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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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19 apr 2014

Foto dal Passato (n°46 - Aprile 2014)

E' strano pensare che oggi, nel 2014, riteniamo un "miracolo" aver la possibilità di raggiungere Taranto in treno, partendo dalla Calabria. Non partendo da una stazione del versante tirrenico o jonico, ma in generale, dalla Calabria intera. Infatti, per quanto disastrato ed effettuato con materiale rotabile non idoneo, con tempi di percorrenza decisamente esagerati, l'anomalo InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv, via Roccella Jonica - Catanzaro Lido - Crotone, si continua (giustamente) a considerarlo un dono quasi...divino, dopo anni di isolamento Calabria-Puglia pressochè totale. 
In questo appuntamento con la Foto dal Passato, faremo un salto indietro nel tempo. Non andremo lontano: precisamente ci limitiamo ad un piccolo ricordo del periodo compreso tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010. Ci troviamo a Sibari: all'epoca, oltre ai collegamenti Espressi, InterCity ed InterCity Notte ancora esistenti (ricordiamo la "Freccia Adriatica" Catanzaro Lido - Taranto - Bari - Torino PN, la "Freccia del Levante" ed il "Murge" Crotone - Taranto - Bari - Milano C.le), era possibile viaggiare in treno tra la Calabria e la Puglia, anche con servizi Regionali. 
Regionali di qualità addirittura superiore rispetto all'InterCity 559/562 di oggi, che spesso e volentieri viene effettuato con singole automotrici ALn668, in sostituzione del previsto materiale ordinario, con locomotore D445 e due vetture UIC-X revamping, per treni Regionali. 
Nel 2009 e fino al dicembre 2012, infatti, esisteva ancora un discreto numero di collegamenti DTR tra Sibari e Taranto, oltre a due corse prolungate su Catanzaro Lido e Cosenza. Nel primo caso, tramontata l'era delle storiche locomotive E424, in seguito sostituite per un breve periodo dalle ultime E646, i treni venivano trazionati dalle E632 del deposito di Taranto, in testa a 2-3 vetture MDVC, sempre appartenenti alla Divisione Regionale pugliese di Trenitalia. Le due coppie su Catanzaro Lido e Cosenza (rispettivamente treni 3811/3816 e 3815/3812), venivano invece effettuate con singole (in rari casi doppie) di ALn668, per la maggior parte della serie 1900.  
Nello specifico, dall'orario invernale FS 2008-2009, rileviamo che erano presenti 7 coppie di treni Regionali tra Taranto e Sibari e viceversa (tra cui le due per Catanzaro Lido e Cosenza), più 5 coppie limitate a Metaponto, senza dimenticare 5 coppie di treni a lunga percorrenza (più una periodica) da Bari/Taranto, ed una da Battipaglia/Potenza/Metaponto. In conclusione, tra Metaponto e Sibari, si arrivava ad un massimo di ben 17 coppie di treni nei giorni feriali!
Cosa rimane oggi? Sicuramente poco, ma non ci lamentiamo a priori: c'è stato di peggio. La tratta jonica Sibari - Taranto, dopo la soppressione totale del servizio viaggiatori su rotaia tra il 2012 ed il 2013, è coperta per intero soltanto dal "famoso" InterCity 559/562 da/per Reggio Calabria. Due asfittiche coppie di Regionali, invece, coprono la tratta Sibari - Metaponto. Il resto, è totalmente autosostituito, in gran parte con circa 5 coppie di bus diretti da Sibari a Taranto e vv, in alcuni casi limitate a Metaponto...ed a volte persino sovrapposte con le due uniche coppie di Regionali...
La domanda che tutti si staranno ponendo, ovviamente, sarà la seguente: a chi addebitare le colpe di questo autentico sfacelo? Stavolta la Regione Calabria non è l'unico destinatario delle nostre accuse: questa particolare tratta ferroviaria si trova, chiaramente, anche in territorio lucano e pugliese, e queste ultime regioni, seppur in modo diverso, dovrebbero contribuire economicamente assieme alla Calabria, all'organizzazione ed al mantenimento del servizio ferroviario. Al momento, a causa di una quasi totale mancanza di accordi "interregionali" (se si escludono quelli minimi relativi ai bus sostitutivi Sibari - Taranto e vv), risulta praticamente impossibile ripristinare anche un minimo di collegamenti su rotaia, ovviamente Regionali, tra Calabria e Puglia.
Un vero peccato, visto che la presenza dell'elettrificazione e la favorevole disposizione dell'innesto Jonico della linea Cosenza - Sibari, permetterebbe l'istituzione di un'interessante serie di collegamenti DTR tra Cosenza (punto di interscambio con i treni da/per Paola/Lamezia Terme/Reggio Calabria e Napoli/Salerno/Sapri) e Sibari/Taranto, dove interscambiare con i treni da/per Catanzaro Lido/Reggio Calabria va Jonica. Un servizio strutturato interamente a trazione elettrica, magari con materiale reversibile, più economico e versatile, e con orario cadenzato.
Peccato che al giorno d'oggi, anche le proposte più semplici e funzionali, diventino utopie a causa di una macchina burocratica e politica ormai completamente in panne...

La scintillante E632 042 di Taranto, oggi purtroppo vicina all'accantonamento (se non già demolenda...), in arrivo a Sibari da Taranto, in testa ad un Regionale composto da due vetture MDVC...

...che vediamo qui ripreso di coda.

Concludiamo il post augurando a tutti i nostri lettori ed associati, di trascorrere una gioiosa Pasqua ed un'altrettanto felice pasquetta! 

13 feb 2014

10 anni senza "Pitagora"...


Il 15 dicembre 2003 cadeva il primo dei treni che hanno, da sempre, fatto la storia della ferrovia Jonica: si trattava dell'InterCity 692/695 "Pitagora", Villa San Giovanni - Bari Centrale via Roccella - Catanzaro Lido - Crotone, che veniva instradato via Lamezia Terme Centrale - San Lucido - Sibari, snaturando per sempre quell'essenza di servizio veloce di collegamento tra tutta la fascia Jonica. Soltanto tre anni dopo, infatti, il mitico e mai dimenticato Pitagora, che nonostante il cambiamento di classificazione in Espresso ed in seguito InterCity, continuava ad essere identificato dai cittadini della locride come "u Rapidu Tarantu/Bari", apparteneva già ai ricordi di un'epoca d'oro...
Vogliamo ricordare questo storico treno con questa considerazione del nostro Luca Pisconti: parole che oggi sono più che mai attuali, visto che dopo dieci anni la Jonica rivede un collegamento diretto InterCity tra Reggio Calabria e la Puglia...ma magra consolazione, oltre alla traccia oraria sproporzionata, viene vergognosamente effettuato con una automotrice ALn668, o al più da una minuscola composizione di due vetture UIC-X per treni Regionali.
Nel 2003, l'InterCity 692 "Pitagora" percorreva il tratto Reggio Calabria Centrale - Taranto in 6 ore. Oggi, nel 2014, l'InterCity 562 percorre la stessa tratta in 7...

L'alba lo attendeva lì, come ogni giorno, pronto a sfrecciare tra le agavi e l'azzurro dello Jonio mentre le prime luci del mattino cominciavano ad illuminare le strade e i palazzi. Quel giorno, però, quella stessa alba era totalmente ignara del fatto che "Pitagora" avrebbe percorso una via diversa dal solito, forse anche un po' controvoglia, costretto dalla mano di chi non aveva per nulla fatto i conti con sé stesso. Le cittadine di Locri e Siderno si risvegliarono con il suono di campane "a morto" per celebrare la "fujuta" del "Pitagora" dalla Costa dei Gelsomini alla Costa Viola; ma i cittadini, i Sindaci e soprattutto l'allora Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace monsignor Giovanni Maria Bregantini non hanno gradito molto questa manovra da parte di Trenitalia ed organizzarono un'inusuale occupazione della stazione di Locri proprio la mattina del 15 dicembre 2003 (data successiva all'entrata in vigore dell'orario 2004). Forse si sarebbe dovuto partire proprio da lì, da quella piccola protesta, da quel piccolo movimento di ribellione che avrebbe dovuto accrescere e accendere la forza di volontà di tutti i cittadini della Locride: l'InterCity "Pitagora" non era solo un treno, era il treno per eccellenza, colui che dagli anni '60 aveva dato lustro (assieme ad un altro treno gemello) a 474 km di linea ferroviaria a trazione diesel. Ai tempi, la nostra associazione non era ancora stata partorita, né rappresentava un obiettivo vista la tenerissima età di quasi tutto il direttivo, ma a 10 anni di distanza non si può lasciare tutto nel dimenticatoio e arrendersi. Nel 2006, 2 anni dopo la deviazione via Tirrenica, la triste ed ormai famosa "storia delle zecche" fu fatale al nostro "Pitagora" che vide definitivamente sparire le sue corse tra i colori della Magna Grecia; da allora è cominciato un lento e rovinoso declino dell'idea di collegamento diretto tra la Calabria e la Puglia, affidato sino al 2011, ai soli treni notturni che da Catanzaro Lido e Crotone raggiungevano Taranto e Bari eccezion fatta per il notturno che ha per un anno ha collegato Reggio Calabria con Torino e Milano passando, per l'appunto, dalla Puglia. Solo nel dicembre 2012 si è deciso che la Magna Grecia avrebbe dovuto essere collegata da un treno diretto, ma di certo le aspettative non sono state del tutto rosee: l'attuale treno, infatti, è limitato al percorso che da Reggio Calabria conduce a Taranto e del vecchio "Pitagora" non possiede praticamente nulla, specie il materiale rotabile (molto spesso, purtroppo, affidato ad una singola automotrice). E la nostra alba, quella citata all'inizio di questo post, continua ad essere orfana del suo treno, di quello "Speedy Gonzales" di cui si mantengono sempre dei bei ricordi e che ha contribuito non poco a dare corpo e anima ad una ferrovia che ancora rimane lì sospesa nel nulla, in attesa del suo destino.

L'InterCity Pitagora nel 1999, corre nei pressi della suggestiva scogliera tra Ferruzzano e Africo Nuovo: in composizione 3 UIC-Z1, tutte in livrea originale...
L'InterCity Pitagora nel 2002, ripreso tra Metaponto e Sibari: in composizione due comode UIC-Z di seconda classe ed una all'epoca appena ristrutturata UIC-X Giubileo.

5 gen 2014

InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto: ecco la nostra lettera aperta

Visto e considerato il perdurare della vergognosa situazione riguardante il materiale rotabile dell'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv, abbiamo ritenuto necessario inviare una lettera aperta di protesta, alle più importanti testate giornalistiche presenti in Calabria, online e cartacee. Abbiamo con la stessa descritto l'origine delle costanti criticità (sostituzione del materiale rotabile previsto con automotrice ALn668), chiedendo con forza una presa di posizione da parte della Regione Calabria e di tutti i cittadini della costa Jonica, mirata alla definitiva risoluzione di tale grave problematica. Le lettera di Ferrovie in Calabria è già on-line su ben otto testate di informazione (tra le quali addirittura il Corriere di Taranto!), ed è in corso un tentativo di pubblicazione anche su alcuni quotidiani nazionali, seppur in versione ridotta: è chiaro però che queste sicuramente importanti iniziative di informazione e sensibilizzazione, non risolvano istantaneamente i problemi del nostro InterCity e dell'intera ferrovia Jonica, ma indubbiamente, in senso ovviamente positivo, "gettano benzina sul fuoco". 
Ecco di seguito la nostra lettera aperta:

Spettabile Redazione, 
con la presente, a nome dell’Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, vorrei segnalare ai lettori della testata ed alle autorità politiche regionali, una inaccettabile contraddizione ai danni dei viaggiatori del treno InterCity 562-559 Reggio Calabria Centrale - Taranto, istituito lo scorso giugno 2013, che ormai da mesi, nel silenzio delle istituzioni, viene perpretata. Cercherò di essere il più chiaro possibile, sperando di evitare eccessivi tecnicismi “ferroviari”, che potrebbero non ben essere compresi da coloro che non sono addentrati nel settore. Dal dicembre 2012 una normativa di sicurezza prevede che il comando di apertura/chiusura delle porte di salita e discesa delle carrozze passeggeri, sia centralizzato e controllato dalla cabina di guida della locomotiva titolare del convoglio (e quindi, ovviamente, dai macchinisti). Tale provvedimento ha portato all’adeguamento tecnologico di gran parte del parco carrozze e locomotori elettrici di Trenitalia, tramite l’installazione di condotte elettriche e centraline di vario tipo. Faccio notare che esistono fondamentalmente due tipologie di sistema di controllo delle porte, uno studiato per locomotive e carrozze destinate ai treni Regionali, ed un secondo, più recente e tecnologicamente avanzato, destinato alle carrozze utilizzate sui treni a lunga percorrenza, comprese quelle cuccette e letto. Il software di controllo di quest’ultima tipologia di “blocco porte”, è stato però applicato solo sulle locomotive elettriche, che vengono utilizzate per la trazione dei treni composti da vetture adeguate ai lunghi percorsi (treni InterCity, InterCity Notte, Frecciabianca). Per le “nostre” ormai anziane locomotive diesel del gruppo “D445”, assegnate al Deposito Locomotive di Reggio Calabria ed utilizzate lungo la linea Jonica, non ancora elettrificata, non c’è stato nulla da fare: i programmi di Trenitalia non prevedono l’applicazione del sistema di controllo porte compatibile con le vetture “lunga percorrenza”, ovviamente non poco costoso, in quanto ritenuto antieconomico. Unico tipo di carrozza “accoppiabile” alle vecchie locomotive diesel, quella utilizzata per i treni Regionali. In pratica, una “D445”, non potrà mai più capeggiare un treno composto da carrozze letto, cuccette e per treni InterCity: è la fine definitiva della lunga percorrenza sulla Jonica, già annientata due anni fa? Più o meno: paradossalmente, infatti, è stato istituito a giugno 2013 il treno InterCity in questione, che unisce Reggio Calabria Centrale a Taranto, studiato in modo tale da garantire una coincidenza con un treno InterCity Notte da/per Milano Centrale nella città pugliese. In tal modo viene permesso agli abitanti della Jonica di raggiungere parte del Centro/Nord Italia con un solo cambio, dopo le innumerevoli proteste degli ultimi anni. Sicuramente un segnale positivo…ma con che cosa si effettua un treno InterCity, che dovrebbe prevedere vetture per treni a lunga percorrenza, se come abbiamo visto, non si può utilizzare il locomotore a gasolio D445, in testa a tali carrozze? Semplice: si recuperano cinque vetture per treni Regionali dismesse in Piemonte, uniche accoppiabili alle nostre locomotive, e le si trasferiscono in Calabria. E’ il primo anticipo dell’assurda contraddizione: gli standard minimi per un treno InterCity (e relativa tariffa non poco salata…) sono a mala pena garantiti. La Calabria Jonica si ritrova con il primo InterCity della storia, effettuato con materiale prettamente destinato ai treni a breve distanza. Il colpo di grazia però non tarda ad arrivare: innumerevoli problemi di affidabilità delle locomotive D445 (dovuti, pare, alla mancanza di personale in grado di effettuare una adeguata manutenzione…), portano addirittura alla sostituzione di un materiale già di per sé non adeguato…con uno ancora peggiore! La prevista composizione con locomotiva e vetture, viene infatti sostituita da una vecchia “littorina” ALn668, dotata di soli 68 posti a sedere, rumorosa e spesso con aria condizionata guasta: si tratta della classica automotrice che tutti i pendolari della Jonica conoscono bene, una sorta di autobus su rotaia, utilizzata per le tratte locali. Gli standard qualitativi di un InterCity diventano quindi lontani anni luce. Le tariffe però rimangono ben chiare, ovviamente, e quindi da treno InterCity: la tratta Reggio Calabria Centrale - Taranto (che ricordiamo essere lunga 472 km!), a prezzo pieno e senza offerte, costa 45,50 €. Ben 45,50 Euro per viaggiare sulla stessa scomoda littorina utilizzata sui treni Regionali: a tal proposito, Reggio Calabria Centrale - Taranto in treno Regionale, anche se con vari cambi, costa 20,20 Euro. Perché allora pagare più del doppio, per un servizio praticamente identico? La via d’uscita sembra attualmente inesistente: l’InterCity, tipologia di treno finanziata direttamente dal Ministero del Tesoro, non può essere trasformato in Regionale, molto più economico ed adeguato al tipo di convoglio utilizzato, perchè gli oneri finanziari per il mantenimento di un servizio di treno “Regionale”, dovrebbero essere automaticamente trasferiti dallo Stato alle tre Regioni attraversate dal convoglio (vale a dire Calabria, Basilicata e Puglia). Neanche a dirlo, tutte e tre non sembrano attualmente in grado di farsene carico. E così, si continua a pagare un prezzo da InterCity, mentre agli effetti pratici…si viaggia in Regionale! Rivolgiamo un appello alle autorità regionali, affinché, per lo meno, si impegnino in serie pressioni politiche, richiedendo con forza l’adeguamento tecnologico di parte delle locomotive D445, in modo tale da garantire l’utilizzo delle stesse con carrozze adeguate al servizio InterCity, ed una strategia che rimedi alle carenze manutentive degli stessi locomotori diesel. Diversamente, si proseguirà con quello che riteniamo essere un vero e proprio furto ai danni dell’utente. L’Associazione Ferrovie in Calabria inoltre ritiene fondamentale, per garantire un livello di mobilità degno di una nazione civile, la graduale applicazione dei seguenti punti, relativi alla Regione Calabria per quanto riguarda i servizi di interesse locale, ed a Trenitalia, al Ministero dei Trasporti ed al Ministero del Tesoro, per quanto riguarda quelli a lungo percorso: 

 1) Rinnovamento immediato del parco di automotrici utilizzate per i treni Regionali, con parziale svecchiamento dello stesso, tramite consegna di mezzi di costruzione relativamente più recente; 

 2) Ripristino di collegamenti Regionali diretti (abolendo l’attuale spezzamento del servizio a Catanzaro Lido) tra la Jonica e Lamezia Terme Centrale, in coincidenza con treni a lunga percorrenza e Regionali da/per Cosenza e Reggio Calabria; 

 3) Successivo acquisto di almeno quattro treni diesel di ultima generazione, da utilizzarsi per i servizi Regionali a maggiore percorrenza sulla fascia Jonica; 

 4) Adeguamento tecnologico di parte delle locomotive diesel D445, e quindi successiva istituzione di un collegamento InterCity Notte tra la fascia Jonica e Roma con vetture adeguate; 

 5) Completamento dell’elettrificazione della ferrovia Jonica (tratta Melito di Porto Salvo - Sibari), entro e non oltre 5 anni, e ripristino dei collegamenti ferroviari Regionali tra Calabria, Basilicata e Puglia (tratta Sibari - Taranto). 

 Nei prossimi mesi proseguiremo la nostra opera di sensibilizzazione dei cittadini e soprattutto degli amministratori locali e regionali, attraverso conferenze ed iniziative similari, affinché la nostra ferrovia Jonica non rischi di perdere l’ultimo treno: quello di un serio rilancio e della fine di una stentata sopravvivenza. Ringraziando la Redazione ed i lettori per l’attenzione, porgo un cordiale saluto. 

Roberto Galati - Presidente Associazione Ferrovie in Calabria

Attualmente il nostro documento è stato pubblicato sui seguenti siti (cliccando sul link si viene ricondotti direttamente al comunicato). L'elenco è in costante aggiornamento:


Cogliamo l'occasione, inoltre, per pubblicare il comunicato stampa del movimento LocRinasce, relativo alle ulteriori proposte di Ferrovie in Calabria (che integrano quelle brevemente esposte nella lettera aperta), stilate assieme al nostro socio Sergio Grasso, in occasione della conferenza locrese "Per non perdere il treno".

Il Movimento per la Città di Locri, LocRinasce ha organizzato per sabato 7 dicembre un iniziativa di sensibilizzazione sul trasporto ferroviario in Calabria , dal titolo “ Per non Perdere il Treno…” A questa iniziativa sono intervenuti: Roberto Galati e Sergio Grasso per l’Associazione “Ferrovie in Calabria”, il dott. Antonio Guerrieri come rappresentante di zona del Comitato C.I.U.F.E.R., il prof. Domenico Gattuso, docente di Ingegneria dei Trasporti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e referente di Alba Calabria, molti cittadini della Locride. 
 Si è preso atto così che il trasporto ferroviario regionale in Calabria presenta livelli di degrado inimmaginabili fino a qualche anno fa. I mali del sistema ferroviario regionale sono noti: l’obsolescenza della linea ferroviaria ionica, attestata su bassi livelli di servizio e non interessata da investimenti significativi ormai da decenni,, un parco veicolare modesto, ultradecennale e fatiscente, l’assenza di servizi degni di questo nome sia sulla breve che sulla lunga percorrenza, in termini di mobilità, orari, frequenze, informazione, assistenza al viaggiatore. La qualità e quantità di servizi di trasporto sono ormai tali da dissuadere l’utenza dall’affrontare un viaggio in ferrovia, tanto in ambito locale, quanto in ambito interregionale; mancano servizi di collegamento diretti distribuiti nell’arco della giornata fra le città capoluogo di provincia, alcuni treni sono sovraffollati e scomodi, altri possono essere assimilati a treni da terzo mondo per la qualità del materiale rotabile, per le scarse condizioni igieniche, per l’insicurezza percepita dai viaggiatori, per parametri di affidabilità e regolarità di servizio. E poi che dire dei diciotto treni interregionali soppressi negli ultimi 2 anni? Varie in passato sono state le denunce , inascoltate, dell'Associazione “Ferrovie in Calabria”, del C.I.U.F.ER, di Alba Calabria; il movimento LocRinasce non può che condividerne il pensiero e oggi RIVENDICA il diritto a servizi ferroviari su standard europei; in particolare: 

1) La sostituzione, in maggior numero, delle ormai vetuste automotrici ALn 668 (costruzione 1975) con ulteriori, appena più moderne, automotrici ALn 663 (costruzione 1983), in aggiunta alle 6 di quest’ultime pervenute, di grazia, proprio in questi ultimi giorni sui binari jonici. Consideriamo comunque apprezzabile questo pur minimo cenno di interessamento, soprattutto se rappresenta il preludio alla ben altra attenzione che la problematica merita. 

2) L’acquisizione, come avvenuto praticamente in tutte le altre Regioni, di un opportuno n° di treni automotori diesel a più casse dell’ultima generazione, tipo i Minuetto Diesel Alstom di Trenitalia, gli ATR 220 PESA (ben 27 convogli!) delle Ferrovie del Sud Est, o i GTW Stadler di numerose altre amministrazioni ferroviarie: la linea Jonica è infatti l’unica in Italia a non aver mai fruito di alcuno di questi confortevoli rotabili di recente costruzione, presenti su tutte le linee a trazione diesel, anche di minore importanza, fin dai primi anni 2000! Questi treni andrebbero ad espletare strategici servizi Regionali Veloci dalla Jonica su Lamezia Terme C.le, via Cz Lido, con orari correlati opportunamente alle veloci relazioni a carattere regionale e nazionale a lunga percorrenza (Frecciargento, Frecciabianca, Intercity, etc.), accessibili in quello scalo. A quest’ultimo proposito, il Movimento è in grado di proporre concretamente alcune soluzioni individuate insieme agli specialisti e conoscitori della materia specifica contattati a tal uopo. 

3)  - In attesa della, se non improcrastinabile, quantomeno auspicabile elettrificazione della Jonica, - l'adeguamento tecnologico di almeno 5 locomotori diesel tipo "D 445", con gli impianti per il controllo dell'apertura/chiusura porte (“sistema di lateralizzazione delle porte”), dispositivo di sicurezza ormai imprescindibile sulle carrozze per treni a lunga percorrenza. In conseguenza di tale intervento, il ripristino di un collegamento notturno diretto Jonica - Roma/Nord Italia attestato a Roma Tiburtina di primo mattino, e successivo proseguimento fino a Torino Porta Nuova. Tale collegamento, via Sibari, da innestare a Paola su una relazione via Tirrenica già esistente (e quindi con costi aggiuntivi estremamente ridotti), toglierebbe la Locride, insieme a gran parte della Jonica, dal totale isolamento ferroviario in cui attualmente è stata relegata. Come in quello precedente, anche in questo caso il Movimento è in grado di illustrare nei dettagli la sua proposta concreta, grazie agli esperti a cui si è rivolto. 

4) Il potenziamento, - piuttosto che il vergognoso, inspiegabile ed ingiustificato ridimensionamento, tuttora in atto - , dei servizi ferroviari sia sul corridoio tirrenico che sul corridoio jonico, con l’introduzione di treni qualitativamente all’altezza degli standard europei, a media e lunga percorrenza. L’orientamento in tal senso, - in altre realtà sociali ed internazionali ben più evolute della nostra - , è incontrovertibile. 

5) il recupero funzionale e sociale di tutte le stazioni, anche quelle minori (ripristinandone il più possibile il presenziamento), nonché il potenziamento dei nodi strategici fondamentali per l’interscambio modale con altri vettori di trasporto. 

6) Nuovi e più efficienti programmi di esercizio, con orari e tariffe integrati e coordinati agli altri già citati vettori di trasporto, assumendo la modalità ferroviaria come gerarchicamente dominante rispetto ai servizi di trasporto pubblico su gomma. 

7) Rivendichiamo un segnale di cambiamento in risposta alle reali, nonché di diritto, esigenze della Calabria. E’ tempo di dire basta alle politiche sterili e dispendiose (Ponte sullo Stretto, TAV, grandi opere, nuove autostrade, progetti costosi ed a basso impatto sociale). Per la rete ferroviaria ad Alta Velocità, realizzata nel corso dell’ultimo decennio quasi interamente nel Centro-Nord, lo Stato italiano ha speso oltre 100 Miliardi di Euro. Dare oggi rinnovato valore all’Unità d’Italia significa garantire una più equa distribuzione territoriale delle risorse e quindi una maggiore attenzione per il Mezzogiorno. Rivendichiamo il diritto ad avere TRASPORTI EQUO-SOSTENIBILI.
Il Movimento Locrinasce

Speriamo che in questa nostra Calabria ancora troppo disattenta alle problematiche sociali ed incapace di reagire, possa cogliere il nostro appello al cambiamento: continuate a seguirci!

Due delle cinque vetture UIC-X IR ex prima classe, inizialmente previste per l'effettuazione dell'InterCity 559-562, qui riprese accantonate a Reggio Calabria Centrale. In questi ultimi giorni di inizio 2014, una composizione con D445 e vetture è stata ripristinata, mentre la seconda continua ad essere prevista con ALn668...il tutto, purtroppo, fino al prossimo guasto, con buona pace per la regolarità d'esercizio e per il comfort dei viaggiatori.

18 ott 2013

Regionali fantasma ed InterCity-truffa: una telenovela infinita...

E' ormai trascorso più di un mese da lunedì 9 settembre: come abbiamo avuto modo di approfondire più volte, da questa data sarebbe dovuta avvenire una consistente sforbiciata di treni Regionali circolanti all'interno del territorio calabrese. Il taglio, giustificato (in gran parte a ragione...) da Trenitalia con il mancato pagamento del disavanzo di oltre due anni, che la Regione Calabria deve all'azienda di trasporto pubblico su rotaia, ha scatenato ovviamente le solite reazioni di stampo populistico
A seguito delle forti pressioni provenienti anche dall'assessore ai trasporti Luigi Fedele, almeno sulla tratta Jonica, già di per sè disastrata e scarsamente servita, si è riusciti ad evitare una vera ecatombe. Le due coppie di treni tra Catanzaro Lido, Roccella Jonica e Reggio Calabria Centrale e vv, che in previsione andavano soppresse, la mattina del 9 settembre hanno ripreso a circolare regolarmente, dopo lo stop estivo giugno-settembre che annualmente caratterizza questi Regionali. 
Il non indifferente problema, però, si è posto fin da subito con la mancata segnalazione dell'esistenza delle quattro corse sui canali di ricerca orari e vendita on-line di Trenitalia. In pratica, soltanto gli assidui frequentatori di questi treni sono stati fin da subito a conoscenza della conferma di tali servizi, grazie all'esperienza quotidiana servendosi di essi. Un viaggiatore occasionale, non per forza proveniente da fuori regione, sicuramente, facendo una semplice ricerca su internet, semplicemente in quelle fasce orarie non avrebbe individuato alcun treno...in quanto non riportati!
Lo si sarebbe potuto considerare come un temporaneo problema di coordinazione tra esercizio reale e gestione del sistema oraristico e bigliettazione on-line di Trenitalia, se tale mancanza si fosse protratta per non più di una settimana. Con vivo rammarico dobbiamo invece segnalare che ad oggi, 17 ottobre, le quattro coppie di treni continuano ad essere dei "fantasmi":

-R 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Catanzaro Lido (13.12);
-R 3741 Catanzaro Lido (08.05) - Reggio Calabria Centrale (10.57);
-R 12714 Reggio Calabria Centrale (09.05) - Roccella Jonica (11.15);
-R 12715 Roccella Jonica (11.50) - Reggio Calabria Centrale (14.00).

Un piccolissimo passo avanti è stato fatto esclusivamente con l'inserimento di questi ultimi sulla piattaforma Viaggiatreno, in modo da renderli per lo meno tracciabili in tempo reale. 
Invece, come se non bastasse, l'unica coppia di treni realmente soppressa sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, è stata ripristinata con bus. In particolare si trattava dei seguenti treni:

-R 3775 Lamezia Terme Centrale (11.45) - Catanzaro Lido (12.35);
-R 3780 Catanzaro Lido (16.45) - Lamezia Terme Centrale (17.35).

E' scontato dire che oltre ad un semplice avviso affisso nei pressi della biglietteria della stazione RFI di Catanzaro Lido (e probabilmente anche di Lamezia Terme Centrale), non è stato pubblicato nulla nè tra le notizie regionali di FsNews, nè tanto meno sulla ricerca orari on-line del sito di Trenitalia. Unica comunicazione, ai limiti della comicità, è datata 14 ottobre e specifica che da tale data le due coppie di treni "fantasma" jonici torneranno a circolare...quando in realtà non hanno mai smesso di farlo! Inoltre ben sei coppie di treni sulla tratta Jonica, non verranno più effettuate di sabato: conseguenza del pensionamento di massa di molti capitreno e macchinisti, o un modo "alternativo" per coprire i costi della conferma delle quattro coppie di treni graziate? Ci piacerebbe ricevere queste risposte dal nostro assessorato ai trasporti regionale, che inoltre, seguendo l'esempio di Ferrovie in Calabria, dovrebbe per lo meno esortare Trenitalia a riportare un po' di ordine sui propri canali di ricerca. Quanto dovremo ancora attendere?
Per completezza segnaliamo che al momento, gli unici treni realmente soppressi, tra l'altro nell'inspiegabile e vergognoso silenzio delle comunità locali, sono i seguenti, ed interessano la tratta tirrenica Rosarno - Lamezia Terme Centrale via Tropea:

-R 12665 Lamezia Terme Centrale (10.45) - Rosarno (12.10);
-R 12666 Rosarno (13.20) - Lamezia Terme Centrale (15.00);
-R 12673 Lamezia Terme Centrale (14.45) - Rosarno (16.10);
-R 12670 Rosarno (15.20) - Lamezia Terme Centrale (17.00);
-R 12675 Lamezia Terme Centrale (15.50) - Rosarno (17.12);
-R 12676 Rosarno (18.20) - Lamezia Terme Centrale (19.50).
Tabellone indicatore di Reggio Calabria Centrale: in stazione i Regionali "fantasma" esistono...ma bisogna andare in stazione per scoprirlo!



















Tocchiamo ora nuovamente un altro tasto dolente della nostra Jonica: il "famoso" InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv. Dopo quattro mesi, sono stati fatti passi avanti soltanto nel peggiorare la situazione. Se per tutta l'estate il treno veniva infatti molto spesso effettuato con doppia di ALn668, salvo rare eccezioni con unità singola, al posto della prevista composizione con D445 e 2 vetture UIC-X IR ex prima classe...ma veniva appunto effettuato, oggi si è anche arrivati al punto di sopprimerlo totalmente, senza alcun preavviso. Una situazione indegna, senza più limiti al peggio, specie se consideriamo che questo treno è stato studiato come servizio in coincidenza con l'InterCity Notte Lecce - Taranto - Milano Centrale e viceversa. Non è ben chiaro se nei giorni di soppressione il convoglio venga sostituito con bus. In questi ultimi giorni, per fortuna, le soppressioni sembra siano state bloccate, e risulta in turno una sola composizione con D445 1086 e due carrozze UIC-X, ed una singola ALn668...alla faccia della tariffa InterCity! Nel frattempo varie vetture utilizzabili per il convoglio Jonico, da tempo indefinito si trovano in sosta a Paola, presso la locale Officina Manutenzione Veicoli: non è dato sapersi cosa stiano attendendo.
A proposito di Paola e Cosenza, e materiale rotabile inadeguato: segnaliamo nuovamente l'effettuazione di Regionali Paola/Cosenza - Reggio Calabria Centrale via Mileto e ritorno con doppia di ALn668, mentre nel frattempo sono state distolte dall'esercizio le ultime elettromotrici ALe803 rimaste in servizio in Calabria. Così, mentre nel breve termine la nostra regione rischia la paralisi ferroviaria, si continua ad esaltare il risultato di ricevere alcuni complessi Coradia Meridian a partire da gennaio 2014. Complessi che se davvero saranno assegnati a Reggio Calabria, non faranno altro che sostituire materiale rotabile più obsoleto che nel frattempo verrà accantonato, mentre la triste vita quotidiana dei pendolari ferroviari calabresi cambierà molto poco...

L'ALn668 1098 in partenza da Reggio Calabria Centrale con l'InterCity 562 per Taranto.

14 ago 2013

Reggio Calabria Centrale - Taranto: l'InterCity "multietnico"!

E' ormai chiaro: quando si parla del "nuovo" InterCity jonico 559-562 Reggio Calabria Centrale - Taranto, c'è chi ride (per non piangere), chi si rattrista evitando direttamente di affrontare il discorso, chi deliberatamente scappa non appena sente già la numerazione di questo treno...diventato ormai un autentico fenomeno da baraccone tra ferrovieri e soprattutto appassionati di treni e ferrovie calabresi...e non solo. 
Dopo i vari disastrosi ritardi e guasti delle scorse settimane, con relative parziali sostituzioni del materiale rotabile previsto (D445 + 2 vetture UIC-X) con ALn668 - e relativa truffa tariffaria - nella giornata di oggi si è ormai giunti alla forse definitiva conferma delle automotrici su questo treno. Per la prima volta, infatti, risultano indisponibili entrambi i materiali "ordinari", e sia l'IC 559 che l'IC 562 sono stati effettuati con doppia di ALn668. Segnaliamo che addirittura il 562 (e quindi il 559 Taranto - Reggio di ieri) risulta composto dalle ALn668 1071 e 1069 del Deposito Locomotive di Taranto...con tanto di 1071 in livrea pubblicitaria "Basilicata da scoprire"! 
Sembra quasi una trovata ironica o addirittura simbolica, visto che una simile scelta non può significare altro che totale carenza di materiale rotabile per la DTR Calabria: ufficialmente, infatti, il treno dovrebbe essere composto da materiale a tutti gli effetti calabrese, ma andate quasi definitivamente in fumo le possibilità di utilizzare le D445 con le 4 carrozze UIC-X previste, non si riesce neppure a garantire l'utilizzo di 4 ALn668 di Reggio Calabria, (due coppie) per effettuare il treno pari ed il treno dispari, a meno di non sopprimere treni Regionali. E per fortuna che in Puglia un minimo di disponibilità ancora esiste, altrimenti in caso contrario l'ultima spiaggia sarebbe stata soltanto la sostituzione con autobus...

Due note: una vera tristezza trovare le stazioni affollate di viaggiatori in attesa di un finto InterCity, con tanto di vociare a proposito dell'assegnazione dei posti a sedere, in carrozza 1 o carrozza 2...posto corridoio, posto finestrino...salvo scoprire poi che si è già fortunati a trovarlo un posto a sedere, dentro le ALn668!
La situazione a Soverato era oggi questa, con 30-35 viaggiatori (quasi totalmente turisti) diretti verso Taranto ed oltre, con cambio con l'InterCity Notte 758 per Milano. Senza contare i passeggeri saliti a Soverato, l'occupazione delle due automotrici era circa al 60%: molto probabile quindi che nella giornata di oggi, il 562 arrivi a Taranto con occupazione vicina al 100%...nonostante tutto!
Per lo meno l'ALn668 1071 con livrea differente, ha dato un minimo di diversificazione (seppur soltanto apparente) rispetto alle automotrici che normalmente effettuano i treni Regionali sulla Jonica...

L'IC 562 in arrivo a Soverato. Notare la discreta presenza di viaggiatori in partenza.

L'ALn668 1071 di Taranto, in livrea "Basilicata da scoprire".

ALn668 calabrese "Treno d'a...mare", mentre effettua il Regionale 3747 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale, incrocia altra ALn668 pugliese in livrea "Basilicata da scoprire"!













Un'altra mancanza che riteniamo sia controproducente per la frequentazione del nostro seppur disastrato InterCity, è la totale assenza della soluzione InterCity + InterCity Notte, quando si effettua la ricerca on-line sul sito di Trenitalia, da alcune località joniche servite dalla coppia 559-562, per chi è diretto oltre Taranto con il treno ICN 758 Lecce - Milano Centrale. Ricordiamo che il Reggio - Taranto è stato istituito proprio per consentire una "valida" possibilità di raggiungere Bologna e Milano dal versante Jonico, con un solo cambio di treno...è quindi letteralmente assurdo che nei casi che elencheremo tra qualche riga, tale soluzione sia considerata inesistente! Sembrerebbe quasi la solita strategia di disincentivazione, per poi poter giustificare la soppressione del treno...
In particolare, la possibilità di viaggiare con IC + ICN con destinazione ad esempio Milano Centrale, risulta inesistente da:

-Melito di Porto Salvo
-Brancaleone
-Bovalino
-Monasterace-Stilo
-Soverato (località turistica!!)
-Catanzaro Lido (capoluogo di Regione!!)
-Cropani
-Botricello
-Metaponto

In senso opposto, impostando come partenza Milano Centrale (per esempio), la soluzione viene riportata per tutte le destinazioni Joniche, ma partendo da Milano Centrale guarda caso in Frecciarossa, con cambio a Bologna con l'ICN 765...partito anch'esso da Milano Centrale! Esiste sicuramente un guadagno di tempo, ma probabilmente una famiglia con al seguito molti bagagli e magari anche bambini/anziani, preferirebbe effettuare meno cambi possibile, anche magari a scapito del tempo di percorrenza...ancora una volta dobbiamo segnalare, quindi, come la ferrovia di oggi sia decisamente lontana dalle reali esigenze di alcune tipologie di viaggiatori, e sia focalizzata quasi esclusivamente sull'uomo d'affari, relegando al trasporto su gomma a lunga percorrenza, quell'enorme fetta di popolazione italiana - emigrante e non - che nei periodi festivi si sposta da nord a sud per trascorrere le proprie vacanze.

Con la speranza, purtroppo molto probabilmente vana, che Trenitalia possa colmare queste mancanze, continuiamo a monitorare il nostro InterCity Jonico, sperando che per lo meno possa tornare ad essere effettuato con materiale rotabile previsto, decisamente più presentabile ed adeguato di una doppia di ALn668, improponibile per una percorrenza di quasi 500 km, e soprattutto ad una classificazione e tariffazione InterCity.

19 lug 2013

InterCity 559-562: quando la confusione regna sovrana...

Speravamo non dovesse succedere più, ma come prevedibile, così non è stato: dopo la vergognosa sostituzione con ALn668 singola della già di per sè poco normale composizione del nostro InterCity Jonico lo scorso 14 e 15 giugno, si è ripetuta nella giornata di ieri e di oggi quella che noi definiamo una vera e propria truffa legalizzata.
A causa del persistere di problemi ai sistemi di sicurezza SCMT delle D445 1147 e 1140, con conseguente fermo delle stesse, unito alla mancanza di locomotori di riserva, Trenitalia si è trovata ancora una volta costretta ad utilizzare le automotrici ALn668 nell'effettuazione del convoglio Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv. L'IC 562 del 18 luglio, e conseguentemente il 559 di questa mattina, erano composti da una doppia di automotrici della DTR Calabria (si è per lo meno avuta la decenza di non utilizzare una singola macchina come lo scorso giugno), con buona pace per i non pochi viaggiatori che hanno percorso l'intera tratta da Reggio Calabria a Taranto e ritorno! Segnaliamo addirittura la presenza di una persona che ha utilizzato il 562 nella tratta Reggio Calabria Centrale - Pescara, con cambio a Taranto con l'InterCity Notte 758: se non ci fosse stato il nuovo InterCity Jonico, l'unica alternativa sarebbe stata quella di utilizzare il non di certo comodissimo bus notturno LP986/983 Reggio Calabria Centrale - Bari Centrale, o peggio ancora arrivare a Roma per poi "valicare" gli appennini e raggiungere Pescara!
Abbiamo quindi avuto la conferma di quanto ribadito più volte su queste pagine: un collegamento ferroviario tra lo Stretto, l'area Jonica e la Puglia, andrebbe sempre garantito con buoni orari e percorrenze, e materiale rotabile consono, in quanto unica modalità abbastanza rapida per congiungere la Sicilia e la Calabria con le popolose città adriatiche con termine ultimo a Bologna. Centri sicuramente non frequentati come Roma, Milano e Torino, ma che contano una buona utenza anche dalla nostra regione.

Tornando all'incresciosa sostituzione di materiale rotabile, fortuna ha voluto che noi di Ferrovie in Calabria ci trovassimo a bordo del 562 alla partenza da Reggio Calabria, riuscendo così ad avvisare dell'anomalia i non pochi viaggiatori presenti, invitandoli a sporgere reclamo a Trenitalia, per richiedere quanto meno il rimborso della differenza tra tariffa Regionale (visto e considerato che si è viaggiato su rotabili utilizzati in servizio locale) e tariffa InterCity. Facciamo notare, con tanto di fotografie, che come se non bastasse, una delle automotrici (ALn668 1056), si presentava internamente in condizioni pietose, con sedili foderati in modo superficiale, mancanza di griglie e copri-condotte sui soffitti, e cattiva verniciatura delle pareti: sicuramente nulla di paragonabile alle cimici apparse sui treni notturni, ma tali mancanze non ha fatto altro che aumentare la sensazione di autentica truffa nei confronti di chi ha speso non poco denaro...per viaggiare su l'unico InterCity della storia composto da automotrici, che di certo non sono i famosi e comodi TEE Breda...che 40 anni fa percorsero, guarda caso, la stessa tratta...con proseguimento su Bari.
Un autentico disastro, ovviamente, anche a livello di gestione del personale di condotta e di bordo: come prevedibile, infatti, i due macchinisti della Divisione Passeggeri, abilitati alla condotta delle D445, sono stati sostituiti in fretta e furia da un macchinista DTR abilitato, e stessa cosa per il Capo Treno Pax, affiancato da un collega del Trasporto Regionale per l'apertura e la chiusura delle porte e la gestione di eventuali anomalie.
Sicuramente un'improvvisa soppressione sarebbe stata molto peggio di un utilizzo di rotabili non idonei, ma quello che ancora continuiamo a chiederci, è come sia possibile che dopo più di un mese di continui problemi e situazioni simili (se non peggiori), non siano ancora stati presi provvedimenti, per lo meno per rinforzare la dotazione di locomotori e di vetture da utilizzare per questo strano InterCity.
Sarà forse la solita strategia di disincentivazione, che porterà poi al tristemente noto "ve l'avevamo detto che non l'avrebbe utilizzato nessuno"?

L'ALn668 1056 pronta a partire da Reggio Calabria Centrale con l'IC 562.

Interno dell'ALn668 1056: mancanza di griglie, con relative "piogge" di condensa del condizionatore...

...sedili rifoderati alla buona...








...ed assenza di altri copri-condotte.

Le pareti interne sverniciate.

Unico accenno di cambiamento, è stata l'introduzione in turno con l'IC 559-562, della D445 1086 del DL di Taranto, originariamente assegnata a Treviso, e riconoscibile dalla vistosa fascia rossa tra i fanali. Ma è evidente che una sola locomotiva funzionante non può sostituirne due guaste!


6 lug 2013

Ferrovia Jonica e Catanzaro Lido - Lamezia: in corso i rilievi per l'elettrificazione

Non si tratta questa volta di un pesce d'aprile! 

Come avranno potuto notare i lettori più fedeli di Ferrovie in Calabria, da qualche mese si continua a discutere sulla possibile elettrificazione della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, protagonista di numerose discussioni tra il Sindaco del Capoluogo Sergio Abramo, ed i dirigenti regionali di RFI e Trenitalia.  
Come ribadito infatti dal primo cittadino catanzarese, una valutazione sull'utilità nel mettere sotto tensione l'importante tratta trasversale, non può non prendere in considerazione l'esistenza o meno di sostanziali riduzioni dei tempi di percorrenza tra i due capilinea, al momento decisamente elevati.
Allo stato attuale, infatti, la tratta viene percorsa dai pochi regionali superstiti con cadenzamento biorario, in ben 50 minuti, a causa del rallentamento presente sul ponte provvisorio posto tra le stazioni di Marcellinara ed il posto di movimento di Feroleto Antico - Pianopoli. Tempi che tornano quasi ad avvicinarsi a quelli esistenti fino al 14 giugno 2008, quando ancora era in servizio la vecchia tratta passante per Catanzaro Sala...in realtà più lenta, ma decisamente più funzionale rispetto all'attuale variante, posta a chilometri di distanza dal centro cittadino. 
Un'eventuale elettrificazione, quindi, premesso che nonostante il rallentamento le tracce orarie sono riducibili di circa 5 minuti, potrebbe portare al massimo ad una riduzione dei tempi di percorrenza di non più di 7-8 minuti...sempre se effettivamente si inizino ad utilizzare convogli elettrici, principalmente a composizione bloccata (ALe582 o meglio Minuetto elettrico), decisamente più scattanti rispetto alle ormai anziane ALn668 serie 1000. Ma vista la scarsità di materiale rotabile appartenente alla Divisione Trasporto Regionale calabrese, riteniamo sia quasi impossibile garantire in trazione elettrica tutte e 7 le attuali coppie di treni che percorrono la tratta. 
Del resto, se ciò non avviene sulla ben più frequentata tratta metropolitana Melito di Porto Salvo - Rosano, dove le automotrici continuano a farla da padrone, con i noti problemi di sovraffollamento...

A nostro parere, inoltre, sarebbe uno spreco investire centinaia di milioni di euro per elettrificare un percorso (Settingiano - Lamezia Terme Centrale), ancora allo stato originario, soggetto a costanti problemi di dissesto idrogeologico, e non di meno, come già sottolineato, "azzoppato" dalla presenza di un ponte provvisorio metallico! Forse sarebbe più utile unire agli eventuali lavori di elettrificazione, una serie di interventi di rettifica di alcuni tratti, con piccole varianti, e ricostruzione in forma definitiva del ponte di Marcellinara, sempre che non esistano reali intenzioni di costruzione di un tracciato ex-novo da Settingiano fino al capolinea tirrenico, percorrendo la valle di Maida, con proseguimento/diramazione da/per l'Aeroporto.
Escludendo però questa ipotesi al giorno d'oggi decisamente fantascientifica, che tra l'altro andrebbe ad escludere i bacini d'utenza di Marcellinara e Nicastro/Sambiase, con i "piccoli" interventi sopracitati, ci si potrebbe avvicinare ai 30 minuti di percorrenza, anche con possibilità di aggiunta della fermata di Settingiano...tempi assolutamente competitivi con i circa 20-25' che si impiegheranno via gomma, quando sarà definitivamente completata la trasversale stradale a scorrimento veloce tra Catanzaro e Lamezia Terme.
Dando perciò per scontato che i tempi vadano necessariamente ridotti in un modo o nell'altro, facciamo però notare che la Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale va anche osservata in un'ottica a più lunga percorrenza da/per la Jonica: un eventuale Roccella Jonica/Soverato - Lamezia o Crotone - Lamezia, anche con una percorrenza di circa 45 minuti sul tratto trasversale, vincerebbe senza dubbio sul vettore stradale. Basti pensare che via gomma soltanto il tratto Soverato - Catanzaro Lido richiede tempi di almeno 20 minuti, traffico permettendo, a differenza degli 11-12 del treno! La maggiore lentezza da Catanzaro a Lamezia, verrebbe quindi recuperata sulla tratta costiera.

Ecco in basso qualche esempio di piccola variante al tracciato attuale del tratto Settingiano - Lamezia Terme Centrale, utile per recuperare preziosi minuti: in rosso è evidenziato il percorso originario, in giallo quello della variante. Specifichiamo che non si tratta di proposte da considerare immediatamente realizzabili, in quanto ovviamente, prima di procedere a simili interventi semplicissimi da realizzare su una mappa, sono necessari numerosi rilievi ed analisi geotecniche di vario tipo, che non è scontato che diano esiti positivi...

All'uscita lato tirrenico della stazione di Marcellinara: le sicuramente paesaggistiche...ma lente curve e controcurve, possono essere sostituite da un unico viadotto in rettilineo.
Altra variante potrebbe essere costruita poco prima del PM di Feroleto Antico - Pianopoli,  partendo dall'uscita della Galleria Montecavaliere.
Variante decisamente più lunga tra Feroleto Antico e Lamezia Terme Nicastro.
Ma se della possibile elettrificazione della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale se ne discute ormai da circa un anno con solide basi di veridicità, la vera novità quasi inaspettata riguarda l'intera ferrovia Jonica in trazione diesel, da Sibari fino a Melito di Porto Salvo! Dallo scorso 2 luglio sono infatti in corso alcuni sopralluoghi effettuati da Italferr (società di progettazione facente capo ad RFI), all'interno delle varie gallerie poste lungo la tratta in questione. La finalità di queste analisi riguarda proprio lo studio di fattibilità relativo all'elettrificazione dei 320 km che separano i due "terminali" del 3000 volt Jonico, che potrebbe risultare appunto problematica in alcune gallerie, rendendo necessario un abbassamento del piano del ferro all'interno delle stesse, per permettere il passaggio della catenaria. 
Facciamo notare che interventi di questo tipo fino ad ora non sono mai stati effettuati sulla nostra linea, e la conclusione dello studio è fissata per la fine di questo mese. Le indiscrezioni, provenienti da fonti comunque autorevoli, confermano addirittura un rapido inizio dei lavori per la messa sotto tensione, che non dovrebbero durare circa due anni, il tutto finanziato direttamente da Rete Ferroviaria Italiana. 
Potrebbe quindi essere davvero la volta buona, dopo un'attesa durata quasi 30 anni: ovviamente, visti i precedenti, conviene crederci sì, ma fino ad un certo punto...quel punto di conferma definitiva e pubblica, che speriamo possa arrivare presto.
In un post specifico pubblicheremo alcune nostre proposte di riorganizzazione del servizio, in un'ipotetica Jonica completamente elettrificata: al di là delle proposte in sè, però, riteniamo sia imprescindibile, a questo punto, un serio investimento da parte della Regione Calabria, nell'acquisto di nuovo materiale rotabile elettrico (cinque complessi Meridian, i nuovi treni Regionali a cinque casse di Trenitalia derivati dal Minuetto, sembrano per fortuna già predestinati alla DTR Calabria). Sarebbe estremamente deplorevole buttare al vento un vero e proprio regalo che potrebbe ricevere, quasi inaspettatamente, il nostro territorio...continuando a far circolare singole automotrici ALn668, su 472 km di futura ferrovia totalmente elettrificata, posti tra Reggio Calabria Centrale e Taranto!
L'attuale terminale sud della trazione elettrica, posto all'uscita della stazione di Melito di Porto Salvo lato Roccella Jonica.

La Galleria di Soverato potrebbe essere una delle opere d'arte a dare qualche noia in un'eventuale elettrificazione, a causa della probabilmente non adeguata altezza della volta.

22 giu 2013

InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto: cosa succede?

L'IC 562 in partenza da Botricello.
Debutto decisamente travagliato per il nuovo InterCity 559-562 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv via Jonica, istituito con il nuovo orario estivo: che qualcosa non andava ci si era già resi conto il primo giorno di effettuazione, domenica 9 giugno, quando il 562 diretto a Taranto, chiedeva riserva a Roccella Jonica, a causa di un guasto al Sistema Controllo Marcia Treno della D445 1147, titolare del convoglio. Le oltre due ore di ritardo, si sarebbero ridotte ad una in arrivo a Taranto, "grazie" alla traccia oraria decisamente larga.
Nei giorni successivi, sempre la D445 1147 ha dato nuovamente forfait, provocando ennesimi ritardi.
Ma l'apice delle assurdità lo si è raggiunto nelle giornate del 14 e 15 giugno, quando a causa di un guasto non ben definito (in questo caso molto probabilmente alle vetture), il 562 ed il 559 del giorno successivo, sono stati effettuati addirittura con una singola ALn668, in particolare con l'unità 1054: sul web la protesta esplode quasi immediatamente, e si moltiplica anche nei giorni successivi fino ad oggi, a causa del persistere dei ritardi, che in realtà negli ultimi tre giorni non sono stati causati da problemi derivanti dalla scarsa organizzazione del nuovo InterCity stesso. Infatti la sfortuna sembra accanirsi su questo collegamento decisamente strano, che tra il 18 ed il 21 giugno, è stato "ritardato" da una persona ubriaca sdraiata sui binari (!!) alla stazione di Reggio Calabria San Gregorio, e soprattutto da un importante guasto che ha colpito gli impianti di sicurezza e segnalamento di Reggio Calabria Centrale, che ha provocato una catena di enormi ritardi e soppressioni sia sulla direttrice Jonica che su quella Tirrenica.

Escludendo quindi i problemi provocati da fattori esterni, gli unici disagi veri e propri legati ad una superficiale gestione logistica del materiale rotabile destinato a questo treno, sono stati i ritardi provocati dai guasti ai sistemi di sicurezza del locomotore, e la ben più grave sostituzione con ALn668: probabilmente per la prima volta nella storia del trasporto ferroviario italiano, un treno InterCity (già anomalo di per sè, in quanto effettuato con due sole vetture UIC-X del trasporto Regionale) viene effettuato con una singola automotrice, destinata prettamente a servizi vicinali ed a bassa frequentazione. Sicuramente una eventuale soppressione del treno per mancanza di materiale sarebbe stata ben peggiore, ma questo non giustifica l'utilizzo di materiale non adeguato ad una tariffa non di certo economica pagata dai viaggiatori, ed ovviamente alla notevole distanza percorsa.

Ma i lettori, a questo punto, si staranno chiedendo in cosa consiste l'errata e superficiale gestione del materiale a cui accennavamo qualche rigo più in alto: il problema è tristemente semplice.
Per l'effettuazione dell'InterCity 559-562, sono state inviate a Reggio Calabria Centrale quattro vetture UIC-X IR ex-prime classi, provenienti da Alessandria: partite in realtà in cinque unità, per motivi non ben chiari la quinta carrozza sembra non essere mai arrivata sullo Stretto. Nella mattinata dell'8 giugno, un giorno prima dell'avvio del nuovo servizio, è stato effettuato un invio materiale da Reggio Calabria Centrale a Taranto, per trasferire due delle quattro vetture giunte, in modo da poter effettuare il mattino successivo il primo treno da Taranto verso la Calabria: due soli materiali quindi di due vetture, senza la minima possibilità di poter sostituirle in caso di guasto delle carrozze, tale da impedire l'effettuazione del treno stesso, come avvenuto probabilmente giorno 14. In poche parole, non ci sono rotabili di riserva.
Problema molto simile, anche se decisamente meno grave, con i locomotori: attualmente in turno sono presenti quattro macchine. Si tratta delle D445 1100, 1121, 1140 e 1147, tutte di stanza al DL di Reggio Calabria, più la 1035 fissa a Catanzaro Lido ed utilizzabile come riserva.
Quindi, per evitare situazioni che sfiorano l'assurdo e garantire un minimo di regolarità, basterebbero due soli interventi: far pervenire almeno altre due carrozze della stessa tipologia, e mantenere come riserva fissa a Taranto (dove attualmente nessun locomotore è assegnato per soccorso a questo treno) e Reggio Calabria, una D445 ed una vettura.

Se qualche viaggiatore dovesse ritrovarsi nuovamente in situazioni incresciose del genere a bordo del 559-562 (ritardi e materiale rotabile non adeguato), facciamo notare che esistono appositi regolamenti dedicati ai rimborsi previsti in caso di disagi imputabili a Trenitalia. Evidenziamo in rosso i punti che più direttamente interessano il nostro un po' sfortunato InterCity:

"Il prezzo del biglietto è rimborsato senza alcuna trattenuta se il biglietto non è stato utilizzato per le seguenti cause: 
a) quando la partenza del treno sia ritardata di almeno un’ora; 
b) quando il viaggiatore sia impedito ad iniziare il viaggio per ordine dell’autorità pubblica; 
c) quando sulla base dell’esperienza di Trenitalia è oggettivamente prevedibile che il ritardo dell’arrivo nella destinazione finale prevista nel contratto di trasporto sia superiore a 60 minuti rispetto all’orario previsto ed il viaggiatore non intenda iniziare il viaggio utilizzando mezzi alternativi o non intenda proseguirlo e richieda di tornare al punto di partenza o ad altra località intermedia di sua scelta. 
 d) il treno o la carrozza cuccetta o VL o Excelsior vengano soppressi; 
e) quando il posto prenotato non sia effettivamente disponibile o quando, per esigenze di servizio non prevedibili, il materiale utilizzato per il treno prenotato è diverso da quello della categoria cui appartiene il treno programmato o la classe o il servizio utilizzati siano inferiori a quelli cui fa riferimento il biglietto; 
f) nel caso di assegnazione di posto cuccetta, VL ed Excelsior diverso da quello indicato sul biglietto o nel caso di mancanza di effetti letterecci; 
g) vi sia ritardata consegna del titolo di viaggio acquistato sul sito e tramite il Call Center"


Queste invece le modalità per ottenere il rimborso:


"Il rimborso senza trattenute dell’intero prezzo deve essere richiesto presso la biglietteria di stazione al momento in cui si è verificato l’impedimento al viaggio. Il rimborso parziale del biglietto senza applicazione delle trattenute deve essere richiesto: presso la biglietteria di stazione al momento in cui in cui si è verificato l’impedimento alla prosecuzione del viaggio; presso la biglietteria della stazione di arrivo, immediatamente dopo la discesa dal treno, quando la classe o il livello di servizio o la categoria di treno utilizzata sia inferiore a quella cui fa riferimento il biglietto o il servizio cuccetta o VL o Excelsior acquistato non sia disponibile per causa imputabile a Trenitalia. In tutti i casi, se si tratta di biglietto ticketless acquistato sul sito o tramite il Call Center o di biglietto acquistato con modalità di ritiro alle self-service (per i titoli di viaggio che non prevedono l’acquisto ticketless) non ancora ritirato, la richiesta deve essere avanzata telefonando al Call Center o inviando una e-mail a rimborsi@trenitalia.it, indicando il codice identificativo di prenotazione (PNR)."

Prima di concludere il post, segnaliamo che a dispetto di quanto si è detto in questi ultimi giorni, la coincidenza tra l'InterCity 562 in ritardo da Reggio Calabria Centrale e l'InterCity Notte 758 per Milano Centrale, a Taranto è più volte "saltata" soltanto dopo aver constatato che a bordo del treno Jonico non erano presenti viaggiatori diretti oltre Taranto con il treno notturno. 
Quello che vogliamo quindi sottolineare noi di Ferrovie in Calabria, è che riteniamo sia un po' controproducente criticare senza basi un servizio che sarà sicuramente non adeguato agli standard classici di un InterCity, ma che potrebbe essere un punto di ripartenza per la linea Jonica. C'è ancora molto lavoro da fare, in primis l'applicazione degli impianti di lateralizzazione con condotte a 18 poli sulle locomotive D445, in modo da renderle utilizzabili con le carrozze della divisione Passeggeri Lunga Percorrenza: non dimentichiamo che attualmente, l'alternativa al nostro "mini-InterCity", tra l'altro ancora migliorabile, è il nulla. Cosa scegliamo?

L'ALn668 1054 appena partita da Soverato lo scorso 14 giugno, quando ha effettuato l'IC 562 per Taranto. Non si è riusciti neppure a recuperare una seconda unità, in modo da poter sostituire le due carrozze almeno con una doppia di automotrici...

12 giu 2013

Lunga Percorrenza sulla Jonica: un gradito ritorno!


La montagna ha partorito il topolino: è forse il modo migliore per riassumere la lunga e travagliata storia del neo-istituito InterCity 559/562 Reggio Calabria Centrale - Taranto. Se ne parlava ormai da più di un anno, anche se secondo i programmi si sarebbe dovuto trattare di un treno notturno diretto tra lo Stretto e Milano Centrale, che avrebbe dovuto percorrere tutta la Jonica e l'Adriatica...un po' come l'allora InterCity Notte 782/787 ex "Freccia del Levante", soppresso ormai quasi due anni fa.
Nel frattempo, però, ecco farsi strada le rigidissime norme sul controllo porte delle carrozze viaggiatori: dal 31 dicembre 2012 tutte le vetture del Trasporto Regionale e della Divisione Passeggeri Nazionale, devono essere dotate obbligatoriamente di impianti di lateralizzazione, controllati tramite condotta a 78 poli per le prime, e a 18 poli per le seconde. Ne fanno le spese centinaia di carrozze UIC-X tradizionali anche delle serie più recenti (1979 e 1982), e le locomotive D445, che non adeguate con condotta a 18 poli, vengono definitivamente relegate alla trazione di treni Regionali (essendo dotate infatti soltanto di condotta a 78 poli). 
Vista la chiara assenza di vie d'uscite, la decisione diventa quindi definitiva già dagli scorsi mesi: il nuovo treno a lunga percorrenza Jonico, sarà classificato InterCity, verrà effettuato con carrozze del Trasporto Regionale, e terminerà la corsa  a Taranto, in coincidenza con l'InterCity Notte Lecce - Milano Centrale. 
I difetti di questo nuovo e un po' strano servizio sono molti: dalla composizione mignon di sole due carrozze, al pagamento di una tariffa InterCity (anche se però sono presenti numerosissime offerte economy e supereconomy a 9 e 19 Euro) viaggiando su materiale per treni Regionali, alla traccia decisamente larga. 

Noi di Ferrovie in Calabria riteniamo però che un collegamento del genere abbia non poche potenzialità, se modificato in modo mirato: di seguito ecco un'analisi del nostro Luca Pisconti, che ha puntato al restringimento della traccia oraria e del prolungamento a Villa San Giovanni del "mini-InterCity".

L’entrata in vigore del nuovo orario a partire dal 9 giugno, ha sancito una piccola svolta per la ferrovia Jonica: infatti, dopo 5 anni, ritorna un collegamento diretto con la Puglia grazie all’istituzione della coppia di intercity che collegherà Reggio Calabria con Taranto attraverso l’itinerario jonico. Senza dubbio rappresenta un punto di ripartenza importante per una linea che, da 10 anni a questa parte, ha conosciuto un lento e triste declino portandola ad essere classificata linea complementare da parte di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Dopo le varie mobilitazioni organizzate da noi di Ferrovie in Calabria assieme alle altre associazioni calabresi pro-ferrovia e le continue pressioni subite da parte dello Stato, Trenitalia ha optato per una soluzione univoca che privilegiasse i suoi interessi economici e gestionali, senza andar troppo contro quelli delle forze politiche e dei cittadini calabresi della costa Jonica. L’istituzione di una coppia di intercity (IC 562/563 Reggio Calabria Centrale – IC 558/559 Taranto-Reggio Calabria Centrale) che metta in condizione i passeggeri di poter usufruire nel capoluogo pugliese della coincidenza con la coppia di treni notturni Lecce-Milano Centrale e Milano Centrale-Lecce (ICN 758/765) però, è stata interpretata dagli scettici come una mossa che potesse in qualche modo affievolire i malumori che da tempo si erano creati in tutto l’ambiente. I fedeli appassionati, invece, reputano questa mossa come un gradito ritorno che di sicuro, potrà rappresentare una soluzione migliore di quella che si era prospettata in principio: infatti, le prime voci, riguardavano l’istituzione di una sezione della coppia di notturni già citati che avrebbe creato molte più perplessità, visto e considerato che avremmo vissuto una situazione simile a quella che ha portato al prolungamento del defunto ICN 782/787 da Crotone a Reggio Calabria Centrale. Nonostante ciò, però altri dubbi, specie per quel che concerne le modalità con cui questa nuova coppia di treni è stata istituita: la composizione non giustifica a pieno la tariffa intercity applicata da Trenitalia, in quanto prevede l’impiego di vetture del trasporto regionale, anche se sono state oggetto di un processo di restyiling non indifferente che le rende più comode ed agevoli (tra l’altro, si tratterà di vetture ex-prime classi, dunque con un comfort notevole). Il vero punto nero è rappresentato dalla traccia oraria, che lascia molto a desiderare, sia per quanto riguarda alcune fermate, sia per i tempi di percorrenza che la caratterizzano con 7 ore e 5 minuti impiegate per percorrere 474 km (a dispetto delle 6 ore scarse impiegate dai defunti intercity sino al 2003). Noi di Ferrovie in Calabria, grazie anche alla preziosa collaborazione del CIUFER (Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali) abbiamo preso la palla al balzo proponendo un’alternativa che rispettasse, più o meno, i canoni dei principali treni che in passato hanno collegato questa tratta. Il primo passo verso il miglioramento potrebbe essere rappresentato dal rafforzare la composizione che, dalle 2 vetture previste passerebbe a 3 (in modo tale da garantire più posti disponibili). L’origine ed il termine della corsa in Calabria potrebbe essere attestato a Villa San Giovanni, in modo tale da garantire ai passeggeri da e per la Sicilia un collegamento diretto con la Calabria Jonica e la Puglia, proprio come avveniva in passato: il tutto senza alcun costo aggiuntivo. In Puglia, invece, la situazione appare molto più complessa per un eventuale prolungamento su Bari Centrale che comunque non andrebbe ad alterare la percorrenza della coppia di intercity notte 758/765 La traccia oraria potrebbe essere resa più snella anche grazie all’eliminazione di alcune fermate quali Cropani, Botricello e Cutro: in senso pari la partenza da Villa San Giovanni verrebbe fissata alle ore 12:40 con arrivo a Taranto alle ore 19:10, mentre in senso dispari si partirebbe da Taranto alle ore 8:20 per arrivare a Villa San Giovanni alle ore 14:50, per un totale di 6 ore e 30 minuti di percorrenza in entrambi i sensi a fronte delle 7 ore e 5 minuti che impiega attualmente per collegare Reggio Calabria a Taranto e viceversa. Di seguito, proponiamo la traccia indicativa relativa al miglioramento (si notino l’assenza delle fermate a Cropani, Botricello e Cutro e lo spostamento dell’incrocio tra i due treni da Roccella Jonica a Brancaleone).


Tabella con le tracce orarie modificate.

Il nostro augurio è che tali proposte vengano quanto meno prese in considerazione dai massimi dirigenti delle ferrovie italiane ma, soprattutto, dalle alte cariche politiche della Regione Calabria e dello Stato e che possano costituire un punto di ripartenza per la ferrovia Jonica e per la Calabria intera, ormai abbandonata a sé stessa ma con una gran voglia di ricominciare a correre.


Alcune proposte "collaterali": prolungando a Villa San Giovanni l'InterCity, si rende necessario effettuare giornalmente un invio materiale da Reggio Calabria Centrale a Villa San Giovanni per effettuare l'IC 563/564/565 per Taranto, e da Villa San Giovanni a Reggio Calabria Centrale, per rientro del materiale giunto con l'IC 566/567/568 da Taranto. Questo perchè la pulizia ed il ricovero notturno delle vetture, non può più avvenire a Villa San Giovanni, ma obbligatoriamente a Reggio Calabria. Per evitare quindi l'acquisto di una nuova traccia oraria per la coppia di invii, si potrebbero sfruttare le locomotive elettriche che da Reggio Calabria Centrale vengono inviate a Villa San Giovanni (e viceversa), destinate all' InterCity 728 Palermo/Siracusa - Roma Termini, ed in senso opposto sganciate dall'InterCity 723 Roma Termini - Palermo/Siracusa. In tal modo, in senso sud-nord, la locomotiva elettrica si attesterebbe alle due vetture dell'IC Jonico, alle quali rimane agganciato il locomotore diesel D445, e trainerebbe il tutto fino a Villa San Giovanni: lì la macchina elettrica si attesterebbe poi alle carrozze dell'InterCity diretto a Roma, ed all'orario stabilito l'InterCity per Taranto partirebbe con la D445 già pronta in testa al convoglio.

Simile situazione in senso nord-sud: l'IC da Taranto termina la corsa a Villa San Giovanni con il locomotore D445 rivolto verso nord, e la locomotiva elettrica sganciata dall'IC 723 diretto in Sicilia, dopo aver manovrato, si porterebbe in testa alla composizione di 2 UIC-X e D445 del treno proveniente dalla Puglia, rientrando a Reggio Calabria. Il mattino successivo il ciclo si ripeterebbe.

Un'altra interessante idea, in questo caso di più difficile realizzazione, sarebbe quella di prolungare il nostro InterCity a Brindisi/Lecce via Francavilla Fontana, oltre che a Villa San Giovanni: un semplicissimo collegamento Calabria - Puglia potrebbe così diventare una sorta di "treno dei traghetti", che permetterebbe di effettuare un particolare collegamento tra i servizi di traghettamento Sicilia - Calabria, a quelli Puglia-Grecia/Croazia, presenti a Brindisi. In giornata sarebbe così possibile partire per esempio da Siracusa e raggiungere Patrasso o le numerose isole greche, effettuando soltanto due cambi di mezzo di trasporto: letteralmente una "bomba" ad alto potenziale turistico, specie in estate!
Da non sottovalutare inoltre l'intenso flusso di turisti tra la stessa Puglia e la Calabria, e nelle stagioni meno vacanziere, il movimento presente tra la Calabria e Lecce, sede di università.
In tal caso però sarebbe purtroppo necessario effettuare una manovra a Taranto, dove il locomotore D445 dovrebbe essere sostituito da una locomotiva elettrica (E656 o E633, dotate di condotta a 78 poli), in quanto l'autonomia della macchina diesel non permetterebbe di effettuare l'intero percorso Villa San Giovanni  - Lecce.
Qualcuno ci ascolterà? Vedremo...!

La D445 1121 in testa all'IC 559 da Taranto, in partenza da Soverato.













La D445 1140 in arrivo a Catanzaro Lido con l'IC 559, il primo giorno di effettuazione, il 9 giugno. Nella stessa giornata, il corrispondente IC 562 da Reggio Calabria Centrale a Taranto, ha registrato punte di due ore di ritardo, a causa della richiesta di riserva a Roccella Jonica per il locomotore D445 1147...

All'interno delle comode UIC-X IR ex-prima classe, la tanto discussa problematica delle prenotazioni obbligatorie dei posti, è stata risolta semplicemente apponendo i cartellini con relativa numerazione!

L'IC 562 in partenza da Reggio Calabria Centrale.













































 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it