Una simile notizia non può che farci piacere, ma vivendo in una Regione ed in una nazione dove le sorprese negative sono all'ordine del giorno, abbiamo pieno diritto di dubitare sui reali scopi di questa nuova impresa. Come prima cosa ci chiediamo come mai ci sia l'intenzione di creare una società dal nulla (entro gennaio dovrebbe essere costituita!), quando nella nostra Regione abbiamo già un'impresa che da anni sta cercando di estendersi anche su rete RFI: le Ferrovie della Calabria hanno abilitato un paio di macchinisti alla condotta di treni a scartamento ordinario, con le famose corse prova di qualche anno fa effettuate con le D752 noleggiate dalla Ferrovia Adriatico Sangritana: sono state percorse tutte le linee ferroviarie calabresi, ed addirittura anche la Tirrenica fino a Napoli Centrale e la Jonica fino a Taranto! Abilitazioni che non sono comunque sfociate in un nulla di fatto, visto che fino a poco tempo fa tali macchinisti conducevano alcuni merci trainati dalle locomotive politensione E483 dell'impresa pugliese GTS, tra lo scalo di S.Ferdinando e Lamezia Terme Centrale, dove venivano sostituiti da quelli "pugliesi". Inoltre se consideriamo che parallelamente alla creazione di CRIL la Regione lavora (o almeno dovrebbe farlo...) per affidare gran parte del trasporto Regionale attualmente gestito da Trenitalia alle Ferrovie della Calabria, ecco che ci ritroveremmo con ben due imprese ferroviarie totalmente separate e quindi con evidenti sprechi.
Perciò, sarebbe stato così difficile dare una spinta alle nostre Ferrovie della Calabria ed affidare a loro entrambi i rami viaggiatori e merci? La stessa cosa più o meno succede già in Lombardia, dove le ex Ferrovie Nord Milano sono attive contemporaneamente sul servizio Regionale con il consorzio Trenord, quello merci con NordCargo e recentemente anche quello a lunga percorrenza, seppur indirettamente, visto che la trazione degli Eurocity DB/OBB è affidata all'impresa lombarda...
Un altro problema da non sottovalutare è la recente grave crisi che sta colpendo il Porto di Gioia Tauro: in pochi anni, complice anche la crisi economica globale, i traffici in entrata ed uscita sono crollati: per farsi un'idea, basta trascorrere una giornata in una delle stazioni della linea Tirrenica Sud, e si noterà che il numero di treni merci è molto limitato, non più di 2 o massimo 3 coppie al giorno, considerando anche che alcuni treni sono semplicemente trasferimenti dei carri vuoti... . E come dimenticare l'impresa Rail Traction Company, che effettuava alcuni merci tra S.Ferdinando e Nola Interporto, "fuggita a gambe levate" a causa delle pessime condizioni del raccordo verso la stazione di Rosarno (all'epoca costruito addirittura a doppio binario), percorribile a non più di 10 km/h, e gravi problematiche, che preferiamo non approfondire, con il personale locale? Un'altra domanda scottante, anche se non direttamente collegata alla questione "CRIL", è la seguente: come mai nel giro di cinquanta chilometri ritroviamo in servizio lo scalo merci di Lamezia Terme Centrale e quello di San Ferdinando, mentre in tutto il resto della Calabria non ne è rimasto neanche uno? Troviamo decisamente assurda una scelta simile, diventata ancora più incomprensibile dopo la chiusura degli scali merci di Crotone e Cosenza qualche anno fa...
Intanto a pochi chilometri da un porto quasi in rovina sul quale vengono "macinati" progetti fantascientifici, le ben note ferrovie Gioia Tauro - Cinquefrondi e Gioia Tauro - Sinopoli versano in stato di abbandono totale...ma si sa, per riaprire quelle i soldi pubblici, comunitari, regionali, provinciali, dei centri sociali o della parrocchia non si trovavano in nessun modo a causa della crisi...invece per la "CRIL", sigla che chissà se vedremo mai su una locomotiva o su un carro, novecento milioni sono spuntati immediatamente.
Siamo malpensanti?

La E483 052 dell'impresa pugliese GTS ripresa da Pasqualino Placanica in sosta a Lamezia Terme Centrale, nel marzo del 2010.



