I contenuti di Ferrovie in Calabria sono a disposizione di tutti, ma a condizione che, se sfruttati, siano accompagnati dall'indicazione della fonte (blog o autore dei testi/fotografie). Tutto il materiale ivi pubblicato è protetto da Copyright, perciò per evitare situazioni incresciose vi preghiamo di seguire questa piccola regola. Buon Viaggio!

• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui
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26 set 2014

Sardegna chiama Calabria: "helptreninoverde" intervista Giuseppe Pedà


Nella giornata di ieri è stata pubblicata sul blog Helptreninoverde, una piccola intervista al Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà. Il sito, dedicato al Trenino Verde della Sardegna è gestito da un gruppo di ragazzi appassionati e ferrovieri, con i quali da tempo noi di Ferrovie in Calabria siamo in contatto per scambi... "ferro-interculturali"!
Sono ovviamente molte le analogie che legano le linee a scartamento ridotto sarde, oggi gestite dall'ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti), con quelle calabresi di Ferrovie della Calabria: entrambe le reti a 950 mm hanno avuto (ed hanno ancora oggi, nonostante siano ormai ridotte di estensione) l'importante funzione di avvicinare i tanti piccoli e medi centri dell'entroterra collinare e montagnoso, che inevitabilmente avrebbero rischiato lo spopolamento se non collegati con mezzi di trasporto, con quelli più importanti situati sulle coste o in prossimità di esse, dove si trovano scuole, uffici ed in generale poli di attrazione. Grandi analogie sono esistite, ed esistono, anche per quanto riguarda il materiale rotabile: entrambe le reti hanno per esempio posseduto le mitiche "Emmine", le famose automotrici a due assi monodirezionali, così come al giorno d'oggi possiedono automotrici a carrelli esteticamente molto simili (ADe 90 diesel elettrica, costruzione Breda per le Ferrovie della Sardegna - ARST, ed M4 FIAT, trasmissione diesel-meccanica per le Ferrovie della Calabria).
Purtroppo le due aziende condividono anche le difficoltà finanziare e di gestione, pur tentando negli ultimi periodi, di superarle con interventi straordinari...e tanta passione: l'eccellente servizio turistico del "Trenino Verde", effettuato sia con automotrici che con composizioni di vetture + locomotiva a vapore o diesel, attraversando luoghi dell'entroterra sardo paesaggisticamente unici al mondo, da alcuni mesi vive un momento di forte incertezza per quanto riguarda le prospettive di mantenimento future.
In Calabria, l'analogo servizio turistico interessava l'altopiano silano, da Camigliatello a San Nicola Silvana Mansio, con proseguimento verso San Giovanni in Fiore: ormai dal 2009 la tratta non viene più percorsa dai treni storici, inizialmente effettuati con la vaporiera 353 (ed in precedenza anche con le locomotive 403 e 504, da anni in attesa di revisione) e le quattro vetture storiche, negli ultimi periodi trainate dal locomotore diesel Lm4 600, a causa dello stop della locomotiva a vapore per revisione.
Come ben noto, il ritorno della 353 non è però coinciso con il ritorno dei treni speciali in Sila, per varie motivazioni: in ogni caso, dal 2013 sono stati effettuati alcuni treni speciali tra Cosenza e Rogliano (di cui due organizzati da Ferrovie in Calabria), evitando così il fermo totale di una locomotiva appena rimessa a nuovo. Sempre tra Cosenza e Rogliano, si proseguirà sicuramente nei prossimi mesi con l'effettuazione di treni "spot", ma per quanto riguarda la Sila, la soluzione scelta da Ferrovie della Calabria, è stata quella del lancio di un bando di gara europeo, che mira ad affidare la gestione dei treni storici ad un tour operator. Ferrovie della Calabria, quindi, si occuperebbe esclusivamente della manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria, e chiaramente dell'effettuazione e della circolazione dei treni, "esternalizzando" organizzazione dei servizi e marketing, al tour operator che si aggiudicherebbe la gara d'appalto.
Un progetto che è piaciuto in Sardegna, e che se applicato anche per il Trenino Verde, potrebbe rappresentare una via per garantire un mantenimento a lungo termine (e perchè no, anche un potenziamento ed un'estensione su nuove tratte) per il bellissimo servizio ferroviario turistico sardo.

Fotografia tratta da http://helptreninoverde.wordpress.com/

Da qui nasce l'idea degli amici sardi, di intervistare il Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà. Di seguito, riportiamo integralmente quanto pubblicato su "Helptreninoverde":

Presidente Pedà, con il suo operato, unito a quello della dirigenza aziendale di Ferrovie della Calabria e all’impegno dei dipendenti, che risultati sta ottenendo e quali obiettivi si è prefissato di raggiungere? 
Considero il rinnovato impegno di unità e collaborazione tra tutti i dipendenti delle ferrovie il traguardo più importante da me raggiunto durante quest’anno di presidenza del Cda delle Ferrovie della Calabria. Siamo riusciti a creare un nuovo senso di appartenenza alle Ferrovie, e questo ha dato nuovo respiro a una realtà che, non possiamo negarlo, ha vissuto in passato momenti difficili. Siamo riusciti a superare le difficoltà anche grazie al fondamentale aiuto della Regione Calabria, che oggi è proprietario e socio unico dell’azienda, diventando partner e collaboratore indispensabile in alcune delle scelte strategiche determinanti. E che ha fatto sì che rimanesse intatto il patrimonio di esperienza e di know-how delle Ferrovie. È grazie a questa ricchezza che siamo riusciti a portare avanti dei progetti importanti: la riapertura della linea ferroviaria Gioia Tauro-Palmi, che era stata chiusa nel 2010, il progetto per la metropolitana leggera Catanzaro-Cosenza e, non ultimo, il bando per il Treno del Parco della Sila. 

Nel caso specifico del Trenino della Sila, da dove deriva l’idea di appaltare la gestione, vendita e pubblicizzazione del servizio? 
Quello del Treno del Parco è uno dei nostri progetti più importanti. L’idea è nata dalla consapevolezza che un servizio come quello del treno a vapore, per la sua importante valenza turistica, ha bisogno di essere promosso in maniera professionale: se è vero che le Ferrovie hanno l’esperienza per far sì che la tratta venga riaperta, vogliamo che la promozione, la gestione e l’organizzazione dei viaggi venga affidata a chi di turismo si occupa per mestiere. Il treno risale agli anni Venti, e il fatto che ancora oggi funzioni è certamente merito delle maestranze di Fercal, ma anche della volontà dell’attuale management di non dimenticare quella che è la storia delle Ferrovie
. 
Ci può riassumere a grandi linee i punti principali che riguardano il bando europeo di Ferrovie della Calabria? 
Il bando ci è sembrato il mezzo più efficace per dare un’opportunità agli operatori economici che vorranno investire nella nostra regione. La durata del servizio dato in appalto è prevista per 3 anni, per una cifra totale di 768mila €, prevedendo cento treni all’anno. La tratta che verrà riaperta è quella che collega Moccone e San Nicola Silvana Mansio, dove c’è la stazione a scartamento ridotto più alta d’Europa, a quota 1405 metri. È un’operazione win-win: per noi sarà un modo per valorizzare, in modo economicamente sostenibile, una delle nostre risorse più preziose. Per il mercato sarà un’opportunità unica di fare business in Calabria, con un servizio dal forte impatto economico, che aprirà certamente le opportunità a un indotto su tutto il territorio. 

Conosce il nostro Trenino Verde della Sardegna, che ha tra l’altro molte analogie storiche e tecniche, e non di meno paesaggistiche, con il vostro “Treno del Parco” silano? 
Lo conosco bene, proprio perché sono molte le somiglianze che legano le nostre locomotive e la bellezza dei paesaggi che permettono di attraversare. Dopotutto non dimentichiamo che Ferrovie della Calabria e Arst gestiscono un importante patrimonio, le ferrovie a scartamento ridotto che in passato sono servite a collegare territori che sarebbero altrimenti rimasti isolati. I nostri treni turistici sono una vera ricchezza per le regioni perché, come ho già sottolineato, aprono le porte a investimenti esterni e alla creazione di strutture di ricezione e accoglienza che non possono che essere positive per tutti. 

Cosa ne pensa di un eventuale futuro gemellaggio tra il vapore a scartamento ridotto sardo e quello calabrese, con la creazione di pacchetti turistici interregionali e scambio di competenze? 
Credo che sia un’ottima idea: dopotutto condividiamo esperienza e volontà di fare! Sono in ottimi rapporti con l’amministratore unico di ARST Giovanni Caria e con il direttore Poledrini, per cui la realizzazione di un gemellaggio non è così remota. Nel frattempo, una volta tornati a sbuffare in Sila, siete tutti invitati a scoprire la bellezza dei paesaggi montani calabresi sulle nostre carrozze storiche.

Che dire di più? L'Associazione Ferrovie in Calabria non può che concordare con gli amici di "Helptreninoverde", sperando che anche in Sardegna si possa tornare a sbuffare al più presto...o per lo meno, tornare a farlo con certezze sul futuro. Calabria e Sardegna posseggono entrambe inestimabili patrimoni storici, ambientali e culturali, e non di meno di archeologia industriale funzionante. Sarebbe un peccato perdere queste occasioni: auspichiamo anche noi ad un gemellaggio tra le due regioni e le due aziende, magari da estendere in futuro agli altri "scartamenti ridotti" del Sud Italia e delle Isole, vale a dire la rete di Ferrovie Appulo Lucane, a cavallo tra Puglia e Basilicata, e quella siciliana della Circumetnea...e magari chissà, protendendo anche uno sguardo alla mitica Castelvetrano - Porto Empedocle, linea a scartamento ridotto FS, dismessa il 1° gennaio 1986, ed oggi oggetto di discussione e proposte di ripristino, anche grazie a tanti appassionati locali (e non solo). Quelle ferrovie che un secolo fa liberarono il sud dall'isolamento, oggi possono tornare di primaria importanza per rilanciare le economie delle nostre bellissime terre: Ferrovie in Calabria ci crede.
La FCL 353 ripresa a Pedace, in testa al treno speciale Cosenza - Rogliano e ritorno, effettuato lo scorso 3 agosto.

15 lug 2014

Ferrovia Silana a vapore (e non solo): cosa bolle in pentola...o meglio, in caldaia!

15 luglio 2014: una data che probabilmente ricorderemo negli annali storici della ferrovia Cosenza - Pedace - San Giovanni in Fiore.
Si è tenuto stamane, presso la sede della Comunità Montana della Presila, a Spezzano Piccolo, un importante incontro-dibattito, promosso dall'attivissimo parroco di San Giovanni in Fiore Don Emilio Salatino, al quale hanno preso parte le dirigenze di Ferrovie della Calabria (nello specifico il Presidente Giuseppe Pedà ed il Direttore dell'Esercizio Santo Marazzita), rappresentanti dell'Ente Parco della Sila, dei Giovani Democratici del territorio della Presila, del GAL e sindaci dei comuni attraversati da una delle linee ferroviarie più amate e famose in Italia ed in Europa. 
Tema dell'iniziativa, il futuro della ferrovia Silana, al momento interamente sospesa all'esercizio ferroviario, alla luce della pubblicazione del bando di gara di Ferrovie della Calabria, per l'affidamento del servizio turistico a vapore sul tratto Moccone - Camigliatello - S.Nicola Silvana Mansio...con possibilità di estensione dei "viaggi storici" fino San Giovanni in Fiore. 
In questa occasione, non poteva mancare, ovviamente, una rappresentanza di Ferrovie in Calabria.
Siamo stati onorati di partecipare ad un evento interamente organizzato da Don Emilio Salatino (che tra l'altro si è aggiunto alla schiera di associati di Ferrovie in Calabria, ed al quale diamo il benvenuto nella nostra associazione!), fondatore del Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana: l'attivismo del Parroco di San Giovanni in Fiore, che da anni si batte per il ripristino del servizio ferroviario, al minimo turistico, sulla ferrovia silana, riteniamo debba essere un spunto per il rilancio di tante altre realtà calabresi, non solo ferroviarie. Non con lo sconforto e con la semplice "lamentela", in Calabria risolveremo i nostri problemi, e Don Emilio lo ha dimostrato, con la sua capacità di risvegliare gli animi intorpiditi di sindaci ed associazioni del territorio silano, che oggi, all'unanimità, hanno dimostrato un rinnovato interesse nella riattivazione della linea ferroviaria a scartamento ridotto. Una spinta in più, è stata data con la diffusione della raccolta firme, lanciata dal Comitato di Don Emilio Salatino, atta a modificare la delibera regionale n.124 del 8/04/2014, che prevede la dismissione immediata della tratta a scartamento ridotto più alta d'Europa, da San Nicola/Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore.

Intervento del Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, durante la tavola rotonda di stamane.
Dal canto suo, l'altrettanto attivissimo Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, presenza costante di tutti gli incontri promossi dal territorio, ha ribadito l'interesse dell'azienda nel sostenere la modifica della delibera n.124, e nel promuovere un progetto di coinvolgimento degli addetti di Calabria Verde (ex-forestali AFOR), per le iniziali operazioni di disboscamento della sede ferroviaria. In questi ultimi anni di abbandono, infatti, il rilevato ferroviario è stato praticamente invaso da ogni tipo di vegetazione, in alcuni casi anche di alto fusto (o futuro tale), che potrebbe in un immediato futuro provocare notevoli danni al sedime.
Per quanto riguarda il tema "treno a vapore", si è discusso dell'opera promozionale di Ferrovie della Calabria, fortemente sostenuta dal Presidente Pedà, in collaborazione con l'Associazione Ferrovie in Calabria, lanciata lo scorso 2 marzo in occasione della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, che si ripeterà il prossimo 3 agosto con l'iniziativa "Ritorniamo a sbuffare", sul tratto Cosenza - Rogliano, dove tornerà appunto a "sbuffare" la bellissima vaporiera FCL 353 in testa a tre vetture storiche a terrazzini Carminati & Toselli. In occasione dell'evento di stamane, infatti, abbiamo diffuso le primissime locandine ai presenti.
Ma non ci fermiamo qui: quest'oggi ci siamo uniti ad una proposta di Don Emilio Salatino, condivisa da tutti i sindaci presenti e dai rappresentanti degli enti locali, che mira a riportare il treno a vapore sulla ferrovia silana, in tempi relativamente brevi. Per adesso, ovviamente, non a San Giovanni in Fiore, nè a Camigliatello: si tratterebbe di un treno da Cosenza a Spezzano della Sila con proseguimento per San Pietro in Guarano. Un treno per dare un segnale di reale interesse nella riattivazione del servizio, ma soprattutto per dimostrare non solo alla Calabria, ma al resto d'Italia e quindi agli eventuali tour operator che potrebbero partecipare al bando di gara indetto da Ferrovie della Calabria, quali siano le reali potenzialità economiche e di sviluppo territoriale, legate al servizio ferroviario a vapore, immerso un contesto paesaggistico e culturale di rara bellezza.
Una delle prime locandine dell'evento "Torniamo a sbuffare" che si terrà il prossimo 3 agosto, in posa sull'indiscussa protagonista della giornata, la vaporiera FCL 353!

L'Associazione Ferrovie in Calabria ha proposto al Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana, la creazione di un protocollo di intesa (mezzo politicamente molto incisivo, che stiamo portando avanti al comune di Soverato, per quanto riguarda le problematiche legate alla ferrovia Jonica) tra i sindaci dei comuni interessati e gli enti locali, da allegare alla proposta dettagliata del treno speciale, che studieremo in tempi brevi. 
Ma come abbiamo lasciato intendere nel titolo di questo articolo, non si è parlato di solo vapore e treni storici. Prima di concludere l'incontro, infatti, si è riflettuto sulle problematiche legate al TPL, anche a seguito di alcuni spunti lanciati da noi di Ferrovie in Calabria, e condivisi da Don Emilio. Anche nel territorio silano, gli sperperi di denaro legati alle sovrapposizioni tra più vettori di trasporto pubblico locale su gomma, sono all'ordine del giorno. 
Senza voler lanciare alcuna critica sterile, si è fatto notare come il servizio su gomma gestito dall'Amaco, l'azienda di trasporto pubblico urbano di Cosenza, che collega il capoluogo di provincia con tutti i centri abitati fino a Spezzano della Sila, precedentemente serviti dalla ferrovia, risulti tutto sommato peggiore rispetto a quello offerto fino al 2009 dal treno! I tempi di percorrenza del bus, tra l'altro non adeguato a percorsi extraurbani, infatti, si aggirano attorno ai 30 minuti, senza considerare eventuale traffico stradale e pericoli derivanti da neve e ghiaccio nei mesi invernali. Il treno, strutturato con orari adeguati alle necessità dell'utenza, da Cosenza Centro a Spezzano della Sila, con la linea ferroviaria in condizioni ottimali, potrebbe addirittura prevedere tempi di percorrenza leggermente inferiori, senza dimenticare la garanzia di maggiori standard di sicurezza anche in situazioni di severo maltempo, che non sono sicuramente rare nel territorio presilano. Soltanto riflessioni, magari anche un po' fantasiose: a spanne, un servizio ferroviario ordinario ben strutturato, sulla tratta iniziale linea silana, potrebbe risultare competitivo sui tempi di percorrenza rispetto ad un bus "capillare", che non percorre quindi la SS 107, almeno fino a San Pietro in Guarano. 
Un servizio costoso? Sicuramente lo è rispetto ad un bus extraurbano. Ma quando addirittura oltre all'Amaco, tre società di autoservizi si sovrappongono sul tratto presilano e sulla trasversale Cosenza - San Giovanni in Fiore - Crotone, con costi complessivi che sarebbe interessante analizzare, ci si chiede come mai non sia possibile da parte della Regione Calabria, tornare a garantire un servizio ordinario minimo su parte della ferrovia silana, affidato a Ferrovie della Calabria, in sostituzione di quello "strano" servizio su gomma urbano/extraurbano, che oggi malamente cerca di coprire il vuoto lasciato dalla soppressione dei treni da Cosenza a Spezzano della Sila. Quante altre aree limitrofe a Cosenza, non servite da alcuna infrastruttura ferroviaria, oggi necessiterebbero di un potenziamento del servizio pubblico su gomma? Riteniamo che la lista sia molto lunga.
Vogliamo far notare, per completezza e per chi non conoscesse i territori, che l'intera area composta dai popolosi centri di Casole, Spezzano e Pedace/Serra Pedace, è dotata di una sorta di "metropolitana" studiata all'inizio del '900, che nel giro di 6 km prevede ben cinque stazioni (Magli, Casole - Trenta, Pedace - Serrapedace, Spezzano Piccolo e Spezzano della Sila). Per quanto "lenta" possa essere la nostra storica linea ferroviaria, il confronto con un bus che serva via strada tutte queste località, costretto a percorrere strade strettissime, tortuose e dai percorsi spesso improbabili per ovvi motivi geomorfologici, difficilmente è favorevole al vettore gommato.
La stazione di Pedace - Serrapedace.
La nostra domanda, perciò, è sempre la stessa, e vale per la ferrovia Jonica, come per la Sila, e come per tante altre realtà calabresi: perchè eliminare il servizio su ferro e sostituirlo con bus, addirittura sovrapposti tra di essi, e dove non c'è alternativa al bus perchè le rotaie non ci sono mai arrivate...il bus non esiste, o esiste in modo frammentario e poco attraente per la collettività? Siamo sicuri che le attuali ed assurde sovrapposizioni di più società di trasporto su gomma, non possano essere eliminate, in modo tale da redistribuire i km/bus verso territori oggi quasi totalmente isolati, e parallelamente restituire alla ferrovia, dove esistente e limitatamente alle tratte appetibili dall'utenza, il suo storico ruolo di centralità nella mobilità dei cittadini?
Non chiediamo, sicuramente, di ripristinare i treni ordinari nell'intero tratto da Cosenza fino a San Giovanni in Fiore: in quel caso, chiaramente, a causa degli elevati tempi di percorrenza complessivi, il servizio non sarebbe sicuramente al passo con i tempi rispetto ad un bus diretto che percorra la SS 107: da Spezzano della Sila fino a San Giovanni in Fiore, l'alternativa da promuovere con ogni forza, unendosi all'operato di Don Emilio Salatino, è quella del servizio turistico, a vapore e perchè no, anche a trazione diesel, che a regime potrebbe assumere addirittura i contorni di una sorta di offerta ordinaria. La ferrovia Silana è un patrimonio da non dilapidare, nella sua totalità, e nelle sue diversità, che spaziano dal servizio turistico all'utilità per i pendolari: oggi, più di ieri, questa infrastruttura può rappresentare un vettore per il rilancio del territorio della Pre-Sila cosentina. 
Non possiamo negare di essere, ancora una volta, più che soddisfatti dall'interesse delle Ferrovie della Calabria, che non dimentichiamo, continuano ad attraversare un periodo finanziariamente non ancora roseo: nonostante ciò, la volontà di ripartire e di rimettersi in gioco, ci viene dimostrata ogni giorno di più, e questo è un importante punto a favore  per la più importante azienda di trasporto pubblico locale regionale. Ma soprattutto, è un punto a favore per la realizzazione del sogno di una ripresa economica della nostra Calabria.

A pranzo con Don Emilio, immancabilmente alla stazione di San Nicola Silvana Mansio, al ristorante "La Locomotiva", costituito all'interno di quattro storici rimorchi RA 3000.

23 giu 2014

Tutti in carrozza: il trenino della Sila sta per ripartire!


Il ritorno dei treni turistici a vapore sulla linea Silana, si avvicina a passi da gigante: proprio pochi giorni fa è stato pubblicato sul totalmente rinnovato sito internet di Ferrovie della Calabria, il bando di gara relativo all'affidamento del servizio ferroviario storico, sul tratto di linea compreso tra Moccone, Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio. Si punta perciò ad una gestione moderna, commerciale e dal sapore anche internazionale, di quello che sarà il futuro "Treno del Parco": il piano economico, che ha avuto dei risultati più che positivi, è stato condotto dalle importanti società di consulenza "Pricewhaterhouse" e "TBridge", ed a nostro parere (anche se l'Associazione Ferrovie in Calabria ancora non annovera economisti tra le proprie fila!), la gara d'appalto potrebbe essere appetibile soprattutto per importanti società estere operanti nel settore del turismo... 
L'attrazione del territorio della Sila, al di là delle indubbie bellezze naturalistiche, aveva negli scorsi anni una marcia in più, data proprio dal treno a vapore: il ritorno della sbuffante vaporiera 353 con le vetture storiche, potrebbe portare ad un circuito virtuoso, che andrebbe a migliorare le condizioni economiche generali dell'area silana, e potenzialmente a creare un volano che attirerebbe, con il passare del tempo, flussi turistici sempre maggiori, e quindi maggiore sviluppo. La Sila, grazie alla notevole spinta di Ferrovie della Calabria, potrebbe diventare, finalmente, una piccola Svizzera calabrese: del resto, non mancano nè i presupposti naturalistici, nè quelli economici. Avrebbero mai immaginato, alla fine degli anni Venti, quando si iniziavano a costruire i primi chilometri della ferrovia Pedace - San Giovanni in Fiore, che nel 2014, quella ferrovia che doveva portare fuori dall'isolamento i piccoli centri silani, sarebbe tornata di primaria necessità per il benessere di un intero territorio? 
Analizzando nello specifico il bando di gara europeo (clicca qui per scaricare tutti i documenti) pubblicato dalla nostra azienda di trasporto regionale, rileviamo e riportiamo i seguenti dati:

Il servizio avrà durata di 36 mesi per un importo complessivo di euro 756.000,00, al netto d’iva. 
Il Soggetto aggiudicatario dovrà corrispondere, sulla base di una previsione di 100 treni/anno con modalità indicate nell’All.1), un corrispettivo annuo a base d’asta in favore di Ferrovie della Calabria srl di Euro 252.000,00, al netto d’iva, da erogare in tre rate trimestrali anticipate e quarta rata a conguaglio sulla base dei treni effettivamente effettuati. Ogni treno aggiuntivo (oltre i 100 previsti nel presente contratto) richiesto dal Soggetto aggiudicatario verrà contabilizzato a parte prevedendo un onere aggiuntivo a carico del Soggetto aggiudicatario pari rispettivamente: 
- ad € 1.500,00 (oltre IVA) per ogni treno in più effettuato oltre i 100 treni programmati; 
- ad € 1.000,00 (oltre IVA) per ogni treno in più effettuato in una stessa giornata in cui è già programmata una effettuazione. 
Tali oneri aggiuntivi saranno conteggiati e fatturati a conguaglio annuale. Si specifica, inoltre, che la composizione dei treni effettuati prevede l’utilizzo di: 
- N. 1 locomotiva a vapore 
- N. 3 carrozze d’epoca 
- N. 1 bagagliaio d’epoca 
per un totale di posti a sedere offerti per ciascun treno pari a 167. Il Soggetto aggiudicatario incasserà e tratterrà direttamente ogni corrispettivo riveniente dalla Vendita dei Viaggi sul Treno del Parco. Inoltre il Soggetto aggiudicatario sarà tenuto a valorizzare opportunamente il patrimonio immobiliare messo a disposizione, in uso esclusivo, provvedendo a tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria sullo stesso, prendendo idonei accordi con Ferrovie della Calabria, e ricevendo autorizzazione per le operazioni effettuate sul patrimonio stesso, in special modo per le operazioni di manutenzione straordinaria.


In particolare il servizio oggetto del presente capitolato, sulla base di una previsione minima di n.100 treni/anno, secondo le specifiche di cui all’allegato 1), consiste nelle seguenti attività: 

− Promozione e pubblicizzazione del Treno del Parco; 
− Commercializzazione e vendita dei titoli di viaggio e delle prenotazioni per i singoli passaggi sul Treno del Parco; 
− Determinazione dei Prezzi dei singoli viaggi col Treno del Parco e delle eventuali offerte speciali o promozionali 
− Esclusiva nell’utilizzo dell’Immagine del Treno del Parco anche a fini promozionali e pubblicitari 
− Esclusiva dell’utilizzo anche a fini commerciali, previa approvazione dell’ente appaltante ai fini della valutazione di compatibilità con il servizio in oggetto, del Fabbicato Viaggiatori e del Magazzino Merci della stazione di Camigliatello Silano comprensivo dell’area a verde presente nella stessa, nonché l’eventuale possibilità di esclusiva su gli altri fabbricati insistenti sulla tratta Moccone – Camigliatello – S. Nicola S.M., ad eccezione, comunque, dei locali da riservare a Ferrovie della Calabria per le esigenze legate all’esercizio ferroviario. 

La FCL 353, protagonista dei treni storici di Ferrovie della Calabria. 

Oltre all'esercizio ferroviario, a Ferrovie della Calabria sarà ovviamente assegnata anche la manutenzione dell'infrastruttura.
All'interno del capitolato, inoltre, è stato specificato che il servizio turistico potrà essere esteso fino a San Giovanni in Fiore, al momento del ripristino della tratta: l'ente o società che si aggiudicherà il bando di gara per il servizio ferroviario, dovrà riconoscere a Ferrovie della Calabria i maggiori costi di effettuazione dei treni fino a S.Giovanni in Fiore, sulla base dei maggiori treni/km effettuati: una vittoria per l'attivissimo Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana, coordinato da Don Emilio Salatino, grande appassionato e parroco di San Giovanni in Fiore, affiancato dal notevole impegno del Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà. 

E proprio il Presidente Pedà, in occasione di un'intervista pubblicata su "Il Quotidiano" lo scorso 20 giugno, ha dichiarato che il rilancio delle Ferrovie della Calabria non si ferma ovviamente al "Treno del Parco", ma a breve verrà pubblicato anche un bando relativo ad uno studio di fattibilità sull'upgrade della tratta ferroviaria Catanzaro - Cosenza, che velocizzata con tempi di percorrenza attorno ai 60 minuti ed integrata con le costruende metropolitane di Catanzaro e Cosenza, diventerebbe un'infrastruttura di primaria importanza per la mobilità della Calabria, interconnettendo i due poli universitari siti nei capoluoghi. Senza dimenticare che a breve verranno avviati i lavori di ripristino della ferrovia Gioia Tauro - Palmi, e costruzione delle relative autostazioni di interscambio gomma-ferro nei due capilinea. La nostra speranza è che le Ferrovie della Calabria possano dare al più presto una spinta positiva al comparto del trasporto pubblico locale calabrese: è chiaro che allo stato attuale, la nostra regione si trova ad un punto morto, tra le centinaia di milioni di Euro di debiti con Trenitalia, e la situazione economica delle varie società private di trasporto pubblico su gomma, non altrettanto rosea. Tutto dipenderà, ovviamente, dalla Regione Calabria, e dalle scelte che verranno prese nell'immediato futuro. Scelte che non possono più essere rimandate, forse in un certo senso anche "dure", ma che dovranno traghettare l'intero territorio verso un sistema di mobilità moderno e funzionale, dove la ferrovia dovrà essere protagonista, affiancata ed integrata dal trasporto su gomma, e non più sostituita da quest'ultimo, come avvenuto per ormai troppo tempo...con i disastrosi risultati che ogni giorno sono argomento di discussione.
Perciò, un "buona fortuna" a Ferrovie della Calabria ed al giovane ed energico Presidente Giuseppe Pedà, lo auguriamo di cuore: l'Associazione Ferrovie in Calabria continuerà a donare tutto il supporto possibile da parte di una realtà associativa, con impegno, costanza ed ovviamente tanta passione. La stessa che, finalmente, si respira anche all'interno della più grande azienda di trasporto pubblico calabrese.

Concludiamo il post con un annuncio che decine di appassionati, e non solo, attendevano ormai dallo scorso marzo: sì, l'Associazione Ferrovie in Calabria, assieme alle Ferrovie della Calabria, tornerà a sbuffare...e lo farà tra poco più di un mese! Il prossimo treno speciale con la vaporiera 353 e le vetture storiche, si terrà domenica 3 agosto, sulla tratta Cosenza - Rogliano. Abbiamo intitolato l'evento "Torniamo a Sbuffare", ricollegandoci allo striscione "Ritorneremo a sbuffare", che da anni campeggia alla stazione di Camigliatello Silano, ed ovviamente, al ritorno del treno a vapore dopo la bellissima esperienza dello scorso 2 marzo: il treno del prossimo 3 agosto, sarà inoltre di annuncio per il "Treno del Parco". Nei prossimi giorni comunicheremo nello specifico il programma della giornata ed il costo dei biglietti: continuate a seguirci!

16 mag 2014

Ferrovia Silana: prospettive e proposte


Una certezza sicuramente c'è: della ferrovia silana Cosenza - Pedace - Camigliatello - San Giovanni in Fiore, se ne parla. Ed anche tanto, quasi più di quando il servizio turistico era la norma, ed in parte era ancora percorsa da servizi ferroviari ordinari.
Indubbiamente uno dei maggiori meriti, proviene dal neo costituito "Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana", presieduto da Don Emilio Salatino, parroco di San Giovanni in Fiore. 
E' chiaro che la presenza di persone amanti del trasporto su rotaia (residenti ed attive nell'area silana), e che hanno a cuore le sorti di una delle ferrovie più belle d'Italia, sia fondamentale per la buona riuscita dell'opera di sensibilizzazione principalmente politica. La conoscenza diretta delle problematiche territoriali, che siano economiche o sociali, infatti non può sicuramente appartenere a chi, per motivi principalmente geografici, oltre che di lavoro e studio, risiede a grande distanza da un territorio che, purtroppo, risulta di difficile raggiungibilità anche dal resto della Calabria! 
La costituzione del Comitato per la Salvaguardia della ferrovia Silana risulta essere stata perciò un passo fondamentale per la tutela della nostra amata ferrovia di montagna, anche in seguito alla chiara impossibilità da parte della nostra Associazione di garantire una presenza e un'attività costanti e soprattutto dedicate unicamente alla questione 'Ferrosilana', conseguentemente ai tanti impegni associativi che quotidianamente riguardano i pochi membri di 'Ferrovie in Calabria' relativamente alle questioni ferroviarie di tutta la Regione Calabria, che siano regionali, a lunga percorrenza o turistiche! (ricordiamo che siamo stati proprio noi a promuovere ed avviare il ritorno dei treni speciali sulla rete delle Ferrovie della Calabria!)
Nonostante questo, anche la nostra piccola Associazione ha provato a dare il suo contributo a favore della salvaguardia della Ferrovia della Sila, impegnandosi direttamente con l'Assessorato ai Trasporti della Regione Calabria, immediatamente dopo la pubblicazione, per la modifica della D.G.R. n. 380/2013, che prevedeva la sdemanializzazione della ferrovia Silana, sul tratto da Camigliatello a San Giovanni in Fiore e proponendo quanto meno il prolungamento del tratto 'protetto' fino a San Nicola Silvana Mansio, stazioncina nel cuore della Sila classicamente utilizzata come termine corsa dei treni turistici delle Ferrovie della Calabria negli ultimi anni di attività del servizio turistico silano (ne abbiamo parlato qui). Ci piace pensare perciò che il primo traguardo recentemente raggiunto, seppur ancora minimo, di limitare la "dismissione" al tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore (vedi pagina 7 del documento) possa essere stato anche frutto del nostro lavoro, oltre ovviamente che di quello più costante ed 'agguerrito' del Comitato di Don Emilio.
Dismissione che si spera possa essere evitata sull'intera tratta fino a San Giovanni in Fiore, ma che anche in caso di decisione irreversibile, ricordiamo che non significherebbe automaticamente uno smantellamento della tratta ferroviaria interessata e quindi l'addio al servizio turistico.

La mitica FCL 353 in sosta al deposito di Cosenza Vaglio Lise, in attesa di essere manovrata dal piccolo locomotore Lm2 753.
Prima di approfondire la nostra proposta, una premessa è d'obbligo. Un servizio ferroviario turistico 'ordinario', sul tratto Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio e viceversa, all'occhio dell'appassionato, potrebbe apparire come una sorta di "giostra" fine a se stessa, su un tratto tutto sommato breve (12 km circa): un progetto che potrebbe quasi apparire come di facciata, senza un ampio respiro.
In realtà, la verità è molto semplicemente un'altra, ed è sempre la ben nota questione economica! 
I costi di effettuazione di un'andata e ritorno con treno a vapore, non sono certamente irrisori, specialmente in estate, quando si rende necessario il supporto di un convoglio anti-incendio: sicuramente sono molto minori rispetto ad un'analoga iniziativa su rete RFI con materiale rotabile storico di Trenitalia, ma pur sempre non trascurabili. La tratta Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio, abbastanza favorevole dal punto di vista plano-altimetrico, fortemente attrattiva a livello paesaggistico, oltre che interessata dai flussi turistici gravitanti attorno Camigliatello, permette infatti di mantenere un servizio ferroviario turistico poco costoso, e soprattutto quasi ordinario, con corse fisse aperte al pubblico, e non solo riservate e su richiesta da parte di gruppi ed associazioni. 
Ma attenzione: poco costoso sì per l'azienda, ma automaticamente (e principalmente!) poco costoso anche per coloro che andranno a viaggiare a bordo del trenino a vapore! Superare i 25 o addirittura i 30 euro a persona, nonostante l'emozione di un'esperienza unica, immersi in un bellissimo contorno paesaggistico e culturale, potrebbe portare ad una scarsa frequentazione dei treni storici trainati dalla sbuffante vaporiera 353, con immediato fallimento dell'iniziativa. Il breve tratto Camigliatello - San Nicola, consente di mantenere costi accessibili principalmente per i potenziali utenti, portando così ad un successo certo del progetto. Non a caso è quello che già accadeva fino a qualche anno fa.
Eventi promozionali a parte, un treno speciale a vapore da Cosenza a Rogliano (23 km), o da San Nicola Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore (17 km), considerando inoltre che in entrambi i tratti sono presenti non poche livellette (che quindi porterebbero a maggiori consumi), inizierebbe perciò ad essere insostenibile se si dovesse pretendere di coprire i costi interamente con le quote dei partecipanti... a meno che non ci si rivolga a comitive estere o a grandi associazioni, più propense a spendere cifre anche superiori a 30€ a persona per il solo viaggio in treno, rispetto ad un italiano o peggio ancora un calabrese, che ha ancora il suo bel da fare per fronteggiare la crisi economica.
L'unica possibilità, che secondo il punto di vista di Ferrovie in Calabria non va assolutamente sottovalutata, per poter garantire il mantenimento di un servizio turistico ordinario o, più realisticamente, con treni speciali dedicati (nello specifico a San Giovanni in Fiore, ma vale anche per la tratta Cosenza - Rogliano), è quella di richiedere un aiuto economico ad enti pubblici e/o privati. E' chiaro che uno sponsor disposto a contribuire alle spese di gestione dei treni storici, consentirebbe un abbassamento dei costi gravanti su ogni partecipante al convoglio, aumentando così le possibilità di successo di tali iniziative. Esempio: riportare i treni a vapore a San Giovanni in Fiore, porterebbe ad un risultato positivo immediato sui flussi turistici e quindi sull'economia della città. Perchè, allora, lo stesso Comune non dovrebbe contribuire economicamente alla realizzazione di questa iniziativa, se ha a cuore il futuro turistico, demografico e delle attività commerciali del proprio territorio?
A livello infrastrutturale, invece, a seguito della sdemanializzazione, si potrebbe pensare di investire parte del ricavato del servizio turistico Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio, per intervenire sul risanamento della sede ferroviaria: per fortuna, nel tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore, oltre ai sicuramente notevoli interventi di disboscamento e recupero dell'infrastruttura, non dovrebbero essere necessari importanti (e costosi) lavori di ricostruzione rilevati o opere d'arte.
Sopralluogo di Don Emilio Salatino, sul punto in cui è avvenuto lo smottamento della sede ferroviaria, nei pressi di Fondente.
In occasione dell'incontro tra Comitato, Ente Parco, Ferrovie della Calabria, Regione Calabria e comune di S.Giovanni in Fiore, tenutosi lo scorso 13 maggio, da parte del consigliere regionale Fausto Orsomarso è giunta anche un'ulteriore proposta relativa al recupero di finanziamenti per il ripristino della ferrovia fino a San Giovanni in Fiore (da Camigliatello a S.Nicola Silvana Mansio, si parla di una spesa relativamente contenuta, stimata in alcune centinaia di migliaia di €, in ogni caso al momento non ancora disponibili). La via proposta da Orsomarso sarebbe quella relativa all'utilizzo di fondi europei per la mobilità: un'idea validissima, indubbiamente, ma che - facciamo notare senza mezzi termini - in Calabria viene "riciclata" da anni, in ogni campo, senza però alcun risultato. L'utilizzo di fondi europei può potenzialmente cambiare il volto e l'economia di una regione o di determinate aree di essa, ma ha bisogno di impegno, costanza e soprattutto di figure capaci di stilare progetti ed attrarre questi fondi comunitari, che puntualmente vengono perduti dalla nostra regione.
Le proposte e le possibilità, perciò, non mancano di certo: la sdemanializzazione riteniamo che non vada considerata automaticamente come una "promessa di smantellamento" della ferrovia. Lo smantellamento e l'abbandono alla speculazione lo si rischia solo perdendo le speranze: le intenzioni di Ferrovie della Calabria riteniamo siano più che positive, ma come scritto qualche rigo più in alto, non si può prescindere, purtroppo, dallo scontrarsi con le questioni economiche. L'Associazione Ferrovie in Calabria rinnova la propria disponibilità alla collaborazione con il Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana, visto che i fini delle due associazioni sono i medesimi, ribadendo che soltanto chi opera a livello locale può spronare la istituzioni e la comunità, facendo comprendere l'importanza economica e sociale di una simile infrastruttura. 
Istantanea dell'incontro dello scorso 13 maggio, tra Ferrovie della Calabria, Comitato per la salvaguardia della Ferrovia Silana, Comune di S.Giovanni in Fiore ed Ente Parco.

4 mar 2014

2 marzo 2014: con Ferrovie della Calabria si torna a viaggiare...nel tempo!



Scrivere un articolo su un qualsiasi argomento, non di meno quello ferroviario, non è mai semplice: è sempre necessario prima di tutto trovare un compromesso tra la "pesantezza" delle descrizioni estremamente tecniche e dettagliate e l'eccessiva sintesi, che rischierebbe di svuotare troppo il tema trattato. Ma in alcuni casi si aggiunge un'ulteriore difficoltà: quella relativa all'espressione di sentimenti ed emozioni. 
Proprio come in questa occasione: forse difficilmente riusciremo a comunicare le sensazioni a dir poco magiche vissute da coloro che nella giornata di domenica hanno partecipato al primo treno storico organizzato dall'Associazione Ferrovie in Calabria! In ogni caso, ce la metteremo tutta, per trasmettere quello che speriamo sempre più calabresi (e non solo...) possano in futuro provare di persona, a bordo delle bellissime vetture a terrazzini delle Ferrovie della Calabria trainate dall'altrettanto affascinante vaporiera 353! 
Dopo "soli" nove mesi di sosta, infatti, la storica Borsig FCL 353 è tornata a sbuffare lungo la tratta Cosenza - Rogliano, sullo stesso itinerario del treno fotografico dello scorso 16 giugno 2013, organizzato dall'appassionato e fotografo ferroviario svizzero Hansjuerg Rohrer. 
Questa volta, però, non si trattava di un treno organizzato e riservato a "pochi eletti", per quanto ovviamente speriamo che possa intensificarsi anche questa tipologia di iniziative, ma ha segnato il ritorno in grande stile del servizio turistico su rotaia di Ferrovie della Calabria dopo un'assenza di circa cinque anni. Ma non solo: con un po' di orgoglio, vogliamo sottolineare come questo sia stato il primo evento di  rilievo nazionale dell'Associazione Ferrovie in Calabria, entità che come ricordiamo esiste giuridicamente da poco più di un anno! Un anno assolutamente intenso, costellato da tantissime iniziative di varia tipologia (dalle mostre fotografiche anche in ambito RFI, alla partecipazione ed all'organizzazione di convegni dedicati alla sensibilizzazione verso il trasporto ferroviario nella nostra Calabria), ma che probabilmente mai avremmo immaginato concludersi con un evento che richiede un altissimo impegno organizzativo, come appunto un treno storico. 
Ovviamente il supporto e soprattutto la volontà dell'azienda di trasporto regionale, che proprio in questi mesi esce vittoriosa da un lungo periodo di crisi finanziaria, è stato il motore principale che ha permesso la realizzazione dell'evento, speriamo il primo di una lunga serie, che nell'immediato futuro interesserà anche la tratta silana, tra Moccone, Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio.
E' bastato un mese di organizzazione per provocare un vero e proprio "assalto al treno", con prenotazioni andate a ruba fin dai primi giorni, nonostante la pubblicizzazione non intensiva (esclusivamente sule pagine facebook e sul blog di Ferrovie in Calabria) e la totale assenza dei media, al punto che dopo poco più di una settimana si è reso necessario il ripristino delle condizioni estetiche e funzionali di base di una seconda vettura a carrelli (la CMR 3005), da tempo ferma in deposito a Cosenza Vaglio Lise. Un aumento di 48 posti  a sedere, in ogni caso quasi trascurabile, vista la mole di richieste di partecipazione: neanche a dirlo, dopo meno di una settimana, anche la seconda vettura era completamente occupata. 
Nello specifico, il treno del "Viaggio nel Tempo", così come abbiamo intitolato l'iniziativa legata alla 7° Giornata delle Ferrovie Dimenticate, quest'anno tenutasi appunto il 2 marzo, era composto da tre carrozze: da Cosenza a Rogliano, subito dietro la 353, trovavamo in composizione la vettura a due assi mista bagliaglio/posti a sedere CDU 3513 (21 posti), la carrozza con posti a sedere CMR 3005 (48 posti), e la CMR 3106 (50 posti), per un totale di 119 viaggiatori provenienti da tutta la Calabria, ma in gran numero anche da Sicilia, Campania, Puglia, Lazio, Marche ed Umbria, senza dimenticare la partecipazione di alcuni appassionati olandesi, anche se soltanto fotografica, con inseguimento del convoglio in auto ed appostamenti in linea. 
La 353 in sosta sul piazzale delle officine di Vaglio Lise, in attesa di attestarsi al convoglio speciale.
La M4 406 manovra le tre carrozze dal deposito alla stazione...
La robusta composizione trainata dalla sbuffante 353, precedentemente manovrata dal deposito con la M4 406, già in stazione a Vaglio Lise ha attratto un notevole numero di curiosi, lasciando l'impianto comune con RFI poco prima delle 10: è seguita la fermata a Cosenza Centro, per permettere la salita di alcuni partecipanti che hanno preferito la stazione cittadina per la partenza. Anche in questo caso la folla di curiosi non è mancata, improvvisando fotografie e riprese video al convoglio, con mezzi di fortuna. Sosta di circa 10 minuti, e si riparte a tutto vapore in un tripudio di fischi, come a voler annunciare alla città di Cosenza, che dall'alto osservava il transito del bellissimo convoglio sul famoso ponte in ferro sul fiume Crati, il ritorno di una veterana che da quasi un secolo percorre i binari a scartamento ridotto del catanzarese e del cosentino: uno dei momenti più emozionanti, a pochi minuti dalla partenza. La seconda fermata prevista era Pedace ma, per la lubrificazione di una boccola della vaporiera un po' dispettosa, per qualche minuto si è stati fermi anche a Cosenza Casali e Bosco, con grande gioia dei viaggiatori presenti a bordo del treno, che ne hanno approfittato per scattare fotografie alla locomotiva ed al convoglio. In quest'ultima fermata, una sorpresa "made in Ferrovie in Calabria", sono stati posizionati sulle rotaie alcuni vecchi petardi di segnalazione FS, ormai caduti in disuso, sonoramente esplosi al transito degli assi della 353! 

La 353 a Cosenza Vaglio Lise, già attestata al convoglio.
Cosenza Centro: in sosta.
Fermata tecnica a Bosco.
Alle 10.40 circa si arriva a Pedace: una bandiera con stendardo borbonico inizia a sventolare tra le decine di partecipanti. Dopo aver osservato la procedura di rifornimento idrico della vaporiera, ci si avvia a piedi per una breve escursione sulla tratta attualmente sospesa all'esercizio, diretta a San Giovanni in Fiore, che si dirama appunto da Pedace. A causa dei tempi stretti, provocati dal prolungarsi delle operazioni di bigliettazione ed assegnazione dei posti a Cosenza Vaglio Lise e Cosenza Centro e alle soste tecniche aggiuntive, il percorso a piedi sui binari viene ridotto, raggiungendo il punto in cui risulta visibile, qualche centinaio di metri più in basso, la stessa stazione di Pedace da cui siamo partiti. Magie ingegneristiche delle Calabro - Lucane... 
Arrivati a Pedace: invasione! I partecipanti si apprestano ad avviarsi all'escursione sul tracciato della linea per San Giovanni in Fiore, guidati dai membri di Ferrovie in Calabria.
Durante l'escursione.
A Pedace la 353 viene sganciata e fatta avanzare di qualche decina di metri, per permettere il rifornimento idrico.
Poco dopo mezzogiorno si risale a bordo delle tre vetture: si riparte alla volta di Rogliano! Anche in questo caso le necessarie soste tecniche sono state effettuate ad Aprigliano, prima della notevole salita presente subito dopo la stazione, ed in seguito a Piane Crati e Piano Lago. 

 In viaggio a bordo della CMR 3106!
Fermata tecnica a Piane Crati.
Poco dopo le 13.30 il festoso convoglio termina la corsa a Rogliano: a questo punto la folta comitiva si "divide" per il pranzo, con un gruppo destinato ad un'eccezionale trattoria tipica nel centro storico, ed un secondo gruppo rimasto in stazione, con pranzo a sacco o partecipazione all'abbondante buffet "sociale", preparato da un'impresa di catering del posto. Encomiabile l'iniziativa del Capostazione di Rogliano, che attraverso l'impianto di annunci di stazione, ha dato il benvenuto alla comitiva, ed ha descritto le operazioni di giratura della vaporiera (all'interno della sala d'attesa è stato anche allestito un banchetto per promozione dei famosi vini locali). E proprio la giratura della 353 sulla piattaforma di Rogliano (conclusasi con un applauso!), è stata un'attrazione fatale per quasi tutti i partecipanti al treno, appassionati e non. Dopo le manovre per riattestare la locomotiva al treno ed il pranzo, è stata la volta della visita al centro di Rogliano, interessato tra l'altro da una bellissima sfilata carnevalesca. 

La giratura della vaporiera sulla piattaforma di Rogliano.
La 353 in manovra dopo la giratura.
Anche in questo caso, per i tempi stretti, la visita è stata purtroppo notevolmente ridotta: nonostante ciò, la guida turistica in poco tempo ha illustrato le peculiarità religiose e storiche della cittadina del Savuto. Poco prima della ripartenza, la stazione era letteralmente presa d'assalto dai cittadini roglianesi di tutte le età, in maschera e non: fumo, vapore, coriandoli e colori si confondono in un'unica entità in festa. Bastano un paio di appelli a bordo delle carrozze, per verificare la presenza di tutti i partecipanti, e si è pronti a tornare a Cosenza, in verità non poco a malincuore. Speriamo che le immagini riescano a descrivere l'atmosfera che si respirava in quei minuti. Alle 17 il segnale di partenza è a via libera: la 353, in testa al carico "multiregionale", omaggia ancora una volta con fischi (e petardi...) la città di Rogliano, che a quel punto era praticamente riversa in stazione, sulle strade e sulle terrazze rivolte verso l'impianto ferroviario, unita in un unico saluto collettivo al treno storico...

Collage di fotografie scattate durante la visita guidata a Rogliano: in senso orario Comune di Rogliano, Chiesa di S.Giorgio Martire, antica cantina, scorcio di uno storico vicolo.
In attesa della partenza...con petardo pronto alla sorpresa!
Pochi minuti prima della partenza.
Il viaggio di ritorno, in discesa, considerato anche il cospicuo ritardo sulla tabella di marcia, prosegue in modo più spedito: qualche altra fermata tecnica, altro rifornimento idrico a Pedace e ci sia avvia verso l'ultima tappa, alla fermata di Bosco. Proprio qui l'Associazione Boscolandia ha "trasferito" sul marciapiede parte della "Sagra del Maiale" tenutasi in contemporanea al treno storico, offrendo ai viaggiatori del convoglio, un rinfresco di frutta, snack e carne suina e liquori a volontà! Una decina di minuti e si riparte: raggiungiamo Cosenza Vaglio Lise, dopo la fermata a Centro, intorno alle 19.10. Stanchi ma felici, e più che soddisfatti assieme alle "cavie" del primo treno storico di Ferrovie in Calabria: arriviamo alla conclusione di questa esperienza di prova, con tantissimi nuovi amici da ogni parte d'Italia e della Calabria. I complimenti ricevuti sul posto, e che stiamo continuando a ricevere su Facebook e tramite email (li pubblicheremo a breve in un post dedicato) sono la nostra forza, e la forza di Ferrovie della Calabria: la strada - o meglio la ferrovia - intrapresa è quella giusta! 

In sosta a Pedace, per rifornimento idrico prima del capolinea.
Bosco: assalto al buffet organizzato dall'Associazione Boscolandia!
Termine corsa: per adesso! La 353 immersa nel vapore e nel buio, appena giunta a Cosenza Vaglio Lise. Sulla sinistra, la M4 406 che riporterà in deposito le vetture.
Una riflessione: questo "piccolo" evento è stato la dimostrazione di come le Ferrovie della Calabria non vengano definite a caso o per finalità politiche, un potenziale volano per l'economia calabrese. Si tratta di una verità non discutibile! Il "Viaggio del Tempo" ha infatti contribuito a sostenere l'economia locale attraverso:

- Pernottamenti in albergo e consumazioni in locali a Cosenza, per i partecipanti provenienti da fuori Regione;
- Prenotazione e presenza di 45 persone in trattoria tipica a Rogliano;
- Prenotazione e presenza di 50 persone al pranzo a buffet preparato dall'impresa di catering roglianese;
- Pubblicizzazione ed acquisto dei vini esposti in stazione a Rogliano;
- Frequentazione di bar ed altri servizi da parte di un notevole numero di partecipanti all'iniziativa;
- Acquisto di vivande varie, offerte ai viaggiatori, da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria.
- Collaborazione di guide turistiche locali.

In conclusione del post vogliamo ringraziare di vero cuore, a nome dell'Associazione ed a nome dei singoli componenti della stessa, tutti gli amici ferrovieri che con sacrificio e grandissimo spirito collaborativo hanno contribuito all'eccezionale riuscita dell'evento. Un enorme GRAZIE ad Antonio Massarini, Stefano e Giuseppe Zumpano, Sergio Minardi, Pietro Urso, Giuseppe Pisano, Gaetano Lisco, Pasquale Fabiano, Nello Perri, Giuseppe De Luca dell'Associazione Boscolandia, Giuspeppe Pugliese, al capo stazione di Rogliano, agli operai e tecnici delle officine di Cosenza che hanno 'scortato' il treno per tutto il viaggio, al DCO ed ai tanti altri dipendenti di Ferrovie della Calabria che per il momento non "conosciamo" nominalmente! Un ringraziamento altrettanto grande va ovviamente al Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, a Nicoletta Audino della Segreteria Presidenza, al Direttore Generale Giuseppe Lo Feudo ed al Direttore d'Esercizio Santo Marazzita, per l'impegno dedicato alla realizzazione tecnica e burocratica del treno storico. Un modello da seguire, un modello che probabilmente è stato anche migliore e più efficace di quelli tanto osannati nel campo dei treni storici (e non solo) presenti nel resto d'Italia: abbiamo avuto la dimostrazione che la Calabria non sempre piange se stessa, ma si rimbocca le maniche, ed ottiene risultati eccellenti, grazie all'unione di tutte le forze positive presenti nel nostro territorio.
Ricordiamo e ringraziamo per la partecipazione anche gli amici del Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido, in particolare Michele Spagnolo, vice-presidente del DLF, per la coordinazione degli oltre venti ferrovieri di Trenitalia ed RFI e relative famiglie, presenti all'evento.
Arrivederci al prossimo treno... molto presto!

Assieme al Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, ed al Direttore Generale Giuseppe Lo Feudo.
Nei prossimi giorni pubblicheremo un post dedicato agli altri eventi calabresi, relativi alla settima Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, con un'anticipazione dei programmi futuri relativi al treno storico di Ferrovie della Calabria: continuate a seguirci! 

9 feb 2014

Ferrovie della Calabria: un futuro per il trenino della Sila!

"...mille percorsi turistici, nuove destinazioni, quale futuro per il treno della Sila delle Ferrovie della Calabria?"


Era questo il sottotitolo presente nel manifesto, relativo all'incontro pubblico tenutosi ieri mattina ed organizzato dal sindacato UILTrasporti, nella sala conferenze delle Ferrovie della Calabria, a Cosenza Vaglio Lise. Una domanda che tutti si pongono ormai da anni, e che finalmente oggi ha una risposta...per fortuna più che positiva. 
Ovviamente noi di Ferrovie in Calabria non potevamo mancare, specie in una così importante occasione: in questo post riassumeremo i vari interventi dei relatori, moderati dal Dott. Mario Li Trenta, Segretario provinciale di UILTrasporti, che ha anche avviato la discussione...in alcuni casi anche estremamente animata, come vedremo tra poco.
L'esordio del Dott. Li Trenta è stato concentrato principalmente sui preamboli storici relativi alle Ferrovie Calabro Lucane, all'interno delle quali, ovviamente, affondano le radici le nostre Ferrovie della Calabria. Sono stati ricordati i vari tronchi costruiti nello scorso secolo, ed in seguito purtroppo soppressi gradualmente, partendo dalla Spezzano Albanese - Lagonegro (ancora oggi rimpianta e spesso oggetto di proposte di parziale ricostruzione) alla Soverato - Chiaravalle, passando per linee Taurensi, la Crotone - Petilia Policastro, terminando alla linea più "recente", che nel 1956 collegò Cosenza con San Giovanni in Fiore, servendo gran parte dell'entroterra silano cosentino, e che in previsione, collegandosi a Petilia, avrebbe consentito la creazione di una trasversale ferroviaria tra Crotone e Cosenza. 
Ed è proprio la Cosenza - Pedace - San Giovanni in Fiore, che negli scorsi anni (con picco massimo tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo Millennio) venne percorsa da centinaia di treni turistici effettuati con la vaporiera 353 e le classiche vetture storiche, riscuotendo un enorme successo di pubblico non soltanto calabrese. I viaggiatori/richiedenti del treno, infatti, spaziavano dalle scolaresche del cosentino, fino a gruppi di turisti ed appassionati esteri...senza dimenticare i treni "ordinari" a vapore tra Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio, che nei fine settimana erano aperti al pubblico, con tariffa ovviamente dedicata.
Terminata l'introduzione del Segretario Li Trenta, che ha auspicato l'apertura di un tavolo istituzionale dedicato alla questione, la parola è passata al Presidente delle Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà: un intervento come sempre conciso, ma dai contenuti chiari e senza molte "acrobazie" di parole. Collegandosi alla ricostruzione storica, Pedà ha illustrato le basi del programma di rilancio del treno turistico in Sila, soffermandosi sulla previsione di 100 treni/anno, per un costo di 327 mila Euro. Il servizio, attraverso un bando europeo, verrà affidato ad un tour operator, che si occuperà della creazione di pacchetti turistici attorno alla figura "treno a vapore", mentre le Ferrovie della Calabria si occuperanno esclusivamente dell'esercizio ferroviario e dell'ovvia manutenzione dell'infrastruttura. Fondamentale inoltre, per intercettare il flusso turistico, l'istituzione di un collegamento navetta tra l'aeroporto, la stazione di Lamezia Terme Centrale e la Sila, che potrebbe essere affidato alle stesse Ferrovie della Calabria. Non è mancato un cenno anche alla situazione infrastrutturale e dei servizi dedicati ai pendolari, con la promessa di "non dismettere più neanche un millimetro di rete ferroviaria", ma piuttosto potenziare e ripristinare gradualmente le tratte attualmente sospese all'esercizio, iniziando dalla Gioia Tauro - Palmi. Rivoluzione, in prospettiva, anche per la Catanzaro - Cosenza, con il ripristino della tratta centrale attualmente interrotta tra Rogliano e Soveria Mannelli, e la velocizzazione di tutta la tratta, puntando all'istituzione di una tipologia di servizi su rotaia totalmente nuova e dai tempi di percorrenza ridotti. Un risultato che ha dell'incredibile e che conferma la bontà dell'operato dell'azienda, considerando che fino allo scorso anno la crisi finanziaria ha portato vicino al default le Ferrovie della Calabria. 

L'intervento del Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà.

Sulla stessa linea del Presidente Pedà, il Direttore Giuseppe Lo Feudo, che ha confermato la ripartenza del treno a vapore nei prossimi mesi, non dimenticando però i temi della sostenibilità economica. 
La parola passa in seguito al Dott. Leo Rizzuti, sindaco di Serrapedace e Presidente dell'Unione Sindaci della Presila, che si è soffermato sulla valenza non solo turistica della tratta Cosenza - San Giovanni in Fiore, ricordando la battaglia contro la soppressione nel 2011, degli ultimi treni Cosenza - Pedace - Spezzano della Sila. 
Pensiero controcorrente (ma assolutamente condivisibile) invece, quello di Biagio Rizzo, dipendente di Ferrovie della Calabria, che ha ricordato che, tutto sommato, le battaglie dei sindaci in difesa della ferrovia non sono poi state così incisive e durature nel tempo, ed anzi, addirittura, c'è stato anche chi proponeva lo smantellamento della linea e relativa sostituzione con pista ciclabile...
Prevedibilmente, segue un'animata discussione, non del tutto in tema "Ferrovie della Calabria", relativa agli impianti sciistici di risalita, attualmente non funzionanti per varie motivazioni...con "ovvia" esposizione dei fatti diversa in base ai punti di vista e le responsabilità. Un'ulteriore occasione mancata, che avrebbe trasformato la Sila in un piccolo paradiso sciistico, dai connotati elvetici. 
Ma il battibecco non è bastato: il convegno è stato parzialmente "stravolto" anche da un'irruzione di un gruppo di manifestanti appartenenti a movimenti e sindacati di sinistra, in protesta contro l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale, tra cui ovviamente quelle di Ferrovie della Calabria: l'accusa, rivolta ai sindacati ed alla politica, è stata quella di aver accettato a testa bassa le direttive imposte dal governo centrale, che penalizzano pesantemente i cittadini, specie se studenti o appartenenti a classi sociali più deboli. Temi purtroppo molto pesanti, e dai risvolti ormai estremamente negativi, che sono ovviamente sotto gli occhi di tutti i calabresi e gli italiani: la protesta del gruppo è stata infatti più che giustamente tollerata dai presenti e dai relatori, che con grande prova di democrazia hanno dato spazio ad un intervento di uno dei giovani portavoce.

Scatti "rubati" durante i concitati momenti della protesta.
Terminata la protesta, gli interventi successivi sono stati quelli delle onorevoli Enza Bossio e Stefania Covello, parlamentari calabresi impegnate tra mille difficoltà nella battaglia per i trasporti ferroviari della nostra Regione, con particolare riferimento allo sblocco dei fondi FAS destinati al TPL calabrese. 
Speriamo nella loro buona fede, considerando che, probabilmente, si tratta dell'ultima occasione di rivalsa della politica "tradizionale", dopo oltre un ventennio di fallimenti e vane promesse.
Il convegno è stato invece concluso da Roberto Castagna, segretario Regionale di UIL, con alcune considerazioni sull'attuale stato di precarietà sociale presente in tutto il territorio nazionale, che spesso sfocia in proteste anche non del tutto pacifiche...

Ma ai margini del convegno, abbiamo raccolto anche alcune considerazioni da parte del personale stesso di Ferrovie della Calabria: in particolare riteniamo opportuno diffondere la vera e propria richiesta d'aiuto proveniente dalle officine di Vaglio Lise. Un programma di apprendistato, non solo per neo-laureati, sarebbe necessario per formare le giovani leve, che nell'immediato futuro, al termine del periodo lavorativo della maggior parte dell'attuale personale ad altissima competenza, permetterebbe di mantenere all'interno dell'azienda, le conoscenze necessarie per la manutenzione e l'esercizio del treno storico, con ovvio riferimento alla vaporiera 353, un gioiello di tecnica di inizio '900...considerando, tra l'altro, che le esperienze degli scorsi anni con ditte esterne, non sono state poi così benefiche. A proposito di servizio turistico: in prospettiva, la tratta che in futuro rivedrà i treni storici, sarà ovviamente la Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio: un punto non ancora completamente chiarito, riguarda l'infrastruttura e la logistica. Tornerà percorribile l'intera tratta Pedace - San Nicola (attualmente franata nei pressi di Fondente), o la vaporiera 353 e le vetture verranno "isolate", e trasportate via strada da Cosenza a Camigliatello? Speriamo ovviamente che non venga presa in considerazione questa seconda opzione, ma piuttosto si apra la strada, definitivamente, ad una ripristino strutturale dell'intera tratta, che però, allo stesso tempo, rischia di perdere la parte terminale da San Nicola Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore, causa sdemanializzazione da parte della Regione Calabria. In tal caso, però, non sarebbe da sottovalutare un tipo di gestione "alternativa" di quel tratto di ferrovia (che non sia, ovviamente, una pista ciclabile), anche da parte di associazioni.
Riponiamo comunque la nostra fiducia nella nuova dirigenza di Ferrovie della Calabria, che ha già compiuto tanti primi importanti passi: c'è ancora molto da fare per tornare ai fasti di qualche anno fa, ma non basta. Bisogna andare oltre, e rendere l'azienda un fiore all'occhiello per la nostra Calabria, e perchè no, anche per il panorama ferroviario nazionale, visto che le carte sono tutte in regola per permettere un reale debutto delle Ferrovie della Calabria sulla rete RFI. 
Concludiamo il post con un annuncio: qualche "sbuffo" dalla 353 probabilmente lo rivedremo addirittura tra qualche settimana!
Per adesso non ci sbilanciamo oltre: continuate a seguirci!

Al termine del convegno...tutti attorno alla 353 ed alla vettura a carrelli BCMR, in mostra nel piazzale delle officine.
La dirigenza FC assieme al Capo Deposito Antonio Massarini, a bordo della vettura BCMR.
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it