGGIORNAMENTO -

7 mar 2013

Foto della settimana - Febbraio 2013

Purtroppo con un certo ritardo a causa di importanti post pubblicati con urgenza a febbraio ed inizio marzo, rimediamo oggi con la consueta pubblicazione delle Foto della Settimana, direttamente dalla nostra photogallery: avvisiamo che a causa di alcuni lavori di manutenzione ed aggiornamento della gallery stessa, potranno esserci ritardi o malfunzionamenti nella visualizzazione delle fotografie caricate.

Iniziamo dal primo bellissimo scatto pubblicato a febbraio, inviatoci da Gualtiero Palermo: un ETR450 lascia la stazione di Rosarno verso Roma Termini in servizio InterCity, in un tripudio di colori caldi, che danno un senso di allegria e familiarità alla fotografia:

L'allegria del Pendolino! (n°84 02/2013)














Spostiamoci ora sullo Jonio, con un'originale fotografia...in realtà decisamente familiare! Autore l'amico Daniele Sgura, che ha immortalato una ALn668 in allontanamento verso Reggio Calabria, appena partita da Locri con un Regionale da Catanzaro Lido/Roccella Jonica. Qualche mese fa il nostro collaboratore ed amico Sergio Grasso, altro "locrese doc", fotografava un'altra ALn668 nello stesso punto e con prospettiva molto simile...unica differenza, che in quel caso il treno era pericolosamente in avvicinamento!
Fotogenia Jonica (n°85 02/2013)




















La terza immagine invece ci proietta nelle calde atmosfere estive calabresi: torniamo così sulla Tirrenica, in particolare nei pressi di Praja a Mare, mentre l'InterCity Notte 785 Milano Centrale - Palermo/Siracusa, carico di turisti pronti a godersi qualche giorno di mare, è quasi giunto al termine del suo viaggio sul Continente: 

....il treno delle vacanze! (n°86 02/2013)














Concludiamo il post con l'ultima immagine pubblicata a febbraio, tornando di nuovo a Locri: in questo primo piano notturno, l'artistica stazione dell'importante centro Jonico, di ispirazione magnogreca, sembra quasi attendere che un qualche nuovo treno di rango torni a percorrere la bistrattata linea Reggio Calabria - Metaponto...

Dreaming and waiting a fabulous train in the night (n°87 02/2013)



14 dic 2012

...e finalmente ecco il T.E.E. sulla Jonica!


E' chiaro che non ci riferiamo alla ben nota bevanda delle 17:00!
Dopo la suspense introdotta dal lancio, tramite banner pubblicato a lato, del racconto del nostro collaboratore Sergio Grasso "Quando anche a Locri si fermavano i T.E.E.", possiamo finalmente presentarvi ufficialmente ed esaustivamente questo lavoro decisamente interessante, non fosse altro perchè ha come sfondo il territorio che maggiormente ci sta a cuore. Il filo narrativo dell'opera, incentrata sull'epopea dei prestigiosi complessi binati Breda, protagonisti delle mitiche relazioni T.E.E. (Trans Europ Express), fra Milano Centrale ed alcune importanti città europee, si svolge, ebbene sì, sui binari della nostra amata ferrovia Jonica! Avete letto bene, ancora una volta, dopo l'avvistamento di Babbo Natale a bordo di una ALn668, vi risulterà difficile credere (non siamo impazziti!) che anche le rotaie della Metaponto - Reggio Calabria, siano state calcate da rotabili così blasonati e dal pedigree internazionale.
Lo scopo di Sergio Grasso, in effetti, è proprio questo: rammentarla non solo agli appassionati, questa felice ed aurea parentesi della linea Jonica, che probabilmente già la conosceranno, ma all'immemore e generica collettività regionale, che molto più facilmente conserva i ricordi negativi e non quelli positivi, che pur in brevi periodi, hanno contrassegnato la storia della nostra terra.
Vi abbiamo già tenuto abbastanza sulle spine: entriamo subito nell'argomento, anticipandovi prima le note dell'autore, ed a seguire la recensione dell'opera, redatta in occasione di un incontro con relativa intervista all'amico Sergio!


 La nostra recensione: 

Il racconto - (in formato poco meno di A4, con 5 pagine di fitto testo, una tabella relativa ad un orario del ’72 minuziosamente ricostruito, più 13 pagine con 28 splendide foto, di cui alcune storiche e poco note in b/n, corredate di dettagliatissime, corpose e gustose didascalie ricche di ulteriori interessanti particolari: una vera e propria manna per il lettore appassionato della materia, ma che catturano l’attenzione di tutti) - , dopo una breve, scenografica ed ispirata descrizione dei paesaggi attraversati dalla ferrovia Jonica, prende lo spunto da un vivido ricordo legato ad un evento adolescenziale dell’autore, che durante una delle sue escursioni amatoriali presso la stazione ferroviaria di Locri, inaspettatamente si trova al cospetto di un meraviglioso treno mai visto prima, il Binato Breda ex TEE 442/448 che, negli anni immediatamente precedenti, aveva appena finito di svolgere le prestigiose relazioni internazionali “Trans Europ Express” tra Milano e alcune importanti città europee. Il fantasma di questo treno, scomparso dopo pochissimo tempo dai binari jonici, rimane in tutti questi anni indelebilmente impresso nella memoria dell’autore (lo stesso non accadde però per quella di quasi tutti i suoi conterranei, coevi e non), tormentandolo nostalgicamente. Invano ne cercherà le tracce, fino a non molti anni fa, quando riuscirà finalmente, con più tempo a disposizione e reperite le fonti appropriate, a ripercorrere la storia e a conoscere tutte le caratteristiche di questo rotabile. Ed è quindi partendo da questo “ricordo ritrovato” che Sergio Grasso si produce in uno struggente ed appassionato amarcord, prendendoci per mano ed accompagnandoci alla riscoperta di emozioni sedimentate sul fondo del nostro contenitore mnemonico, emozioni inconsapevolmente comuni, sepolte dalle preoccupazioni contemporanee nel cui vortice tutti, freneticamente e drammaticamente, veniamo risucchiati. La ricostruzione dell’atmosfera di quei tempi, dell’attesa del treno in stazione, con la descrizione dei rumori, dei colori e degli odori, costituisce forse il momento più poetico e suggestivo, di autentico pathos, in questo racconto di un appassionato “innamorato” che vuol fare “innamorare” anche il più disincantato dei lettori. Riuscendoci mirabilmente. La successiva descrizione storiografica dell’epopea di queste macchine, mette in evidenza la padronanza senza incertezze dell’argomento, in chiave storica, e soprattutto tecnica, di chi scrive; non manca un’ulteriore interessante ed erudita analisi sociologica relativamente ai trasporti ferroviari ed agli spostamenti prevalenti dei flussi viaggiatori del tempo: emblematico il riferimento alla fiera del Levante di Bari. Costringe a un’ineludibile riflessione, infine, il tono dal risvolto etico-morale che colora il tratto conclusivo del racconto: Grasso sferza metaforicamente sé stesso ed i lettori suoi conterranei, a cui è dedicato lo scritto, al fine di scuoterli dall’atavica ignavia che continua ad imperare sovrana fra gli abitanti delle sue terre, ma lo fa con un’esortazione che, pur ferma, appare pacata e gentile, lungi dall’assumere toni estremistici ed astiosi. E lascia il lettore, nonostante l’aureola malinconica per il non lieto fine del narrato, con un compiaciuto e malcelato sorriso di commozione: per quello che potevamo essere e non siamo stati, ma che con l’impegno di tutti potremmo ancora divenire. Non c’è che dire quindi: un bel racconto ed un pezzetto di storia locale, che coinvolge e fa bene al cuore. Sarebbe un vero peccato perderlo.

Con il permesso dell'autore, eccovi alcune foto di pagine interne dell'opera:




























                 Ci ha profondamente colpiti la considerazione evidenziata in grassetto nelle righe finali della narrazione di Sergio, perchè si identifica pienamente con la filosofia di Ferrovie in Calabria, più volte ribadita tra le righe di questo blog:













Un'esortazione che tutti gli abitanti della fascia Jonica dovrebbero fare propria, a maggior ragione in un momento come questo, in cui la probabile dismissione della Metaponto - Reggio Calabria viene paventata da sempre più fonti. Una preoccupante anticipazione l'abbiamo già avuta con la soppressione del servizio viaggiatori sul tratto Sibari - Taranto, a partire dallo scorso 9 dicembre.  

Confermandovi quanto già inserito nel banner di lancio di Ferrovie in Calabria (presente ormai da più giorni), il costo della pubblicazione è di soli € 7,00 (in pratica, come ci ha assicurato Sergio, il costo vivo della stampa), acquistandola direttamente a Locri, presso i seguenti punti vendita:

- Bar Edicola "Roxy Bar" (di fronte Liceo Classico);
- Edicola Tabacchi di Anna Baldassarre, via Garibaldi (presso caserma CC);
- Edicola Tabacchi, Piazza Tribunale;
- Edilcolor di Sergio Grasso (attività commerciale dell'autore, accanto Liceo Classico).

Per chi invece volesse riceverla direttamente a casa, con un modico sovrapprezzo di  € 2,00 (Posta Prioritaria), le possibilità di pagamento sono le seguenti:

- In collaborazione con Ferrovie in Calabria, tramite ricarica PostePay di € 9,00 sulla carta 4023 6006 1149 5724 intestata a ROBERTO GALATI;
- Bonifico bancario di € 9,00, da effettuare su C/C bancario dell'autore, che comunicherà il relativo IBAN, successivamente a specifica richiesta per email, all'indirizzo sergiograsso@hotmail.it 

...perciò, con l'avvicinarsi delle feste natalizie e per il prezzo assolutamente accessibile (considerando le ben note difficoltà economiche odierne), non rinunciate a concedervi un regalo che vi farà piacevolmente e nostalgicamente riassaporare gradevoli atmosfere passate. Inoltre, ci dimostrerete che la nostra lotta per la salvaguardia di una via di comunicazione indispensabile per lo sviluppo della Calabria, è finalmente condivisa da un pubblico più ampio.

28 nov 2012

Foto della settimana - novembre 2012

...di nuovo in collegamento con la Fotogallery di Ferrovie in Calabria, per il consueto appuntamento mensile con le Foto della settimana! 

Iniziamo dal primo scatto pubblicato questo mese, inviatoci dal nostro collaboratore "calabro-umbro" Alessandro Moscetti: una fotografia che forse avrebbe meritato un posto nella rubrica "Foto dal Passato", ma che abbiamo preferito pubblicare come immagine più bella della settimana, proprio per la valenza artistica. Ci troviamo a bordo dell'ormai soppresso InterCity "Murge" Crotone - Milano Centrale, su una vettura UIC-Z di seconda classe: il convoglio sta costeggiando, al sorgere del sole, la famosa baia ed il castello di Roseto Capo Spulico, sulla linea Jonica tra Sibari e Metaponto, tratta purtroppo in odore di chiusura (almeno per il traffico viaggiatori), a partire dall'8 dicembre...

Riflesso...Capo Spulico! (n°72 - 11/2012)














La seconda ed altrettanto bellissima fotografia, ci arriva dall'amico siciliano Giovanni Russo, presidente dell'Associazione Ferrovie Siciliane . La D145 2023 è ripresa alla stazione di Villa San Giovanni, mentre esegue una delle consuete manovre quotidiane, di imbarco e sbarco dei convogli viaggiatori e merci dai traghetti da/per Messina Marittima: una particolarità unica al mondo, che sempre di più tende a diventare una sorta di attrazione turistica per appassionati di treni...e non! 
In questo caso la locomotiva è stata immortalata mentre manovra le vetture dell'Intercity 724 Palermo/Siracusa - Roma Termini, in testa ad un carro pianale scudo a carrelli, ed una UIC-X.

...benvenuti in Calabria! (n°73 - 11/2012)














Spostiamoci ora all'altro estremo della nostra Calabria, con una delle consuete ed artistiche fotografie del nostro Nicola Santucci. A Cosenza Vaglio Lise, sul piazzale delle Ferrovie della Calabria, la M2.224 MV, in compagnia di una M4 serie 400, è pronta ad effettuare un nuovo treno verso Rogliano, o una "corsetta" limitata a Cosenza Centro...

Quadretto...ridotto! (n°74 - 11/2012)














Chiudiamo infine questo mese di novembre, ritornando sulla fascia Jonica, questa volta decisamente più a sud di Roseto Capo Spulico! In questa fotografia, emblema del paesaggio costiero calabrese in pieno periodo estivo, ci troviamo all'ingresso della stazione di Locri lato sud, mentre in lontananza un'ALn668 proveniente da Reggio Calabria Centrale si avvicina velocemente verso la stazione...e verso l'intrepido fotografo ed amico Sergio Grasso, che ringraziamo per averci inviato il suo scatto!

Prospettiva...locrense (n°75 - 11/2012)















Continuate ad inviarci le vostre fotografie ai seguenti indirizzi a scelta: r.galati@ferrovieincalabria.it, v.lascala@ferrovieincalabria.it, f.lazzaro@ferrovieincalabria.it, v.calabro@ferrovieincalabria.it. Una volta a settimana pubblicheremo le più interessanti nella Fotogallery!

16 ott 2012

Ferrovia Jonica: un treno da non perdere...

Qualche giorno fa, nel post "Revival anni '80 a Brancaleone!", abbiamo ricevuto due commenti da un lettore anonimo, che auspicava alla chiusura della ferrovia Jonica, in quanto "ormai ci sono gli autobus".  Anticipiamo che i commenti sono stati cancellati non per la non condivisione del pensiero, visto che da sempre siamo stati aperti ad ogni idea e proposta anche controcorrente, ma perchè pubblicati anonimamente: da anni ribadiamo di inserire anche un piccolo nickname e/o firma, per non creare confusione in caso di presenza di più commenti, che risulterebbero tutti quanti anonimi, provocando non poca difficoltà nel rispondere ad ogni pensiero o richiesta dei vari utenti. Del resto, questa piccola regola da rispettare è segnalata poco sopra il board di scrittura dei commenti!

I due commenti, però, non li abbiamo dimenticati: ci hanno anzi dato un input per approfondire il tema trasportistico del versante Jonico, che da anni soffre di gravi carenze, sicuramente non solo ferroviarie.
Iniziamo con una premessa "geografica": la Calabria, specie quella meridionale da Paola e Crotone in giù, è orograficamente molto stretta, con centri abitati popolosi concentrati principalmente sulle coste, e piccoli/medi insediamenti nell'entroterra. Una simile conformazione, soltanto "ad occhio", farebbe capire a chiunque che un sistema di trasporto pubblico locale dovrebbe collegare in lunghezza tutti i centri costieri con le località principali di lavoro e studio tramite un mezzo di trasporto ad alta capacità, mentre ai vari "hub" costieri dovrebbe essere connesso un servizio "perpendicolare", che colleghi efficacemente paesi e cittadine interne con quello principale lungo le coste. Per antonomasia il treno è il mezzo di trasporto pubblico più rapido e soprattutto capiente: crediamo sia superfluo sottolineare che 10 autobus con identica origine e destinazione concentrati in poco tempo, che al minimo impegnano 10 autisti (quando non c'è a bordo anche un addetto alla bigliettazione), possono essere sostituiti con un treno di 6-7 vetture o anche in meno in base alla capienza, che nel caso più "costoso", cioè con cabina del locomotore non raggiungibile dall'interno del treno (composizioni con E656 o D445 ed UIC-X o altro tipo di carrozza), impegnano due macchinisti ed un Capo Treno. Nei casi migliori, invece, con composizioni bloccate e con locomotore comunicante con le carrozze, il personale si riduce a due unità, macchinista e Capo Treno. Risparmio quindi di personale, ma soprattutto maggiore sicurezza sulle strade, che risulterebbero così più scorrevoli (specie quelle disastrate e pericolose come la SS 106 Jonica...), notevole riduzione dell'inquinamento e non di meno anche dei tempi di percorrenza. Senza dimenticare la maggiore comodità e fruibilità di un treno, possibilmente moderno, rispetto ad un autobus.
Elettromotrice ALe803 a tre elementi, in servizio Regionale tra Rosarno e Melito di Porto Salvo
















Facciamo un esempio: tra Soverato e Catanzaro Città esiste un servizio di pullman con tempi di percorrenza tra i due centri, nelle ore di punta, che a volte arrivano addirittura a superare i 60 minuti a causa del traffico. In treno, invece, tra Soverato e Catanzaro Lido, il treno no-stop impiega 12 minuti, ulteriormente riducibili anche a 9-10 con l'impiego di materiale rotabile più moderno delle attuali ALn668, che a stento raggiungono i 130 km/h. Tra Catanzaro Lido e Catanzaro Città invece, con i treni delle Ferrovie della Calabria, si impiegano tra i 22 ed i 27 minuti tra i due capilinea. Perciò, soltanto allo stato attuale, si potrebbe percorrere la stessa distanza nello stesso tempo dell'autobus o anche meno, se solo esistessero delle coincidenze abbastanza immediate tra i treni delle Ferrovie della Calabria e quelli di Trenitalia. Per non parlare di quali enormi vantaggi porterebbe un eventuale ingresso dei binari a scartamento ridotto all'interno del piazzale RFI di Catanzaro Lido, con la creazione di binari a doppio scartamento: immaginate la comodità di arrivare, per esempio, sul primo binario con il treno FS da Crotone o Reggio Calabria/Roccella Jonica/Soverato, e poche decine di metri più avanti trovare sullo stesso binario, e quindi anche sullo stesso marciapiede, la coincidenza FC per Catanzaro Città: riducendo i tempi di percorrenza con varie migliorie e creando dei sistemi di coincidenze, si potrebbe andare da Soverato a Catanzaro Città (via Milano) e viceversa in soli 35-40 minuti!

L'ALn668 1043 in corsa nei pressi di Ferruzzano (RC), con un Regionale per Reggio Calabria Centrale.















Ancora più funzionale, in quanto esente da cambi, potrebbe essere un sistema metropolitano nella Locride, densamente popolata e con alto livello di spostamenti tra centri limitrofi: allo stato attuale tra Roccella Jonica e Reggio Calabria Centrale esiste già un cadenzamento orario, ma è comunque insufficiente nelle ore di punta, anche a causa del materiale rotabile poco capiente (ALn668 molto spesso in singola composizione). Andare in auto o in bus soltanto da Locri a Siderno, per esempio, a volte può farci perdere più di un quarto d'ora, a differenza dei soli cinque minuti del treno, come sempre riducibili con materiale moderno dotato di maggiore accelerazione e velocità commerciale.

Ovviamente vogliamo specificare che questo post non vuole assolutamente essere anti-autobus a prescindere: la parola d'ordine deve essere INTEGRAZIONE.
All'inizio della nostra analisi abbiamo dato un'idea della conformazione geografica della Calabria, con le aree costiere densamente popolate, e quelle interne caratterizzate da una miriade di centri piccoli/medi (ma non mancano le eccezioni con vere e proprie piccole città). Proprio queste aree interne soffrono anch'esse di carenza di trasporti pubblici efficienti, frequenti ed affidabili, così come quelle costiere sono afflitte dallo stesso problema, in questo caso "per colpa" della ferrovia sottoutilizzata. Non sarebbe ora di rafforzare i servizi ferroviari dove la ferrovia c'è, eliminando il più possibile i trasporti paralleli su gomma, e dirottare questi ultimi verso l'entroterra, attualmente servito in modo pessimo? Ogni stazione ferroviaria dovrebbe essere un piccolo hub di interscambio tra treno ed autobus, con vettori coincidenti il più possibile, e magari biglietti integrati per chi dall'entroterra prende il bus per raggiungere le stazioni ferroviarie ed utilizzare poi il treno. In tal modo, oltre ai benefici per le comunità locali, anche le varie imprese private di autoservizi avrebbero ben poco da perderci, e soprattutto sarebbero garantiti tutti (o forse andrebbero anche incrementati!) i posti di lavoro di autisti e bigliettai.
E non dimentichiamo, oltre i centri collinari e montani, anche la mobilità all'interno dei comuni costieri stessi! A volte è difficile raggiungere la stazione ferroviaria anche in una Soverato o in una Gioiosa Jonica, soprattutto per chi abita nelle numerose lontane dal centro. Anche in questo caso, ovviamente, l'investimento da fare sarebbe quello di creare dei servizi di bus urbani che facciano da "collettore" verso le stazioni ferroviarie.
Soltanto così si riuscirà a convincere migliaia di persone che oggi si spostano in auto, con costi e rischi ben noti, a passare al trasporto pubblico. Pochi e malridotti servizi paralleli e scarsità o assenza totale degli stessi in alcune zone, non portano alcun beneficio alla comunità, così come non porta nessun beneficio "l'integralismo" verso il vettore ferroviario, quello su gomma, su acqua o su aria.
Speriamo di aver chiarito un po' le idee, anche se ovviamente per approfondire a dovere questo tema un semplice post non basta. Se qualche lettore avesse eventuali idee alternative o non fosse d'accordo con la nostra analisi, siamo aperti al dialogo: ma ovviamente, come sempre, ricordate di firmare i vostri commenti!

Prima di concludere, pubblichiamo di seguito alcune interessantissime iniziative legate alla Vertenza Ferrovie in Calabria, che si svolgeranno nelle prossime settimane e mesi, organizzate dal Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria e promotore della Vertenza. Al momento l'unico evento con data già definita, è "l'escursione" sui binari tra Cittanova e Polistena, sulla linea FC sospesa all'esercizio tra Gioia Tauro e San Giovanni in Fiore, l'8 novembre: ovviamente non mancheremo noi di Ferrovie in Calabria, che estendiamo l'invito alla partecipazione a tutti i lettori!

- Marcia del treno fra Cittanova e Polistena per rivendicare il ripristino delle Ferrovie Taurensi su nuovi standard funzionali per il giorno 8 Novembre;

- Seminario con AnsaldoBreda a Reggio Calabria, con mostra di treni regionali dell’ultima generazione;

- Mostra di modellismo ferroviario con il coinvolgimento attivo di una ventina di appassionati calabresi (presso la Facoltà di Ingegneria di Reggio Calabria, data da definirsi);

 - Incontro con esperti del Ministero MIT sulla tematica dell’interporto di Gioia Tauro e dei servizi di trasporto merci per ferrovia in Calabria;

- Seminario su Treno e letteratura, con la partecipazione di alcuni autori calabresi;

- Meeting internazionale sulle ferrovie regionali con esperti europei (con il coinvolgimento specifico di Italia Nostra);

- Manifestazione regionale/nazionale con il presenziamento simultaneo di tutte le stazioni ferroviarie da parte di pendolari e cittadini interessati.
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it