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• 14/10/14 • La mancanza di energia per l'alimentazione elettrica, sulla linea Paola - Cosenza, causa l'arresto improvviso di un treno nella galleria Santomarco: si è trattato della simulazione di criticità, tenutasi stanotte all'interno della lunga galleria posta sulla ferrovia Paola - Cosenza. Qui la news di ANSA Calabria • 13/10/14 • Trenitalia: a partire dal 15 ottobre verrà ripristinato il treno Regionale 22664 Reggio Calabria Centrale (11.30) - Rosarno (12.50), mentre verrà soppresso, solo nella giornata del 15 ottobre, il Regionale 22653/22654 Melito PS (6.45) - Rosarno (8.45). Qui il comunicato di Fsnewss • 04/10/14 • Si è tenuto nella giornata del 2 ottobre, l'open day alla stazione RFI di Fuscaldo, i cui ambienti non più utili ai fini dell'esercizio ferroviario, sono stati assegnati alla locale cooperativa agricola "Il Segno": prosegue quindi anche in Calabria, il programma di Rete Ferroviaria Italiana che prevede il recupero e l'affidamento a fini sociali delle stazioni parzialmente o totalmente dismesse. Qui la news • 29/09/14 • Si terra alla stazione RFI di Bova Marina, giorno 9 ottobre, un nuovo sit-in di protesta contro il declassamento della ferrovia Jonica. Clicca qui per aderire all'evento su facebook • 22/09/14 • Taglio delle stazioni sulla ferrovia Jonica: l'assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele, scrive ad RFI per chiedere rassicurazioni sul progetto di ridimensionamento, in vista di una riorganizzazione dell'orario regionale lungo la linea Jonica. Qui il comunicato • 13/09/14 • Pubblicati sulla nostra pagina gli orari dei servizi ferroviari Ferrovie della Calabria previsti a partire dal prossimo 15.09.2014. Vedi qui • 12/09/14 • Il fabbricato viaggiatori della ormai dismessa fermata di Curinga (posta sulla linea Tirrenica tra Lamezia Terme ed Eccellente), è stato ufficialmente attribuito da RFI, ad uso gratuito del Comune. Qui la delibera del consiglio comunale • 09/09/14 • Domani, 10.09.2014, il candidato per le Regionali con il Centrosinistra Oliverio si recherà nella stazione delle Ferrovie della Calabria di Soveria Mannelli, dalla quale partirà alla volta di Catanzaro a bordo del treno 17 delle 10.25. Arrivato a Catanzaro incontrerà a via Milano i lavoratori e sindacalisti delle FC e dell'AMC di Catanzaro. Leggi qui

19 feb 2014

Foto dal passato (n°44 - Febbraio 2014)

E' dall'ormai lontano 1933 che il centro storico di Catanzaro viene raggiunto dai treni delle Ferrovie Calabro Lucane prima, e delle Ferrovie della Calabria dal 1990 ad oggi. Ma qualche anno fa, precisamente nell'ormai non più vicinissimo 1998, le nostre FC hanno dato il meglio...raggiungendo il centro di Catanzaro in modo ancor più "capillare"! 
La storica vaporiera a cremagliera 504, infatti, a scopo promozionale, venne caricata su un carrello stradale dell'Impresa Francesco Ventura di Paola, ed esposta per alcuni giorni in Piazza Prefettura, nel mese di maggio di 16 anni fa, attirando l'attenzione di migliaia di catanzaresi e non solo. Per l'occasione, le Ferrovie della Calabria stamparono anche un piccolo volantino, distribuito ai passanti, riportante le caratteristiche tecniche della locomotiva. Si trattava ovviamente di periodi finanziariamente molto più "felici" di quelli attuali, ma indubbiamente, la riproposizione di questa tipologia di iniziative, non sarebbe assolutamente da sottovalutare nel programma di rilancio delle Ferrovie della Calabria. I treni fuori dalle loro "sedi naturali" (ovviamente non in modo accidentale!) continuano ad essere ancora oggi un notevole vettore pubblicitario: ricordiamo infatti l'esposizione delle locomotive FS E404 001 (prototipo ETR500) e della vaporiera 640 003 a Roma, lo scorso anno, oppure, esempio simbolico dei "treni nelle città", l'evento del 2003 "le train capitale", durante il quale vennero montati i binari e fatti circolare alcuni rotabili SNCF lungo i campi elisi di Parigi, per festeggiare i 100 anni della società ferroviaria francese.
Lanciamo una proposta un po' "estrema" indubbiamente onerosa a livello finanziario, sperando ovviamente di non essere letteralmente...linciati! Nel 2016 un importante anniversario verrà celebrato nelle nostre Ferrovie della Calabria: la linea ferroviaria Cosenza - Rogliano, prima linea ferroviaria della rete MCL/FCL entrata in esercizio in Calabria, compirà 100 anni, aprendo la strada ad un lungo periodo di quasi vent'anni, fatto di "centenari", relativi all'apertura delle varie tratte a scartamento ridotto calabresi, in servizio o soppresse. Sarebbe interessante replicare un piccolo "le train capitale" in Calabria, portando i binari a scartamento ridotto, con tanto di rotabili in movimento, nelle più importanti città della nostra regione...magari, paradossalmente, anche dove la rete FCL non ci è mai arrivata. Proviamo ad immaginare un Corso Garibaldi di Reggio Calabria, o ancor di più uno dei due viali del bellissimo Lungomare Falcomatà, armato temporaneamente con un paio di kilometri di binari a 950 mm (ovviamente con armamento leggero e pre-assemblato), e percorsi dalla vaporiera 504 o 403 (entrambe al momento in attesa di revisione), con in composizione una vettura a carrelli BCMR ed un carro chiuso, per la prima volta sbuffanti in riva allo Stretto...mentre contemporaneamente, la 353 percorre instancabilmente la Cosenza - Rogliano, in servizio ordinario, in turno con i complessi Stadler e le altre automotrici M4 FIAT ed M2.200 Breda, magari tutte "rinfrescate" per l'occasione! Il tutto, ovviamente, in attesa del compleanno della Rogliano - Catanzaro - Catanzaro Lido, delle linee Taurensi, senza dimenticare anche eventi di altra tipologia, in occasione dei centenari delle altre linee, purtroppo attualmente dismesse o sospese all'esercizio. 
Un modo originale, che probabilmente farebbe il giro del mondo (attirando migliaia di turisti), proprio come l'evento francese, per festeggiare il primo secolo di vita di una delle aziende chiave dell'economia calabrese, da sempre radicata nel territorio, e che oggi può rappresentare un veicolo per la ripresa commerciale ed economica della nostra regione. Ferrovie in Calabria lancia la proposta! 

Un ringraziamento al signor Aldo De Gregorio, per averci gentilmente inviato e concesso la pubblicazione delle sue storiche fotografie.

La mitica 504 esposta in Piazza Prefettura.

Altra angolazione della vaporiera a cremagliera FCL

Scatto "panoramico" per la locomotiva a scartamento ridotto esposta nel centro di Catanzaro.

Volantino con scheda tecnica della 504, distribuito durante l'esposizione della vaporiera: grazie ad Alessio De Mare dell'Associazione Modellisti Catanzaresi, per averci inviato la scansione!

13 feb 2014

10 anni senza "Pitagora"...


Il 15 dicembre 2003 cadeva il primo dei treni che hanno, da sempre, fatto la storia della ferrovia Jonica: si trattava dell'InterCity 692/695 "Pitagora", Villa San Giovanni - Bari Centrale via Roccella - Catanzaro Lido - Crotone, che veniva instradato via Lamezia Terme Centrale - San Lucido - Sibari, snaturando per sempre quell'essenza di servizio veloce di collegamento tra tutta la fascia Jonica. Soltanto tre anni dopo, infatti, il mitico e mai dimenticato Pitagora, che nonostante il cambiamento di classificazione in Espresso ed in seguito InterCity, continuava ad essere identificato dai cittadini della locride come "u Rapidu Tarantu/Bari", apparteneva già ai ricordi di un'epoca d'oro...
Vogliamo ricordare questo storico treno con questa considerazione del nostro Luca Pisconti: parole che oggi sono più che mai attuali, visto che dopo dieci anni la Jonica rivede un collegamento diretto InterCity tra Reggio Calabria e la Puglia...ma magra consolazione, oltre alla traccia oraria sproporzionata, viene vergognosamente effettuato con una automotrice ALn668, o al più da una minuscola composizione di due vetture UIC-X per treni Regionali.
Nel 2003, l'InterCity 692 "Pitagora" percorreva il tratto Reggio Calabria Centrale - Taranto in 6 ore. Oggi, nel 2014, l'InterCity 562 percorre la stessa tratta in 7...

L'alba lo attendeva lì, come ogni giorno, pronto a sfrecciare tra le agavi e l'azzurro dello Jonio mentre le prime luci del mattino cominciavano ad illuminare le strade e i palazzi. Quel giorno, però, quella stessa alba era totalmente ignara del fatto che "Pitagora" avrebbe percorso una via diversa dal solito, forse anche un po' controvoglia, costretto dalla mano di chi non aveva per nulla fatto i conti con sé stesso. Le cittadine di Locri e Siderno si risvegliarono con il suono di campane "a morto" per celebrare la "fujuta" del "Pitagora" dalla Costa dei Gelsomini alla Costa Viola; ma i cittadini, i Sindaci e soprattutto l'allora Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace monsignor Giovanni Maria Bregantini non hanno gradito molto questa manovra da parte di Trenitalia ed organizzarono un'inusuale occupazione della stazione di Locri proprio la mattina del 15 dicembre 2003 (data successiva all'entrata in vigore dell'orario 2004). Forse si sarebbe dovuto partire proprio da lì, da quella piccola protesta, da quel piccolo movimento di ribellione che avrebbe dovuto accrescere e accendere la forza di volontà di tutti i cittadini della Locride: l'InterCity "Pitagora" non era solo un treno, era il treno per eccellenza, colui che dagli anni '60 aveva dato lustro (assieme ad un altro treno gemello) a 474 km di linea ferroviaria a trazione diesel. Ai tempi, la nostra associazione non era ancora stata partorita, né rappresentava un obiettivo vista la tenerissima età di quasi tutto il direttivo, ma a 10 anni di distanza non si può lasciare tutto nel dimenticatoio e arrendersi. Nel 2006, 2 anni dopo la deviazione via Tirrenica, la triste ed ormai famosa "storia delle zecche" fu fatale al nostro "Pitagora" che vide definitivamente sparire le sue corse tra i colori della Magna Grecia; da allora è cominciato un lento e rovinoso declino dell'idea di collegamento diretto tra la Calabria e la Puglia, affidato sino al 2011, ai soli treni notturni che da Catanzaro Lido e Crotone raggiungevano Taranto e Bari eccezion fatta per il notturno che ha per un anno ha collegato Reggio Calabria con Torino e Milano passando, per l'appunto, dalla Puglia. Solo nel dicembre 2012 si è deciso che la Magna Grecia avrebbe dovuto essere collegata da un treno diretto, ma di certo le aspettative non sono state del tutto rosee: l'attuale treno, infatti, è limitato al percorso che da Reggio Calabria conduce a Taranto e del vecchio "Pitagora" non possiede praticamente nulla, specie il materiale rotabile (molto spesso, purtroppo, affidato ad una singola automotrice). E la nostra alba, quella citata all'inizio di questo post, continua ad essere orfana del suo treno, di quello "Speedy Gonzales" di cui si mantengono sempre dei bei ricordi e che ha contribuito non poco a dare corpo e anima ad una ferrovia che ancora rimane lì sospesa nel nulla, in attesa del suo destino.

L'InterCity Pitagora nel 1999, corre nei pressi della suggestiva scogliera tra Ferruzzano e Africo Nuovo: in composizione 3 UIC-Z1, tutte in livrea originale...
L'InterCity Pitagora nel 2002, ripreso tra Metaponto e Sibari: in composizione due comode UIC-Z di seconda classe ed una all'epoca appena ristrutturata UIC-X Giubileo.

9 feb 2014

Ferrovie della Calabria: un futuro per il trenino della Sila!

"...mille percorsi turistici, nuove destinazioni, quale futuro per il treno della Sila delle Ferrovie della Calabria?"


Era questo il sottotitolo presente nel manifesto, relativo all'incontro pubblico tenutosi ieri mattina ed organizzato dal sindacato UILTrasporti, nella sala conferenze delle Ferrovie della Calabria, a Cosenza Vaglio Lise. Una domanda che tutti si pongono ormai da anni, e che finalmente oggi ha una risposta...per fortuna più che positiva. 
Ovviamente noi di Ferrovie in Calabria non potevamo mancare, specie in una così importante occasione: in questo post riassumeremo i vari interventi dei relatori, moderati dal Dott. Mario Li Trenta, Segretario provinciale di UILTrasporti, che ha anche avviato la discussione...in alcuni casi anche estremamente animata, come vedremo tra poco.
L'esordio del Dott. Li Trenta è stato concentrato principalmente sui preamboli storici relativi alle Ferrovie Calabro Lucane, all'interno delle quali, ovviamente, affondano le radici le nostre Ferrovie della Calabria. Sono stati ricordati i vari tronchi costruiti nello scorso secolo, ed in seguito purtroppo soppressi gradualmente, partendo dalla Spezzano Albanese - Lagonegro (ancora oggi rimpianta e spesso oggetto di proposte di parziale ricostruzione) alla Soverato - Chiaravalle, passando per linee Taurensi, la Crotone - Petilia Policastro, terminando alla linea più "recente", che nel 1956 collegò Cosenza con San Giovanni in Fiore, servendo gran parte dell'entroterra silano cosentino, e che in previsione, collegandosi a Petilia, avrebbe consentito la creazione di una trasversale ferroviaria tra Crotone e Cosenza. 
Ed è proprio la Cosenza - Pedace - San Giovanni in Fiore, che negli scorsi anni (con picco massimo tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo Millennio) venne percorsa da centinaia di treni turistici effettuati con la vaporiera 353 e le classiche vetture storiche, riscuotendo un enorme successo di pubblico non soltanto calabrese. I viaggiatori/richiedenti del treno, infatti, spaziavano dalle scolaresche del cosentino, fino a gruppi di turisti ed appassionati esteri...senza dimenticare i treni "ordinari" a vapore tra Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio, che nei fine settimana erano aperti al pubblico, con tariffa ovviamente dedicata.
Terminata l'introduzione del Segretario Li Trenta, che ha auspicato l'apertura di un tavolo istituzionale dedicato alla questione, la parola è passata al Presidente delle Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà: un intervento come sempre conciso, ma dai contenuti chiari e senza molte "acrobazie" di parole. Collegandosi alla ricostruzione storica, Pedà ha illustrato le basi del programma di rilancio del treno turistico in Sila, soffermandosi sulla previsione di 100 treni/anno, per un costo di 327 mila Euro. Il servizio, attraverso un bando europeo, verrà affidato ad un tour operator, che si occuperà della creazione di pacchetti turistici attorno alla figura "treno a vapore", mentre le Ferrovie della Calabria si occuperanno esclusivamente dell'esercizio ferroviario e dell'ovvia manutenzione dell'infrastruttura. Fondamentale inoltre, per intercettare il flusso turistico, l'istituzione di un collegamento navetta tra l'aeroporto, la stazione di Lamezia Terme Centrale e la Sila, che potrebbe essere affidato alle stesse Ferrovie della Calabria. Non è mancato un cenno anche alla situazione infrastrutturale e dei servizi dedicati ai pendolari, con la promessa di "non dismettere più neanche un millimetro di rete ferroviaria", ma piuttosto potenziare e ripristinare gradualmente le tratte attualmente sospese all'esercizio, iniziando dalla Gioia Tauro - Palmi. Rivoluzione, in prospettiva, anche per la Catanzaro - Cosenza, con il ripristino della tratta centrale attualmente interrotta tra Rogliano e Soveria Mannelli, e la velocizzazione di tutta la tratta, puntando all'istituzione di una tipologia di servizi su rotaia totalmente nuova e dai tempi di percorrenza ridotti. Un risultato che ha dell'incredibile e che conferma la bontà dell'operato dell'azienda, considerando che fino allo scorso anno la crisi finanziaria ha portato vicino al default le Ferrovie della Calabria. 

L'intervento del Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà.

Sulla stessa linea del Presidente Pedà, il Direttore Giuseppe Lo Feudo, che ha confermato la ripartenza del treno a vapore nei prossimi mesi, non dimenticando però i temi della sostenibilità economica. 
La parola passa in seguito al Dott. Leo Rizzuti, sindaco di Serrapedace e Presidente dell'Unione Sindaci della Presila, che si è soffermato sulla valenza non solo turistica della tratta Cosenza - San Giovanni in Fiore, ricordando la battaglia contro la soppressione nel 2011, degli ultimi treni Cosenza - Pedace - Spezzano della Sila. 
Pensiero controcorrente (ma assolutamente condivisibile) invece, quello di Biagio Rizzo, dipendente di Ferrovie della Calabria, che ha ricordato che, tutto sommato, le battaglie dei sindaci in difesa della ferrovia non sono poi state così incisive e durature nel tempo, ed anzi, addirittura, c'è stato anche chi proponeva lo smantellamento della linea e relativa sostituzione con pista ciclabile...
Prevedibilmente, segue un'animata discussione, non del tutto in tema "Ferrovie della Calabria", relativa agli impianti sciistici di risalita, attualmente non funzionanti per varie motivazioni...con "ovvia" esposizione dei fatti diversa in base ai punti di vista e le responsabilità. Un'ulteriore occasione mancata, che avrebbe trasformato la Sila in un piccolo paradiso sciistico, dai connotati elvetici. 
Ma il battibecco non è bastato: il convegno è stato parzialmente "stravolto" anche da un'irruzione di un gruppo di manifestanti appartenenti a movimenti e sindacati di sinistra, in protesta contro l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale, tra cui ovviamente quelle di Ferrovie della Calabria: l'accusa, rivolta ai sindacati ed alla politica, è stata quella di aver accettato a testa bassa le direttive imposte dal governo centrale, che penalizzano pesantemente i cittadini, specie se studenti o appartenenti a classi sociali più deboli. Temi purtroppo molto pesanti, e dai risvolti ormai estremamente negativi, che sono ovviamente sotto gli occhi di tutti i calabresi e gli italiani: la protesta del gruppo è stata infatti più che giustamente tollerata dai presenti e dai relatori, che con grande prova di democrazia hanno dato spazio ad un intervento di uno dei giovani portavoce.

Scatti "rubati" durante i concitati momenti della protesta.
Terminata la protesta, gli interventi successivi sono stati quelli delle onorevoli Enza Bossio e Stefania Covello, parlamentari calabresi impegnate tra mille difficoltà nella battaglia per i trasporti ferroviari della nostra Regione, con particolare riferimento allo sblocco dei fondi FAS destinati al TPL calabrese. 
Speriamo nella loro buona fede, considerando che, probabilmente, si tratta dell'ultima occasione di rivalsa della politica "tradizionale", dopo oltre un ventennio di fallimenti e vane promesse.
Il convegno è stato invece concluso da Roberto Castagna, segretario Regionale di UIL, con alcune considerazioni sull'attuale stato di precarietà sociale presente in tutto il territorio nazionale, che spesso sfocia in proteste anche non del tutto pacifiche...

Ma ai margini del convegno, abbiamo raccolto anche alcune considerazioni da parte del personale stesso di Ferrovie della Calabria: in particolare riteniamo opportuno diffondere la vera e propria richiesta d'aiuto proveniente dalle officine di Vaglio Lise. Un programma di apprendistato, non solo per neo-laureati, sarebbe necessario per formare le giovani leve, che nell'immediato futuro, al termine del periodo lavorativo della maggior parte dell'attuale personale ad altissima competenza, permetterebbe di mantenere all'interno dell'azienda, le conoscenze necessarie per la manutenzione e l'esercizio del treno storico, con ovvio riferimento alla vaporiera 353, un gioiello di tecnica di inizio '900...considerando, tra l'altro, che le esperienze degli scorsi anni con ditte esterne, non sono state poi così benefiche. A proposito di servizio turistico: in prospettiva, la tratta che in futuro rivedrà i treni storici, sarà ovviamente la Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio: un punto non ancora completamente chiarito, riguarda l'infrastruttura e la logistica. Tornerà percorribile l'intera tratta Pedace - San Nicola (attualmente franata nei pressi di Fondente), o la vaporiera 353 e le vetture verranno "isolate", e trasportate via strada da Cosenza a Camigliatello? Speriamo ovviamente che non venga presa in considerazione questa seconda opzione, ma piuttosto si apra la strada, definitivamente, ad una ripristino strutturale dell'intera tratta, che però, allo stesso tempo, rischia di perdere la parte terminale da San Nicola Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore, causa sdemanializzazione da parte della Regione Calabria. In tal caso, però, non sarebbe da sottovalutare un tipo di gestione "alternativa" di quel tratto di ferrovia (che non sia, ovviamente, una pista ciclabile), anche da parte di associazioni.
Riponiamo comunque la nostra fiducia nella nuova dirigenza di Ferrovie della Calabria, che ha già compiuto tanti primi importanti passi: c'è ancora molto da fare per tornare ai fasti di qualche anno fa, ma non basta. Bisogna andare oltre, e rendere l'azienda un fiore all'occhiello per la nostra Calabria, e perchè no, anche per il panorama ferroviario nazionale, visto che le carte sono tutte in regola per permettere un reale debutto delle Ferrovie della Calabria sulla rete RFI. 
Concludiamo il post con un annuncio: qualche "sbuffo" dalla 353 probabilmente lo rivedremo addirittura tra qualche settimana!
Per adesso non ci sbilanciamo oltre: continuate a seguirci!

Al termine del convegno...tutti attorno alla 353 ed alla vettura a carrelli BCMR, in mostra nel piazzale delle officine.
La dirigenza FC assieme al Capo Deposito Antonio Massarini, a bordo della vettura BCMR.

5 feb 2014

La ferrovia Jonica cade nella spirale della "rete snella": ecco la nostra lettera aperta


Come anticipato nel precedente post, e diffuso in questi ultimi giorni nel nostro gruppo di discussione su Facebook, Ferrovie in Calabria ritorna "all'attacco" con una nuova lettera aperta, inviata a tutte le maggiori testate giornalistiche on-line e cartacee calabresi (e non solo). Riteniamo infatti che l'opera di sensibilizzazione sulle problematiche del trasporto ferroviario della nostra regione, non debba essere limitata agli spazi frequentati da chi la ferrovia "la mastica già", ma vada ovviamente estesa il più possibile attraverso i media che giornalmente informano migliaia di cittadini. Soltanto rendendo pubblici i gravi problemi che affliggono il nostro territorio (e nel nostro caso ci occupiamo ovviamente del tema ferroviario), spiegando ai lettori non addentrati nel settore, in modo comprensibile, anche le motivazioni tecniche che hanno portato a determinate scelte delle imprese di trasporto e dei committenti del servizio, illustrando le alternative ed i possibili metodi di risoluzione, senza luoghi comuni o inutili attacchi ad organi errati, si compie un importante passo verso la risoluzione delle criticità. La conoscenza estesa a tutti, in ogni campo, può portare ad un reale cambiamento. Sarà proprio per questo motivo, che in tanti, purtroppo, continuano ad opporsi a queste campagne di sensibilizzazione, attraverso vere e proprie censure mediatiche, degne di governi dittatoriali.
La lettera aperta che leggerete tra qualche rigo, è stata pubblicata da oltre dieci siti internet locali (SoveratoWeb, StrettoWeb, CostaViola OnLine, Lente Locale, Soveratiamo, Il Cirotano, Il Metapontino ed altri ancora), oltre a testate giornalistiche come Cn24tv e Corriere della Calabria. Tema della missiva, che abbiamo inviato anche alle autorità regionali (Assessorato ai Trasporti e relativo Assessore Luigi Fedele), l'imminente riduzione delle stazioni ferroviarie lungo la linea Jonica, e relativa trasformazione delle stesse in fermate, attraverso il taglio dei binari di incrocio e precedenza. Ma lasciamo alla nostra lettera, il compito di informare a pieno i nostri lettori:

Gentile Redazione, 
con la presente lettera aperta, a nome dell’Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento assieme a quattro soci fondatori, ma soprattutto assieme a decine di simpatizzanti che seguono il nostro movimento da tutta la regione (e non solo), vorrei segnalare un ennesimo scempio, che a breve sarà perpetrato ai danni della nostra ferrovia Jonica. Dopo l’autentico scandalo dell’InterCity Reggio Calabria - Taranto (anomalia vergognosamente non ancora risolta, nonostante le nostre segnalazioni anche a livello nazionale), effettuato con una “littorina” ALn668 risalente a 40 anni fa, e non con le vetture adeguate al servizio, una nuova “dannazione” sta per abbattersi, questa volta sull’infrastruttura della linea ferroviaria Reggio Calabria - Metaponto - Taranto. Entro dicembre 2014, infatti, secondo programmi di gestione di Rete Ferroviaria Italiana, circa dieci stazioni (con rischio di estensione che potrebbe sfiorare 20 impianti!), verranno declassate a “fermate”. Tecnicamente, tale declassamento consiste nella soppressione dei binari di precedenza ed incrocio e relativi apparati di segnalamento, che normalmente caratterizzano le stazioni ferroviarie, e che permettono di effettuare manovre dei convogli ferroviari, ed in particolare incroci tra treni marcianti in senso opposto, e precedenze, per esempio tra un treno più veloce che “supera” uno più lento. La riduzione del numero di stazioni, e relativa trasformazione in fermate su linee ferroviarie a doppio binario (a maggior ragione se elettrificate e percorribili a velocità medio/alte), non provoca eccessive ripercussioni sul traffico ferroviario potenziale: lo stesso discorso, chiaramente, non vale per quelle a binario unico, come appunto la nostra Jonica. Le stazioni che subiranno il definitivo taglio e che rimarranno a singolo binario, saranno le seguenti: Marina di San Lorenzo, Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Gioiosa Jonica, Caulonia, Riace, Squillace, Roccabernarda, Isola di Capo Rizzuto, Roseto Capo Spulico (già trasformata in fermata da alcuni giorni), Policoro-Tursi. E come anticipato, potrebbero non essere le uniche, in futuro. E’ il risultato della discutibile politica nazionale di “right sizing”, di Rete Ferroviaria Italiana: questa drastica riduzione dei punti di incrocio/precedenza sulla nostra tratta Jonica, porterà ad una riduzione della capacità di traffico della linea ferroviaria, vicina al 50%. 
Il piazzale dei binari di Crotone in corso di "right sizing". Proprio in questi ultimi giorni, sono stati trasferiti a Lamezia Terme Centrale numerosi carri merci accantonati sui binari destinati allo smantellamento.
Perciò, se fino ad oggi avevamo un’infrastruttura capiente, pronta ad ospitare un notevole numero di treni in circolazione, ma purtroppo…a mancare erano i treni (per varie colpe, che spaziano da Regione fino a Ministero dei Trasporti, passando ovviamente per Trenitalia), proprio quando sembra finalmente vicina una svolta, grazie al rinnovato interesse per il trasporto su ferro della Regione Calabria…diventa decisamente complicato potenziare il servizio, semplicemente per carenza di “spazio” lungo la linea, che come ribadiamo è a binario unico. Diminuendo il numero di punti di incrocio, automaticamente diminuisce la possibilità di incrementare il traffico. L’unica possibilità, rimane una sorta di “sopravvivenza” stentata della tratta, con rimodulazione degli orari, che però non presuppone certo quell’obiettivo di definitivo potenziamento, e ripristino del ruolo di centralità della ferrovia Jonica, per la mobilità di migliaia di cittadini calabresi e non solo (non dimentichiamo infatti che la linea attraversa un territorio di enorme valenza turistica!). Segnaliamo inoltre, che un’altra grande “vittima” delle politiche di RFI, è la stazione di Crotone, ormai ridotta a semplice impianto secondario. Un piazzale composto da quindici binari (di cui cinque, più un tronco, utilizzati per servizio viaggiatori in stazione), distribuiti tra platea di lavaggio carrozze, scalo merci, scalo intermodale, zona ricovero carri e rimessa, è stato praticamente annullato, e ridotto a soli tre binari. Ovviamente, l’intera area verrà in futuro convertita ad altro uso, chiudendo definitivamente la porta ad un ripristino di almeno una piccola parte del servizio su rotaia regionale ed a lunga percorrenza, che contraddistingueva la stazione della città pitagorica. Un programma che sembra comunicare deliberatamente che la ferrovia Jonica è ormai definitivamente declassata a tratta secondaria, che non vedrà mai un potenziamento, e che di conseguenza diventa sproporzionata a livello infrastrutturale, necessitando quindi di essere ridimensionata per contenere i costi di manutenzione. E tutto ciò, paradossalmente, avviene mentre si continua a dare per certa la messa sotto tensione di tutta la linea ancora a trazione diesel, da Sibari a Melito di Porto Salvo. A tal proposito, ci chiediamo dove sia finito (se mai c’è stato), lo studio di fattibilità relativo proprio all’elettrificazione, effettuato nello scorso mese di luglio 2013, e quali siano stati i risultati. Nel frattempo, l’Associazione Ferrovie in Calabria lancia l’ennesimo appello, rivolto principalmente alle istituzioni Regionali e locali: se davvero abbiamo a cuore le sorti di questa ferrovia e realmente vogliamo puntare su di essa per il trasporto pubblico di domani, fermiamo questo scempio, purtroppo già avviato, prima che sia troppo tardi. Non vorremmo poi sentirci dire “non possiamo ripristinare i treni, perché non c’è spazio”, oppure “ritornerà un treno diretto per Roma, ma impiegherà il doppio del tempo da Reggio Calabria a Sibari, perché le stazioni per effettuare gli incroci sono poche”. Ringraziando per l’attenzione, porgo un cordiale saluto. 
Ex stazione di Montepaone-Montauro, trasformata in fermata nel 2002. Rimossi scambi e segnali di partenza.

2 feb 2014

Foto della settimana - Gennaio 2014

Con qualche giorno di ritardo, pubblichiamo oggi le prime "Foto della settimana" del 2014, direttamente dalla nostra Photogallery: il nuovo anno promette ovviamente più che bene, con tanti nuovi scatti giunti da tutta la nostra Calabria!
Iniziamo dalla prima fotografia, inviataci da Antonino Romeo, che ha immortalato la E402 131 in testa all'InterCity 723 Roma Termini - Palermo/Siracusa, in transito nella fermata di Villa San Giovanni Cannitello...ormai giunto al termine del suo viaggio "continentale".

...alla fine del Continente (n°113 - 01/2014)

...ma anche questo, è un InterCity...o per lo meno lo è soltanto in via "ufficiale". Potrebbe ancora essere spacciato (e quasi accettato...) per tale, se costantemente effettuato con la sua prevista composizione di D445 e due vetture UIC-X IR, qui ripresa a Catanzaro Lido. Peccato che nella maggior parte dei casi, l'ormai "famoso" IC 559/562 Taranto - Reggio Calabria Centrale e vv, viene effettuato con automotrici ALn668.
Quasi un InterCity...(n°114 - 01/2014)
Uno scatto che invece lascia letteralmente a bocca aperta, quello di Nicola Santucci, Capo Treno di Trenitalia e nostro grande amico ed associato di Ferrovie in Calabria: ci troviamo nei pressi del porto di Saline Joniche, durante il transito di un Regionale Melito di Porto Salvo - Rosarno, effettuato insolitamente da una composizione di E464 e materiale ordinario (due vetture MDVC e pilota UIC-X), su una tratta percorsa, nonostante l'elettrificazione, in prevalenza dallle ALn668, per carenza di rotabili a trazione elettrica. Eccezionale il riflesso del convoglio e del paesaggio circostante, sul tranquillo specchio d'acqua...

Insoliti riflessi (n°115 - 01/2014)
Ma sicuramente per "artisticità", non è da sottovalutare neppure la fotografia di Pasqualino Placanica, anche lui ferroviere di Trenitalia, in questo caso macchinista della Divisione Trasporto Regionale, che ha immortalato un particolare e sfuggente momento dell'alba. Ci troviamo alla stazione di Lamezia Terme Centrale, mentre è ancora netto il contrasto tra le calde luci naturali e quelle più fredde dei neon di stazione, che ancora illuminano qualche angolo di buio sotto le pensiline...poco prima che la luce solare invada ogni cosa.
Giochi di luce (n°116 - 01/2014)
Concludiamo il post comunicando che è in corso la diffusione mediatica di una nuova lettera aperta firmata dall'Associazione Ferrovie in Calabria, a proposito dell'imminente declassamento in fermate di oltre 12 stazioni ferroviarie della linea Jonica: nelle prossime 24 ore pubblicheremo anche su queste pagine il documento dedicato al grave provvedimento di RFI, che sta ormai facendo il giro delle testate giornalistiche calabresi, e che ovviamente abbiamo inviato anche alle autorità regionali preposte in materia di trasporti. Prosegue quindi la nostra opera di sensibilizzazione diretta dei cittadini calabresi, sul tema ferroviario: continuate a seguirci... e non dimenticate di inviarci i vostri scatti ferro-fotografici più belli, che una volta a settimana verranno pubblicati nella nostra Photogallery! 
 
Il primo blog dedicato al trasporto ferroviario in Calabria...by Roberto Galati...email - msn: exp826@hotmail.it